Licenza di detenzione di armi in Italia

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La licenza alla detenzione di armi in Italia (più formalmente licenza di nulla osta all'acquisto e detenzione di armi) è una autorizzazione concessa ai cittadini italiani - rilasciata dalle autorità competenti - al fine di consentire l'acquisto e/o la detenzione di armi o munizioni.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Questa autorizzazione (detta formalmente nulla osta) è rilasciata dalla questura di competenza, solo a chi abbia compiuto la maggiore età e non abbia precedenti penali, è necessaria inoltre per il trasporto dell'arma presso il proprio domicilio. Chi è già in possesso della licenza di porto d'armi non ha bisogno di tale autorizzazione. È necessario però che non ci siano motivi ostativi al rilascio, e comunque vengano rispettate le prescrizioni di legge (vedasi ad esempio gli artt. 11, 12 e 43 del TULPS). È necessario altresì non essersi dichiarati obiettori di coscienza al servizio militare obbligatorio, salvo nel caso di rinuncia a tale status. Essa ha una durata temporale di 30 giorni, è valida su tutto il territorio nazionale e può essere rinnovata per un egual periodo di tempo, al fine di consentire l'acquisto dell'arma, che dovrà essere poi regolarmente soggetta a denuncia.

La licenza consente la detenzione delle armi e delle munizioni nella propria abitazione e relative pertinenze, ma non il porto o il trasporto all'esterno, per il quale è obbligatoria una licenza di porto di armi o un'apposita licenza di trasporto (ad esempio per trasportare nel luogo di detenzione l'arma acquistata).

La denuncia di detenzione di armi acquisite mediante nulla osta deve essere immediatamente effettuata presso un commissariato della Polizia di Stato o una stazione dell'Arma dei Carabinieri in base all'art. 38 del T.U.L.P.S..

Limitazioni generali[modifica | modifica wikitesto]

Un privato cittadino può detenere - ai sensi dell'art. 2 della legge 18 aprile 1975, n. 110 - un numero masismo delle seguenti armi, se regolarmente denunciate:[1]

  • un numero illimitato di fucili da caccia;
  • 6 armi classificate per uso sportivo;
  • 3 altre armi comuni da sparo;
  • 8 armi antiche.

Armi non soggette ad obbligo di denuncia[modifica | modifica wikitesto]

Ai sensi del decreto del Ministero dell'interno n. 362 del 9 agosto 2001, non sono soggette all’obbligo della denuncia le armi ad aria o a gas compressi, sia lunghe sia corte, i cui proiettili siano dotati di un’energia cinetica non superiore a 7,5 joule e le repliche a colpo singolo di armi antiche ad avancarica di modelli anteriori al 1890.

Armi da guerra[modifica | modifica wikitesto]

La detenzione privata di armi da guerra era consentita ai soli possessori o eredi di possessori della licenza di detenzione di tali armi secondo le ipotesi previste dall'art. 28 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

Tale disposizione è stata però abrogata al primo comma dell'art. 10 della legge n. 110 del 18 aprile 1975, rendendo impossibile per i privati, a qualunque titolo, la detenzione di tale tipo di armi.

Limitazioni alle armi detenibili[modifica | modifica wikitesto]

Armi da fuoco[modifica | modifica wikitesto]

Si possono detenere in numero massimo le seguenti armi da fuoco, posto l'obbligo di effettuarne per ognuna la regolare denuncia:[2]

  • n. 3 armi classificate comuni (non da caccia) sia corte che lunghe in qualsiasi calibro consentito;
  • n. 6 armi classificate comuni per uso sportivo sia corte che lunghe in qualsiasi calibro consentito;
  • un numero illimitato di armi classificate comuni per uso di caccia, lunghe e di calibro consentito;
  • n. 8 armi antiche, artistiche o rare, cioè di produzione antecedente al 1890 oppure di produzione non posteriore al 1920 ma di modello antecedente al 1890.
  • un numero illimitato di fucili da caccia.

Munizioni[modifica | modifica wikitesto]

Nella detenzione di cartucce, a prescindere dal quantitativo acquisito, i limiti sono quelli usuali di:

  • cartucce per pistola o rivoltella o per carabine catalogate in calibro da pistola per un numero massimo di 200 pezzi;
  • cartucce da caccia con caricamento a pallini o a palla per un numero non superiore a 1500 pezzi.

