Peugeot 403

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Peugeot 403
Peugeot 403 front.jpg
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Peugeot
Tipo principale berlina
Altre versioni cabriolet
familiale
autocarro
Produzione dal 1955 al 1967
Sostituisce la Peugeot 203
Sostituita da Peugeot 404
Esemplari prodotti 1.196.958
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.470-4.610 mm
Larghezza 1.676 mm
Altezza 1.454 mm
Passo 2.667-2.896 mm
Massa 1.000-1.300 kg
Altro
Stile Pininfarina
Stessa famiglia Peugeot 203
Auto simili Alfa Romeo Giulietta
Fiat 1400
Ford Taunus 17M P2
Opel Rekord
Sunbeam Rapier
Hillman Minx
Singer Gazelle
Volkswagen 1500
Volvo Amazon

La 403 era una vettura di classe medio-alta prodotta dal 1955 al 1967 dalla Casa francese Peugeot. Fu la prima vettura della Casa francese a superare il milione di esemplari venduti e la prima vettura francese a montare ufficialmente un diesel prodotto in grande serie, ma anche la prima Peugeot con carrozzeria disegnata da Pininfarina.

Storia e profilo[modifica | modifica sorgente]

Genesi del modello[modifica | modifica sorgente]

Il progetto destinato alla realizzazione della futura 403 fu avviato già nel 1950 con l'intento di diversificare la gamma Peugeot, che dal 1948 era costituita solamente da un unico modello, vale a dire la 203. Quest'ultima, nonostante stesse riscuotendo un ottimo successo di vendite, e fosse ancora relativamente giovane come modello (era stata infatti lanciata nel 1948), presentava però alcuni limiti che ne impedivano di fatto una diffusione maggiore. Tra questi vanno senz'altro evidenziate le doti di abitabilità, buona ma non eccelsa, e quelle di visibilità, anch'esse migliorabili. Inoltre, lo stesso stile tipicamente anni quaranta della 203 stava cominciando ad essere decisamente datato. All'orizzonte si stavano profilando i primi studi automobilistici condotti da diverse Case automobilistiche per vetture di serie con carrozzeria ponton a parafanghi integrati e a tre volumi. Alcuni modelli, come l'Alfa Romeo 1900, erano addirittura stati appena lanciati. Anche molti atelier automobilistici stavano già considerando da qualche tempo i possibili sbocchi commerciali di berline da famiglia a tre volumi. Dal canto suo, la Casa del Leone Rampante aveva l'esigenza di produrre un nuovo modello più elegante, dalle doti di abitabilità sensibilmente migliorate e che, almeno inizialmente andasse a porsi un gradino più in alto rispetto alla 203, pur condividendo con quest'ultima gran parte della base meccanica. Anche la capacità del bagagliaioo doveva essere incrementata per conferire un valore aggiunto ai requisiti di praticità che una vettura da famiglia doveva necessariamenter possedere. Avendo le idee chiare sotto il profilo tecnico, ma meno sotto quello stilistico, si rivolse così a quello che già all'epoca era uno dei più rinomati carrozzieri europei, vale a dire Pininfarina.
Ne scaturì una vettura che rispecchiava da vicino ciò che avevano in mente anche i vertici Peugeot: moderna ed elegante linea ponton, abitacolo più ampio e luminoso, bagagliaio più capiente. La stampa specializzata dell'epoca catturò nella seconda metà del 1954 i primi esemplari quasi definitivi durante i consueti test su strada.
Per la produzione si scelse come stabilimento quello di Sochaux, già impiegato per la produzione della 203. Per questo motivo, divenne necessario ampliare lo stabilimento stesso, affinché potesse ospitare anche le linee di produzione della nuova berlina, simile nella meccanica ma non nell'impostazione stilistica. Venne quindi rilevato un nuovo, enorme lotto di terreno, ampio ben 30 000 , di cui 18 000 destinati alla produzione della carrozzeria, 10 000 alla sua verniciatura ed ai rivestimenti degli interni e 2 000 alla produzione dei componenti specifici.
La presentazione ufficiale avvenne il 20 aprile 1955 al Trocadéro di Parigi.

