Emilia-Romagna

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Emilia-Romagna
regione
Emilia-Romagna – Stemma Emilia-Romagna – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Sede della Regione a Bologna
Sede della Regione a Bologna
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Capoluogo Bologna (de facto)[1]
Presidente Vasco Errani (PD) dal 1999
Territorio
Coordinate
del capoluogo
44°30′38″N 10°57′25″E / 44.510556°N 10.956944°E44.510556; 10.956944 (Emilia-Romagna)Coordinate: 44°30′38″N 10°57′25″E / 44.510556°N 10.956944°E44.510556; 10.956944 (Emilia-Romagna)
Altitudine 211[2] m s.l.m.
Superficie 22 447 km²
Abitanti 4 404 048[3] (30-11-2013)
Densità 196,2 ab./km²
Province 9
Comuni 340
Regioni confinanti Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Veneto
Altre informazioni
Lingue italiano
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 IT-45
Codice ISTAT 08
Nome abitanti emiliani e romagnoli
PIL (PPA) 106.791 mln
PIL procapite (PPA) 31.000
Localizzazione

Emilia-Romagna – Localizzazione

Mappa della regione con le sue province
Mappa della regione con le sue province
Sito istituzionale

L'Emilia-Romagna è una regione a statuto ordinario dell'Italia settentrionale di 4 392 166 abitanti, costituita ufficialmente il 7 giugno 1970[4], con capoluogo Bologna.

Confina a nord con la Lombardia e con il Veneto, a ovest ancora con la Lombardia e con il Piemonte, a sud con la Liguria, la Toscana, le Marche nonché la Repubblica di San Marino; a est è bagnata dal Mar Adriatico. L'Emilia-Romagna è composta dall'unione di due regioni storiche: l'Emilia, che comprende le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara e la maggior parte della provincia di Bologna, e la Romagna, che comprende le province di Ravenna, Rimini, Forlì - Cesena e i comuni della provincia di Bologna situati a est del torrente Sillaro.

Le aree che costituiscono la regione attuale sono popolate fin da tempi remotissimi, come ci indicano vari ritrovamenti: il caso più famoso è quello del sito di Monte Poggiolo, presso Forlì, dove sono stati rinvenuti migliaia di reperti datati a circa 8.000 anni fa, a dimostrazione che la zona era già abitata nel Paleolitico.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Zone altimetriche d'Italia.
Superficie dell'Emilia-Romagna per zone altimetriche

La via Emilia fatta costruire dal console romano Marco Emilio Lepido, con il suo percorso che segue approssimativamente la linea pedecollinare in direzione Nord-Ovest-Sud-Est, divide il territorio della regione in due parti aventi estensioni pressoché equivalenti: la parte settentrionale (47,8% della superficie complessiva) è pianeggiante, mentre le colline (27,1% del territorio) e le montagne (25,1%) si trovano nella fascia meridionale della regione.

Orografia[modifica | modifica sorgente]

La parte piana della regione, compresa tra la linea pedemontana e il Po, si allarga progressivamente da ovest verso est. Invece la zona montuosa-collinare conserva per tutto il suo sviluppo una larghezza quasi costante. Le maggiori altitudini si trovano nel settore centrale, che culmina nel Monte Cimone. La pianura è il risultato dei depositi alluvionali portati dal Po e dai fiumi appenninici. Nell'alta pianura si sono depositati i materiali più grossolani ghiaia, sabbia e pertanto il suolo risulta molto permeabile. Nella bassa pianura i depositi sono più minuti e perciò meno permeabili. Nella parte orientale, rivolta all'Adriatico, si passa da un settore interno di terre già da tempo rassodate e messe a coltura alle vaste aree di recente bonifica idraulica.

