Ansaldo 105/25 M.43

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Semovente M43 da 105/25
Semovente 105 25.jpg
Descrizione
Tipo semovente
Equipaggio 3 (capocarro/cannoniere, pilota, caricatore/operatore radio)
Costruttore Ansaldo
Data impostazione 1942
Data entrata in servizio 1943
Utilizzatore principale ItaliaRegio Esercito
Altri utilizzatori GermaniaWehrmacht
Sviluppato dal M42
Altre varianti M43 da 75/46
M43 da 75/34
Dimensioni e peso
Lunghezza 5,1 m
Larghezza 2,4 m
Altezza 1,75 m
Peso 15,8 t
Capacità combustibile 316 l
Propulsione e tecnica
Motore Fiat-SPA 15TB M42 a benzina, 8 cilindri a V da 11980 cm³, raffreddato ad acqua
Potenza 192 hp
Rapporto peso/potenza 12,15 hp/t
Trazione cingolata
Sospensioni molla verticale a balestra
Prestazioni
Velocità 35 km/h
Autonomia 180 km
Armamento e corazzatura
Armamento primario obice da 105 mm Ansaldo 105/25 con 48 colpi
Armamento secondario 1 x 8mm Breda Mod. 38 con 864 colpi
Corazzatura frontale 75 mm
Corazzatura laterale 42 mm
Corazzatura posteriore 25 mm
Corazzatura superiore 15 mm
Note costruito in 108 esemplari

Scheda su Italie 1935-1945

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Il Semovente da 105/25 è stato un semovente italiano utilizzato durante la seconda guerra mondiale e progettato dalla Fiat Ansaldo, considerato uno dei più potenti semoventi (o cannoni d'assalto) costruiti dall'Italia nel secondo conflitto mondiale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Lo sviluppo di un semovente di grande potenza fu realizzato durante il 1942 in parallelo dalla Odero-Terni-Orlando (OTO) e dalla Ansaldo. La OTO propose l'installazione di un 105/23 sullo scafo di un carro armato P26/40. L'Ansaldo invece propose come scafo quello del semovente M42 già in produzione e fu in grado quindi di presentare, il 28 febbraio 1943, il prototipo al Centro Studi della Motorizzazione mentre la OTO era ancora impegnata nello sviluppo. Venne perciò prescelto dal Regio Esercito e la versione definitiva, con scafo migliorato e cannone da 105/25 (in luogo di quello da 23 calibri di lunghezza), fu adottata in 878 esemplari il 2 aprile 1943 come Semovente M43 da 105/25 "Bassotto". Dodici esemplari vennero costruiti ed utilizzati nel 1943 dalla 135ª Divisione corazzata "Ariete II", che si scontrò contro le truppe tedesche nei pressi di Roma nei giorni successivi all'armistizio attuato dal governo italiano, l'8 e il 9 settembre del 1943, dando un'ottima prova di sé. A seguito della resa italiana, i tedeschi, che consideravano il Semovente 105/25 "Bassotto" un ottimo mezzo, li catturarono e ne costruirono ulteriori 91 esemplari, ribattezzati StuG M43 mit 105/25 853(i) utilizzandoli contro le forze angloamericane.

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

Il "Bassotto", ricalcando l'impostazione generale dei predecessori M41 ed M42, era costituito da uno scafo M43, cioè lo scafo di un carro armato M.15/42 allargato e abbassato, con frontale ridisegnato e lamiere laterali saldate invece che imbullonate. Sullo scafo era posta una casamatta fissa imbullonata e saldata con un obice Ansaldo 105/25, con brandeggio manuale di 34° ed alzo da -12° a + 22°[1]. L'armamento era completato da una mitragliatrice Breda Mod. 38 da 8 mm per la difesa ravvicinata ed antiaerea operata dal capocarro/cannoniere, mentre il servente/operatore radio ha a disposizione per le comunicazioni a livello di batteria di una radio Magneti Marelli RF1 CA.

Versioni[modifica | modifica sorgente]

Nel 1944 l'Ansaldo ne sviluppò altre due versioni:

Entrambe queste due versioni furono utilizzate solo dai tedeschi e prodotte rispettivamente in 11 e 29 esemplari.

Il cannone da 105/25 fu anche utilizzato in casamatta nelle opere difensive del Vallo Alpino.

Galleria di foto[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fotodiguerra

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gli autoveicoli da combattimento dell'Esercito Italiano, Volume secondo (1940-1945), Stato Maggiore dell'Esercito, Ufficio Storico, Nicola Pignato e Filippo Cappellano, 2002
  • I mezzi blindo-corazzati italiani 1923-1943, Storia Militare, Nicola Pignato, 2005
  • I reparti corazzati della Repubblica Sociale Italiana 1943/1945, Marvia Edizioni, Paolo Crippa, 2006

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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