Emilia-Romagna

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Coordinate: 44°30′38″N 10°57′25″E / 44.51056, 10.95694

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Regione Emilia-Romagna
Emilia-Romagna - Bandiera
Emilia-Romagna - Stemma
Stato: bandiera Italia
Zona: Italia nord-orientale 
Capoluogo: Bologna
Superficie: 22.451,29 km²
Abitanti: 4.360.148  (30/06/2009)
Densità: 194 ab./km²
Province: stemma Bologna
stemma Ferrara
stemma Forlì-Cesena
stemma Modena
stemma Parma
stemma Piacenza
stemma Ravenna
Provincia di Reggio Emilia-Stemma.png Reggio Emilia
stemma Rimini
Comuni: Elenco dei 348 comuni
Politica
Presidente: Vasco Errani (PD)
(dal 1999)
Giunta: L'Unione
Consiglio
(50 seggi):
PD 23
Forza Italia 5
Gruppo della Libertà 4
AN 4
PRC 3
SD 2
Italia dei Valori 1
PdCI 1
PS 1
UDC 1
Verdi 1
Ultime elezioni: 4 aprile 2005
Prossime: 2010
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Sito istituzionale
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L'Emilia-Romagna è una regione dell'Italia settentrionale di 4.360.148 abitanti (demo.istat.it 30/06/2009), con capoluogo Bologna.

È bagnata a est dal Mar Adriatico, confina a nord con il Veneto e la Lombardia, a ovest con il Piemonte (condividendo un confine di poco meno di 8 km) e la Liguria, a sud con la Toscana, le Marche nonché la Repubblica di San Marino. Essa è composta dall'unione di due regioni storiche: l'Emilia, che comprende le province di Piacenza, Parma, Reggio, Modena, Ferrara e buona parte della provincia di Bologna, con il capoluogo, e la Romagna, con le rimanenti province di Ravenna, Rimini, Forlì - Cesena e la parte orientale della provincia di Bologna (Imola e zone limitrofe). La Romagna storica comprende peraltro piccoli territori nelle Marche e in Toscana.

Le aree che costituiscono la regione attuale sono popolate fin da tempi remotissimi, come ci indicano vari ritrovamenti: il caso più famoso è quello del sito di Monte Poggiolo, presso Forlì, dove sono stati rinvenuti migliaia di reperti datati a circa 800.000 anni fa, a dimostrazione che la zona era già abitata nel Paleolitico.

Indice

[modifica] Geografia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Zone Altimetriche d'Italia.
Superficie dell'Emilia-Romagna per zone altimetriche

La via Emilia, con il suo percorso che segue approssimativamente la linea pedecollinare in direzione NordOvest-SudEst, divide il territorio della regione in due parti aventi estensioni pressoché equivalenti: la parte settentrionale (47,8 % della superficie complessiva) è pianeggiante, mentre le colline (27,1% del territorio) e le montagne (25,1%) si trovano nella fascia meridionale della regione.

[modifica] Rilievi e coste

La parte piana della regione, compresa tra il pedemonte e il Po, si allarga progressivamente sino a formare sul Mare Adriatico un fronte di oltre 100km tra il delta padano e la Punta di Gabicce.

Invece la zona montuosa-collinare conserva per tutto il suo sviluppo una larghezza quasi costante di 40km. Il versante emiliano dell’Appennino è costituito da una serie di contrafforti che dallo sparti acque principale scendono a pettine e separano valli anch’esse parallele. Le maggiori altitudini si trovano nel settore centrale, che culmina nel Monte Cimone (2.165m).

La pianura è il risultato dei depositi alluvionali portati dal Po e dai fiumi appenninici. Nell’alta pianura si sono depositati i materiali più grossolani (ghiaia, sabbia) e pertanto il suolo risulta molto permeabile. Nella bassa pianura i depositi sono più minuti e perciò meno permeabili. Nella parte orientale, rivolta all’Adriatico, si passa da un settore interno di terre già da tempo rassodate e messe a coltura alle vaste aree di recente bonifica idraulica, per qualche tratto al di sotto del livello del mare.