La grande pianura si affaccia al mare con una costa unita e assai uniforme, gli ampi arenili e il mare poco profondo si prestano assai bene all'intensa attività turistica balneare.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Il reticolo idrografico è costituito, nella metà occidentale della regione, da una serie di corsi d'acqua, ad andamento più o meno parallelo, che percorrono le valli e che poi divagano nella bassa pianura fino a sfociare nel fiume Po; nella parte orientale, a cominciare dal Reno, i fiumi si gettano direttamente nell'Adriatico. A parte il Po, tutti i corsi d'acqua della regione hanno portate irregolari con andamento torrentizio. È notevole la rete di canali di derivazione che prelevano le acque dal Po per l'irrigazione. Si ha pertanto una “bassa” irrigua, dedicata all'allevamento per la produzione di latte e formaggio (Parmigiano-Reggiano e Grana Padano); poi le "valli" bonificate, in buona parte investite a cereali; quindi la pianura non irrigata, coltivata a frutticoltura specializzata (Cesena[5]), e le colline adibite a vigneto o a coltura promiscua; infine i prati, i pascoli e i boschi dell'alta collina e della montagna.

I fiumi presenti nel territorio sono classificabili in quattro ordini:

  • Ordine principale: il Po.
  • Ordine secondo: l'Enza, il Panaro, il Parma, il Reno, il Savio, il Secchia, il Taro , il Trebbia.
  • Ordine terzo: Arda, Baganza, Bidente, Ceno, Conca, Cròstolo, Diversivo del Volano, Fiumi Uniti, Idice, Lamone, Marecchia, Montone, Nure, Po di Goro, Po di Volano, Rabbi, Ronco, Samoggia, Santerno, Senio, Setta, Sìllaro, Tidone.
  • Ordine quarto: Acerreta, Ausa, Aveto, Bevano, Bidente di Corniolo, Bidente di Pietrapazza, Bidente di Ridràcoli, Borello, Brasimone, Canale Bianco (nord di Ferrara), Canale bonifica destra del Reno, Canale della Botte, Canale derivatore, Canale di Burana, Canale diversivo, Canale emiliano-romagnolo, Canale Morozzo, Canale Naviglio, Canale Navile, Canale Poatello, Cavo Fiuma, Cavo Lama, Cedra, Chero, Chiavenna, Collettore acqua basse modenesi, Collettore acque basse reggiane, Dolo, Dragone, Fossa di Spezzano, Fossa Zena, Gaiana, Ghiaia di Serravalle, Guerro, Lavino, Leo, Limentra di Treppio, Luretta, Marano, Marzeno, Ongina, Para, Parola, Pisciatello, Po morto di Primaro, Quaderna, Recchio, Riglio, Rigossa, Rossenna, Rovacchia, Rubicone, Samoggia, Sàvena, Scoltenna, Secchiello, Sellustra, Silla, Sintria, Stirone, Tassobbio, Tavollo, Termina, Tièpido, Tramazzo, Tresinaro, Uso, Ventena (di Cattolica), Voltre, Zena.

Sismologia[modifica | modifica sorgente]

I terremoti del maggio 2012[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Terremoto dell'Emilia del 2012.

Intorno alle 4 del mattino del 20 maggio 2012, l'Emilia-Romagna è stata soggetta ad una violenta scossa di terremoto (magnitudo 5,9 della scala Richter e profondità di circa km), che ha avuto come epicentro il comune di Finale Emilia, in provincia di Modena. Il terremoto è stato avvertito in tutto il Nord Italia e ha causato vittime e gravi danni in particolare in Emilia, nella zona di Modena, Bologna, Ferrara, Reggio Emilia, nell'oltrepò mantovano e in alcuni comuni della provincia di Rovigo. Dopo la scossa notturna, durante tutta la giornata ci sono state varie scosse di assestamento. La più forte, 5,1 Richter, è stata registrata nel primo pomeriggio. Nuove forti scosse di terremoto si sono ripetute il 29 maggio 2012 di cui una di magnitudo 5,8 con epicentro a Medolla e Mirandola e una di magnitudo 5,3 con epicentro a San Possidonio.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il Po in provincia di Ferrara

Il clima dell'Emilia-Romagna è di tipo temperato subcontinentale, con estati calde e umide e inverni freddi e rigidi, tendente al sublitoraneo e dunque al mediterraneo solo lungo la fascia costiera. L'Adriatico infatti è un mare troppo ristretto per influire significativamente sulle condizioni termiche della regione. Caratteristiche di base di questo clima sono il forte divario di temperatura fra l'estate e l'inverno, con estati molto calde e afose, e inverni freddi e prolungati. L'autunno è molto umido, nebbioso e fresco fino alla metà di novembre; con il procedere della stagione le temperature scendono, fino a poter divenire freddo ed avere caratteristiche prettamente invernali. La primavera rappresenta la stagione di transizione per eccellenza, ma nel complesso risulta mite.