Design ed abitacolo[modifica | modifica sorgente]

Nella storia della Casa francese, la 403 rappresenta una tappa assai importante. È stata infatti la prima vettura con carrozzeria firmata da Pininfarina, dando il via ad una collaborazione con lo stilista italiano che sarebbe durata per decenni interi. Come già accennato nell'introduzione, è stata la prima Peugeot a superare la soglia del milione di esemplari prodotti e la prima Peugeot ad impiegare finalmente su vasta scala un motore diesel. Ma non solo: si tratta anche della prima vettura della Peugeot destinata anche all'esportazione su vasta scala.
Rispetto alla 203, la 403 era caratterizzata da un corpo vettura a tre volumi, da berlina classica e dalle forme arrotondate. Tenendo conto delle tendenze stilistiche dell'epoca, molto influenzate dai modelli americani, la 403 risultava più profilata rispetto alle classiche berline prodotte fino a quel momento. Era più bassa, ma anche spaziosa, sicuramente più della 203 con cui era tecnicamente imparentata. La linea era un susseguirsi di temi curvilinei, che partivano dal frontale, con cofano dotato di uno stemma del Leone Rampante sulla sua sommità, con calandra ovale e fari tondi, e terminavano nella coda, piuttosto sfuggente e spiovente, e caratterizzata dai piccoli fari tondi posteriori. Di questi ultimi, quello sinistro poteva essere sollevato a mo' di coperchio incernierato sul lato posteriore e sotto di esso si trovava il bocchettone per il rifornimento di carburante. Sempre nella zona della coda, i massicci montanti posteriori erano dotati di bacchette direzionali (le frecce a lampeggiante sarebbero arrivate un anno e mezzo dopo). Un'altra caratteristica esterna della 403 era data dal tetto apribile, disponibile di serie fin dall'inizio.
L'abitacolo della 403 piuttosto classico nell'impostazione generale, era caratterizzato però da alcune soluzioni abbastanza innovative e comunque particolari, come per esempio l'intera plancia rivestita di materiale morbido, in maniera tale da attutire le conseguenze per i due occupanti dei posti anteriori in caso di impatto frontale. Si trattava in pratica di una rudimentale soluzione per la sicurezza passiva ed è stata la prima volta che un espediente del genere veniva adottato in un'automobile. Il resto della plancia era caratterizzato dalla presenza del grande vano portaoggetti sulla destra, affiancato dal posacenere, dalla mascherina per la griglia di ventilazione e dal tachimetro semicircolare subito dietro il volante a due razze, quest'ultimo dotato di clacson circolare tutt'intorno alla sua corona; anche il conducente poteva disporre di un posacenere, appena sotto il volante stesso, sulla sinistra. Nel complesso, l'abitacolo era più luminoso grazie al sensibile aumento delle superfici vetrate rispetto a quelle della 203, ed era anche più spazioso grazie all'aumento del passo di oltre 8 cm, ma anche grazie allo spostamento del motore più in avanti, lasciando quindi più spazio a disposizione per le gambe del conducente e del passeggero anteriore. I sedili delle prime 403 erano tutti rivestiti in tessuto grigio, e davano posto a cinque persone.
Migliorata anche la capienza del bagagliaio, più ampio di quello della 203 e per il quale era disponibile a richiesta anche un set di valigie specifiche che ben andavano ad adattarsi allo spazio del vano bagagli nonostante la presenza della ruota di scorta.

