Cartuccia (munizione)

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Da sinistra a destra: .40 S&W, .38-40 WCF, .44 Special, .45 ACP

La cartuccia è un tipo di munizione per armi da fuoco portatili.

Rispetto alle prime tipologie di armi da fuoco, soprattutto quelle ad avancarica, nelle quali per ogni colpo si doveva caricare manualmente la polvere da sparo ed il proiettile, e quindi predisporre l'innesco, la cartuccia recò l'innovazione di raccogliere in un unico "modulo di sparo" questi tre elementi, semplificando il riarmo ed anche il trasporto delle munizioni. La preventiva preparazione del modulo di sparo, insieme alla possibilità di alloggiare un serbatoio a bordo dell'arma, ridusse notevolmente il tempo di ricarica.

Struttura tipica[modifica | modifica wikitesto]

Specifiche per la cartuccia .30-06 Springfield. Questa è una cartuccia rimless. Le misure sono in pollici.

Generalmente la cartuccia è costituita da un involucro (originariamente di carta, da cui il nome) contenente sia la pallottola, i pallini o comunque quanto deve essere scagliato contro il bersaglio, che le polveri con relativi inneschi o comunque quanto destinato a provocare lo sparo ed il conseguente lancio.

Le cartucce moderne comprendono una capsula a percussione, la cui azione è provocata dal percussore, solitamente alloggiata nella parte centrale del fondello. Vi sono però anche cartucce dette "a percussione a spillo" o "a percussione anulare", a seconda di quale parte del fondello sia colpita dal percussore per provocare lo sparo. Modelli sperimentali ad accensione elettrica o piezo-elettrica sono stati sviluppati senza incontrare grande successo.

Il bossolo (la parte cilindrica contenente le polveri propellenti e, nel fondello, la capsula) ha un'apertura anteriore per l'uscita del proiettile (o dei proiettili se fossero più d'uno, come nel caso dei pallini, ordinariamente usati per la caccia).

Funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

La cartuccia è azionata da una serie di azioni concatenate, comandate dal tiratore con la pressione sul grilletto, il quale provoca l'abbattimento del cane, il quale a sua volta causa la percussione (mediante una sua estremità, o un pezzo rigidamente connesso, detto appunto percussore) sulla capsula.

Con la percussione della capsula, si causa un dardo di fuoco che, opportunamente indirizzato all'interno del bossolo, accende la polvere da sparo, la quale bruciando produce gas ad alta pressione che trovano come unica via d'uscita l'apertura del bossolo occlusa dal proiettile in posizione di lancio. Essendo l'occlusione del proiettile notevolmente meno resistente delle altre pareti del bossolo, i gas tendono a premere verso questa direzione, spostando il proiettile a velocità sempre crescente sino a che questo non imbocca la canna dell'arma. In questa fase, appena uscito il proiettile, i gas disperdono la loro energia di spinta verso tutte le direzioni (una parte quindi anche all'interno della canna) ed il lancio del proiettile si completa con le eventuali azioni regolatrici e stabilizzatrici della canna (ad esempio per le rigature, in genere elicoidali, che con l'attrito imprimono al proiettile un moto rotatorio lungo l'asse longitudinale onde aumentarne la resistenza alla deriva da vento e la stabilità della traiettoria che potrebbe essere compromessa da eventuali imperfezioni nella fusione del proiettile stesso.

Diagramma di una cartuccia:
1) Proiettile
2) Bossolo
3) Polvere da sparo
4) Base o Fondello
5) Innesco
Al centro del fondello della cartuccia a sinistra (carica) si nota la capsula dell'innesco integra. Quelle dei due bossoli adiacenti recano invece il segno della battuta del percussore

Molte armi sono dotate di meccanismi o accorgimenti per l'espulsione immediata del bossolo, utilizzando la pressione residua dei gas nella canna dopo la fuoriuscita del proiettile o i gas che dalla canna passano in un cilindro laterale dove, spostando un pistone provocano l'apertura dell'otturatore.