Le precipitazioni sono di mediocre quantità nella pianura, in genere da 650 a 800 mm in media, per anno.[6] Via via che si passa alla fascia collinare e poi montana, esse aumentano rapidamente e si fanno decisamente copiose nell'alto Appennino: si superano i 1500 mm in quasi tutta la zona appenninica interna e anche i 2000 mm nelle zone prossime al crinale dell'Appennino Emiliano centro-occidentale.[6]Qui è abbondante la quantità di precipitazioni che cade in forma nevosa nei mesi fra novembre e marzo, per quanto nevicate di minore entità si verifichino spesso anche in aprile. Anche la pianura peraltro è visitata non di rado, in inverno, dalla neve, in quantità che aumenta generalmente spostandosi verso le zone pedecollinari e procedendo da Oriente verso Occidente. Il regime delle precipitazioni è comunque caratterizzato da due massimi, uno primaverile e uno autunnale, che non divergono molto fra loro per quantità, ma segnano quasi ovunque la prevalenza del secondo. La stagione più asciutta è l'estate e, in conseguenza di questo andamento pluviale, il regime dei corsi d'acqua è spiccatamente torrentizio, con forti piene improvvise alternate a periodi di grandi magre.

L'Emilia-Romagna ha quindi fondamentalmente tre climi, che possono essere sommariamente divisi nel padano (semi-continentale), nel montano e nel marittimo.

Negli ultimi vent'anni[ultimi a partire da quando?] la regione Emilia-Romagna ha subito un mutamento piuttosto drastico del proprio clima rispetto al periodo di riferimento 1961-1990, con aumenti significativi delle temperature medie (+1,1 °C) ed estreme (in particolare durante la stagione estiva, + 2 °C) e cambiamenti nei regimi stagionali e nell'intensità delle precipitazioni[7].

Il Servizio Idrometeorologico dell'ARPA Emilia-Romagna è l'ente regionale preposto a svolgere le attività operative relative all'idrologia, alla meteorologia e alla climatologia.

Ambiente[modifica | modifica sorgente]

Politica ambientale[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio dell'Emilia-Romagna ricadono due parchi nazionali, entrambi condivisi con la Toscana: il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna e il Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano. Nel territorio della regione ricadono inoltre 14 parchi regionali nonché numerose altre aree naturali protette. L'amministrazione della regione vanta una rigorosa politica di sostenibilità dello sviluppo[senza fonte]. Per contro, critici autorevoli obiettano che l'assoluta libertà lasciata ai comuni nella dilatazione delle aree urbane è un fenomeno che sta drasticamente contraendo i terreni più fertili della pianura padana[8].

Flora e fauna[modifica | modifica sorgente]

La vegetazione spontanea è stata pesantemente ridotta dall'intervento umano, particolarmente in pianura. Sopravvivono però alcune aree boschive rilevanti come il Bosco della Mesola, divenuta riserva naturale, e la pineta di Ravenna. A partire dal pedemonte e sino ai 900 m di quota si estende l'orizzonte submesofilo[9], caratterizzato dai boschi nei quali domina la roverella e, più in alto, il cerro insieme al castagno. Tra i 900 e i 1500 m è il regno della faggeta. Rimane discretamente conservato l'abete bianco, oggi protetto nella riserva integrale della Foresta di Campigna (Forlì-Cesena).

Anche la fauna è stata molto impoverita dalle modificazioni dell'ambiente operate dall'uomo.
Nei campi agricoli sono presenti lepri, ricci, fagiani e tanti altri animali, mentre nelle zone umide (specialmente nel Delta del Po) troviamo numerosi aironi, anatre e anche le nutrie. Nei boschi dell'Appennino vivono volpi, cervi, tassi, caprioli, lupi, scoiattoli e cinghiali.

Vegetazione costiera[modifica | modifica sorgente]

La vegetazione presente negli ambienti costieri dell’Emilia-Romagna è caratterizzata da specie vegetali psammofile e specie alofile.