Struttura, meccanica e motori[modifica | modifica sorgente]

Il motore TN3 di una 403

Come la 203, anche la 403 era caratterizzata da una struttura a scocca portante in acciaio, una soluzione che stava via via diffondendosi in Europa proprio durante la prima metà degli anni cinquanta, poiché garantiva già all'epoca una maggior rigidità unita ad un sensibile risparmio di peso. L'architettura meccanica della 403 era invece di tipo classico per quei tempi, vale a dire con motore in posizione anteriore longitudinale e trazione posteriore.
La meccanica telaistica era ripresa da quella della 203, dunque si ritrovano l'avantreno a ruote indipendenti con balestra trasversale ed ammortizzatori a leva, ed il retrotreno ad assale rigido con molle elicoidali ed ammortizzatori idraulici. Quanto all'impianto frenante, esso era di tipo idraulico Lockheed, ed erano presenti quattro tamburi da 255 mm di diametro, ma senza servoassistenza, così come lo sterzo, del tipo a cremagliera.
Il motore proposto dalla 403 al suo debutto era l'unità TN3 da 1468 cm³, un motore derivato direttamente da quello della meno costosa 203. La potenza del propulsore scelto per la nuova Peugeot era di 58 CV, sufficienti a garantire alla 403 una velocità massima di 135 km/h.
Quanto alla trasmissione, che come abbiamo già visto porta il moto alle ruote posteriori, essa si avvale di un cambio a 4 marce, delle quali la più alta era una marcia di riposo e la terza era in presa diretta, mentre la frizione era del tipo monodisco ed il ponte posteriore era a vite senza fine.

Evoluzione[modifica | modifica sorgente]

Una 403 Familiale

Alla sua presentazione, la 403 fu proposta nel solo allestimento Luxe: essa riscosse un gran successo di critiche, merito della sua linea riuscita e della qualità costruttiva, che le valse il primo posto in una graduatoria stilata all'epoca da una rivista francese dell'epoca in seguito ad un sondaggio condotto su un campione di 600 persone. In breve, gli ordini piovvero sempre più fitti, a tal punto da allungare le liste di attesa fino a quasi un anno e a tal punto da costringere la Casa francese a rimandare l'ampliamento della gamma con altri modelli perché non ci si poteva permettere di condividere le linee di montaggio della berlina con altre versioni, rischiando di rallentare la produzione solo per far spazio a modelli più di nicchia e quindi meno richiesti. Oltretutto le versioni commerciali e familiari della 203 stavano continuando ad avere successo, per cui appariva controproducente toglierle di produzione. Ciò fu alla base dei ritardi nell'ampliamento della gamma 403. Tale successo fugò sul nascere anche alcuni dubbi che erano sorti a proposito degli esiti commerciali della nuova berlina Peugeot, specie se confrontata con una concorrenza assai agguerrita. Quando, nell'ottobre dello stesso anno, fu presentata l'audace Citroën DS, alla Peugeot si temette che questa vettura potesse ostacolare il cammino della 403. Ma la DS era di tutt'altra fascia di mercato, più grande, più costosa, più esagerata. Inoltre, l'enorme successo della DS portò anche degli effetti collaterali: i ritardi nei tempi di consegna, cresciuti esageratamente. Pertanto chi voleva una comoda berlina francese senza dover aspettare anni puntava decisamente sulla 403 o al massimo su una sua concorrente più diretta, la Simca Aronde.
In ogni caso, vi fu modo di proporre entro la fine del 1955 una seconda variante della 403, una variante di base caratterizzata da un allestimento semplificato in quanto priva del tettuccio apribile e del bracciolo posteriore. Contemporaneamente, le versioni Luxe ricevettero uno specchietto di cortesia sotto l'aletta parasole destra, mentre il dispositivo lavavetri poté ora contare su due ugelli anziché uno solo.
Le prime varianti di carrozzeria su base 403 non arrivarono che al Salone di Parigi del 1956, solo un anno e mezzo dopo la presentazione della berlina. Nella cornice della kermesse parigina furono svelate al pubblico la 403 Familiale e la 403 cabriolet. Per quanto riguarda la prima, si trattava di una versione break a tre vetri laterali per parte e nata sul pianale allungato della normale 403 berlina. L'allungamento dell'interasse di ben 23 cm ha permesso alla nuova vettura di poter accogliere tre file di sedili, cosicché la Familiale poté dar posto fino ad 7 persone (oppure 8 persone di taglia leggera) e divenne in breve una della auto predilette dalle famiglie numerose. La sua praticità era inoltre motivata anche dal fatto di possedere un vero portellone con lunotto integrato, il che permetteva un più facile accesso ai bagagli anche dall'interno. Una preserie di versioni Familiale aveva già cominciato ad essere prodotta nel mese di aprile, ma il modello definitivo non esordì che a settembre.