La grande pianura si affaccia al mare con una costa unita e assi uniforme, Gli ampi arenili e il mare poco profondo si presentano assi bene all’intesa valorizzazione balneare

[modifica] Idrografia

Il reticolo idrografico è costituito, nella metà occidentale della regione, da una serie di corsi d’acqua, ad andamento più o meno parallelo, che percorrono le valli innestate sull’asse pedemontano e che poi divagano nella bassa pianura fino a sfociare nel fiume Po; nella parte orientale, a cominciare dal Reno, i fiumi si gettano direttamente nell’Adriatico. A parte il Po, tutti i corsi d’acqua della Regione hanno portate irregolari con andamento torrentizio. È notevole la rete di canali di derivarione che prelevano le acque dal Po per l’irrigazione e che assicurano il drenaggio delle zone depresse. Si ha pertanto una “bassa” irrigua, dedicata all’allevamento per la produzione di latte e formaggio (Parmigiano); poi le "valli" bonificate, in buona parte investite a cereali; quindi la pianura non irrigata, coltivata a frutticoltura specializzata (Cesena[1]), e le colline adibite a vigneto o a coltura promiscua; infine i prati, i pascoli e i boschi dell'alta collina e della montagna.

[modifica] Clima

Il Po in provincia di Ferrara

Il clima dell'Emilia-Romagna è di tipo prevalentemente sub-continentale con inverni rigidi ed estati afose e calde. In inverno sono presenti precipitazioni nevose che dalla montagna possono estendersi fino alla pianura. La parte a nord della via Emilia è situata all'interno della Pianura Padana e ne possiede pienamente le caratteristiche: afa estiva e nebbia abbastanza frequente durante l'inverno dove si raggiungono temperature rigide con giornate di gelo e nebbia che non riesce a dissolversi nemmeno nelle ore centrali del giorno, mantenendo spesso la temperatura prossima allo zero. Durante la notte la temperatura può scivolare al di sotto dello zero e talvolta si sviluppano estese gelate che possono perdurare anche per l'intera giornata

In genere gli episodi di maltempo sono generati dalle perturbazioni di stampo atlantico-mediterraneo o da quelle, più fredde, sospinte da venti di bora; qualche volta soffia anche il Burian, vento di origine artico-russa che riesce a raggiungere questa regione sferzandola con gelide raffiche. Vi sono però sporadici episodi in cui, sotto l'influsso di correnti occidentali e di Scirocco, si possono creare le condizioni per brevi periodi relativamente miti proprio a causa di queste correnti spesso foriere di umidità e piogge; In tali condizioni gli effetti maggiori si avvertono sulle zone costiere e nelle aree collinari. In estate l'afa la fa da padrona e le temperature sono molto alte, vi sono elevati tassi di umidità, in particolare nelle zone pianeggianti, mentre nelle zone montuose il caldo risulta meno opprimente. Si possono registrare anche diversi giorni consecutivi di caldo e sole intenso, e durante tale periodo soleggiato si possono sviluppare temporali anche di forte entità. L'autunno è molto umido, nebbioso e fresco fino alla metà di novembre; con il procedere della stagione diventa via via più freddo fino ad avere caratteristiche prettamente invernali. La primavera rappresenta la stagione di transizione per eccellenza, può risultare fredda o per contro essere un anticipo d'estate, ma nel complesso risulta mite. In complesso la piovosità è concentrata in primavera e in autunno su livelli inferiori rispetto alle regioni a nord del Po: ciò determina un regime idraulico a carattere prevalentemente torrentizio con periodi siccitosi che possono prolungarsi fino ad autunno inoltrato.