Tipi di cartucce[modifica | modifica wikitesto]

Le distinzioni fra le cartucce seguono in buona misura quelle relative ai tipi di proiettile stesso, e sono perciò catalogabili a seconda di diversi fattori: calibro e lunghezza del bossolo; peso, tipo e numero di palle usate; quantità e tipo di polvere.

Più specifiche sono le distinzioni per tipo e disegno del bossolo, mentre il munizionamento è in Italia legalmente distinto fra quello da guerra e quello "civile"; tale distinzione, operata quando i tipi di cartucce disponibili erano molti meno degli attuali, tendeva a separare il munizionamento destinato alle forze armate e di polizia da quello disponibile per i privati ammessi a dotarsi di armi in porto o in detenzione. Così, ad esempio, le cartucce 9 mm Parabellum (9 x 19 mm) sono considerate munizionamento "da guerra" e perciò di porto e detenzione vietati ai privati, mentre tutte le altre munizioni in cal. 9, ad esempio 9 × 21 mm IMI (9 x 21 mm), non lo sono, pur trattandosi sostanzialmente di munizioni alquanto simili. Indipendentemente dal calibro, in Italia sono vietate ai privati le pallottole cosiddette "perforanti" (armour piercing), traccianti ed esplosive; inoltre è vietato l'uso di quelle "espansive" (es. Hollow-Point, a punta cava) per la difesa personale, ma non per attività ludiche o venatorie (circolare del ministero degli Interni n° 559/C.11764.10171 del 17 giugno 1992[1]).

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte delle armi da fuoco potenti sparano proiettili relativamente piccoli ad alte velocità. Questo perché l'energia cinetica del proiettile aumenta proporzionalmente al suo peso ed al quadrato della velocità. Pertanto un proiettile che si muova a una velocità doppia ha il quadruplo dell'energia. La velocità del proiettile è limitata dalla pressione iniziale nella canna, a sua volta determinata dalla resistenza dei materiali e dal peso che chi spara è in grado di portare. Le cartucce più grosse contengono più polvere e di solito raggiungono velocità maggiori.

La letalità delle munizioni da pistola non è determinata tanto dalla munizione, quanto dalla precisione e dalla dottrina di fuoco di chi spara. I proiettili a queste energie, a seconda della distanza e della carica esplosiva, possono avere un momento insufficiente per lesionare in modo irreversibile la persona o l'animale.

Sistemi di innesco[modifica | modifica wikitesto]

Innesco[modifica | modifica wikitesto]

L'innesco o primer è una piccola capsula che viene inserita nel fondello del bossolo della cartuccia in un'apposita cavità che presenta un foro centrale (oppure due laterali nel caso dei Berdan), detto foro di vampa comunicante con la camera di combustione del bossolo attraverso il quale passa la fiamma prodotta dalla percussione dell'innesco che da inizio alla combustione della polvere da sparo. Normalmente gli inneschi sono di due misure, gli inneschi small e i large e si dividono in altre due tipologie a seconda della munizione, i pistol per le munizioni da pistola e i rifle per le munizioni da fucile. Quindi si hanno le seguenti tipologie: small pistol e large pistol, small rifle e large rifle. Per tutte le tipologie di innesco descritte esistono anche delle varianti più potenti che generano una fiamma maggiore e sono denominati inneschi "magnum" da utilizzarsi appunto per caricamenti di cartucce magnum. Esistono anche degli inneschi di dimensioni maggiori per il caricamento di munizioni di grosso calibro da fucile come il .50 Browning Machine Gun. Il propellente usato negli inneschi è lo stifnato di piombo e sostituisce il più vecchio e inquinante fulminato di mercurio. Esistono anche inneschi totalmente privi di piombo ma le case produttrici non li rendono ancora disponibili per la ricarica domestica delle cartucce e li usano solo per le cartucce commerciali.