Le specie psammofile sono in grado di sopravvivere su suoli sabbiosi a scarsa ritenzione idrica e caratterizzano gli ambienti della spiaggia e delle dune che normalmente, grazie al dilavamento dell'acqua piovana, presentano valori di salinità poco elevati.

Le specie alofile invece sono tolleranti ad elevati valori di salinità e sono quindi tipiche delle zone umide salmastre.

Aree protette[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aree naturali protette dell'Emilia-Romagna.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Romagna e Storia dell'Emilia.

Il territorio dell'Emilia-Romagna è stato abitato fin dall'antichità, come dimostrano vari ritrovamenti in diverse zone. In particolare, nel 2010, durante i lavori per la costruzione del nuovo carcere di Forlì, è stata trovata la più grande necropoli preistorica della regione, risalente a 4.000 anni fa, il che dimostra che già l'area era stabilmente abitata a tale epoca[10].

L'Emilia-Romagna comprende due regioni storiche ben distinte: l'Emilia e la Romagna. L'Emilia prende il nome dall'antica Via Emilia, la strada fatta costruire dal console romano Marco Emilio Lepido per collegare Ariminum a Placentia. Romagna, in latino Romània, è il termine con cui era chiamata la zona circostante l'antica Pentapoli bizantina di Ravenna, Forlì, Forlimpopoli, Classe e Cesarea (antica città oggi non più esistente).

Al momento dell'unità d'Italia, questo comportò il cambiamento di diversi toponimi e l'estensione dell'Emilia fino a comprendere Ferrara e quello che era il suo ducato. Ferrara infatti è nata in una zona paludosa e isolata nell'alto Medioevo, quindi dopo la fine della dominazione romana, senza aver mai fatto parte dell'Emilia augustea.

Le principali entità statali storiche che hanno caratterizzato il territorio della regione sono il Ducato di Parma e Piacenza, il Ducato di Modena e Reggio e il Ducato di Ferrara, poi confluito nello Stato Pontificio.

Politica[modifica | modifica sorgente]

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Le province emiliane e romagnole
mappa dei confini regionali, provinciali e comunali aggiornata all'annessione di nuovi Comuni sotto la Provincia di Rimini

L'Emilia-Romagna si divide in 9 province, abitate complessivamente da 4.352.084 abitanti[11]; la più recente è quella di Rimini, una volta compresa in quella di Forlì (oggi Forlì-Cesena).

  • Bologna Bologna (con 56 comuni, 998.931 abitanti)
  • Ferrara Ferrara (con 24 comuni, 359.686 abitanti)
  • Forlì-Cesena Forlì-Cesena (con 30 comuni, 398.332 abitanti)
  • Modena Modena (con 47 comuni, 705.164 abitanti)
  • Parma Parma (con 46 comuni, 445.283 abitanti)
  • Piacenza Piacenza (con 48 comuni, 291.302 abitanti)
  • Ravenna Ravenna (con 18 comuni, 394.464 abitanti)
  • Reggio Emilia Reggio Emilia (con 45 comuni, 534.014 abitanti)
  • Rimini Rimini (con 26 comuni, 332.070 abitanti)
Composizione del Consiglio Regionale dell'Emilia-Romagna (2010):

██  Centrosinistra (PD + Idv + FdS + SEL + Fdv) → 32 seggi

██  Udc → 1 seggio

██  M5S → 2 seggi

██  Centrodestra (Pdl + LN) → 15 seggi

Consiglio regionale[modifica | modifica sorgente]

Con le elezioni regionali del 2010, il centrosinistra si riconferma alla guida della regione[12] con una maggioranza di consiglieri di 32 su 50.

Vasco Errani viene dunque confermato per la terza volta consecutiva alla guida dell'Emilia-Romagna.

