Mk II Matilda

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Infantry Tank Mark II Matilda
Matilda Mk II britannico durante l'operazione Compass
Matilda Mk II britannico durante l'operazione Compass
Descrizione
Tipo carro armato per fanteria
Equipaggio 4
Data entrata in servizio 1938
Data ritiro dal servizio 1944
Utilizzatore principale BritishArmyFlag2.svg British Army
Esemplari 3.000 circa
Dimensioni e peso
Lunghezza 6 m
Larghezza 2,6 m
Altezza 2,5 m
Peso 27 t
Propulsione e tecnica
Motore 2 Leyland 6 cilindri a benzina o 2 AEC a gasolio
Potenza 95 hp a 3400rpm
Rapporto peso/potenza 3,52 hp/t
Trazione cingolata
Prestazioni
Velocità max 24 km/h (su strada) / km/h (su sterrato)
Velocità su strada 24 km/h
Velocità fuori strada 12,9 km/h
Autonomia 112 km (su strada) / 80 km (su sterrato)
Pendenza max 27
Armamento e corazzatura
Armamento primario 1 Ordnance QF 2 lb (40/50mm)
Armamento secondario 1 mitragliatrice Besa 7,92 mm / 1 mitragliatrice Bren da 7,7 mm
Corazzatura frontale 78 mm
Corazzatura laterale 65 mm (40mm interni + 25mm esterni per la protezione dei cingoli e delle sospensioni)
Corazzatura posteriore 55 mm
Corazzatura superiore Corazzatura torretta:
    • 75mm frontale
    • 75mm laterale
    • 75mm posteriore
    • 75mm scudo

[1]

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Il carro armato per fanteria AK12 Mk2, meglio conosciuto come Matilda Mk II, era un veicolo corazzato da combattimento, usato durante la prima metà della seconda guerra mondiale, principalmente per l'accompagnamento della fanteria inglese. Fu impiegato in molti teatri operativi, tra cui il Nord Africa e la Francia.

Progettazione e caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Nel progettare questo carro, nel 1936, si era tornati momentaneamente ai concetti strategici della prima guerra mondiale, che prevedevano il carro totalmente asservito a protezione e a supporto della fanteria.[2]; di conseguenza questo mezzo non brillava per velocità e manovrabilità[3], in compenso la corazzatura era veramente eccellente per l'epoca: i 78mm di corazza frontale rendevano questo mezzo praticamente indistruttibile, se attaccato frontalmente. Oltre allo spessore della corazza, un'altra qualita di questo carro era la sua cellula e la torretta prodotti in un unico blocco, anziché imbullonati fra loro su uno scafo, il che garantiva un'ottima resistenza ai colpi avversari.
L'armamento prevedeva un cannone anticarro da 40/67, cioè da 40 mm e lungo 67 calibri (2,68 metri)[4], dal discreto potere perforante; era lo stesso cannone montato su molti carri inglesi fino al 1942, tra cui i carri Crusader e i primi modelli di Churchill. Per la difesa ravvicinata il carro prevedeva una mitragliatrice Besa montata frontalmente e una mitragliatrice Bren coassiale alla torretta con funzione antiaerea. Nel complesso Il Matilda Mk II era un carro potente e resistente, destinato a dare diverse noie ai carri tedeschi e italiani dello stesso periodo.

Confronto con gli altri carri armati[modifica | modifica sorgente]

Sebbene questo carro fosse stato prodotto in serie già nel 1938 ed abbia ricevuto il battesimo del fuoco durante la campagna di Francia nel 1940, esso conquistò la sua fama con l'8ª armata britannica nel deserto libico: i cannoni più potenti dell'esercito dell'Asse (il pezzo 47 e 75/18 mm degli italiani e i pezzi da 50 e 75/24 mm dei tedeschi) non riuscivano in alcun modo a perforare la corazza del Matilda, se non con l'utilizzo dei proiettili HEAT (in dotazione ai semoventi italiani 75/18 e ai panzer IV C e D tedeschi), mentre il cannone da 40 mm di quest'ultimo riusciva a perforare facilmente le corazze da 50 mm, o inferiori, dei carri dell'Asse anche da 1 km di distanza.
I tedeschi riusciranno a risolvere questo problema con l'uso massiccio del cannone FLAK da 88 mm e con l'introduzione dei cannoni anticarro ad alta velocità iniziale[5], come il PaK 38 da 50 mm ad alta velocità iniziale, il PaK 40 da 75 mm e i cannoni da 75/48 montati sui carri Panzer IV Ausf H e sugli Sturmgeschütz III Ausf F/8 e G[6] Gli italiani riuscirono solo ad arginare il problema, usando sempre il cannone da 47/32 ma addestrandone bene i serventi, insegnando loro a mirare soprattutto ai cingoli o anche sul fondo quando i carri superavano un ostacolo; a volte riuscivano a tirare proprio nell'ingranaggio che congiunge lo scafo alla torretta, bloccandola, ma si trattava più di colpi di fortuna che non di addestramento.