Percussione centrale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo centinaia di progetti e di sviluppi differenti, rimangono essenzialmente soltanto due differenze di base. Tutte le armi da fuoco correnti (civili) sono "rimfire" o "centerfire". In ambito militare si sta cercando di perfezionare lo sparo elettronico, che eliminerebbe l'innesco.

Il centerfire ("fuoco al centro") utilizza un innesco posizionato centralmente, che nella maggior parte delle cartucce ad uso civile può essere sostituito, permettendo così di riutilizzare i costosi bossoli d'ottone. Questo sistema viene definito Boxer innescato. I militari usano un sistema molto simile, denominato innesco Berdan, un po' meno costoso, ma che non può essere riutilizzato con facilità; tuttavia usando cautela si può ugualmente effettuare la ricarica, per cui accade che combattenti non organizzati utilizzino come nuovo "innesco" un sistema semplice come un po' di latta ed una capocchia di fiammifero, ben diverso dal processo a più stadi richiesto per fare una capsula d'innesco originale.

Percussione anulare[modifica | modifica wikitesto]

Il rimfire ("fuoco sul bordo"), di cui solo la famosa .22 LR resta nell'uso comune, era una soluzione diffusa prima che il design del centerfire fosse perfezionato. Può essere usato solo per cartucce di relativamente bassa potenza, poiché il bossolo deve essere abbastanza morbido da restare deformato dal percussore, il quale detona l'innesco sul bordo della cartuccia stessa. In passato, le cartucce 9 mm erano disponibili, così come le cartucce .177, .25, .22 corte e .22 lunghe.

Oggi il calibro .22 LR (Long Rifle cioè "fucile lungo") conta oltre il 99% di tutto il munizionamento rimfire. Recentemente è stata introdotta una cartuccia rimfire .177, ma non è chiaro se vi sia un'effettiva richiesta per questo genere di armi.

Di solito queste cartucce portano una pallottola in lega di piombo morbida, e possono essere supersoniche o subsoniche. Spesso le pallottole sono ricoperte di un sottile strato di rame per evitare il contatto tra la pelle ed il piombo, visto che si tratta di un blando veleno.

Tipi di bossolo[modifica | modifica wikitesto]

I bossoli per armi da fuoco leggere portatili variano sia per la forma, le dimensioni, i materiali di cui sono costituiti. Le dimensioni fondamentali di un bossolo sono la sua lunghezza, il suo diametro al fondello ed il suo diametro al colletto (la parte anteriore che trattiene la palla): altri fattori dimensionali dipendono dalla forma del bossolo stesso.

Forma[modifica | modifica wikitesto]

La forma più intuitiva che il corpo di un bossolo possa avere è quella Cilindrica, dove il diametro al fondello ed al colletto sono uguali: questa è la forma più diffusa per le cartucce utilizzate nelle pistole e nei fucili da caccia a canna liscia.

Una forma ormai desueta è quella Tronco-conica, dove il diametro al fondello è maggiore di quello al colletto: una sezione longitudinale del bossolo mostrerebbe che le sue pareti non sono parallele ma convergenti. Per tale motivo, il colletto è costituito a sua volta da un cilindro più o meno lungo per trattenere la palla. Questa tipologia di bossolo è usata per alcune munizioni da pistola e ne permane l'uso per poche munizioni da fucile (soprattutto repliche storiche di fucili a retrocarica con munizionamento a polvere nera come la .45-70 Springfield o anche cartucce da caccia grossa di vecchia progettazione come la .375 Holland & Holland Magnum - tuttavia ancora molto usata).

La forma più consueta per il munizionamento da fucile a canna rigata è quella a Bottiglia, dove il colletto è costituito da un cilindro di diametro inferiore al corpo come nel caso del bossolo tronco-conico, mentre il corpo (di diametro maggiore) è di forma cilindrica o, più raramente, moderatamente conica. Permanendo una differenza di diametro tra la parte del corpo vicino al colletto e quest'ultimo, necessita un raccordo tra corpo e colletto che viene chiamato spalla e può essere con profilo rettilineo o curvo.

