Clorato di potassio

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Clorato di potassio
aspetto del clorato di potassio
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare KClO3
Massa molecolare (u) 122,55 g/mol
Aspetto solido bianco
Numero CAS [3811-04-9]
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 2,32 (20 °C)
Solubilità in acqua 73 g/l (20 °C)
Temperatura di fusione 356 °C (629 K)
Temperatura di ebollizione 400 °C (673 K) (decomposizione)
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
comburente tossico a lungo termine

pericolo

Frasi H 271 - 302 - 332 - 411
Consigli P 210 - 221 - 273

Il clorato di potassio è il sale di potassio dell'acido clorico.

A temperatura ambiente si presenta come un solido bianco inodore e poco solubile in acqua fredda. Mescolato con sostanze combustibili forma miscele infiammabili e facilmente esplosive, si decompone più facilmente e più regolarmente in presenza di ossidi e perossidi metallici, specie di transizione, tanto che nella preparazione dell'ossigeno in laboratorio il clorato di potassio si mescola con un piccolo quantitativo di biossido di manganese. È un composto nocivo. È un forte agente ossidante che viene usato per fabbricare fiammiferi, fuochi artificiali ed esplosivi di modesta potenza.

A causa della facilità con cui si decompone, nella moderna pirotecnica tende sempre più ad essere sostituito con il perclorato di potassio (KClO4), più ricco di ossigeno ma molto più stabile e meno sensibile: quest'ultimo, infatti, non esplode facilmente per urto, come invece avviene per il clorato puro (non miscelato con altre sostanze riducenti).

Notoriamente pericolose le sue miscele con zolfo non tanto per la sensibilità al calore e all'attrito, quanto per la facilità con cui lo zolfo di queste miscele tende a accendersi spontaneamente a causa della grande tendenza ad ossidarsi superficialmente ad acido solforico, ad opera dell'aria e della luce oltre che di agenti ossidanti come appunto i clorati; acidità che può essere già posseduta dallo zolfo prima di essere miscelato, specie se trattasi di fior di zolfo (zolfo sublimato in stato di grande suddivisione).

In passato è stato utilizzato come antisettico del cavo orale, ed anche nella fabbricazione di vecchie e pericolose miscele per fiammiferi, miscelato con zolfo o zucchero e fissato sulla capocchia veniva acceso quando intinto nell'acido solforico concentrato, che determina la liberazione di acido clorico, energico ossidante che istantaneamente incendia lo zucchero.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nel romanzo di fantascienza Dalla Terra alla Luna di Jules Verne, l'autore ipotizza l'uso della decomposizione del clorato di potassio per produrre l'ossigeno necessario alla sopravvivenza degli "astronauti"[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jules Verne, Dalla Terra alla Luna Cap. XXIII il clorato di potassio è uno degli elementi utilizzati per la colorazione della fumata bianca.
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