L'Emilia-Romagna ha fondamentalmente due climi, che poi possono essere divisi : il padano e il montano. Il clima risulta pertanto essere influenzato da tre fattori: il continentale, quello decisamente più presente, quello lieve del Mare Adriatico che mitiga solo le aree prossime alle coste, e quello appenninico. La parte centrale, e in particolare quella a nord della Via Emilia, presenta accentuati caratteri di continentalità. Gli Inverni sono freddi, con precipitazioni talvolta nevose fino in pianura (le medie variano da 15 a 35 cm annui) gelate talvolta estese e temperature massime mantenute basse dalle nebbie persistenti talvolta tutto l'arco del giorno. L'estate, invece, è calda e afosa, con temperature massime che si spingono ben oltre i 35° e minime che talvolta non scendono sotto i 20°. La primavera è piovosa e gradevole da aprile a maggio; anche l'autunno presenta le medesime caratteristiche ed è fresco e gradevole fino a novembre, quando diventa fresco, umido e talvolta freddo. Il clima della fascia montana è fortemente influenzato dall'altitudine, ma anche dall'esposizione al sole e al vento. Generalmente ha inverni molto più freddi della pianura, con minime costantemente sottozero nei mesi più freddi e temperature minime che possono raggiungere i -15°, -20°. La neve cade da novembre a marzo, ma spesso alcune "spolverate" sui rilievi più alti avvengono anche in ottobre e in aprile. In un anno cade almeno un metro di neve anche a quote inferiori ai 700 m s.l.m., che arriva anche a 1,5 m a 800 m s.l.m.. Ha temperature estive gradevoli, con media delle massime sui 25-28° in luglio, ma punte di 30-35° e minime sui 10-15°. L'estate è in generale breve e l'autunno inizia già a settembre, diventando freddo dopo la metà di ottobre; anche la primavera è breve e fresca, inizia in aprile e termina in giugno. La fascia costiera non ha caratteristiche molto diverse dalla fascia di pianura, in quanto ha inverni comunque freschi (la neve cade quasi ogni anno) e estati calde, ma un po' più miti.

[modifica] Ambiente

[modifica] Flora e fauna

La vegetazione spontanea è stata pesantemente ridotta dall’intervento umano particolarmente in pianura. Sopravvivono però alcune aree boschive rilevanti come il Bosco di Mesola, ora riserva naturale, e la pineta in Provincia di Ravenna. A partire dal pedemonte e sino ai 900m di quota si estende l’orizzonte submediterraneo, caratterizzato dai boschi nei quali nei quali domina la Roverella e, più in alto, il Cerro insieme al castagno. Tra i 900m e i 1500. è il regno della faggeta. Rimane discretamente conservato l’abete bianco, oggi protetto nella riserva integrale della Foresta di Campigna (Forlì-Cesena).

Parco Naturale del Fiume Savio

Anche la fauna è stata molto impoverita dalle modificazioni dell’ambiente operate dall’uomo: sono presenti lepri, starne, pernici rosse, quaglie migratrici, insettivori e roditori.

[modifica] Aree protette

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Aree naturali protette dell'Emilia-Romagna.

[modifica] Storia

L'Emilia-Romagna comprende due zone un tempo distinte: l'Emilia e la Romagna. L'Emilia prende il nome dall'antica via consolare Via Emilia che fece costruire il console romano Marco Emilio Lepido. Romagna, in latino Romània, è il termine con cui i Romani chiamavano la zona vicino a Ravenna.

L'identità etno-culturale della Romagna è sempre stata forte mentre per l'Emilia la questione è controversa. Infatti, a partire dal 568 d.C. (anno dell'arrivo dei Longobardi nella Pianura Padana) fino al 1859, questo territorio si è chiamato Lombardia (o Longobardìa, in contrapposizione a Romània, l'odierna Romagna); i suoi abitanti erano definiti lombardi.

È vero però che questa definizione fu imposta dai Longobardi dopo aver invaso parte del territorio della regione romana composta dalle città di Forum Livii (Forlì), Forum Cornelii (Imola), Faventia (Faenza), Bononia (Bologna), Mutina (Modena), Regium (Reggio Emilia), ovvero l'VIII regione di Augusto, denominata appunto Emilia.

Questo comportò il cambiamento di diversi toponimi e l'estensione dell'Emilia fino a comprendere Ferrara e quello che era il suo ducato[2] Ad esempio, Reggio Emilia, prima dell'Unità d'Italia, era chiamata semplicemente Reggio o anche Reggio di Lombardia.