Dopo il 1942 il Matilda Mk II verrà sostituito dai più potenti carri Churchill, infatti nel corso della guerra, questo carro evidenzio il suo tallone d'achille proprio nella limitata velocità e nell'armamento sempre più mediocre col passare del tempo, perdendo man mano il vantaggio della corazza spessa, ciò nonostante fino al giugno 1941 il Matilda si dimostro vulnerabile solo alle mine anticarro e alle artiglierie antiaeree e da campagna impiegate in funzione anticarro a breve distanza.

Varianti[modifica | modifica sorgente]

  • Infantry Tank Mark II - Matilda II:
Primo modello di produzione armato con mitragliatrice Vickers.
  • Infantry Tank Mark II.A. - Matilda II Mk II:
Mitragliatrice Vickers sostituita dalla mitragliatrice Besa.
  • Infantry Tank Mark II.A.* - Matilda II Mk III:
Nuovo motore diesel Leyland usato al posto dei motori di AEC.
  • Infantry Tank Mark II - Matilda II Mk IV:
Con motori migliorati, montaggio rigido e senza torretta
  • Infantry Tank Mark II - Matilda II Mk V:
  • Matilda II Close Support (CS):
Variante con obice da 3 pollici
  • Baron I, II, III, III
telaio sperimentale con "flagello" sminatore - mai usato operativamente.
  • Matilda Scorpion I / II
telaio con il flagello, Utilizzato in Nord Africa, durante e dopo la battaglia di El Alamain.
La torretta normale era sostituita da una forma cilindrica che contiene un riflettore (proiettato attraverso una fessura verticale) e una mitragliatrice Besa.

Varianti australiane[modifica | modifica sorgente]

Matilda Baron durante un test
  • Matilda Frog (25)
versione Lanciafiamme.
  • Murray e FT Murray
versione Lanciafiamme.
  • Matilda Hedgehog (6)

Teatri operativi[modifica | modifica sorgente]

Francia, 1940[modifica | modifica sorgente]

Il primo impiego operativo del Matilda, in dotazione al 4º battaglione della 1ª brigata corazzata inglese, fu in Francia nel 1940. Il carro, però, pur ottenendo buoni risultati, non brillò in quell'occasione per tre motivi:

  • fu usato in un numero irrisorio, assieme ad altri carri "inferiori";
  • si scontrò soprattutto contro truppe di fanteria piuttosto che con carri armati, quindi non fu possibile fare un paragone obiettivo con le forze corazzate nemiche;
  • l'esercito alleato, in quella occasione, era in rotta e non aveva né il tempo né la lucidità di creare una strategia adatta per sfruttare al meglio le caratteristiche di questo carro.

Le cose andranno in maniera molto differente durante il suo secondo impiego operativo.

Nordafrica, 1941[modifica | modifica sorgente]

Matilda in azione durante l'Operazione Compass

Nel novembre del 1940 l'ottava armata inglese aveva solo poche centinaia di mezzi corazzati in Nord Africa: solo 200 sono carri armati e solo una cinquantina erano del tipo pesante da 30 tonnellate (e tra questi solo una dozzina erano del tipo "Matilda Mk II"). Ma verso la fine dell'anno il primo ministro inglese, Winston Churchill, mandò una brigata corazzata di 150 carri di cui una cinquantina del tipo "Infantry Tank Matilda". Questi vennero schierati soprattutto nella 7ª divisione corazzata e nel 7º reggimento della 4ª divisione indiana di fanteria.
Furono proprio queste due divisioni e questi carri armati a fare la differenza durante l'avanzata britannica su El-Agheila. Un episodio particolarmente esplicativo fu quello della battaglia di Nibeiwa dove i soli carri Matilda hanno attaccato, e vinto, un contingente italiano forte di 5.000 uomini e carri armati M11 e M13, subendo solo 7 perdite[7] e catturando 4.000 soldati nemici. Alla fine dell'avanzata erano ancora funzionanti solo una dozzina di Matilda, ma l'ottava armata britannica, nel suo insieme, era ancora intatta, mentre l'esercito italiano era in rotta.
Questi carri hanno combattuto quasi ininterrottamente per 33 ore compiendo una distanza di 270 km: un record nel campo della mobilità di forze corazzate che non sarà più eguagliato durante la seconda guerra mondiale.
Sulla battaglia di Nibeiwa ci sono delle descrizioni contrastanti fatte nel libro "Iron Hearts, Iron Hull" di Walker Ian W.. Da questo libro si deduce che non ci fu alcuno scontro tra mezzi corazzati italiani e britannici, invece i carristi italiani furono annientati all'arma bianca dalla divisione indiana durante la notte tra l'8 e il 9 dicembre 1940 e non riuscirono neppure a raggiungere i loro carri.
Quando arrivarono i carri Mk II Matilda nel campo di Nibeiwa tutti gli italiani erano già stati uccisi alla baionetta. Gli inglesi si divertirono a tirare sui carri vuoti e ne colpirono 15 poi gli altri furono catturati. Da questo libro si deduce che la guerra corazzata tra inglesi e italiani non fu vinta sul campo di battaglia ma grazie ad una fortissima penetrazione spionistica dei britannici nei reparti italiani che gli permise di ottenere sempre la perfetta dislocazione dei dispositivi bellici e di vincere. Infatti il Matilda messo alla prova tecnicamente dimostrerà ben presto tutte le sue gravi lacune.