Una 403 Cabriolet

Quanto alla cabriolet, essa divenne invece una delle auto preferite dalla clientela più snob: essendo più particolare e di nicchia, ma soprattutto essendo più costosa, ebbe una diffusione molto più ridotta rispetto alla berlina o anche alla stessa Familiale. Nella cabriolet, le linee erano sempre firmate da Pininfarina, anche se i primi dieci esemplari di preserie vennero realizzati da un carrozziere francese, Portout. Questi esemplari differivano per alcuni particolari da quella che sarebbe stata la versione definitiva. Meccanicamente la vettura ricalcava quasi del tutto quanto già visto nelle altre versioni. L'unica differenza stava nella potenza del motore, salita da 58 a 60 CV. Dal punto di vista dell'allestimento, essa era anche più lussuosa della berlina Luxe, visto che i sedili erano rivestiti in cuoio, mentre i tappetini erano in moquette anziché in gomma. Un'altra differenza stava nel fatto che la 403 Cabriolet era a 4 posti secchi anziché a 5. Molti anni dopo la sua uscita di produzione, la 403 Cabriolet sarebbe divenuta una star del cinema, grazie alla sua comparsa in più occasioni nelle puntate televisive della serie Colombo.

Ma le novità per la fine del 1956 non finirono qui: infatti, subito dopo la chiusura del Salone di Parigi, vennero introdotte le versioni commerciali per il trasporto di merci, ossia: la 403 Commerciale, esteriormente simile alla Familiale, ma con sue sole file di sedili, delle quali la posteriore era abbattibile per aumentare la capacità di carico. Il livello di allestimento della Commerciale, così come quello delle altre versioni per trasporto merci, era molto semplificato e spartano. Ma vi furono anche l'arrivo della 403 Fourgonnette Tôlée (in pratica una Commerciale con una sola fila di sedili e con i vetri posteriori sostituiti da lamiere), della 403 Plateau-Cabine, ossia della versione con pianale posteriore carrozzabile secondo le esigenze del proprietario, la versione 403 Ambulance e la 403 Camionette Bâchée, ossia la versione pick-up, che poi altro non era che una Plateau-Cabine munita di sponde laterali abbattibili e coperta con un telone.
L'arrivo delle nuove varianti di carrozzeria fu l'occasione per alcuni aggiornamenti di dettaglio nella 403 berlina: le bacchette direzionali furono finalmente sostituite con degli indicatori di direzione a lampeggiante, posti anteriormente proprio sotto i proiettori principali e posteriormente inglobati nei gruppi ottici; inoltre, una linea in acciaio comparve sulla fiancata, appena sopra le maniglie delle portiere; internamente, i due posacenere laterali vennero sostituiti da un unico posacenere centrale.
Nel gennaio del 1957 i copriruota divennero più grandi, mentre tre mesi dopo, ad aprile, arrivarono nuovi rivestimenti per i sedili. Nel mese di settembre dello stesso anno, i tergicristalli che fino a quel momento si muovevano l'uno verso l'altro, divennero a movimento parallelo. La valigetta degli attrezzi fornita di serie divenne più completa nella sua dotazione, mentre le portiere anteriori ricevettero una serratura a pulsante. In ottobre la lista optional si arricchì con l'arrivo di un nuovo cambio semiautomatico a 4 marce con frizione elettromagnetica Jaeger.

