Aprilia RS Cube

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Aprilia RS Cube
Noriyuki Haga 2003 Japanese GP.jpg
La RS Cube del 2003 guidata da Haga
Costruttore Flag of Italy.svg Aprilia
Tipo Prototipo da competizione
Produzione dal 2002 al 2004
Stessa famiglia Aprilia RS
Modelli simili Ducati Desmosedici
Honda RC211V
Yamaha YZR-M1
Suzuki GSV-R
Kawasaki ZX-RR
Proton V5

L'Aprilia RS Cube[1][2] (nome derivato dalla grafia originale RS3, e a volte trascritto semplificandolo in RS3)[3] è un prototipo di motocicletta da competizione realizzata dalla casa motociclistica italiana Aprilia dal 2002 al 2004, per gareggiare nella classe MotoGP del Motomondiale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Questa moto venne presentata al Motor Show di Bologna nel dicembre 2001 dall'allora presidente di Aprilia, Ivano Beggio, assieme al capo del reparto corse Aprilia Racing, Jan Witteveen;[4] il project leader fu l'ingegnere Luigi Dall'Igna.[5] La RS Cube rappresentò il ritorno della casa di Noale nella classe regina del Motomondiale, dopo l'ultima apparizione nel 2000 con la RSW-2 500.

Sfruttando il regolamento della neonata classe MotoGP, che permetteva molta libertà in fase progettuale, la casa di Noale presentò un prototipo da corsa dotato di un propulsore tricilindrico in linea a 4 tempi; la scelta di un 3 cilindri – strada percorsa dalla sola Aprilia tra le case della MotoGP – era derivata dai progressivi vantaggi regolamentari di peso concessi ai motori con minor frazionamento; di contro, le unità con frazionamento maggiore erano afflitte dal più alto peso minimo imposto. Questa soluzione, assieme all'esperienza già maturata con la precedente RSW-2 500 e con la bicilindrica RSV Mille, rispettivamente, nel Motomondiale e in Superbike, portò il reparto corse di Noale a realizzare una motocicletta decisamente compatta e leggera, dagli ingombri molto simili a quelli di una vecchia mezzo litro. Al termine del suo sviluppo, il motore della RS Cube era considerato il più potente in quel momento, con un'erogazione di circa 240 CV (180 kW), quando la massima potenza sviluppata in un test è stata di 260 CV (190 kW), poco prima di abbandonare il Motomondiale. Notevole fu il ricorso all'elettronica, necessaria per scaricare a pieno su strada la potenza del 3 cilindri, così come fu ampio l'utilizzo di nuove tecnologie tra cui spiccava il richiamo pneumatico delle valvole, sistema mutuato dalle monoposto di Formula 1.[4]

Carriera agonistica[modifica | modifica wikitesto]

Régis Laconi ha portato la RS Cube al debutto nella stagione 2002

Dopo essere stata portata in pista per la prima volta il 24 gennaio 2002 a Jerez, e a sua volta a lungo testata dal collaudatore della casa Marcellino Lucchi,[3] la RS Cube fece il suo debutto nel Motomondiale 2002 guidata dal francese Régis Laconi, per quello che era nei programmi Aprilia come un anno di apprendistato e sviluppo senza particolari velleità di classifica. L'esordio assoluto in Giappone portò un buon ottavo posto che rimarrà il miglior risultato stagionale, eguagliato poi al Mugello, ma nelle gare successive la moto italiana mostrò subito le sue molte pecche: nonostante la grande potenza sprigionata dal suo tricilindrico, che la poneva sempre al vertice nelle classifiche della velocità di punta, e le sofisticate scelte tecniche, la RS Cube era afflitta da seri problemi di ciclistica (derivata da quella della RSW-2 500 di due stagioni prima[4]) che la rendevano una moto iperreattiva, difficile da domare all'avantreno e da tenere alla corda in curva, tutte cose che ne limitarono pesantemente la guidabilità. La RS Cube chiuse molte gare negli ultimi posti o addirittura ritirata, con lo stesso Laconi falcidiato da numerosi dolori alle gambe a causa del difficile stile di guida da adottare.[6]

L'anno successivo la casa di Noale cercò di porre rimedio a questa situazione realizzando una cosiddetta versione evolution della RS Cube, dotata di un nuovo telaio costruito con una diversa geometria; venne anche incrementata la potenza del motore, e limato qualche chilo al peso complessivo del mezzo, ottenendo così una moto più potente e leggera.[7] Si registrò inoltre il passaggio per la fornitura dei pneumatici da Dunlop a Michelin.[8] Aprilia schierò quest'anno due moto, e chiamò a guidarle due piloti "di peso" quali l'americano Colin Edwards, due volte campione tra le derivate di serie, e l'esperto giapponese Noriyuki Haga. Alla luce del grande sforzo economico per migliorare il mezzo, garantito in larga parte dallo sponsor Alice, l'obiettivo stagionale era di portare la RS Cube a lottare nel gruppo dei primi;[9] si ripeté invece il copione dell'anno passato: Edwards ben incominciò con un sesto posto a Suzuka, miglior risultato stagionale di Aprilia, ma presto la moto tornò a riproporre i suoi soliti problemi, relegando i due piloti a gare di ripiego a metà classifica. Edwards e Haga, quest'ultimo ottenne come miglior piazzamento un settimo posto a Donington, caddero ventotto volte nella corso della stagione, e il giapponese spesso non vide la bandiera a scacchi. Al termine dell'annata, pur chiusa da Aprilia al quatrto posto tra i costruttori davanti, tra gli altri, a Suzuki e Kawasaki, i risultati della RS Cube non poterono che essere considerati nuovamente deludenti a fronte dell'investimento.

