Lancia Lince

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Lancia Lince
Lancia Astura Lince (2008).jpg
Lancia Lince del 1943
Descrizione
Equipaggio 2
Costruttore Lancia, Ansaldo
Data entrata in servizio 1942
Data ritiro dal servizio anni cinquanta
Utilizzatore principale Repubblica Sociale Italiana Repubblica Sociale Italiana
Altri utilizzatori bandiera Regno d'Italia
ItaliaRepubblica Italiana
Germania Germania
Dimensioni e peso
Lunghezza 3,2 m
Larghezza 1,75 m
Altezza 1,65 m
Peso a pieno carico: 3,1 t
Propulsione e tecnica
Motore 8 cilindri a V da 2.617 cm3
Potenza 60 hp
Rapporto peso/potenza 19,35
Prestazioni
Velocità 85
Autonomia 350
Armamento e corazzatura
Armamento primario 1 mitragliatrice da 8 mm
Corazzatura frontale: 14 mm
laterale: 8,5 mm
Note [1]

[senza fonte]

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La Lancia Ansaldo Lince è un'autoblindo prodotta in Italia dalla Lancia Veicoli Industriali in collaborazione con l'Ansaldo, nel corso della seconda guerra mondiale, in 263 esemplari.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1941 il Ministero della Guerra chiese alla Lancia di fabbricare un telaio sul quale potesse essere installata una carrozzeria blindata con caratteristiche come la trasmissione sulle quattro ruote, sospensioni indipendenti ad alta accelerazione e velocità.

Realizzata in circa 250 esemplari[1] a partire dal 1943, ispirata alla britannica Daimler Scout Car meglio nota come "Daimler Dingo", il prototipo fu presentato nel novembre 1942 grazie al fatto che alcuni esemplari dell'autoblindata inglese furono catturati in Libia.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il motore era quello della Lancia Astura con modifiche per aumentare la coppia motrice. Presentava un cambio con un preselettore idraulico copiato dal veicolo inglese come anche le trasmissioni e le sospensioni. Particolare interessante aveva tutte e quattro le ruote sterzanti, per avere maggiore manovrabilità.

La parte della carrozzeria era uguale all'autoblindata inglese tranne nel retro, dove era situato il motore. Inoltre, rispetto alle autoblindo prodotte in Italia, presentava una corazzatura con saldature; infatti le altre autoblindo di produzione italiana avevano una corazza fissata con rivetti che, presentava un inconveniente: i colpi di mitragliatrice, sebbene non perforassero la corazza, facevano saltare i rivetti facendoli diventare come proiettili, uccidendo a volte gli occupanti del mezzo.

Sebbene il mezzo inglese fosse dotato di ruote antiproiettile quello italiano non lo fu, ma fu dotato di ruota di scorta, impossibile da sostituire se bersagliati dal fuoco nemico. Il suo armamento era costituito da una mitragliatrice Breda Mod. 38 calibro 8 mm.

Impiego[modifica | modifica sorgente]

In seguito agli eventi causati dall'Armistizio di Cassibile, le 263 "Lince" ultimate non poterono essere consegnate al Regio Esercito e furono requisite dalla Repubblica Sociale Italiana per essere impiegate da reparti della Wehrmacht[2] (con la denominazione Pz.Sp.Wg.Lince 202(i)) e della Guardia Nazionale Repubblicana, dimostrandosi un mezzo piuttosto efficace nelle operazioni antiguerriglia e di rastrellamento, contro le formazioni partigiane.

Nel secondo dopoguerra, gli esemplari superstiti vennero assegnati alla Polizia[3], ai Carabinieri e al 6º Reggimento di Cavalleria Blindata Lancieri di Aosta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b C.Falessi, B.Pafi (a cura di), Corazzati - L'Autoblindata Lince, «Storia Illustrata», luglio 1970, XIV-152
  2. ^ Lince in dotazione ai tedeschi.
  3. ^ Ugo Mazza, op. cit. pag. 87.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • C.Falessi, B.Pafi, Corazzati - L'Autoblindata Lince, "Storia Illustrata", luglio 1970, XIV-152.
  • Ugo Mazza, Quando la Polizia aveva le auto color amaranto, "Rivista Italiana Difesa", 1/2013.

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