Altra forma importante nel classificare le cartucce, è quella del fondello. Il fondello può essere sporgente rispetto al corpo del bossolo per assicurare ad esso la "battuta" contro la camera di cartuccia: è il sistema adottato in quelle armi dove c'è una camera di cartuccia per ogni munizione inserita nell'arma, come nel caso dei revolver o delle armi a canna basculante (doppiette e sovrapposti compresi). In tal caso, le cartucce si dicono "flangiate" o Rimmed.

Quando il fondello non è sporgente ma, al contrario, presenta una "scanalatura", la cartuccia si dice Rimless. È la forma di tutte quelle cartucce destinate ad essere usate in armi a ripetizione che usano movimenti rettilinei ed alternati per incamerare nuove munizioni: una flangia ostacolerebbe il movimento lineare in avanti della cartuccia, mentre una scanalatura consente ad un eventuale estrattore di fare presa sul bossolo e di trascinarlo indietro per l'espulsione, affinché si possa incamerare una nuova munizione.

Esistono anche cartucce "semiflangiate" o Semirimmed, nelle quali il fondello è appena sporgente rispetto al corpo del bossolo (solo di qualche frazione di millimetro e quindi meno che nelle "Rimmed"). Questo tipo di cartuccia (adatto ad armi semiautomatiche o automatiche) era stato progettato per rendere più sicuro l'aggancio dell'estrattore al momento della fuoriuscita del bossolo, dopo lo sparo. Nelle armi di fabbricazione recente tuttavia, dati i progressi tecnici, il suo uso è stato quasi totalmente abbandonato. Tipico esempio di cartuccia "Semirimmed" è dato dalla 7,65 Browning, il cui progetto risale al 1899, ma ancora molto usata.

Materiali[modifica | modifica wikitesto]

Il materiale più utilizzato per la costruzione di bossoli moderni per armi a canna rigata è l'ottone, anche se munizionamenti moderni di alcune case costruttrici vengono assemblati utilizzando l'alluminio o leghe di quest'ultimo. Durante l'ultimo conflitto mondiale i tedeschi iniziarono a costruire bossoli in ferro, che dovevano essere laccati per prevenire l'ossidazione, questa particolarità si ritrova anche oggi nel munizionamento che proviene dalla Russia. Per la costruzione di bossoli per armi a canna liscia, si utilizza soprattutto la plastica per buona parte del corpo ed ancora l'ottone per il fondello: è stato abbandonato l'uso del cartone per l'assemblaggio industriale del corpo di tali cartucce.

Cartucce in uso[modifica | modifica wikitesto]

Cartucce a pallettoni per fucile "Tigre" prodotte dalla Baschieri & Pellagri S.p.A

Esiste una grande varietà nel diametro e nella lunghezza delle cartucce per i diversi tipi e calibri di fucili e pistole. Quale sia la migliore cartuccia multiuso, è un argomento dibattuto; in generale sono invalsi usi diversi per calibri diversi.

È importante notare che a calibri equivalenti non corrispondono sempre potenze equivalenti. In generale, il "potere di arresto" è determinato dal peso del proiettile, dalla balistica e dalla carica di polvere che ne determina l'accelerazione. Ad esempio una cartuccia per pistola calibro .22 ha quasi esattamente lo stesso calibro della cartuccia per .223 Remington (munizionamento 5.56 × 45ACP NATO), ma quest'ultima è di gran lunga più potente.

Il seguente elenco include solo alcune delle molte tipologie di munizioni esistenti.

