Colt Single Action Army

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Colt Single Action Army
Colt single action modello 1873 - 1.jpg
Tipo Rivoltella
Origine Stati Uniti Stati Uniti
Impiego
Utilizzatori Esercito degli Stati Uniti
Conflitti Guerre indiane
Produzione
Progettista William Mason
Date di produzione Dal 1873 ad oggi
Descrizione
Peso circa 1,0 kg. Dipende dal calibro e dalla lunghezza della canna
Lunghezza 279 mm - 318 mm (nelle versioni standard)
Calibro .45 Colt, .44-40 WCF, .32-20 WCF, .22LR, .38Spl, .357Magnum, .44Spl e molti altri.
Tipo munizioni cartucce metalliche
Azionamento Azione singola
Alimentazione Tamburo da 6 colpi
Organi di mira Fissi nel modello standard e regolabili su quelli da tiro

OWSS.it

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« Questa è la migliore pistola mai creata. La Colt Single Action Army. Sei proiettili. Più che sufficienti per uccidere qualunque cosa si muova. »
(Revolver Ocelot nel videogioco Metal Gear Solid)

La Colt Single Action Army (Colt S.A.A.) è un tipo di rivoltella a sei colpi prodotta per la prima volta negli U.S.A. nel 1873.

L'arma[modifica | modifica wikitesto]

Questo revolver ha una struttura estremamente semplice e robusta: il castello è chiuso (contrariamente ai precedenti modelli Colt ad avancarica del tamburo e ai modelli detti "di transizione") e la canna, che può avere varie lunghezze, è avvitata su di esso.

A lato della medesima vi è in tutti gli esemplari, tranne quelli a canna cortissima (piuttosto rari), un eiettore a bacchetta caricato da una molla, che permette l'espulsione dei bossoli uno ad uno attraverso una fresatura praticata posteriormente nello scudo di rinculo e chiusa da uno sportello a molla.

Allo stesso modo avviene il caricamento che, per evidenti ragioni, non può essere troppo veloce. Il funzionamento è ad "azione singola" (single action) ovvero per fare fuoco occorre prima alzare il cane (dotato di percussore integrato): il grilletto infatti consente soltanto l'abbattimento di questo ma non il suo armamento.

Il cane può essere bloccato in tre posizioni:

  1. posizione di sicura (il percussore non tocca l'innesco della cartuccia sicché, anche in caso di urti, il colpo non può partire).
  2. posizione di caricamento o di espulsione dei bossoli (con la libera rotazione del tamburo).
  3. posizione di sparo (in questa il tamburo è, ovviamente, bloccato da un nottolino sporgente dalla parte inferiore del telaio che va ad ingaggiare una tacca presente sul tamburo stesso).

Gli organi di mira consistono in una semplice fresatura allungata, ricavata posteriormente sulla bindella del telaio sopra al tamburo, ed un mirino a lamina, fissato sulla canna in prossimità della volata (fa eccezione il modello "Flattop" più sotto citato)

Il peso dell'arma (scarica) varia, a seconda del calibro e della lunghezza della canna, approssimativamente tra 1 e 1,5 chilogrammi.

Sul lato destro dell'arma si nota lo sportellino di caricamento chiuso. In questo esemplare la vite di fermo dell'asse del tamburo è sul lato del telaio mentre nell'arma che compare nella scheda in alto essa è in posizione frontale, subito sotto la canna. Quest'ultimo tipo di telaio fu il primo ad essere prodotto e prende il nome di "black powder frame" ovvero "telaio per polvere nera". Questa denominazione oggi è puramente storica in quanto tutte queste armi, ormai, sparano anche cartucce a polvere infume.
Il caricamento - espulsione dei bossoli (calibro .45 Colt). Si noti lo sportellino di caricamento aperto.
L'arma in smontaggio da campo. La canna è quella da 4,75 pollici. Il calibro è il .357 Magnum

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Colt Single Action derivò dai precedenti modelli ad avancarica e telaio aperto (per esempio la Colt Navy) e d il progetto fu curato da William Mason (ingegnere capo della Colt) negli anni 1871 - 1872 (come risulta dalle date dei brevetti impresse sul telaio). Fu denominata dalla Casa costruttrice "Modello P" (e, più colloquialmente, "Army Strap Pistol" per la presenza della bindella - strap - superiore che chiudeva il telaio) ma fu chiamata ufficialmente "Army" dopo la sua adozione da parte dell'esercito americano avvenuta nel 1873 (da cui anche il nome "Colt 1873"). I primi modelli furono prodotti con canna di 7,5 pollici (19 cm), l'incastellatura in acciaio cementato e con le caratteristiche venature leggermente colorate, il tamburo brunito nel tipico "blu Colt", così come la canna e il telaio del calcio. Le guancette di quest'ultimo erano in un unico pezzo in legno verniciato o lucidato ad olio.

