Veicolo trasporto truppe

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Un M113 fa servizio medico a Fallujah, Iraq, il 12 novembre 2004

Il veicolo trasporto truppe (VTT) è indicato anche come APC, che è la sigla di Armoured Personnel Carrier (trasporto corazzato di personale). Si tratta di veicoli destinati al trasporto della fanteria fino al limite del campo di battaglia offrendo ad essa un minimo di protezione balistica. Per questo motivo l'armamento degli APC è minimo e solitamente consiste in una mitragliatrice posta in postazione non protetta. Ciò è dovuto al fatto che l'armamento a bordo serve esclusivamente per appoggiare la fanteria appena sbarcata dal veicolo.

Il combattimento vero e proprio è svolto dalla fanteria (trasportata dall'APC) quando questa scende a terra e viene effettuato con le armi in dotazione al reparto. Quindi l'APC può essere immaginato come un "taxi del campo di battaglia", cioè come un veicolo non destinato ad operare dentro il campo di battaglia, ma solo fino ai suoi confini. Per questo motivo questi mezzi hanno bassa protezione privilegiando la manovrabilità e la spaziosità interna, e possono essere sia ruotati sia cingolati sia semicingolati (anche se, dopo la seconda guerra mondiale, non sono stati più prodotti veicoli di questo tipo).

Origine dei veicoli trasporto truppe[modifica | modifica sorgente]

L'origine dei veicoli trasporto truppa è contemporanea allo sviluppo della motorizzazione degli eserciti, infatti fin dalla guerra degli Stati Uniti contro il Messico (1910) furono utilizzati camion appositamente attrezzati e forniti di mitragliatrici per contrastare le incursioni messicane entro i confini degli Stati Uniti. Questi mezzi avevano l'utilizzo classico dei VTT, cioè di portare squadre di fanteria a contatto con il nemico prima che questo potesse abbandonare il campo di battagllia e quindi rompere il contatto. Nel corso della Prima guerra mondiale i VTT scomparvero dagli armamenti degli eserciti, dato che il campo di battaglia era impraticabile per qualsiasi veicolo ruotato.

Tuttavia, con la guerra mondiale, era comparso sui campi di battaglia un nuovo mezzo: il carro armato. Gli studi sulle metodologia di impiego del carro armato portarono, subito dopo la fine della guerra, alla constatazione che i carri non potevano operare isolatamente, ma dovevano agire coordinati con le altre armi, ed in particolare la fanteria. Da questa constatazione nascevano i VTT. Il problema della cooperazione fra carri armati ed altre armi fu particolarmente sentito in Germania, dove furono sviluppati i primi veicoli dei tale tipo. Dato che restava il problema del movimento sul campo di battaglia devastato dall'artiglieria, non era possibile adottare un movimento totalmente ruotato, ma un sistema di trazione basato unicamente su cingoli era complesso, costoso e relativamente poco affidabile, per questi motivi la preferenza fu data ad un sistema misto, cioè furono usati veicoli semicingolati. I veicoli semicingolati presentavano la trazione (posteriore) su cingoli e l'assale anteriore fornito di ruote, che facilitavano la manovra del veicolo. In questo modo nacquero un veicolo per una squadra di fanteria (SdKFz 250) ed uno per il trasporto di 12 uomini equipaggiati (SdKfz 251)