Candidati e Liste Voti  % Seggi
Vasco Errani 1.197.789 52,06 10
Partito Democratico (PD) 857.613 40,64 18
Italia dei Valori (IdV) 136.040 6,44 2
Federazione della Sinistra (FdS) 58.943 2,79 1
Sinistra Ecologia e Libertà + Verdi (SEL + FdV) 37.698 1,78 1
Anna Maria Bernini 844.915 36,72 1
Popolo della Libertà (Pdl) 518.108 24,55 10
Lega Nord (LN) 288.601 13,67 4
Giovanni Favia 161.056 7 -
Movimento Cinque Stelle (M5S) 126.619 6,00 2
Gian Luca Galletti 96.625 4,20 -
Unione di Centro (Udc) 1.556 0,86 1
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Presidenti dell'Emilia-Romagna.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.[13]»
— 11 ottobre 2010

Demografia[modifica | modifica sorgente]

Città principali[modifica | modifica sorgente]

L'Emilia-Romagna è la seconda regione col maggior numero di città ai primi posti in Italia per popolazione, con 9 città che contano oltre 100.000 abitanti, 7 città fra le 30 più popolate in Italia, e 10 fra le prime 50.

Segue un elenco delle dieci città principali dell'Emilia-Romagna ordinate per numero di abitanti:

Posizione Posizione

in Italia

Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Provincia
Bologna-Stemma.svg Bologna 384.377 140,73 2 741,68 54 BO
20º Modena-Stemma it.png Modena 179.481 183,23 1.014 34 MO
21º Parma-Stemma.png Parma 178.588 260,77 730,61 57 PR
22º Reggio Emilia-Stemma.png Reggio Emilia 165.337 231,56 746,39 58 RE
25º Ravenna-Stemma.png Ravenna 154.374 652,89 245 4 RA
28º Rimini-Stemma.png Rimini 144.586 134,52 1.042 5 RN
30º CoA Città di Ferrara.svg Ferrara 130.848 404,36 333 9 FE
37º Forlì-Stemma.png Forlì 116.352 228,19 509 34 FC
44º Piacenza-Stemma.png Piacenza 102.068 118,46 859 61 PC
10º 49º Cesena-Stemma.png Cesena 97.277 249,47 383 44 FC

Elenco di altre città per numero di abitanti:

Posizione

Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Provincia
11º
Imola-Stemma.png
Imola 69.214 204,96 338 26 BO
12º
Carpi-Stemma.png
Carpi 68.092 131,14 527 47 MO
13º Faenza-Stemma.png Faenza 58.203 215,72 264 35 RA
14º Sassuolo-Stemma.png Sassuolo 39.967 38,56 1.076 121 MO
15º Cento (Italia)-Stemma.png Cento 35.518 64,80 534 15 FE
16º Casalecchio di Reno-Stemma.png Casalecchio

di Reno

35.388 17,37 2.031 61 BO
17º
Riccione-Stemma.png
Riccione 34.358 17,11 2.059 12 RN
18º Formigine-Stemma.png Formigine 33.924 46,82 707 82 MO
19º Castelfranco Emilia-Stemma.png Castelfranco

Emilia

32.225 101,31 301 42 MO
20º Lugo (Italia)-Stemma.png Lugo 31.991 116,92 280 12 RA
21º San Lazzaro di Savena-Stemma.png San Lazzaro

di Savena

31.715 44,70 694 62 BO
22º
Cervia-Stemma.png
Cervia 28.718 82,19 347 5 RA
23º
San Giovanni in Persiceto-Stemma.png
San Giovanni

in Persiceto

27.593 114,40 233 21 BO
24º
Fidenza-Stemma.png
Fidenza 25.837 95,15 266 75 PR
25º
Cesenatico-Stemma.png
Cesenatico 25.792 45,13 553 2 FC
26º
Correggio-Stemma.png
Correggio 25.295 77,79 327 31 RE
27º
Scandiano-Stemma.png
Scandiano 25.158 49,81 506 95 RE
28º
Vignola-Stemma.png
Vignola 24.566 22,70 1.062 125 MO
29º
Mirandola-Stemma.png
Mirandola 23.638 137,00 176 18 MO
30º
Comacchio-Stemma.png
Comacchio 22.433 283,81 82 0 FE
31º
Argenta-Stemma.png
Argenta 22.269 311,05 71 0 FE
32°
Santarcangelo di Romagna-Stemma.png
Santarcangelo

di Romagna

21.157 45,13 461,3 0 RN
33°
Castel San Pietro Terme-Stemma.png
Castel San Pietro

Terme

20.699 148,48 137,7 0 BO

Cittadini stranieri[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2010 i cittadini stranieri residenti in regione sono 500.597. I gruppi più numerosi sono quelli di:

fonte Istat

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'Emilia-Romagna è considerata una delle regioni più ricche d'Europa, con tassi d'occupazione che superano il 70% (80% a Modena e Reggio Emilia); il tasso di disoccupazione della regione (3,4%) corrisponde ad un regime di piena occupazione[14]. Questo ha favorito Negli ultimi anni[cosa vuol dire ultimi?] un enorme arrivo di immigrati nelle città, che in tre province (Reggio Emilia, Piacenza, Modena) ha portato l'incidenza di immigrati sulla popolazione totale intorno al 10%.[15]

