M15/42

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M15/42
M15-42-Saumur.0004yfcp.jpg
Descrizione
Equipaggio 4
Dimensioni e peso
Lunghezza 5.04 m
Larghezza 2.23 m
Altezza 2.37 m
Peso 15,5 t
Propulsione e tecnica
Motore Spa V8benzina
Potenza 192 hp
Rapporto peso/potenza 12,39 hp/t
Trazione cingolata
Prestazioni
Velocità 40 km/h su strada
Autonomia 220
Armamento e corazzatura
Armamento primario Cannone da 47/40 Mod.38 con 111 granate
Armamento secondario 1 mitragliatrice binata Breda Mod. 38 da 8 mm nella fronte dello scafo, 1 mitragliatrice Breda Mod. 38 8mm sulla torretta in funzione AA, 1 mitragliatrice Breda Mod. 38 coassiale al cannone.
Corazzatura max 50 mm, min 14 mm
Note Produzione incerta: alcune fonti citano 82 esemplari in tutto prima dell'armistizio, accennando che solo la divisione Ariete II li avrebbe avuti in carico.

Onwar.com [1]

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L'M.15/42 fu un carro armato medio italiano utilizzato dal Regio Esercito durante la seconda guerra mondiale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Per adeguare il carro medio M.13/40 all'evoluzione del conflitto, dal luglio 1942 lo staff dell'ingegnere Giuseppe Rosini iniziò il progetto di quella che doveva diventarne la versione definitiva, incentrando le modifiche sull'adozione di un più potente motore a benzina e su una versione a canna allungata del pezzo da 47 mm. Un M.14/41 fu modificato per fungere da prototipo, e fu sperimentato dal dicembre 1942 al marzo 1943; non appena terminati i collaudi, il nuovo carro fu messo in produzione di serie come M.42 (o M.15/42).[2]

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

Nelle modifiche per il nuovo modello, ci fu il nuovo motore FIAT-SPA 15TB M.42 a benzina, con la capacità di erogare 170 CV reali (192 al banco di prova), ma il suo ingombro maggiore richiese la riprogettazione della parte posteriore dello scafo.
Il vecchio M.41 fu poi modificato con l'aggiunta di piastre di corazzatura più spesse, un portello d'accesso sul lato destro anziché sul sinistro, una cassetta di fumogeni nella parte posteriore, alcune differenze nel disegno della casamatta, e cinque supporti per contenitori esterni di benzina da 20 litri: quest'ultimo accorgimento deriva dalle esperienze in Nord Africa, per il quale l'M 15/42 era stato concepito, dalle quali emergeva la necessità di grandi autonomie che spesso i ridotti serbatoi non potevano garantire.

Ma la novità più importante fu rappresentata dal cannone da 47 mm: il 47/32 Mod. 1935 fu allungato di 8 calibri, ottenendo il 47/40 Mod.38, che aveva una velocità alla volata superiore del 30% rispetto al predecessore (900 contro 630 m/s); ciò comportò un aumento del potere perforante; in particolare, con le granate E.P., cioè effetto pronto (il termine italiano per descrivere le granate anticarro a carica esplosiva ad effetto HESH) poteva perforare fino a 112 mm (a 100 m), riducendosi gradualmente a 60 mm a 500 m, 43 mm a 1000 m e 24 mm a 2000 m. Le successive granate E.P.S. (effetto pronto speciale: termine che indicava i proietti a carica cava) facevano poco meglio (115 mm contro i 112 mm delle granate E.P.) ma mantenevano lo stesso potere perforante a prescindere dalla distanza dal bersaglio contro cui venivano sparate. Tutto ciò, unito ad una discreta mobilità (minata però dal mancato potenziamento delle sospensioni, rimaste uguali ai modelli precedenti, nonostante il considerevole aumento di potenza del motore, circostanza che provocò scingolamenti particolarmente numerosi tali da costringere i tedeschi ad applicare ai nuovi esemplari quattro dentelli sporgenti dalla ruota motrice per mantenere il cingolo nella "gola" della ruota) e ad un buon addestramento dell'equipaggio faceva dell'M 15/42 un carro abbastanza pericoloso per i carri medi angloamericani, anche se ancora inferiore agli stessi.[3]

Varianti[modifica | modifica sorgente]

L'M15/42 contraereo catturato dai tedeschi
  • Carro Comando Semoventi M42: similmente a quanto già avvenuto per i modelli precedenti, furono prodotti alcuni Semoventi comando dai carri M15 privati della torretta e armati di una mitragliatrice pesante Breda Mod. 31 da 13,2 mm in loco delle due da 8 e dotati di due radio Magneti Marelli RF1 CA e RF2 CA e usato sia dai comandanti di compagnie/squadroni e battaglioni/gruppi squadroni di carri che dai comandanti di batterie e gruppi semoventi (75/18, 75/34, 105/25). I mezzi di preda bellica immessi in servizio dalla Wehrmacht furono ribattezzati Panzerbefehlswagen M42 772(i).
  • M15/42 Centro Radio: il carro fu realizzato anche nella versione "Centro Radio", priva della coppia di mitragliatrici in casamatta e con due apparecchi radio.
  • M15/42 Carro Gru: vi sono alcune fotografie tedesche del 1944 che ritraggono un'ulteriore versione, quella del "Carro-gru"; non è chiaro se questo modello fosse un prototipo o un mezzo di un piccolissimo lotto prodotto, o ancora, forse l'ipotesi più probabile, una modifica sul campo.
  • M15/42 Carro contraereo : caratterizzato da una nuova torretta con quattro mitragliatrici Scotti-Isotta Fraschini 20/77 Mod. 1941; tale prototipo, catturato dai tedeschi, viene anche detto "Semovente 20/70 quadruplo". Probabilmente nella versione "carro contraereo" con motore Isotta Fraschini ci furono solo due prototipi, di cui uno fu sperimentato in condizioni reali in Tunisia, mentre il secondo venne catturato dai tedeschi dopo l'armistizio (anche perché con la resa delle truppe italotedesche della V Panzer Armee e della 1ª Armata Italiana solo pochissimi aeroplani riportarono in patria qualche decina di uomini, mentre altri cercarono di attraversare il canale di Sicilia su barchette, zattere e scialuppe, il più delle volte intercettate dalla marina inglese e catturati; in questo scenario, molto poco probabile sembra la possibilità di alcuni mezzi trasportati per via aeronavale in Sicilia).

Il Regio Esercito fece in tempo a immettere in servizio 82 carri M15/42, anche se ne furono costruiti da 112 a 248.

Reparti[modifica | modifica sorgente]

I reparti armati con questo carro furono:

  • 1 compagnia del XVIII battaglione misto carri (20 carri);
  • 1 compagnia del XIX battaglione misto carri (20 carri);
  • 3 squadroni e il 10º squadrone di riserva del 10º reggimento corazzato "Lancieri di Vittorio Emanuele II (25 carri ciascuno per compagnia, 10 allo squadrone di riserva);
  • deposito 33º reggimento carri (numero non precisato).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ M15/42. URL consultato il 13 ottobre 2013.
  2. ^ Fiat M 15/42. URL consultato il 13 ottobre 2013.
  3. ^ Carro M15/42. URL consultato il 13 ottobre 2013.

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