Tamburo (rivoltella)

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Il tamburo è uno degli elementi essenziali della rivoltella, detta anche pistola a tamburo (o con il termine inglese revolver), un tamburo è usato anche nell'alimentazione dei cannoni revolver.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Tamburi di rivoltella: 1 - Unghiature di alleggerimento; 2 - Tacche di bloccaggio; 3 - Stella di rotazione; 4 - Camere di scoppio

Il tamburo è un elemento cilindrico che ruota attorno ad un asse centrale che è solidale con l'intelaitaura dell'arma. È provvisto, sulla sua circonferenza, di fori passanti longitudinali per l'alloggiamento delle cartucce detti camere di scoppio. È inserito nel telaio (o incastellatura) dell'arma tra il percussore (cane) e la canna. È provvisto esternamente di tacche di bloccaggio che, ingaggiate da un nottolino sporgente in basso, dal telaio, ne determinano il fermo al momento dello sparo sì da garantire che la cartuccia sia esattamente allineata con la canna. Quasi sempre è provvisto di fresature esterne (dette "unghiature") che lo alleggeriscono. Tuttavia in armi destinate allo sparo di munizioni particolarmente potenti queste possono mancare in quanto è bene che l'arma sia maggiormente robusta e pesante allo scopo di attenuare il più possibile il rinculo. Generalmente è fabbricato in ferro o acciaio dolce, eventualmente cementato, ma raramente temprato (come del resto anche le canne) in quanto una tempra eccessiva lo renderebbe più duro ma anche più fragile e soggetto a pericolose rotture. Posteriormente è provvisto di una parte rilevata e lavorata "a stella" in modo che una leva (che può essere comandata dal cane o dal grilletto), agendo su di essa, ne determini la rotazione. Generalmente le camere di scoppio sono cinque o sei, ma, specialmente nei piccoli calibri (per es. il .22) possono essere sette o otto.

Nel caso dei grossi calibri le pareti dei tamburi sono spesso sottili (si veda l'esempio illustrato in cui il calibro è il .45 Colt), e questo rende il tamburo la parte più sensibile di tutta l'arma allo stress pressorio. Per questa ragione oggi tutte le Case produttrici eseguono rigorosi controlli (con ultrasuoni o raggi x), al fine di identificare eventuali irregolarità di fusione, nei pezzi grezzi da forare. Molte Case inoltre consigliano l'uso di cartucce idonee e, nel caso di ricariche casalinghe di attenersi scrupolosamente alle tabelle apposite senza superare mai le dosi di polvere massime consigliate. È inoltre opportuno osservare sempre i bossoli di risulta per verificare la presenza di tracce di sovrappressioni (per esempio inneschi troppo schiacciati) o altre deformazioni.

Funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

Alla trazione del grilletto (o del cane nelle armi a singola azione) la leva agisce sulla "stella" posteriore e determina la parziale rotazione del tamburo in modo da portare la cartuccia da sparare davanti alla canna. (Nelle armi a sei colpi la rotazione è di 60°, in quelle ad otto colpi di 45° ecc.). Alla fine di questo movimento il nottolino sporgente dal telaio va ad inserirsi nell'apposita tacca esterna di bloccaggio in modo da garantirne il fermo nella posizione di sparo. La regolazione di questo meccanismo ("timing") è essenziale poiché lo sparo con la cartuccia non perfettamente allineata davanti alla canna potrebbe portare all'arresto del proiettile contro il bordo di essa con pericolosissimi picchi pressori. Alla trazione del griletto il cane si abbatte sull'innesco della cartuccia facendo partire il colpo. È anche assai importante che lo spazio esistente tra la faccia anteriore del tamburo e la parte posteriore della canna ("gap") sia piuttosto ridotto: generalmente dell'ordine dei centesimi di millimetro. Uno spazio minore potrebbe comportare problemi conseguenti al normale riscaldamento dell'arma dopo lo sparo di vari colpi: con il dilatamento dei metalli infatti il tamburo struscerebbe contro la canna fino a fermarsi. Uno spazio più ampio comporterebbe inevitabilmente la fuga di una parte eccessiva dei gas di propulsione con sensibile riduzione dell'energia del proiettile e bruciature alle mani del tiratore.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Tentativi di fabbricare armi a tamburo furono fatti già nei primi anni dell'Ottocento ma divenne possibile fabbricare rivoltelle pratiche solo con l'avvento della capsula a percussione. Samuel Colt fu il primo a riuscire nella loro fabbricazione. Il tamburo di queste armi era però ancora ad avancarica e le camere dovevano essere caricate con i vari elementi separati (capsule, polvere e pallottole). In questo caso il tamburo era posteriormente chiuso e dotato di luminelli per l'alloggiamento delle capsule.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ricketts H., Armi da Fuoco, Milano, Mursia, 1962
  • Peterson H., Armi da Fuoco nei Secoli, Milano, Mondadori, 1964
  • Cadiou R., Alphonse R., Armi da Fuoco, Milano, Mondadori, 1978
  • Hogg I. Il Grande Libro delle Pistole di Tutto il Mondo, Milano, De Vecchi, 1978

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]