Ciò nonostante, Aprilia decise di dare ancora seguito al progetto RS Cube, schierando un nuovo prototipo nel 2004. La nuova motocicletta era stata rivista in oltre duecento dei suoi elementi, e portata in pista sotto le nuove insegne della MS. Stavolta i manubri vennero affidati al nordirlandese Jeremy McWilliams, veterano del Motomondiale e già pilota della RSW-2 500, e all'esordiente britannico Shane Byrne, proveniente dal British Superbike Championship.[2] La stagione non fu diversa dalle precedenti: la moto non riuscì mai a mostrare significativi miglioramenti durante l'anno, peggiorando se possibile i risultati del precedente biennio. Ancor più travagliata fu la situazione dei piloti: se McWilliams chiuse il campionato senza mai schiodarsi dalle ultime posizioni, Byrne, il cui decimo posto in Italia rappresentò il miglior piazzamento in stagione della RS Cube, fu vittima di un incidente in prova a Brno e sostituito da Michel Fabrizio, proveniente dalla Harris-WCM; l'italiano incappò a sua volta in un infortunio in Portogallo, tant'è che per le ultime gare venne chiamato frettolosamente l'australiano Garry McCoy, da tempo appiedato. Questa si rivelò la stagione più negativa della RS Cube, che non riuscì mai ad avvicinare i prototipi delle grandi case giapponesi o dell'altra italiana Ducati, lasciandosi dietro a fine campionato soltanto le piccole e artigianali Proton KR, Harris-WCM e Moriwaki.

Vista la netta sproporzione tra investimenti fatti e risultati ottenuti, la casa di Noale decise di ritirarsi dalla classe maggiore a fine stagione, chiudendo così dopo tre anni il progetto RS Cube.[10]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche tecniche - Aprilia RS Cube 2002
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt.) 2.030 × ? × ? mm
Interasse: 1.410 mm Massa a vuoto: 135 kg Serbatoio: 24 litri
Meccanica
Tipo motore: Tricilindrico a 4 tempi in linea frontemarcia Raffreddamento: a liquido
Cilindrata 990 cm³
Distribuzione: 4 valvole per cilindro a richiamo pneumatico Alimentazione: sistema iniezione Aprilia, controllo acceleratore ride-by-wire
Potenza: oltre 220 cv a oltre 15.000 rpm Coppia: Rapporto di compressione: 14:1
Frizione: multidisco a secco Cambio: sequenziale estraibile a 6 marce (sempre in presa)
Accensione elettronico digitale Aprilia
Trasmissione a catena
Avviamento a spinta
Ciclistica
Telaio doppia trave inclinata, in alluminio
Sospensioni Anteriore: forcella Ohlins a steli rovesciati da 42mm completamente regolabile "Öhlins" / Posteriore: ammortizzatore completamente regolabile "Öhlins"
Freni Anteriore: doppio disco in carbonio da 290/320 mm con pinza Brembo da 4 pistoncini di diametro differenziato / Posteriore: disco singolo da 218 mm con pinza Brembo da 2 pistoncini
Pneumatici anteriore da 16,5"/17"; posteriore da 16,5" su cerchi in magnesio o carbonio
Fonte dei dati: scheda su motormag.it

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 2002 - Una stagione record, aprilia.it. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  2. ^ a b La nuova Aprilia RS Cube è stata presentata oggi a Genova in motogp.com, 22 marzo 2004. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  3. ^ a b Aprilia RS Cube: il grande giorno del debutto in gpone.it, 24 gennaio 2012. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  4. ^ a b c Aprilia RS3 990 in motormag.it, 12 dicembre 2001. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  5. ^ Dall'Igna parla dei problemi della RS Cube in motocorse.com, 11 giugno 2003.
  6. ^ Aprilia RS Cube: sempre peggio... in motocorse.com, 25 agosto 2002. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  7. ^ La Aprilia RS Cube ´evolution´ fa una buona impressione a Jerez in motogp.com, 5 dicembre 2002. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  8. ^ Aprilia MotoGP: nel 2003 Edwards, Haga e... Michelin in dueruote.it, 8 novembre 2002. URL consultato il 3 ottobre 2012.
  9. ^ Gilberto Milano, MotoGP 2003: al debutto l'Aprilia RS Cube in motorbox.com, 13 marzo 2003. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  10. ^ Marco Arceri, Aprilia, addio alla MotoGp in sport.it, 27 novembre 2004. URL consultato il 2 ottobre 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]