  • .22 Long Rifle o munizione .22LR, usata per tiro al bersaglio (e per la caccia, ma non in Italia dove è proibita). Nonostante il nome (Long Rifle, fucile lungo), viene impiegata anche in molte armi corte.
  • 7,65 mm Browning, chiamata anche .32 ACP, una delle più comuni cartucce per pistole da difesa personale.
  • 7,65 × 21 mm Parabellum, calibro creato per la Luger P08.
  • .380 ACP, dove ACP sta per Automatic Colt Pistol; detto anche 9 mm Browning, 9 mm corto, 9 mm kurz, 9x17; creato nel 1908 dalla Colt, è usato per pistole semiautomatiche, come la Beretta 34 e la Beretta 84, e per piccole pistole mitragliatrici, come la Ingram MAC-11 o la Vz 61 Skorpion.
  • 9 × 19 mm Parabellum, cartuccia estremamente popolare, che ha rimpiazzato il .45 ACP nelle pistole d'ordinanza delle forze armate USA. Secondo la normativa italiana, il 9 Parabellum non è utilizzabile nelle armi civili, ma non è calibro da guerra, (salvo che in pochi revolver catalogati in tale calibro).
  • 9x21 o 9 IMI, cartuccia nata per il mercato Italiano in sostituzione del 9 Parabellum nelle armi corte civili; fu ideata dalla Nuova Jager e sviluppata dalla IMI Israelian Munition Industry.
  • .357 Magnum, una delle più diffuse cartucce da revolver. È stata la munizione per arma corta più potente fino all'introduzione della .44 Magnum, nel 1955.
  • .45 ACP, una cartuccia per pistole semiautomatiche o automatiche; ad esempio viene camerata nella famosa Colt 1911; ha la caratteristica di avere una palla pesante e una velocità bassa, intorno 250 metri al secondo.
  • .45 Colt, detto anche .45 Long Colt, fu una delle prime cartucce potenti da revolver; venne ideata dalla Colt nel lontano 1873 per essere utilizzata nel revolver Colt 1873 SAA; al giorno d'oggi ancora in commercio, viene utilizzata nei revolver e nei fucili a leva.
  • .50 AE, attualmente il più potente calibro concepito per pistola semiautomatica, conosciuta anche come 50 Action Express o 12,7x33 Rimless Magnum), è stata sviluppata alla fine degli anni ottanta del XX secolo da Evan Whildin, vice presidente della Magnum Research di Minneapolis (USA), in collaborazione con i tecnici della IMI (Israel Military Industries). Il particolare progetto permette l'intercambiabilità di canna e caricatore col .44 Magnum, così si hanno 2 calibri utilizzando lo stesso fusto.
  • 7,62 × 39 mm, usata nei Kalashnikov AK-47. È il tipo di munizione più utilizzato nella storia. Kalashnikov non ha inventato la munizione a "media potenza", ma l'ha portata ad una grande diffusione.
  • 5,56 × 45 mm, standard per i fucili d'assalto e le mitragliatrici leggere della NATO. Rappresenta un adattamento a scopi militari della .223 Remington.
  • 7,62 × 51 mm, standard per i fucili di precisione e mitragliatrici medie NATO. Negli anni cinquanta è stata usata come munizione standard NATO anche per i fucili, ma il peso ed il rinculo ponevano problemi nella progettazione dei nuovi fucili d'assalto, come il FN FAL. Deriva dalla
  • .30-06, standard dei fucili dell'esercito statunitense nella prima metà del XX secolo, adatta a bersagli di media grandezza. Nota perché usata nei fucili semiautomatici M1 Garand.
  • .50 Browning Machine Gun, usata in mitragliatrici pesanti e nei fucili di precisione NATO ad alta potenza. I fucili di precisione vennero creati per esigenze militari ed usati per la prima volta nella guerra del Golfo dove si è avuta l'esigenza di avere a disposizione strumenti adatti a colpire bersagli a lunghe distanze (vista la morfologia del territorio). Grazie alla loro potenza vennero sfruttati con adeguate munizioni, per colpire materiale militare come parti sensibili di elicotteri o aerei. Per uso civile, le munizioni, vengono impiegate per il tiro al bersaglio a lunga distanza (ultimamente in America vengono create gare di tiro anche a 1000 yard). In Italia, la normativa attuale non consente al civile la detenzione (e ovviamente neanche l'uso) di questo calibro.
  • .270 Weatherby Magnum, cartuccia per fucile o carabina da caccia.
  • .375 Holland & Holland Magnum, una delle più diffuse munizioni per caccia grossa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima cartuccia per armi leggere militari risale al 1586. Consisteva in un carico di polvere da sparo e un proiettile in un tubo di carta. La carta spessa infatti è ancora conosciuta come carta balistica, per il suo antico uso.
Tale cartuccia era usata nelle armi da fuoco militari a carica frontale o avancarica: la base della cartuccia veniva tolta dal soldato, la polvere da sparo veniva versata nella canna e quindi inserito il proiettile.