[modifica] Antichi stati della regione

Le principali entità statali storiche che hanno caratterizzato il territorio della regione sono il Ducato di Parma e Piacenza, il Ducato di Modena e Reggio e il Ducato di Ferrara; la Romagna è stata parte per dodici secoli dello Stato Pontificio, mentre Bologna è stata per alcuni periodi città di confine tra Longobardìa e Romània, ma fra alterne vicende lo Stato Pontificio ha quasi sempre avuto il sopravvento fino al Risorgimento.

[modifica] Istruzione

In regione sono presenti quattro università, tutte dislocate in Emilia, e tutte nella Top 45 delle università italiane[3]:

  • Bologna: l'università più grande della regione e una delle principali a livello nazionale, è la più antica università del mondo occidentale ed è soprannominata "La Dotta". Ha quasi 100.000 studenti. Nella classifica del "Times" sulle migliori università mondiali l'ateneo è risultato 173°, [4][5] risultando così al primo posto a livello nazionale per prestigio e qualità.
  • Parma: università riconosciuta con storia secolare, accoglie molti studenti soprattutto dalla provincia della Spezia, ha quasi 30.000 studenti.
  • Modena-Reggio Emilia: università che è divisa in due sedi (alla sede storica modenese nel 1998 si è aggiunta Reggio), è stata eletta nel 2007 da il Sole 24 Ore come miglior università pubblica [6].

In tutti gli altri capoluoghi sono presenti sedi distaccate con facoltà autonome, come ad esempio le succursali dell'Università di Bologna presenti in Romagna (Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini), dell'Università Cattolica di Milano e del Politecnico di Milano (Piacenza).

[modifica] Economia

L'Emilia-Romagna è considerata una delle regioni più ricche d'Europa, con tassi d'occupazione che superano il 70% (80% a Modena e Reggio Emilia); il tasso di disoccupazione della regione (3,4%) corrisponde ad un regime di piena occupazione[7]. Questo ha favorito negli ultimi anni un enorme arrivo di immigrati nelle città, che in tre province (Reggio Emilia, Piacenza, Modena) ha portato l'incidenza di immigrati sulla popolazione totale intorno al 10%.[8]

Con una statistica di giugno 2007 condotta da Unioncamera, Bologna e Modena sono risultate rispettivamente la terza e la quarta città più ricche d'Italia, dietro solo a Milano e Biella.[9] Nella classifica de Il Sole 24 ore Bologna è risultata essere la città italiana col più alto tenore di vita.[10]

La regione, secondo un'altra indagine svolta da Eurostat nel 2002, è risultata la 23° regione europea per quanto riguarda il PIL pro capite, terza italiana dopo la provincia autonoma di Bolzano e la Lombardia [11]. Ancora nel 2005 il PIL pro capite era al terzo posto in Italia, e su una media europea del 100% superava il 128%[12].

[modifica] Dati economici

Di seguito la tabella che riporta il PIL d il PIL procapite prodotto nell'Emilia-Romagna dal 2000 al 2006[13]:

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Prodotto Interno Lordo
(Milioni di Euro)
106.215,6 110.431,6 113.722,5 116.548,1 120.544,4 123.928,3 128.795,3
PIL ai prezzi di mercato per abitante
(Euro)
26.849,9 27.778,7 28.378,1 28.739,0 29.287,5 29.722,6 30.626,2

Di seguito la tabella che riporta il PIL[13], prodotto in Emilia-Romagna ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:

Macro-attività economica PIL prodotto % settore su PIL regionale % settore su PIL italiano
Agricoltura, silvicoltura, pesca € 2.642,6 2,05% 1,84%
Industria in senso stretto € 30.834,0 23,94% 18,30%
Costruzioni € 6.867,6 5,33% 5,41%
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni € 24.444,8 18,98% 20,54%
Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali € 30.830,4 23,94% 24,17%
Altre attività di servizi € 18.915,3 14,69% 18,97%
Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni € 14.260,6 11,07%% 10,76%
PIL Emilia-Romagna ai prezzi di mercato € 128.795,3

[modifica] Settori macro economici regionali

In Emilia-Romagna l'economia è molto sviluppata. Come nel resto d'Italia, vi sono numerose piccole aziende a conduzione familiare, con produzioni di vario tipo. Inoltre sono molto diffuse le cooperative, soprattutto nelle province di Bologna e Forlì-Cesena[14].