Con una statistica di giugno 2007 condotta da Unioncamere, Bologna e Modena sono risultate rispettivamente la terza e la quarta città più ricche d'Italia, dietro solo a Milano e Biella.[16] Nella classifica de Il Sole 24 ore Bologna è risultata essere la città italiana col più alto tenore di vita.[17]

La regione, secondo un'altra indagine svolta da Eurostat nel 2002, è risultata la 23ª regione europea per quanto riguarda il PIL pro capite, terza italiana dopo la provincia autonoma di Bolzano e la Lombardia[18]. Ancora nel 2005 il PIL pro capite era al terzo posto in Italia, e su una media europea del 100% superava il 128%[19].

Dati economici[modifica | modifica sorgente]

Di seguito la tabella che riporta il PIL d il PIL pro capite prodotto nell'Emilia-Romagna dal 2000 al 2008[20]:

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008
Prodotto Interno Lordo
(Milioni di Euro)
106.293,5 110.431,6 113.722,5 116.548,1 120.655,6 124.184,7 130.456,0 136.537,3 139.529,4
PIL ai prezzi di mercato per abitante
(Euro)
26.869,6 27.778,7 28.378,1 28.739,0 29.314,5 29.784,1 31.021,1 32.130,2 32.396,7

Di seguito la tabella che riporta il PIL[20], prodotto in Emilia-Romagna ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:

Macro-attività economica PIL prodotto % settore su PIL regionale % settore su PIL italiano
Agricoltura, silvicoltura, pesca € 2.642,6 2,05% 1,84%
Industria in senso stretto € 30.834,0 23,94% 18,30%
Costruzioni € 6.867,6 5,33% 5,41%
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni € 24.444,8 18,98% 20,54%
Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali € 30.830,4 23,94% 24,17%
Altre attività di servizi € 18.915,3 14,69% 18,97%
Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni € 14.260,6 11,07%% 10,76%
PIL Emilia-Romagna ai prezzi di mercato € 128.795,3

Settori macro economici regionali[modifica | modifica sorgente]

In Emilia-Romagna l'economia è molto sviluppata. Come nel resto d'Italia, vi sono numerose piccole aziende a conduzione familiare, con produzioni di vario tipo. Inoltre sono molto diffuse le cooperative, soprattutto nelle province di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Forlì-Cesena[21].

Il confronto dei dati regionali dei macro settori economici con quelli nazionali mette in evidenza come nella regione il peso del settore industriale sull'economia regionale sia superiore al dato nazionale, evidenziando quindi la forte vocazione industriale dell'Emilia-Romagna. Peraltro, come accade per la regione Veneto questa maggiore incidenza dell'industria, si riflette su un minor peso che ha sull'economia regionale tutto quanto ricade nel settore Altri Servizi, dove essenzialmente sono raggruppati i servizi resi dalla pubblica amministrazione, sanità, servizi sociali ed istruzione pubblica.

Settore primario[modifica | modifica sorgente]

