Jagdpanzer VI Jagdtiger

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Jagdtiger SdKfz 186
Jagdtiger-Aberdeen.00059se8.jpg
Jagdtiger al United States Army Ordnance Museum di Aberdeen (Maryland)
Descrizione
Equipaggio 6
Dimensioni e pesi
Lunghezza 10,65 m
Larghezza 3,6 m
Altezza 2,8 m
Peso 76 t
Propulsione e tecnica
Motore V12 Maybach HL 230 P30
Potenza 700 hp
Rapporto peso/potenza 9,21
Trazione cingolata
Prestazioni
Velocità 34
Autonomia 120
Armamento e corazzatura
Armamento primario cannone 128 mm L/55 PaK44
Armamento secondario mitragliatrice MG34 da 7,92 mm
Corazzatura 250 mm

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Lo Jagdtiger (tedesco "Tigre cacciatrice") (SdKfz 186) fu un mezzo cacciacarri utilizzato dalla Wehrmacht durante la seconda guerra mondiale.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Sviluppo

[modifica] Impiego operativo

La comparsa sul fronte orientale dei pesanti carri IS e IS2, con le loro artiglierie da 122mm, minacciava di rendere obsoleti i pezzi da 88 millimetri che, nelle loro varie incarnazioni, si erano mostrati affidabili in tutti i teatri di scontro.
La Wehrmacht richiese un nuovo cannone per sventare questa minaccia. La possibilità fu offerta da nuovo Pak44 da 128/55 mm (lo stesso con cui si pensava di armare il Maus). D'altronde l'esigua produzione ed il peso del complesso suggerirono l'impiego su un affusto semovente, appunto quello del Tiger II. Con i mezzi in costruzione si armarono due unità nell'estate del 1944: lo schwere Panzerjaeger Abteilung 653 e lo schwere Panzerjaeger Abteilung 512.
Alcuni mezzi presero parte all'operazione "Nordwind", offensiva sussidiaria alla battaglia delle Ardenne, che doveva sfondare le linee delle truppe USA e delle Forze Francesi Libere in direzione della sacca tedesca di Colmar. Nonostante l'operazione "Wacht am Rhein", di cui "Nordwind" doveva essere supporto e ampliamento, fosse già in piena crisi, l'attacco venne comunque lanciato. I pesantissimi Jagdtiger si mostrarono particolarmente difficili da operare nel teatro invernale, dove i problemi del freddo si univano alle molte 'magagne' tecniche, dovute al loro peso elefantiaco, ai loro altissimi consumi di carburante e alle difficoltà logistiche di tenerli riforniti di proiettili e parti di ricambio (anche loro ingombranti e pesanti).
Nonostante alcune affermazioni sovietiche in merito non vi sono prove certe della partecipazione di questi mammut alla battaglia di Budapest; gli esemplari caduti in mano alle forze russe possono essere stati catturati inermi in qualche deposito o snodo ferroviario. Nel 1945 per la carenza di materiali si decise di armarne molti con il Pak43/3 da 88/71 mm, scartando l'adozione del cannone da 128/66 mm, chiudendo la produzione. Lo Jagdtiger non fu un veicolo complessivamente riuscito: il possente armamento e la corazza non poterono supplire alla scarsa manovrabilità ed affidabilità, senza contare che per un veicolo così lento era praticamente impossibile sfuggire ai cacciabombardieri alleati, che a partire dal 1944 spadroneggiavano quasi incontrastati sui cieli tedeschi, specialmente dopo l'inutile "canto del cigno" della Luftwaffe nell'Operazione Bodenplatte.

[modifica] Descrizione tecnica

Semovente realizzato montando sullo scafo del Tiger II Henschel un poderoso cannone Pak44 da 128/55 mm in grado di perforare la maggior parte delle corazze avversarie. Una possente sovrastruttura costituita da piastre fortemente inclinate, ospitava l'armamento primario mentre una mitragliatrice MG34 era posta in una blinda sferica nella parte destra dello scafo. Il peso del veicolo fu portato a 76 tonnellate, il più pesante della guerra fra quelli prodotti in serie, mentre si decise di mantenere il medesimo motore del Tiger II; questo porterà ad innumerevoli disagi per l'equipaggio a causa di frequenti noie alla trasmissione, ai cingoli ed al cambio. Inoltre l'enorme mole del carro richiedeva 5 litri di benzina per percorrere un solo km, una quantità esorbitante per una Germania le cui scorte di carburante erano così esigue, fatto che spingerà spesso l'equipaggio ad abbandonare il mezzo ormai senza benzina. Fu una fortuna per gli alleati i cui carri sarebbero altrimenti stati polverizzati da una distanza di 2000 m. Un altro problema consisteva nel fatto che la torretta del Jagdtiger non poteva ruotare: se si voleva sparare a destra bisognava ruotare l'intero carro; per questo motivo era molto difficile sparare in movimento.

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