Prima dell'invenzione dell'acciarino, avvenuta intorno al 1635, l'innesco (una polvere da sparo a grana fine detta polvere serpentina) era originariamente contenuto in una fiaschetta, da cui lo sparatore lo introduceva nello scodellino di accensione. In epoca successiva lo scodellino veniva riempito dalla cartuccia prima descritta. Il meccanismo del moschetto ad acciarino, in cui lo scodellino era coperto da un pezzo di acciaio rigato contro cui sfregava la pietra focaia, rese inutile questo metodo di innesco, poiché nel caricamento una parte del carico di polvere passava dalla canna attraverso il focone (piccolo foro nella culatta attraverso il quale si accendeva la polvere da sparo) direttamente nello scodellino.

Il successivo importante miglioramento nel metodo di accensione fu l'introduzione della capsula a percussione in rame. Questa fu impiegata in maniera generalizzata ai moschetti militari britannici (i Brown Bess) nel 1842, un quarto di secolo dopo l'invenzione della polvere da percussione e dopo una laboriosa serie di test governativi tenutisi a Woolwich nel 1834. L'invenzione che rese possibile la capsula di percussione fu brevettata da A. J. Forsyth nel 1807, e consisteva in un innesco di clorato di potassio, zolfo e carbone di legna che esplodeva per "concussione" (cioè urto, scossa violenta). Quest'invenzione fu gradualmente sviluppata, e usata prima in una capsula di acciaio, e poi in una di rame, da vari armaioli e privati prima di giungere ad un uso generalizzato in ambito militare circa trent'anni dopo. Determinante fu Samuel Pauly che nel 1812 costruì la prima cartuccia realizzata in questo modo. La modifica delle armi in uso, dall'acciarino alla percussione, fu eseguita facilmente sostituendo lo scodellino con un luminello perforato, e sostituendo il cane (percussore) che portava la pietra focaia con uno più piccolo in cui era praticato un incavo conformantesi al luminello[2]; su quest'ultimo veniva posta la capsula contenente la miscela detonante, ora composta da tre parti di clorato di potassio, due di fulminato di mercurio e una di vetro in polvere. La capsula detonante così fatta portò all'invenzione della moderna cartuccia, e rese possibile l'adozione generalizzata della retrocarica per tutte le varietà di fucili e pistole.

Probabilmente nessuna invenzione collegata con le armi da fuoco ha comportato tali cambiamenti nei principi costruttivi come quelli derivanti dal bossolo ad espansione. Questa invenzione rivoluzionò completamente l'arte di costruire pistole, fu applicata con successo a tutte le tipologie di armi da fuoco, e fece nascere una nuova e importante industria, quella della produzione di cartucce.

Il suo carattere principale è la prevenzione di tutte le fughe di gas dalla culatta al momento dello sparo, per mezzo di un involucro deformabile. Prima di questa invenzione i fucili venivano caricati con polvere da innesco, polvere da sparo, stoppaccio, proiettile e capsula in rame, tutti inseriti separatamente. Il primo modello efficiente di involucro fu brevettato, secondo alcuni esperti, da un certo Houiller, armaiolo parigino, nel 1847; secondo altri da Casimir Lefaucheux, anch'egli armaiolo parigino, intorno al 1850. Consisteva in un sottile involucro di ottone e carta che si espandeva con la forza dell'esplosione adattandosi perfettamente alla canna, e così formando un efficiente sistema di direzionamento dei gas. Una piccola capsula di percussione era posta al centro della base della cartuccia, e veniva detonata per mezzo di uno spillo in ottone colpito dal grilletto; lo spillo dava anche modo di estrarre il bossolo. Questa cartuccia fu introdotta in Inghilterra da Lang intorno al 1855.