Il confronto dei dati regionali dei macro settori economici con quelli nazionali, mette in evidenza come nella regione il peso del settore industriale sull'economia regionale, sia superiore al dato nazionale, evidenziando quindi la forte vocazione industriale dell'Emilia-Romagna. Peraltro, come accade per la regione Veneto questa maggiore incidenza dell'industria, si riflette su un minor peso che ha sull'economia regionale tutto quanto ricade nel settore Altri Servizi, dove essenzialmente sono raggruppati i servizi resi dalla pubblica amministrazione, sanità, servizi sociali ed istruzione pubblica.

[modifica] Settore primario

Nel settore primario, il più importante d'Italia per esportazioni, la regione può contare su un forte sviluppo su tutta la Pianura Padana e in Romagna. Sono molti i prodotti DOP e IGP coltivati in regione, ed è diffuso l'allevamento di bovini e suini. L'Emilia-Romagna, condividendo il territorio della Pianura Padana, è una regione fertilissima (il rapporto tra raccolto e seminato è tra i più alti d'Italia); questo è il frutto di lavori di bonifica cominciati in epoche anche remote; la rete d'irrigazione e canalizzazione è efficiente e non per caso alcune delle più grandi aziende di macchinari agricoli, come la Goldoni e la Landini, hanno sede qui. Le colture tipiche sono cerealicole (grano e mais soprattutto) e vinicole anche fino a 800 metri in collina; da ricordare il primato nazionale nella produzione di barbabietola da zucchero. Le maggiori aziende alimentari hanno sede in Emilia. Anche il settore dell'allevamento è molto sviluppato in specie quello suino e bovino.

Il ministero delle Politiche agricole e alimentari, in collaborazione con la regione Emilia-Romagna, ha riconosciuto 184 prodotti emiliani e romagnoli come "tradizionali"

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Prodotti agroalimentari tradizionali emiliano-romagnoli.

[modifica] Settore secondario

Anche il settore secondario è molto sviluppato: nelle aree da Bologna a Reggio Emilia vi sono industrie alimentari (le prime d'Italia), meccaniche, elettroniche, tessili, del mobile e della ceramica; in regione si trovano anche fabbriche di auto e moto, con i marchi Ducati, Ferrari, Italjet, Malaguti, Maserati e Lamborghini. Molte industrie sono di piccole dimensioni, e sono a conduzione familiare oppure organizzate in cooperative.

[modifica] Artigianato

La regione è seconda in Italia per lavorazione e creazione di prodotti artigianali.[senza fonte] Nel parmense è molto sviluppata l'industria alimentare (Parma è stata scelta come sede della istituzione europea nel controllo del settore, l'EFSA). Nel ravennate è molto sviluppata l'industria chimica, ed è presente il più grande porto del Mar Adriatico.

[modifica] Servizi e commercio

Il settore terziario è anch'esso sviluppato; la riviera romagnola è centro d'attrazione turistica sia d'estate per la ricca ed organizzatissima ricettività (più di 5000 alberghi) che negli altri periodi dell'anno per i numerosi locali d'intrattenimento giovanile; si stima che durante un anno siano circa 10 milioni i turisti che la popolano; italiani e moltissimi stranieri soprattutto dalla Germania e dall'Olanda [15]. Discreto anche il turismo invernale sulle località sciistiche dell'Appennino, fra cui ricordiamo Sestola e le altre località alle pendici del Monte Cimone, e il Corno alle Scale, nel bolognese. Molto sviluppato il turismo artistico nelle città d'arte, specialmente dall'estero.