El Alamein, 1942[modifica | modifica sorgente]

Un Matilda catturato

Questa è stata l'ultima battaglia dei Matilda in Nord Africa, nonostante i successi dell'anno precedente le loro prestazioni, nel '42, apparvero abbastanza modeste per diversi fattori:

  • Primo fra tutti il numero: non erano rimasti operativi molti Matilda dopo il loro impiego intensivo durante l'avanzata su El-Agheila di alcuni mesi prima.
  • Comparvero in prima linea i carri armati M4 Sherman e Panzer IV (mod. F1) dalle corazze vicine a quelli del Matilda, anche se ancora inferiori di un paio di centimetri, ma armati di cannoni anticarro da 75 mm in torretta (e non in casamatta come nel M3 Lee);
  • Il generale Erwin Rommel (arrivato in Nord-Africa l'anno prima) faceva uso dei cannoni FlaK da 88 mm come armi controcarro, essi potevano perforare comodamente una dozzina di centimetri di corazza d'acciaio a 1 km di distanza, quindi il vantaggio della corazza pesante del Matilda veniva annullato.

In ogni caso il Matilda ha partecipato con successo ad alcune fasi fondamentali della battaglia, anche se come "spalla" dei più potenti carri Sherman.
Successivamente i Matilda rimasti saranno usati per scacciare definitivamente le forze dell'asse dal Nordafrica.

Pacifico 1943-'44[modifica | modifica sorgente]

Dopo il "congedo" dal Nord Africa questo carro fu impiegato in Nuova Guinea dalle truppe australiane e, equipaggiato con speciali carburatori per il funzionamento alle basse temperature, se ne servì l'Armata rossa per addestrare i suoi carristi.
L'ultimo impiego operativo dei Matilda rimasti fu nella guerra contro i giapponesi.
In questa occasione essi poterono dare una buona prova di sé: nei teatri di operazione del pacifico la norma non era grandi battaglie fra carri armati, ma l'uso del carro come mezzo di accompagnamento della fanteria (e solo qualche scontro occasionale con carri nemici, tra l'altro di livello mediocre), questa modalità d'uso era proprio quella per cui il Matilda era stato progettato inizialmente.

Matilda Mk II al Puckapunyal Tank museum

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il comandante della divisione australiana, generale I.G.Mackay, disse che per lui un Matilda valeva un intero battaglione di fanteria.[8]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Carri Armati della Seconda Guerra Mondiale, Jim Winchester, 2008, L'Airone
  2. ^ http://www.assofanteroma.it/Storia/Storia_Fanteria_griglia.htm
  3. ^ Su terreno accidentato questo carro aveva velocità non superiore ai carri della Grande Guerra, nemmeno i carri tedeschi più pesanti di quel periodo, i Panzer IV, erano così lenti
  4. ^ La lunghezza della canna di un'arma da fuoco è importante: più la canna è lunga più il colpo sarà preciso, il proiettile veloce e la portata elevata.
  5. ^ A parità di calibro, una maggiore velocità del proiettile garantisce un potere di perforazione più elevato; Per fare un esempio: il cannone da 75/70 del Panther riusciva a perforare 140 mm di acciaio ad 1 km di distanza, mentre il cannone da 76/41 del T-34 perforava "solo" 70 mm di corazza, pur essendo di calibro superiore
  6. ^ Bisogna tener presente, però che il cannone da 75/48 è stato introdotto per contrastare i carri russi come il T-34 e KV-1 e non è mai stato utilizzato in Nord Africa
  7. ^ Solo 7 carri armati inglesi risultarono inutilizzabili dopo la battaglia, le perdite di fanteria furono superiori, ma contenute
  8. ^ Arrigo petacco, Storia della seconda guerra mondiale, Vol II

http://www.assofanteroma.it/Storia/Storia_Fanteria_griglia.htm

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]