Malaguti

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Malaguti
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Stato Italia Italia
Tipo Società per Azioni
Fondazione 1930 a Bologna
Chiusura 2011
(come casa motociclistica)
Sede principale San Lazzaro di Savena
Persone chiave Antonino Malaguti
Settore Casa motociclistica
Prodotti motociclette

La Malaguti è stata una casa motociclistica italiana presente sul mercato dal 1930 e che, sin dalla fondazione, mantenne il carattere di un'azienda a carattere familiare. Ancora nel 2010 era gestita dai nipoti del fondatore. Aveva sede a San Lazzaro di Savena e con stabilimento a Castel San Pietro Terme, entrambe località della provincia di Bologna. Il 31 ottobre 2011 l'azienda ha definitivamente terminato l'attività di costruttore motociclistico, dopo aver sospeso la produzione in aprile[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Malaguti, nata nel 1930 a Bologna come rivendita e officina riparazioni per biciclette, ne divenne poi costruttore. Scampata ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, l'azienda riprese immediatamente la produzione e, data l'enorme richiesta di mezzi di locomozione del dopoguerra, nel 1949 iniziò a costruire un economico bicimotore con telaio a trave centrale di chiara derivazione ciclistica, dotato di trazione a rullo con motore Mosquito. In una lenta e costante evoluzione, lo stesso telaio venne dotato di sospensioni anteriori e posteriori, freni a tamburo, capiente serbatoio e motore a due tempi 49cc della tedesca Espress Werke, completando la metamorfosi con il ciclomotore "Express", messo in vendita nel 1957.

Una versione elaborata per le gare del "50 Gransport/Olympique"

Fino alla prima metà degli anni '60 la produzione Malaguti era diretta esclusivamente a ciclomotori economici destinati al trasporto di cose e persone, ma il boom economico e la motorizzazione di massa imposero la costruzione di ciclomotori per uso ludico, da parte dei quattordicenni. Nel 1963, dopo aver concluso un contratto di fornitura ncon la Motori Franco Morini, viene presentato il ciclomotore sportivo "50 Gransport" che ottiene un buon successo di vendite, particolarmente sul mercato francese dove è proposto con la denominazione "50 Olympique". Nella seconda metà degli anni '60 alla rinnovata versione del "50 Gransport", dotata di vistoso doppio tubo di scarico bilaterale, viene affiancato il modello "50 Roncobilaccio", uno dei primi ciclomotori italiani da fuoristrada.

Un Phantom

Nei decenni successivi videro la luce altri modelli dal buon successo commerciale come il Fifty del 1974, uno dei tuboni di maggior successo; nel 1985 venne presentato il Malaguti Runner 125 una motocicletta enduro.

Negli anni successivi la produzione venne spostata verso il settore degli scooter; nel 1994 venne presentato quello di maggior successo, il Phantom, la cui vendita continuò per tredici anni, concludendosi a fine 2007 sostituito dalla nuova versione "R". Per molti anni ha avuto uno stretto rapporto di collaborazione con l'azienda motoristica Tedesca Sachs e ha stretto rapporti di collaborazione anche con la Yamaha per la fornitura dei motori destinati agli scooter di maggior cilindrata. I ciclomotori della produzione attuale montano invece propulsori di produzione Minarelli e Keeway Motors.

La sinergia presente ormai da molti anni tra Ducati e Malaguti è testimoniata dal fatto che questa azienda spesso produca modelli e repliche griffate Ducati Corse. Tra gli ultimi modelli in produzione si registra il ritorno alla produzione di motociclette stradali di concezione "classica" come il Drakon.

L'azienda, da tempo in difficoltà, ha annunciato il 10 ottobre 2011 la chiusura dell'attività entro novembre dello stesso anno.[2] In effetti l'azienda di Bologna -dopo aver rescisso i contratti coi fornitori- termina gli assemblaggi dei pezzi residui idonei a esprimere esemplari completi, e, in una sequenza programmata, chiude definitivamente l'attività nel mese di febbraio 2012; il precedente 19 dicembre 2011 era stata abbattuta anche la storica insegna posta sul capannone dell'azienda, per non dover pagare la tassa sulla pubblicità.[1].