Il calibro era il .45 Colt, nato insieme alla pistola, che ne fece per qualche tempo il revolver più potente sul mercato. Presto si provvide però all'introduzione di altri calibri per andare incontro anche alle esigenze del mercato civile. Pare che la S.A.A. sia stata, insieme alla carabina Winchester a leva, l'arma prodotta nel maggior numero di calibri (più di trenta) in tutta la storia delle armi da fuoco[1] (nel calibro.45 prese il nome popolare di "Peacemaker" e nel.44-40 di "Frontier"). Anche la lunghezza della canna variò moltissimo ma i modelli standard la avevano, oltre alla già citata di 7,5 pollici (nel modello dell'esercito detto anche modello "Cavalleria"), di 5,5 (14 cm - Nel modello "Artiglieria") e di 4,75 (12 cm - Nel modello "civile"). Nel corso degli anni vennero apportate altre ma insignificanti modifiche come ad esempio le guancette del calcio divise in due parti, variazioni nel loro materiale (legno, guttaperca, bachelite, gomma dura, madreperla, corno, osso, avorio ecc.) e la vite di fermo dell'asse del tamburo spostata di lato. L'arma fu così popolare che divenne uno dei simboli della colonizzazione dell'ovest americano. Ne erano armati i fuorilegge, gli sceriffi, l'esercito ed in generale tutti coloro che per varie ragioni si addentravano nei territori selvaggi delle Americhe (e che potevano permettersela, dato il costo di circa 13 dollari piuttosto alto per allora). Alcune armi furono fabbricate a Londra dalla stessa Colt, ma molte furono le imitazioni quasi in ogni parte del mondo.

Marchi e denominazioni popolari[modifica | modifica wikitesto]

Sopra la canna compariva questa scritta: "COLT'S PT. F.A. MFG. Co. HARTFORD CT. U.S.A.". Nelle versioni a canna lunga tale scritta era rullata su di un'unica riga mentre in quelle a canna più corta essa era spezzata. Nella versione in calibro 44-40, oltre a questa, era presente sul lato sinistro della canna la dicitura: "COLT FRONTIER SIX SHOOTER". Sulle armi fabbricate a Londra sopra la canna era invece scritto: "COLT'S PT. F.A. MFG. Co. HARTFORD CT. U.S.A. DEPOT 14, PALL MALL LONDON[2] ". I numeri dei brevetti, ai quali si è già accennato nella sezione "storia", erano riportati sul lato sinistro del telaio sotto al tamburo. Il numero di matricola compariva invece sotto il telaio davanti al ponticello del grilletto. L'indicazione del calibro si trovava sul lato sinistro della canna.

Le armi destinate all'Esercito recavano impresso, inoltre, sul lato sinistro del calcio (in legno) un cartiglio con le iniziali dell'Ispettore governativo incaricato delle verifiche. I marchi più conosciuti e valutati dai collezionisti sono quelli di Orville W. Ainsworth (OWA) e di Henry Nettleton (HN).

Oltre alla denominazione ufficiale questa pistola ebbe vari nomi popolari come "Peacemaker" (Paciere), "Thumb-buster" (Scotta-pollice), "Equalizer" (Eguagliatrice), "Plow-Handle" (Manico dell'aratro), e molti altri. Tra questi il più comune fu certamente "Peacemaker": lo dimostra il fatto che la stessa Colt lo usò in alcuni casi per pubblicizzare l'arma.

Colt S.A.A. 1873 in calibro .357 Magnum ed in finitura speciale, completamente brunita. Il calcio ha le guancette in bachelite con il cavallino rampante (simbolo della Colt) e l'aquila (simbolo degli U.S.A.)
Colt S.A. mod. “Bisley”

"Generazioni" e varianti[modifica | modifica wikitesto]

Si può dividere la produzione da parte della Colt in tre periodi o generazioni: la prima che va dal 1873 al 1941 (con 310.386 armi prodotte); la seconda che va dal 1956 al 1975 (realizzata in parte con pezzi prodotti prima della guerra ed ancora giacenti nei magazzini e prolungata fino al 1981 ma solo con armi su ordinazione) e la terza che comincia nel 1992 inizialmente ancora con prodotti su richiesta ma poi con produzione continua e regolare fino ai nostri giorni. Mentre le armi della prima e seconda generazione si distinguono solo per i numeri di serie, in quelle della terza è stata di poco aumentata la dimensione del calcio, che è più largo di circa 2 mm., leggermente modificata la cresta del cane, eliminata la smussatura anteriore del tamburo e di poco modificata la forma dello sportello di caricamento.