I moduli per la denuncia possono essere scaricati dal sito della Polizia di Stato, oppure ritirati presso la Questura competente per il proprio comune di residenza.

Si possono detenere in numero massimo le munizioni effettuando la regolare denuncia:

  • fino ad un massimo di 200 cartucce per arma corta o cartucce non per uso venatorio
  • fino ad un massimo di 1500 cartucce consentite per l'uso venatorio
  • fino ad un massimo di 1000 cartucce a pallini (per le quali non si deve effettuare la relativa denuncia)
  • fino ad un massimo di 1500 cartucce a pallini ma effettuando la relativa denuncia
  • La somma delle cartucce detenute non può in nessun caso superare le 1500 cartucce, oltre tale limite si deve essere in possesso di licenza di deposito munizioni.

Per gli agonisti del tiro è disponibile una licenza apposita da richiedere presso la Prefettura, che permette di detenere fino a 1500 cartucce per arma corta e trasportarne fino a 600[3].

Per la precisione non vi è una norma che limita il numero di cartucce detenibili e/o trasportabili e molte Prefetture autorizzano il trasporto del medesimo quantitativo in deposito. La circolare del Ministero dell'Interno dd.31/3/2004, partendo dal presupposto che 1.500 cartucce da caccia siano sufficienti per i cacciatori, presume che lo stesso numero sia adeguato anche per i tiratori agonisti (essere agonisti è normalmente il requisito per la licenza di trasporto, concessa anche agli istruttori di tiro; il mero deposito è concedibile anche per motivi di semplice collezione). Inoltre mentre in un primo tempo tale licenza aveva durata annuale, ora è rilasciata a tempo indeterminato, per cui la prova di essere agonista attivo è logicamente riferita all'anno precedente la richiesta. Fermo restando che la Prefettura, venendo meno il requisito, potrebbe revocarla.[4]

Il deposito è da intendersi quale "mera detenzione", per cui sono sufficienti le normali precauzioni nella custodia. Le cartucce indicate nella licenza si sommano a quelle ordinarie (200 per arma comune ecc.). Anche il numero di 600 cartucce trasportabili è indicato semplicemente in una risposta a quesito (dd.20/10/2006) e non costituisce un limite legalmente imposto. Si possono detenere fino a 5 Kg. di polveri per ricaricamento delle munizioni, i 5 chilogrammi equivalgono a detenere 1500 cartucce ciò vuol dire che nel caso si abbiano 1500 cartucce cariche non si dovrà avere polvere sciolta oppure, se si hanno 5 Kg. di polvere non si potranno avere cartucce cariche. Si dovrà quindi ricaricare ogni munizione prelevando la polvere dal quantitativo in deposito così che all'aumentare delle cartucce cariche si avrà un relativo diminuire della quantità di polvere. Si calcola la quantità di polvere divisa per ogni cartuccia detenibile (5.000 / 1500 = 3.33) e si ha la quantità di 3,33 grammi di polvere per ogni munizione caricata.[5]

Ovviamente si tratta di un calcolo empirico in quanto in una cartuccia 9 x 21 per arma sportiva possono esserci anche solo 0,3 grammi (corrispondenti a 4,6 grani, unità di misura utilizzata in ricarica). Il numero 1.500 qui indicato si riferisce alle cartucce da caccia, per cui in caso di possesso di licenza prefettizia per 1.500 cartucce come tiratore agonista e previa denuncia si potranno detenere 200 cartucce, 5 kg. di polvere e 1.500 cartucce aggiuntive (o il diverso numero indicato in licenza).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sintesi legislativa sulle armi da tangfolio.it
  2. ^ Detenzione armi
  3. ^ Detenzione munizioni
  4. ^ (PDF) Circolare del Ministero dell'Interno Detenzione cartucce per armi comuni da sparo. Quesito
  5. ^ (PDF) Circolare del Ministero dell'Interno 20 ottobre 2006 Detenzione di munizioni per amra corta limiti art. 97 Reg. TULPS

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]