Nel settore primario, la regione può contare su un forte sviluppo su tutta la Pianura Padana e in Romagna. Sono molti i prodotti DOP e IGP coltivati in regione, ed è diffuso l'allevamento di bovini e suini. L'Emilia-Romagna, condividendo il territorio della Pianura Padana, è una regione fertilissima (il rapporto tra raccolto e seminato è tra i più alti d'Italia); questo è il frutto di lavori di bonifica cominciati in epoche anche remote; la rete d'irrigazione e canalizzazione è efficiente e non per caso alcune delle più grandi aziende di macchinari agricoli, come la Goldoni e la Landini, hanno sede qui. Le colture tipiche sono cerealicole. L'Emilia era soprattutto vocata alla produzione di grano. Il variare del prezzo sul mercato internazionale ha spinto a spostarsi sulla coltivazione del mais. Nell'annata agraria del 2012 e in quella successiva tuutavia, l'attacco della farfalla Pyrausta purpuralis ha determinato una produzione in molti casi inquinata da microtossine, le fumonisine, così che si rende necessario la loro termodistruzione o la destinazione ai termovalorizzatori.[22]Sviluppate sono anche le colture fruttifere (la prima produttrice italiana di pesche e pere e anche con mele, albicocche, susine e ciliegie), ortofrutticole (ai primi posti in Italia ed Europa per produzione di insalate, finocchio, pomodori, lattuga, rapa, ravanello, carote, patate, zucchine, zucche, peperoni, cetrioli e molti altri) e vinicole anche fino a 800 metri in collina; da ricordare il primato nazionale nella produzione di barbabietola da zucchero. Le maggiori aziende alimentari hanno sede in Emilia.

Il Ministero delle Politiche agricole e alimentari, in collaborazione con la regione Emilia-Romagna, ha riconosciuto 184 prodotti emiliani e romagnoli come "tradizionali"

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prodotti agroalimentari tradizionali emiliano-romagnoli.

Settore secondario[modifica | modifica sorgente]

Anche il settore secondario è molto sviluppato e molto variegato a seconda della provincia poiché ognuna di esse ha delle peculiarità: a Parma sono presenti numerosissime industrie alimentari di dimensioni mondiali come Barilla e Parmalat, a Modena, Reggio Emilia e Bologna sono molto diffuse le industrie meccaniche con nomi illustri come ad esempio: Ducati, Ferrari, Italjet, Moto Morini, Maserati, Pagani_Automobili, De Tomaso e Lamborghini. La regione si dimostra quindi presente in ogni settore produttivo, dal chimico di Ravenna al meccanico dell'Emilia centrale, dal tessile all'elettronico passando per il ceramico, biomedicale ed editoriale (Panini) della zona modenese per arrivare al settore logistico di Piacenza.

Settore terziario[modifica | modifica sorgente]

Il settore terziario è anch'esso sviluppato; la Riviera romagnola è centro d'attrazione turistica sia d'estate per la ricca ed organizzatissima ricettività (più di 5000 alberghi) che negli altri periodi dell'anno per i numerosi locali d'intrattenimento giovanile; si stima che durante un anno siano circa 10 milioni di turisti che la popolano; italiani e moltissimi stranieri soprattutto dalla Germania e dai Paesi Bassi[23]. Discreto anche il turismo invernale sulle località sciistiche dell'Appennino, fra cui ricordiamo Sestola e le altre località alle pendici del Monte Cimone, e il Corno alle Scale, nel bolognese. Molto sviluppato il turismo artistico nelle città d'arte, specialmente dall'estero. Complessivamente gli arrivi nel 2007 sono stati di 6.574.335 italiani e 2.090.979 stranieri[24].

La regione è il nodo commerciale più importante del paese, Bologna è un nodo ferroviario di primaria importanza nel Nord e la sua stazione merci è la più grande d'Italia come volume di traffico. In Emilia confluiscono, poi, alcune tra le principali autostrade del paese (A1, A13, A14, A15, A21 e A22). Il porto di Ravenna è il più grande del Mare Adriatico.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Il sistema infrastrutturale dei trasporti dell'Emilia-Romagna consiste in linee ferroviarie, aeroportuali, autostradali, stradali, marittime e fluviali.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trasporti dell'Emilia-Romagna.

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

In regione sono presenti quattro università, tutte dislocate in Emilia, e tutte nella classifica delle 45 università italiane[25]:

  • Bologna: l'università più grande della regione e una delle principali a livello nazionale, è la più antica università del mondo occidentale, grazie alla quale la città è soprannominata "La Dotta". Ha quasi 100.000 studenti. Nella classifica del The Times sulle migliori università mondiali l'ateneo è risultato 173º,[26][27] risultando così al primo posto a livello nazionale per prestigio e qualità.
  • Parma: università riconosciuta con storia secolare, accoglie molti studenti soprattutto dalla provincia della Spezia, ha quasi 30.000 studenti.
  • Modena-Reggio Emilia: università che è divisa in due sedi (alla sede storica modenese nel 1998 si è aggiunta Reggio), è stata eletta nel 2007 da il Sole 24 Ore come miglior università pubblica[28].

