Maserati 250F

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Maserati 250F
Maserati 250 F, Bj. 1957 (1977-08-14) Südkehre.jpg
Una Maserati 250F durante una dimostrazione
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Maserati Squadra Corse
Categoria Formula 1
Squadra Officine Alfieri Maserati
Owen Racing Organisation
Equipe Moss/Stirling Moss Ltd.
Progettata da Gioacchino Colombo
Vittorio Bellentani
Alberto Massimino
Sostituisce Maserati A6 GCM
Descrizione tecnica
Meccanica
Telaio Tubolare
Motore Maserati 2.5 L6
Trasmissione Manuale a 5 rapporti. Trazione anteriore
Dimensioni e pesi
Passo 2280 mm
Peso 630 kg
Altro
Pneumatici Pirelli
Dunlop
Risultati sportivi
Debutto Gran Premio d'Argentina 1954
Piloti principali
Juan Manuel Fangio
Stirling Moss
Palmares
Corse Vittorie Pole Giri veloci
46 8 8 10
Campionati piloti 2 (1954, 1957)

La Maserati 250F è stata una monoposto di Formula 1, usata tra il 1954 ed il 1960.

Debuttò al Gran Premio d'Argentina 1954 vincendo la gara con Juan Manuel Fangio, che fece suo anche il Gran Premio del Belgio a fine giugno, prima di passare al team Mercedes. I punti ottenuti con le due squadre permisero al pilota argentino di conquistare il Titolo Mondiale Piloti. Nello stesso anno Stirling Moss guidò una Maserati 250F per tutto l'arco della stagione.

La stagione seguente, nonostante il passaggio di Moss alla Mercedes e dei progettisti Vittorio Bellentani e Alberto Massimino alla Ferrari, la 250F ebbe nuovi importanti sviluppi con il cambio a 5 marce ed un nuovo sistema di iniezione.

Nel 1956 Stirling Moss vinse i Gran Premi di Monaco e d'Italia pilotando una 250F privata. Durante la stagione si sperimentò una versione "carenata" ispirata alle Mercedes-Benz W196 "Tipo Monza" e si misero a punto versioni dell'auto per la categoria Formula 2. L'anno successivo Fangio colse quattro successi compreso l'epico GP di Germania e si laurò campione del mondo per la quinta volta.

Il Campionato Mondiale Costruttori fu introdotto solamente nel 1958, anno nel quale la 250F si dimostrava già superata. Nonostante ciò fu ancora l'auto preferita dai piloti privati, e fu usata fino al Gran Premio degli Stati Uniti 1960 con Bob Drake.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

La vettura era azionata da un propulsore 6 cilindri in linea che era stato inizialmente sviluppato da Gioacchino Colombo e che fu successivamente potenziato con l'ausilio di Vittorio Bellentani. Aveva una distribuzione bialbero con due valvole per cilindro e lubrificazione a carter secco. Gli alberi a camme sono messi in rotazione da una cascata di ingranaggi posizionata anteriormente. Le valvole inclinate di 77°, comandate tramite eccentrici dotati di bilancieri a dito, sono richiamate da molle a elica. La valvola di aspirazione è da 42 mm, mentre quella di scarico da 38 mm. Le canne dei cilindri erano umide nella sezione superiore e secche in quella inferiore. L'albero a gomiti è in acciaio niturato e poggia su sette supporti. Due magneti provvedono a ad inviare corrente ad alta tensione alle due candele di ogni cilindro.

Motore: 6 cilindri
Cilindrata: 2493 cc
Potenza: 240 CV a 7200 giri/min.
Velocità: 290 km/h

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