La regione è il nodo commerciale più importante del paese, Bologna è un nodo ferroviario di primaria importanza nel Nord, la sua stazione merci è la più grande d'Italia come volume di traffico. In Emilia confluiscono, poi, alcune tra le principali autostrade del paese (A1, A13, A14, A15, A21 e A22).

[modifica] Città principali

L'Emilia Romagna è la regione col maggior numero di città ai primi posti in Italia per popolazione, con 9 città che contano oltre 100.000 abitanti, 7 città fra le 30 più popolate in Italia, e 10 fra le prime 50.

Segue un elenco delle dieci città principali dell'Emilia-Romagna ordinate per numero di abitanti:

Posizione Posizione in Italia Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Provincia
Bologna-Stemma.png Bologna 377.258 140,73 2.664 54 BO
20° Parma-Stemma.png Parma 183.701 260,77 699 57 PR
21° Modena-Stemma it.png Modena 182.931 183,23 992 34 MO
22° Reggio Emilia-Stemma.png Reggio Emilia 166.572 231,56 715 58 RE
26° Ravenna-Stemma.png Ravenna 157.018 652,89 239 4 RA
29° Rimini-Stemma.png Rimini 140.998 134,52 1.042 5 RN
30° Ferrara-Stemma.png Ferrara 134.605 404,36 333 9 FE
37° Forlì-Stemma.png Forlì 117.059 228,19 509 34 FC
45° Piacenza-Stemma.png Piacenza 102.287 118,46 859 61 PC
10° 49° Cesena-Stemma.png Cesena 95.790 249,47 383 44 FC

Ecco un elenco delle altre città per numero di abitanti:

Pos. Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Provincia
11°
Imola-Stemma.png
Imola 68.518 204,96 332 47 BO
12°
Carpi-Stemma.png
Carpi 67.432 131,14 512 26 MO
13° Faenza-Stemma.png Faenza 57.201 215,72 264 35 RA
14° Sassuolo-Stemma.png Sassuolo 41.582 38,56 1.076 121 MO
15° Casalecchio di Reno-Stemma.png Casalecchio di Reno 35.436 17,37 2.031 61 BO
16°
Riccione-Stemma.png
Riccione 35.314 17,11 2.059 12 RN
17° Cento-Stemma.png Cento 34.867 64,80 534 15 FE
18° Formigine-Stemma.png Formigine 33.329 46,82 707 82 MO
19° Lugo (RA)-Stemma.png Lugo 32.774 116,92 280 12 RA
20° Castelfranco Emilia-Stemma.png Castelfranco Emilia 30.958 101,31 301 42 MO
21° San Lazzaro di Savena-Stemma.png San Lazzaro di Savena 30.096 44,70 694 62 BO
22°
Cervia-Stemma.png
Cervia 28.578 82,19 347 5 RA
23°
San Giovanni in Persiceto-Stemma.png
San Giovanni in Persiceto 26.770 114,40 233 21 BO
24°
Fidenza-Stemma.png
Fidenza 25.529 95,15 266 75 PR
25°
Cesenatico-Stemma.png
Cesenatico 25.071 45,13 553 2 FC
26°
Scandiano-Stemma.png
Scandiano 24.735 49,81 496 95 RE
27°
Correggio-Stemma.png
Correggio 24.722 77,79 315 31 RE
28°
Vignola-Stemma.png
Vignola 23.371 22,70 1.062 125 MO
29°
Mirandola-Stemma.png
Mirandola 23.346 137,00 176 18 MO
30°
Comacchio-Stemma.png
Comacchio 23.087 283,81 82 0 FE

[modifica] Ambiente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Aree naturali protette dell'Emilia-Romagna.

Nel territorio dell'Emilia-Romagna ricadono due parchi nazionali, entrambi condivisi con la Toscana: il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna e il Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano. Nel territorio della regione ricadono inoltre 14 parchi regionali nonché numerose altre aree naturali protette.

[modifica] Cucina

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Cucina emiliana, Cucina romagnola e Categoria:Cucina dell'Emilia-Romagna.