Una delle varianti più ricercate è il modello "Bisley", da tiro, prodotto dal 1894 al 1915 in circa 45000 esemplari, e che si differenzia dall'originale per la diversa sagomatura del calcio, della cresta del cane e del ponticello del grilletto. Un'altra, prodotta però in tempi più recenti, è rappresentata dal modello "Buntline special" che si differenziava solo per la lunghezza della canna che poteva essere di 30,5 o 40,5 cm. (l'arma veniva venduta corredata di un calcio applicabile a vite e la Colt la definiva "pistola con canna di carabina e calcio applicabile") ma che non ebbe mai successo probabilmente proprio per la lunghezza eccessiva della canna che ne rendeva poco pratico l'uso. Si produceva anche un modello, detto "Flattop", con la parte superiore dell'incastellatura piatta e tacca di mira e mirino regolabili, per tiro a segno. Un'altra variante anch'essa assai ricercata dai collezionisti è quella dotata di canna corta (generalmente di 3 pollici - 7,6 cm.), priva dell'espulsore dei bossoli, e denominata "Sheriff".

Colt S.A.A. 1873 mod. "Buntline special"

La "Frontier Scout"[modifica | modifica wikitesto]

Un caso a parte è rappresentato dalla Colt mod. "Frontier Scout" che è stata in produzione negli anni tra il 1957 ed il 1985. La Colt si rese conto che poteva esistere un mercato per un'arma più piccola, ma che ricalcasse esattamente la linea, ormai classica, del modello standard. Mise quindi in vendita la "Frontier Scout" che, pur avendo l'impugnatura delle stesse dimensioni della Colt S.A.A., aveva il castello, il tamburo e la canna più piccoli, con una notevole diminuzione di peso (alcuni modelli furono fabbricati con il telaio in alluminio o zama). Un difetto che veniva imputato, infatti, al modello standard era la sua pesantezza, da alcuni tiratori ritenuta eccessiva. La nuova arma ebbe un discreto successo, anche se fu penalizzata dalle prestazioni, poiché la riduzione nelle dimensioni obbligò la Casa costruttrice a produrla solo nel piccolo calibro .22 LR (anche se alcuni esemplari, con il telaio in acciaio, vennero forniti di un tamburo sostituibile in calibro .22 Magnum).

Colt S.A.A. 1873 in finitura standard, con il telaio cementato e il calcio in noce.
Colt S.A.A. seconda generazione fabbricata intorno al 1965

Oggi[modifica | modifica wikitesto]

L'arma è ancora in produzione sia da parte della Colt che da parte di molte altre Case. In Italia spiccano le aziende Beretta ed Aldo Uberti, di Gardone Val Trompia, (la Uberti è stata nell'anno 2000 incorporata alla Beretta stessa[3]) per la qualità dei prodotti (che alcuni giudicano eccellenti e, per certi aspetti, superiori anche alla stessa Colt[4]) e per l'assoluta fedeltà all'originale, tanto che le parti dei revolver delle Case italiane possono essere intercambiate con le originali Colt[5]. La stessa cosa si può affermare per le aziende Pietta e Chiappa Firearms anch'esse italiane. L'Italia è oggi certamente leader nel settore di produzione di queste armi e la massiccia esportazione negli U.S.A. (dove sono molto in voga le gare di tiro "western") crea naturalmente una seria concorrenza sia per la Colt che per altre Case americane. Negli U.S.A. ma ormai anche in altre nazioni si sono affermati degli armaioli esperti nelle elaborazioni delle 1873, spesso rifacendosi ad elaborazioni in voga nel periodo del far west per essere riproduzioni fedeli alle originali e quindi utilizzabili in gare riservate. Le moderne potenti munizioni hanno imposto l'uso di materiali più resistenti ma non hanno in alcun modo mutato l'aspetto esteriore dell'arma. Da questa pistola sono poi derivati particolari modelli, più o meno diversi, prodotti da molte fabbriche (ad es. la stessa Uberti e l'americana Ruger) e adatti a sparare anche cartucce molto potenti (.44 Magnum, .454 Casull, ecc.). Alcuni di questi ultimi vengono usati (negli U.S.A.) anche per la caccia.

Leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Il generale Patton armato con la sua Colt S.A.A. con il manico in avorio

Legata alle vicende delle guerre indiane e ad eventi celebri come la battaglia del Little Big Horn con il tempo l'arma è diventata leggendaria, anche grazie alle sue costanti (e talvolta anacronistiche) apparizioni nel cinema western, ed Il valore di un esemplare originale dei primi tempi, se documentato ed in buone condizioni, può essere dell'ordine di molte migliaia di euro. Nel caso di armi appartenute a celebri personaggi della frontiera (ad es. Buffalo Bill, Doc Holliday, John Wesley Hardin, Bat Masterson ecc.) le quotazioni, nelle vendite all'asta, hanno raggiunto valori elevatissimi. Insieme al Winchester è stata chiamata una delle “armi che hanno fatto il West” assumendo così il valore simbolico di uno strumento con il quale si sarebbe imposta la giustizia e la legge. Un esempio a questo proposito può essere rappresentato dal generale americano George S. Patton che, durante la seconda guerra mondiale, era armato con una Colt di questo tipo, nichelata, e con il calcio in avorio sul quale erano incise le sue iniziali. È diventata anche, nell'immaginario collettivo, l'arma del cow boy, del bandito e del “pistolero”. Le fotografie ed i documenti dell'epoca sembrano dimostrare che forse non fu proprio così ma indubbiamente il mito resiste: ne è un esempio il personaggio di Revolver Ocelot nel videogioco Metal Gear Solid e Wild Bill, elicotterista dei G.I.JOE. Stanno infine divenendo sempre più popolari (e non soltanto negli U.S.A.) le gare di tiro con le armi usate nel West (dette Cowboy action shooting), in cui la Colt S.A.A. svolge sempre un ruolo da protagonista.

La Colt Single Action Army nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Colt 45 Storie Vere del Vero West - Diana Armi n°5 Suppl., Milano, Editoriale Olimpia, 1979
  2. ^ Armi e Tiro, Edisport Editoriale s.p.a., Milano, gennaio 1993
  3. ^ A. Uberti S.p.A. - History Repeat Itself
  4. ^ Magnum n° 2, anno 3, pagg. 68 - 73. Milano, Acquario Editrice, 1994
  5. ^ Magnum n° 7, anno 3, pagg. 8 - 13. Milano, Acquario Editrice, 1994
  6. ^ http://finalfantasy.wikia.com/wiki/Peacemaker Final Fantasy Wiki: Peacemaker
  7. ^ http://www.imfdb.org/wiki/Fallout:_New_Vegas IMFDB:Fallout New Vegas wepon
  8. ^ http://www.imfdb.org/wiki/Metal_Gear_Solid IMFDB:Metal Gear Solid Weapons
  9. ^ http://www.imfdb.org/wiki/The_Magnificent_Seven IMFDB: The Magnificent seven Weapons
  10. ^ http://www.imfdb.org/wiki/Open_Range IMFDB: Open Range weapons
  11. ^ Mummy, The. URL consultato il 02 aprile 2013.
  12. ^ Patton. URL consultato il 05 aprile 2013.
  13. ^ Hellsing. URL consultato il 19 febbraio 2013.
  14. ^ Black Lagoon. URL consultato il 20 marzo 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

In italiano:

  • Peterson H., Armi da Fuoco nei Secoli, Milano, Mondadori, 1964
  • Cadiou R., Alphonse R., Armi da Fuoco, Milano, Mondadori, 1978
  • Hogg I., Il Grande Libro delle Pistole di Tutto il Mondo, Milano,De Vecchi, 1978
  • Musciarelli L., Dizionario delle Armi, Milano, Oscar Mondadori, 1978
  • Wilson R., Colt: Una Leggenda Americana, Roma, Gremese, 1987
  • Wilson R., La Conquista del West: Armi e Avventure del West Americano, Roma, Gremese, 1987
  • Armi e Tiro n°1, pagg. 24 - 29. Milano, Edisport Editoriale, 1993
  • Durdik J., Mudra M., Sada M., Armi da Fuoco Antiche , La Spezia, Fratelli Melita, 1993
  • Wilkinson F., Pistole e Revolver, Milano,Vallardi, 1994

In inglese:

  • Haven C.,Belden F., A History of The Colt Revolver and the Other Arms Made by Colt's Patent Fire Arms Manufacturing Company from 1836 to 1940, New York, Bonanza, 1940 (ristampa 1978)

In francese:

  • Venner D., Revolvers et Pistolets Américains, coll. « L'Univers des armes », Paris, Solar, 1996

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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