La cartuccia centerfire fu introdotta in Inghilterra nel 1861 da Daw. Si dice che sia stata inventata da Pottet a Parigi, poi perfezionata da Schneider, certamente vi fu una lunga disputa riguardo al brevetto. Daw in seguito perse il controllo del brevetto in favore di Eley. In questa cartuccia la capsula, posta al centro della base, viene detonata da un percussore che attraversa la culatta; il bossolo viene retratto, nella maggior parte delle armi moderne espulso, da un estrattore a slitta fissato all'estremità posteriore della canna, il quale si aggrappa all'orlo della base della cartuccia.

È praticamente la moderna cartuccia ora universalmente in uso. Nei fucili militari subì gradualmente delle piccole modifiche. Il bossolo divenne di carta di varie qualità con una base in ottone, o interamente in ottone. L'imbottitura tra polvere e colpo fu progressivamente assottigliata e migliorata in qualità; l'estremità del bossolo conformata per adattarsi perfettamente nella camera di scoppio.

In ambito militare il bossolo per caricamento dalla culatta fu adottato per la prima volta dai prussiani intorno al 1841 per il fucile con percussore a spillo: un proiettile conico era sistemato su un sottile stoppaccio dietro il quale era la polvere, il tutto racchiuso in un involucro di pesante carta lubrificata. Il detonatore si trovava sulla superficie interna dello stoppaccio, e veniva colpito da un ago che attraversava la base della cartuccia e la polvere, spinto dall'azione di una molla rilasciata dal grilletto.

Nel 1867 il ministero della guerra britannico decise l'adozione per i fucili Enfield del bossolo metallico Eley-Boxer". Il fucile, già ad avancarica, era convertito per il caricamento dalla culatta secondo il principio Snider, che consisteva in un blocco aperto su una cerniera, a formare una falsa culatta contro cui poggiava la cartuccia. La capsula detonante era alla base della cartuccia, e veniva esplosa da un percussore che attraversava il blocco. Altre potenze europee adottarono fucili del genere dal 1866 al 1868, con la carta al posto del metallo per i bossoli. La cartuccia originale Eley-Boxer era di ottone piegato. Più tardi venne generalmente adottato un bossolo in unico pezzo di metallo resistente, ad esempio in lega di rame, con una solida e spessa testa. Le cartucce central-fire con bossoli metallici in unico pezzo sono oggi utilizzate quasi universalmente in tutti i modelli di fucili e pistole militari e sportivi.

In Italia, una delle più antiche e grandi fabbriche di cartucce e munizioni è la Fiocchi Munizioni S.p.A. di Lecco. Essa fu fondata da Giulio Fiocchi nel 1876 ed è tuttora una delle aziende leader a livello mondiale per la produzione di cartucce.

Problemi[modifica | modifica wikitesto]

La cartuccia convenzionale comporta anche alcuni problemi per l'arma. La cartuccia è sia costosa che pesante, i bossoli sono in genere rotondi, e questo riduce la capacità volumetrica del serbatoio. Una cartuccia che faccia a meno del bossolo può avere il propellente foggiato in un profilo quadrato. L'arma deve possedere una finestra di espulsione per eliminare il bossolo usato; ciò comporta che sporco e liquidi possono entrarvi. Il percussore, e lo spillo associato danno luogo ad un ritardo tra il momento della pressione del grilletto e il momento in cui il proiettile lascia la canna. Esperimenti hanno dimostrato che questo ritardo è sufficiente a ridurre la precisione per molti sparatori. Un accessorio diffuso, disponibile per molte armi, sono percussori ed aghi alleggeriti, spesso fatti in titanio, che ridurrebbero il tempo di sparo. Un aspetto positivo è che il bossolo metallico aiuta nel raffreddamento della camera di scoppio.