Eppure, a detta dei sindacati, le possibilità di ripresa esistevano ma -nonostante avesse a disposizione 40 milioni di capitale, un capannone gigantesco e un centro ricambi, un marchio celebre e i conti in ordine- la proprietà ha semplicemente preferito non reinvestire i propri utili in prodotti alternativi, ed uscire dal mercato a costo zero, gettando il peso finanziario dell'operazione sulle finanze pubbliche, usufruendo degli ammortizzatori sociali (cassa integrazione e mobilità) per i dipendenti, tutti licenziati [3]

Competizioni[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2003 l'azienda ha anche preso parte alle gare del motomondiale nella classe 125 (Malaguti reparto corse) con vari piloti tra i quali Gábor Talmácsi e Tomoyoshi Koyama, mentre il team è gestito dalla Engines Engineering, così come la motocicletta, ma senza riportare risultati di rilievo e ritirandosi al termine del Motomondiale 2006.

Anno Moto Gomme Piloti Flag of Japan.svg Flag of South Africa.svg Flag of Spain.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Portugal.svg Flag of Brazil.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Australia.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
2003 Malaguti 125 D Fabrizio Lai 16 18 23 Rit Rit 19 14 Rit 15 18 12 24 18 17 13 18 11
Julián Simón 19 27 Rit 20 Rit 24 17 18 20 22 Rit 25 24 25 12 19
Anno Moto Gomme Piloti Flag of South Africa.svg Flag of Spain.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Brazil.svg Flag of Germany.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Qatar.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Australia.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
2004 Malaguti 125 D Manuel Manna 26 24 23 Rit Rit Rit 23 26 Rit Rit 22 22 23 Rit Rit Rit 43
Gábor Talmácsi Rit Rit 16 13 17 17 19 16 13 Rit 7 8 Rit 8 11 9
Anno Moto Gomme Piloti Flag of Spain.svg Flag of Portugal.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United States.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Japan.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Qatar.svg Flag of Australia.svg Flag of Turkey.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
2005 Malaguti 125 D Michele Pirro 39 19 13 Rit 19 Rit Rit NE Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 23 3
Sasha Hommel 34 NP NP NE Rit 23 Rit 30
Gioele Pellino 17 20 28 21 NE 18 23 24 22
Jules Cluzel NE 22 Rit
Anno Moto Gomme Piloti Flag of Spain.svg Flag of Qatar.svg Flag of Turkey.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of the United States.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Australia.svg Flag of Japan.svg Flag of Portugal.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
2006 Malaguti 125 D Tomoyoshi Koyama 12 15 9 9 13 15 15 NE 16 Rit 12 7 6 14 49
Alexis Masbou NP NP 20 Rit 29 Rit Rit Rit 25 NE 23 NP
Hiroaki Kuzuhara 28 26 NE
Georg Froehlich 32 NE
Kazuya Otani NE Rit 28
Legenda Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti
Gara non valida Non qualificato/Non partito Squalificato Ritirato/Non class.

L'evoluzione dopo la fine della produzione motociclistica[modifica | modifica wikitesto]

L'attività di una sparuta parte dei dipendenti, una volta smantellato lo stabilimento di Castel San Pietro terme, si era inizialmente concentrata sul settore ricambi ancora per qualche tempo, al fine di onorare le obbligazioni contratte in tal senso (fornitura pezzi fino a esaurimento e assistenza garanzia e post vendita)[1]. In seguito Malaguti ha cominciato ad occuparsi di assistenza e ricambi per tutte le marche di scooter e moto e ha avviato la commercializzazione di biciclette elettriche e kit di trasformazione "e-bike"[4].

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Adesso è proprio finita Alla Malaguti tolta anche l’insegna | David Marceddu | Il Fatto Quotidiano
  2. ^ Moto: niente intesa, Malaguti chiuderà a fine ottobre - Industria e Mercato - Motori - ANSA.it
  3. ^ Malaguti, addio dopo 31 anni di motori: in vendita i macchinari della fabbrica
  4. ^ Sito Malaguti del 2014