Una 403 Camionette Bâchée, la versione pick-up

L'anno successivo la 403 cominciò ad essere esportata oltre i confini europei: tra questi nuovi mercati va senz'altro menzionato quello statunitense, dove le 403 vennero esportate con qualche piccola differenza rispetto al modello europeo, come i cerchi mutuati direttamente da quelli della versione cabriolet, gli pneumatici a spalla bianca e la presenza dello specchietto retrovisore sinistro (le versioni europee non avevano retrovisori esterni). Il Salone di Parigi del 1958 vide l'arrivo di nuovi aggiornamenti per la 403: il nuovo Codice della Strada francese impose l'eliminazione della testa di leone stilizzata dalla sommità del cofano motore. Al suo posto comparve una più banale linea cromata longitudinale che tagliava in due il cofano stesso. Contemporaneamente, la denominazione del modello divenne più in rilievo sul cofano, mentre scomparve del tutto dalla coda. Nell'abitacolo, i rivestimenti in similpelle divennero granulati anziché lisci. Sempre nel 1958, la potenza del motore passò da 58 a 65 CV. A novembre fu introdotta una delle 403 storicamente più interessanti, la 403 Diesel, prima Peugeot di serie a montare un motore a gasolio. Il suo propulsore TMD4 da 1816 cm³ era ad alimentazione atmosferica e raggiungeva una potenza massima di 48 CV, diciassette in meno rispetto alla 403 a benzina, ma con maggiori doti di economia.
Nei primi mesi del 1959 venne modificato il clacson circolare, ridotto ora ad un semicerchio, mentre i sedili anteriori divennero regolabili in altezza e nell'inclinazione dello schienale. A settembre la 403 ricevette altri aggiornamenti di dettaglio: i paraurti con rostri ridisegnati, la marmitta con terminale cromato e le modanature laterali non più arrotondate ma piatte.
L'anno seguente vi furono novità al di fuori della gamma 403, ma che in qualche modo interessarono la carriera commerciale della berlina introdotta ormai cinque anni prima: per cominciare, la 203 venne tolta di produzione. Per sopperire alla mancanza di un motore di fascia inferiore, venne quindi introdotta la 403/7, dove la cifra finale indicava i CV fiscali, sette anziché otto. Questa nuova versione, infatti, montava il vecchio motore da 1290 cm³ che fino a quel momento equipaggiava proprio la 203, ma con 54 CV contro i 58 CV della 403 normale e contro i 42 CV della 203 uscente. Esteriormente, la 403/7 era riconoscibile per la griglia a nido d'ape senza barra trasversale cromata, ma con uno scudetto Peugeot in posizione centrale. Fu questo il modello della gamma 403 che avrebbe realmente sostituito la 203, e solo in tal senso si può affermare che l'una andò a sostituire l'altra. Contemporaneamente a tale doppio evento, vi fu anche il lancio della 404, che nei primi mesi non influì granché sulla gamma 403, in quanto la 404 poteva essere vista come una versione più moderna e soprattutto dotata di un motore di cilindrata superiore, perciò posizionabile un gradino più in alto. Tra le altre novità, va segnalata anche la possibilità di avere la 403 Cabriolet con un hard-top al posto della capote in tela.
Ma già nel luglio del 1961 la 403 Cabriolet venne tolta di produzione, mentre un anno dopo fu la volta delle versioni Familiale, Commerciale e Fourgonnette. Il 28 ottobre del 1966 fu la berlina a sparire definitivamente dai listini, in tutte e tre le motorizzazioni previste: gli ultimi esemplari furono venduti nel mese di dicembre. Infine, nell'aprile del 1967 vennero tolte dal listino anche le ultime varianti rimaste, ossia la Plateau-Cabine, la Camionnette Bâchée e Ambulance.

Riepilogo caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Di seguito vengono mostrate le caratteristiche delle varie versioni previste per la gamma 403 (esclusi i modelli furgonati e pick-up). I prezzi riportati sono in franchi francesi e si riferiscono al momento del debutto nel mercato domestico.