Ricarica[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni appassionati sportivi ricaricano le loro cartucce usate in ottone proprio come fanno molti cacciatori con quelle in cartone o plastica. Usando una pressa e un set di calibratori chiamati Dies si può riportare il diametro del bossolo alle dimensioni originali, comprimere, decomprimere e ricaricare il bossolo con polvere da sparo classificata in Italia I categoria, e assemblare un nuovo proiettile; questo procedimento, riduce i costi sino alla metà rispetto al prezzo di una cartuccia nuova. Consente anche di utilizzare palle di peso e tipo differente, così come consente di variare la carica modificando la potenza e la precisione di fuoco. La carica della polvere da sparo resta il punto critico nella procedura di ricarica delle munizioni. Esistono infatti tabelle ben precise che incrociano il tipo di polvere da sparo (ne esistono svariati tipi suddivisi per proggressività cioè più o meno veloci nella combustione) con il peso della palla (ogiva o proiettile). Nel caso di carico insufficiente di polvere da sparo, il bossolo (nelle pistole semi-automatiche) può non venire espulso e restare nella camera di scoppio, impedendo l'invio di un'altra cartuccia dal caricatore, ma questo fatto, nella stragrande maggioranza dei casi, non pregiudica seriamente i livelli di sicurezza. Nel caso contrario, cioè nella situazione in cui il carico di polvere da sparo (si misura in grani e non in grammi) sia eccessivo, si possono verificare eventualità lesive della propria incolumità fisica, partendo dalla possibilità di un vero e proprio scoppio dell'arma sino ad arrivare all'altrettanto pericoloso caso in cui il carrello superiore di un'arma automatica venga espulso violentemente all'indietro, colpendo il tiratore stesso. La ricarica delle munizioni resta quindi una eventualità da affidare non solo a degli appassionati, ma anche e soprattutto, a degli utenti esperti.

Munizioni senza bossolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1989, l'azienda tedesca Heckler & Koch, presentò il prototipo di fucile d'assalto G11 sparante un proiettile calibro 4.75x33, senza bossolo. Il propellente era costituito da un blocco, a sezione quadrata, modellato direttamente nella nitrocellulosa solida, di per sé stessa relativamente resistente ed inerte, e privo di bossolo.

Nel 1993 la ditta austriaca Voere iniziò a vendere un'arma del genere, e le relative munizioni senza bossolo. Il sistema utilizzava un innesco detonato elettronicamente a 17,5 ± 2 volt. I limiti superiore ed inferiore impediscono lo sparo involontario per correnti disperse o elettricità statica. L'azionamento elettrico elimina il ritardo meccanico associato alla presenza di un percussore, migliorando la precisione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ earmi.it - Faq - Hollow point
  2. ^ Luminello: nelle antiche armi da fuoco, piccolo cilindro forato su cui si infilava la capsula d'innesco della carica di lancio (Dizionario De Mauro Paravia)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Leslie Harold Peterson, Armi da Fuoco nei Secoli, Traduzione di Ugo Tolomei, Milano, Mondadori, 1964.
  • Yves Louis Cadiou, Alphonse Richard, Armi da Fuoco, Milano, Mondadori, 1978.
  • Ian V. Hogg, John Weeks, Il Grande Libro delle Pistole di Tutto il Mondo, Milano, De Vecchi, 1978.
  • Letterio Musciarelli, Dizionario delle Armi, Collana: Oscar, Milano, Mondadori, 1978.
  • Jan Durdik, Miroslav Mudra, Miroslav Sada, Armi da Fuoco Antiche, La Spezia, Fratelli Melita, 1993, ISBN 88-403-6463-3.
  • Frederick Wilkinson, Pistole e Revolver, Milano, Vallardi, 1994.

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