[modifica] Salute

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Servizio sanitario dell'Emilia-Romagna.

[modifica] Sport

Lo sport in Emilia-Romagna è praticato e diffuso in molti settori, sia a livello agonistico che dilettantesco, sia per quanto riguarda gli sport più comuni che quelli meno diffusi a livello nazionale.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sport in Emilia-Romagna.

[modifica] Amministrazione

È noto che l'Emilia-Romagna sia una delle roccaforti della sinistra, infatti alle ultime elezioni il PD ha qui ottenuto il 52% delle preferenze (storicamente fa eccezione il Piacentino, che pur vedendo negli ultimi anni le amministrazioni locali prevalentemente di sinistra, vota per la destra alle politiche; la città di Parma è invece da due legislature retta dalla destra) a livello nazionale: in particolare Modena e Reggio Emilia sono state spesso definite le province più "rosse" d'Italia.

[modifica] Presidente

[modifica] Vice Presidente

[modifica] Presidente del Consiglio Regionale

[modifica] Province

Le province emiliano-romagnole

Le province dell'Emilia-Romagna sono nove, la più giovane è quella di Rimini, una volta compresa in quella di Forlì (oggi Forlì-Cesena). Nel territorio riminese si inserisce lo stato di San Marino che, nonostante l'indipendenza politica, conserva nella parlata e nelle tradizioni una componente indubbiamente romagnola.

[modifica] Infrastrutture

[modifica] Aeroporti civili

[modifica] Aeroporti minori

[modifica] Aeroporti militari

[modifica] Porti

[modifica] Marittimi

[modifica] Fluviali

[modifica] Nodi logistici


[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Note

  1. ^ http://www.efreshvideo.com/index.php?page=watch&f_videoid=617
  2. ^ Ferrara infatti è nata in una zona paludosa e isolata nell'alto medioevo e quindi dopo la fine della dominazione romana senza aver mai fatto parte dell'Emilia augustea (la via Emilia tralatro dista da Ferrara più di 40 miglia romane). Con la Creazione del Ducato di Ferrara e Modena, il territorio ebbe maggiori rapporti con la vera Emilia storica. Tuttavia storicamente il territorio ferrarese è sempre stato più legato, attraverso rapporti commerciali, culturali, e militari con Bologna e Ravenna (più facilmente raggiungibili via acqua, dato che Ferrara sorgeva nella Padusa ed era difficilmente raggiungibile via terra). Ecco che quindi risulta chiaramente forzato l'inserimento della territorio ferrarese nell'Emilia durante l'unificazione d'Italia.
  3. ^ Secondo la classifica redatta dal Sole24Ore nell'anno 2006, visibile qui
  4. ^ http://www.timeshighereducation.co.uk/hybrid.asp?typeCode=144
  5. ^ http://www.topuniversities.com/worlduniversityrankings/results/2007/overall_rankings/top_400_universities/
  6. ^ http://www.unimore.it/sole24ore.pdf
  7. ^ http://www.emiliaromagnalavoro.it/numerilavoro.htm
  8. ^ L'Emilia-Romagna è la capitale degli immigrati. URL consultato il 19-09-2009.
  9. ^ Milano è la città più ricca d'Italia, Crotone e Caserta in coda. URL consultato il 19-09-2009.
  10. ^ la Repubblica: E' Bologna la città più vivibile del Belpaese. URL consultato il 19-09-2009.
  11. ^ http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/ERMES/pagine/Dpef2006-2010/3.2.competitivita-sistema.htm
  12. ^ Dati Eurostat al 2005
  13. ^ a b Dati Istat - Tavole regionali
  14. ^ Scheda regionale Eurostat
  15. ^ http://www.comuni-italiani.it/08/turismo.html

[modifica] Collegamenti esterni

Regione-Emilia-Romagna-Stemma.png Italia | Province della regione Emilia-Romagna Emilia-Romagna-Bandiera.png
Bologna | Ferrara | Forlì-Cesena | Modena | Parma | Piacenza | Ravenna | Reggio Emilia | Rimini
Strumenti personali