In tutti gli altri capoluoghi sono presenti sedi distaccate con facoltà autonome, come ad esempio le succursali dell'Università di Bologna presenti in Romagna (Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini) e dell'Università Cattolica di Milano e del Politecnico di Milano a Piacenza.

Arte[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Amministrativamente unite, l'Emilia e la Romagna hanno tradizioni, usi alimentari e culinari in diversi casi differenti. La cucina emiliana — ma si dovrebbe parlare di una costellazione di cucine, risultato di quasi otto secoli di autonomia delle città emiliane — ha fama riconosciuta di una cucina solida, saporita e generosamente condita. La cucina romagnola è, in confronto, assai più semplice e ruvida, come scrisse il forlivese Piero Camporesi: «di gusto primitivo, quasi di fondo barbarico».

Alcuni piatti tipici sono, tra gli altri, la piadina romagnola, il ragù bolognese, le lasagne al forno, i tortellini, i cappelletti, i passatelli, le tagliatelle, il Parmigiano-Reggiano, lo squacquerone, il prosciutto, la mortadella Bologna, la salama da sugo, la ciambella romagnola.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina emiliana, Cucina romagnola e Prodotti agroalimentari tradizionali emiliani e romagnoli.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Lo sport in Emilia-Romagna è praticato e diffuso in molti settori, sia a livello agonistico che dilettantesco, sia per quanto riguarda gli sport più comuni che quelli meno diffusi a livello nazionale.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sport in Emilia-Romagna.

Libri dedicati all'Emilia-Romagna[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L'art. 1, comma 3, dello Statuto della Regione Emilia-Romagna indica come capoluogo la città metropolitana di Bologna, ente territoriale non ancora istituito.
  2. ^ db-city.com
  3. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  4. ^ la Regione e la sua storia - Home
  5. ^ http://www.efreshvideo.com/index.php?page=watch&f_videoid=617
  6. ^ a b Guida d'Italia - Emilia-Romagna, 6ª ed., Touring Club Italiano, 1991, pag. 26. ISBN 88-365-0010-2.
  7. ^ http://www.arpa.emr.it/clima
  8. ^ Antonio Saltini, Cap. 6 in La fame del Pianeta - Crescita della popolazione e risorse alimentari, Nuova terra antica, 2010. ISBN 978-88-96459-02-7.
  9. ^ Foreste — E-R Ambiente
  10. ^ Le amazzoni di Forlì. Sotto il nuovo carcere i resti di due donne guerriere
  11. ^ Popolazione residente all'1/1/2012. Risultati della rilevazione regionale. URL consultato il 12-08-2012.
  12. ^ Emilia-Romagna - Elezioni Regionali 28-29 marzo 2010 - la Repubblica.it
  13. ^ D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi dell'art.5, comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 dicembre 2008
  14. ^ Homepage — E-R Formazione e lavoro
  15. ^ L'Emilia-Romagna è la capitale degli immigrati. URL consultato il 19-09-2009.
  16. ^ Milano è la città più ricca d'Italia, Crotone e Caserta in coda. URL consultato il 19-09-2009.
  17. ^ la Repubblica: È Bologna la città più vivibile del Belpaese. URL consultato il 19-09-2009.
  18. ^ http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/ERMES/pagine/Dpef2006-2010/3.2.competitivita-sistema.htm
  19. ^ Dati Eurostat al 2005
  20. ^ a b Dati Istat - Tavole regionali
  21. ^ Scheda regionale Eurostat
  22. ^ Antonio Saltini - Mais "inquinato dal caldo": una storia italiana Antonio Saltini
  23. ^ Turismo Regione Emilia-Romagna: alberghi, agriturismo, affitto alloggi
  24. ^ Dati Istat 2007
  25. ^ Secondo la classifica redatta dal Sole24Ore nell'anno 2006, visibile qui
  26. ^ Times Higher Education
  27. ^ THE QS World University Rankings - Topuniversities
  28. ^ Unimore

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]