Lo sviluppo nel corso della Seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Nel corso della seconda guerra mondiale l'unica nazione che sviluppò i veicoli trasporto truppe furono gli Stati Uniti, che realizzarono una serie di semicingolati (half-track nella denominazione inglese) destinati ad operare come trasporto truppe, tutti i veicoli, differenti solo per particolari secondari, traevano origine dall'M2 Half-track, studiato come trattore di artiglieria leggera, poi sviluppato nelle varianti M3 half-track (il vero e proprio trasporto truppe, con la possibilità di trasportare 14 uomini) ed M5, destinata soprattutto all'esportazione in base al Lend-lease act. Il vantaggio dell'M3 sui veicoli similari tedeschi era dato principalmente dalla trazione integrale (nell'M3, a differenza dell'SdKfz 250 e del similare 251, anche l'assale anteriore era collegato al motore, quindi la trazione avveniva su ruote/cingoli invece che solamente su cingoli. Inoltre la particolare tecnologia dei cingoli (in gomma ed avvolgenti invece che a maglie) dell'M3 permetteva una marcia con maggiore comfort nei confronti dei semicingolati tedeschi. Il vantaggio dei semicingolati tedeschi invece risiedeva in una profilatura balistica estremamente superiore, dato che tutte le superfici erano angolate, a differenza di quelle dell'M3 che erano verticali. La capacità di fuoco fra questi mezzi era nettamente a vantaggio dell'M3 nei confronti del SdKFz 250 (una mitragliatrice 12,7 mm contro una mitragliatrice 7,92 mm), mentre era confrontabile con quella del SdKfz 251 (una mitragliatrice 12,7 mm contro due da 7,92 mm).

L'US Army realizzò anche un trasporto truppe completamente ruotato, basato sull'architettura dell'autoblindo M8, denominato M20, questo mezzo rimase in servizio fino a tutta la guerra di Corea. Invece gli unici tentativi di veicoli per il trasporto della truppe completamente cingolati furono effettuati in Canada, usando scafi dei carri M3 o M4 (Kangaroo).

Nel corso della guerra tutti i veicoli trasporto truppe erano a cielo aperto, salvo alcune varianti per usi speciali (ambulanza o posto comando). L'unico veicolo trasporto a protezione totale fu realizzato in Italia, il veicolo AS 37, realizzato dall'Ansaldo in pochi esemplari e comunque quando la guerra era già troppo avanzata perché potesse avere una diffusione abbastanza ampia (1942).

Lo sviluppo nel dopoguerra ed in epoca contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Sia l'M3 sia il SdKfz 251, possono essere classificati come trasporto truppe, soprattutto perché, a causa della mancanza di protezione dall'alto, non potevano avere una penetrazione profonda nel campo di battaglia. In realtà l'uso tattico di entrambi (ed in particolare del semicingolato tedesco) fu come veicoli per il combattimento della fanteria, in quanto il fatto di essere a cielo aperto permetteva alla fanteria trasportata di utilizzare le sue armi contro il nemico. In particolare il SdKfz 251 fu la base per un sistema d'arma che prevedeva un veicolo con armamento controcarri per ogni plotone (SdKfz 251/10), quindi la previsione tattica era di poter giungere anche a contatto balistico con le forze corazzate nemiche. Tuttavia, finita la guerra, dagli studi operativi apparve chiaro che veicoli a cielo aperto non fornivano una protezione sufficiente sul campo di battaglia, sia in considerazione delle minacce dalle schegge di artiglieria nemica, sia per la presenza di un'offesa aerea. Quindi lo sviluppo dei veicoli destinati ad operare con la fanteria sul campo di battaglia ebbe una biforcazione: da una parte i veicoli studiati in modo tale che la fanteria dentro il veicolo fosse incapace di impegnare il nemico (veicolo trasporto truppe - VTT) e dall'altra veicoli da cui la fanteria potesse usare le proprie armi contro il nemico (veicolo da combattimento della fanteria - VCF). Quello che comunque fu subito chiaro ai pianificatori fu la necessità di una protezione totale delle truppe trasportate, che perciò furono protette anche da minacce provenienti dall'alto.

La soluzione del veicolo semicingolato, sia pure usata per tutto il corso della guerra, presentava il grosso problema di sommare le deficienze del movimento su ruote (eccessiva pressione al suolo) con quelle del movimento su cingolo (bassa affidabilità), quindi i VTT furono realizzati come veicoli completamente ruotati o come veicoli cingolati.

