Citroën Type C

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Citroën 5HP Type C
Citroen trefle.jpg
Una 5HP Type C cabriolet
Descrizione generale
Costruttore Francia  Citroën
Tipo principale torpedo
Altre versioni cabriolet
Produzione dal 1922 al 1926
Esemplari prodotti 80.751
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 3230-3330 mm
Larghezza 1400 mm
Altezza 1550 mm
Massa 540-590 kg
Altro
Auto simili Mathis Type S ed SB
Peugeot Quadrilette
Renault NN

La Citroën 5 HP Type C, più conosciuta come Citroën 5CV, è una piccola autovettura prodotta negli anni venti dalla Casa francese Citroën. Veniva prodotta anche a Milano, dalla Citroën Italiana, come modello Citroën 5 CV.

Profilo[modifica | modifica sorgente]

Presentata al Salone di Parigi nel 1921, la Citroën 5 HP Type C fu posta in commercio solo l'anno dopo. Si trattava di una piccola vettura che andò ad inserirsi sotto la contemporanea Citroën B2, di fascia più alta, e mirava ad una clientela meno facoltosa. Ma la vera genialità di André Citroën stava nel aver progettato e realizzato questa vettura per un pubblico femminile, fatto assolutamente insolito all'epoca. Le stesse campagne pubblicitarie della 5CV ritraevano la vettura condotta da una signorina. Con la Type C, la Citroën si consacrò anche come marchio dedito alla motorizzazione di massa anche presso ceti meno abbienti. Quest'ultimo aspetto fu ribadito dal fatto che la Type C poté anche essere acquistata a rate: artefice di tale nuova (per l'epoca) modalità di acquisto fu proprio André Citroën, il quale fondò una società di consumo al credito, appositamente per agevolare l'acquisto delle sue vetture.
Le ridotte dimensioni della Type C e gli obiettivi commerciali che si era prefissata ne facevano una 2CV "ante-litteram". La Type C era disponibile inizialmente come torpedo a due posti. Particolare curioso della Torpedo era di avere solo una porta dal lato passeggero, mentre a sinistra, dal lato guidatore, era posizionata la ruota di scorta. Dal 1923 fu posta in commercio anche la versione cabriolet. La Type C era prevista unicamente in livrea di color giallo e per questo, con un gioco di parole, era nota come "Citron" (limone).

La Type C era spinta da un piccolo motore a 4 cilindri da 856 cm³ (alesaggio e corsa: 55x90 mm), in grado di erogare 11 CV a 2100 giri/min e di spingere la vettura ad una velocità massima di 60 km/h. La trazione era posteriore e il cambio era a 3 marce e retromarcia con frizione monodisco a secco. L'impianto frenante prevedeva un freno a tamburo azionato da un pedale ed operante sull'albero di trasmissione mentre il freno a mano agiva direttamente sulle ruote posteriori.

Dal 1923, la Type C fu sostituita dalla Type C2, con migliorie al telaio ed all'impianto di accensione. L'anno seguente, il 1924, la Type C2 fu a sua volta sostituita dalla Type C3, realizzata sullo stesso telaio, ma con passo maggiorato di 10 cm portandolo a 2350 mm e rispetto alla C2 vennero anche adottati ammortizzatori alle ruote posteriori. La Type C3 restò in produzione fino alla fine del 1926. Dalla terza serie derivò anche la Trefle, ossia una versione dotata di due posti più un sedile posteriore di fortuna noto come "posto della suocera" ed utilizzato anche su altre vetture dell'epoca.

Nonostante la Type C avesse riscosso un buon successo di vendite, il patron della Casa di Quai de Javel decise di farne cessare la produzione. Infatti, André Citroën aveva già avviato il progetto destinato alla produzione della B10 ed aveva investito enormi somme per far arrivare dagli Stati Uniti i macchinari per la lavorazione dell'acciaio, indispensabili per la futura "tout acier" francese. Perciò, aveva calcolato che per ammortizzare i costi nel più breve tempo possibile avrebbe dovuto concentrarsi su un solo modello e quindi decise di pensionare anzitempo la piccola vetturetta senza più sostituirla con altri modelli.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jacques Wolgensinger, André Citroën, Lupetti, ISBN 88-85838-69-3
  • AA.VV., Citroën 1919-2006 - La storia e i modelli, Editoriale Domus
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