Modello Carrozzeria Motore Cilindrata
cm³
Potenza
CV/rpm
Coppia
Nm/rpm
Massa a vuoto
(kg)
Velocità
max
Anni di
produzione
Prezzo al debutto
Versioni a benzina
403/7 berlina TM5 1290 54/4500 93/2500 1.000 125 04/1960-10/1966 7.5001
403 berlina TN3 1468 58/4900 101/2500 1.030 135 04/1955-10/1966 725.000
Familiale 1.230 125 04/1956-09/1962 830.000
Commerciale 06/1956-09/1962 795.000
Cabriolet 60/4900 1.070 140 06/1956-07/1961 1.250.000
403 Diesel berlina TMD 1816 48/4000 103/2250 1.100 120 11/1959-10/1966 1.075.000
Familiale 1.300 105 11/1959-09/1962 1.165.000
Commerciale 11/1959-09/1962 1.150.000
Note:
1Prezzo espresso nella nuova valuta francese in vigore dal 1º gennaio 1960 (1 nuovo franco = 100 vecchi franchi)

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Una 403 berlina ed una cabriolet

La 403 è stata prodotta complessivamente in 1.196.958 esemplari, così ripartiti:

  • 403 berlina: 856.886 esemplari;
  • 403 Familiale: 34.928 esemplari;
  • 403 Commerciale: 112.601 esemplari;
  • 403 Cabriolet: 2.050 esemplari;
  • 403 Fourgonnette Tôlée: 6.892 esemplari;
  • 403 Plateau-Cabine: 27.066 esemplari;
  • 403 Camionnettes Bâchée: 155.709 esemplari;
  • 403 Ambulance: 826 esemplari.

Per ogni versione elencata la produzione si intende comprendente tutte le motorizzazioni previste, che erano sia benzina sia diesel per tutte le varianti di carrozzeria, tranne che per le cabriolet e le versioni ambulanza, equipaggiate unicamente con motori a benzina.
Va inoltre ricordato che nell'estate del 1955, subito dopo il lancio della berlina, venne prodotto un prototipo di 403 Coupé, che però non ebbe alcun seguito produttivo in serie.

Attività sportiva[modifica | modifica sorgente]

Per quanto possa essere stata una vettura dall'indole paciosa ed indirizzata quindi ad un tranquillo utilizzo familiare, la 403 ha avuto anche dei trascorsi sportivi di rilievo, in gran parte in diverse manifestazioni rallystiche tenutesi nel continente sudamericano e in quello africano. Infatti, se la 403 è stata impiegata anche nelle competizioni, ciò non si deve alla volontà dei vertici della sede centrale in Francia, quanto alla dirigenza delle sedi distaccate in questi due continenti. Ma in seguito, la 403 riuscì a far breccia anche nel Vecchio Continente e partecipò anche a non poche manifestazioni europee, tra cui la mitica Mille Miglia del 1959, dove si classificò prima di categoria con l'equipaggio Pozzati-Levi.
Il debutto della 403 nella competizioni avvenne nella lontana Australia, dove la vettura riuscì persino a classificarsi prima nella sua categoria al Tour d'Australia del 1955. Un'altra vittoria si ebbe nello stesso anno al Rally Viking, dove la 403 trionfò addirittura nella classifica generale.
Il merito di queste vittorie non stava tanto nelle doti prestazionali del motore, visto e considerato che la 403 doveva scontrarsi con avversarie ben più quotate sulla carta (Alfa Romeo, Borgward, MG, ecc.), quanto nell'eccezionale robustezza del suo motore, che le permetteva di concludere degnamente ogni gara, anche quelle che in seguito non avrebbe avuto modo di vincere. In pratica, quando qualche avversario finiva malauguratamente con il motore o il cambio in panne, la 403 continuava senza problemi di sorta.
In seguito, la 403 racimolò numerose altre vittorie o comunque affermazioni ai primi tre posti. In totale, dal 1955 al 1965 la 403 si affermò in ben 88 gare, spesso con più di una vettura ai primi posti.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • La Peugeot 403 de mon père, Dominique Milleron, ETAI
  • Toutes les Peugeot, René Bellu, Jean-Pierre Delville Editeur

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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