Gli studi statunitensi, orientati alla soluzione di adottare la trazione su cingoli, iniziarono con un veicolo (M44) su scafo del carro M24, ma con dimensioni (2,84 m di altezza) tali da renderlo poco adatto al campo di battaglia. Una riduzione delle dimensioni ed una revisione generale dell'architettura del mezzo portarono, attraverso diversi veicoli molto meno rilevanti dal punto di vista dell'impiego (M75, M59, M114), all'M113, il veicolo di questo tipo più diffuso nel mondo, adottato da tutti gli stati NATO (tranne la Francia) e da un buon numero di stati non allineati. Questo veicolo rappresentò quanto di meglio era realizzabile con le limitazioni intrinseche alle modalità di impiego di questi veicoli, unendo una buona mobilità con una protezione sufficiente contro le minacce prevedibili, restando tuttavia la limitazione che le truppe trasportate non erano in grado di avere nessuna informazione sul campo di battaglia prima dell'apertura dei portelloni.

In Europa sono stati realizzati veicoli trasporto truppe cingolati dalla Francia (AMX-10P), Gran Bretagna (FV 432 Trojan e Stormer). I veicoli prodotti in Germania hanno le caratteristiche degli IFV invece che di VTT. In particolare in Italia è stato prodotto il VCC-1 Camillino basato sull'architettura dell'M113. Nella nomenclatura dell'Esercito Italiano i VTT e gli IFV sono accomunati sotto la sigla VCC (Veicolo Corazzato da Combattimento).

In URSS i modelli cingolati sono stati principalmente il BTR-50 ed il BMD-1, quest'ultimo presentava comunque le caratteristiche di armamento di un veicolo da combattimento della fanteria e spesso viene classificato in tale categoria. In genere questi veicoli presentano una sagoma più alta rispetto a quella dei veicoli occidentali similari. I mezzi costruiti successivamente in Unione Sovietica (BMP-1, BMP-2 e BMP-3) sono considerati più correttamente veicoli da combattimento fanteria.

Accanto ai VTT cingolati si sono sviluppati VTT ruotati che presentano una riduzione di costi ed una maggiore affidabilità, pagata tuttavia con una minore mobilità in terreno vario. I VTT ruotati sono stati spesso usati anche da forze di polizia (generalmente nella configurazione non armata), soprattutto in occasioni in cui è possibile prevedere l'insorgere di fenomeni di guerriglia urbana. I VTT ruotati più significativi sono stati prodotti nei paesi del patto di Varsavia, in particolare URSS (BTR-40 e BTR-152, entrambi a cielo aperto e soprattutto la serie BTR-60, BTR-70 e BTR-80, tutte migliorie del modello base) e Cecoslovacchia (OT-64). In ambito NATO, i VTT ruotati sono stati sviluppati praticamente solo sulla sponda europea dell'Atlantico, da Francia (Renault VAB, Berliet VXB-170 e Panhard ERC), Germania (Transportpanzer 1 Fuchs, sullo scafo dell'autoblindo Luchs), Gran Bretagna (AT-105 Saxon, Saracen) e Belgio (Sibmas). Fra i paesi neutrali rivestono interesse il BMR-600 spagnolo e l'EE-11 Urutu brasiliano.

La tendenza attuale è costruire veicoli da combattimento per la fanteria (IFV), considerando la maggiore utilità di questi sul campo di battaglia nei confronti dei "taxi da guerra".

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bruno Benvenuti, Carri armati e mezzi d'assalto dal 1914 ad oggi, Mondadori Libri Illustrati, MIlano, 2006
  • Fred W. Crismon, US Military tracked vehicles, Motorbooks International, Oseola, WI,USA, 1ª edizione 1992, ISBN 0-87938-672-X
  • Fred W. Crismon, US Military wheeled vehicles, Victory WW2 publishing Ltd, Minneapolis, 3ª edizione 2001, ISBN 0-9700567-1-0
  • Ian V. Hogg, I Mezzi corazzati, Peruzzo Editore, Roma, 1984

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