Lancia Artena

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Lancia Artena
Lancia Artena Berlina 1930.jpg
Descrizione generale
Costruttore Italia  Lancia
Tipo principale Berlina
Produzione dal 1931 al 1942
Sostituisce la Lancia Lambda
Sostituita da Lancia Aprilia
Esemplari prodotti 5.567
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.320 mm
Larghezza 1.632 mm
Passo 2.990 mm
Massa 860 kg
Altro
Stessa famiglia Lancia Astura
Note dati tecnici del telaio

La Artena è un'automobile prodotta dalla casa torinese Lancia in due periodi, dal 1931 al 1936 e dal 1940 al 1942.

Il contesto[modifica | modifica sorgente]

Lancia Artena berlina I serie

In Casa Lancia, agli inizi degli anni trenta, la gamma di produzione - nel settore autovetture - si articola su due modelli: un modello “nuovo”, rappresentato dalla grossa Dilambda (uscita nel 1929), ed uno più datato, la pur gloriosa Lambda che sembra aver concluso il suo ciclo decennale e va quindi sostituita. La Dilambda è una 8 cilindri a V di 4 litri di cilindrata, mentre la Lambda, che in origine era munita di un motore da 2,1 litri, nelle ultime serie supera la soglia dei 2 litri e mezzo. Fermo restando il ruolo – da vera ammiraglia – della Dilambda, si pensa dunque di sostituire la Lambda con due modelli, molto simili tra loro anche se destinati a clientele diverse: da un lato la Artena, una 4 cilindri al di sotto dei 2 litri di cilindrata, dall’altro la Astura, con un 8 a V di soli 2,6 litri. Sostanzialmente, le due nuove creazioni Lancia si distinguono per il motore, ma diverse sono anche le dimensioni del passo (299 cm la piccola Artena, circa19cm in più – onde poter ospitare il più ingombrante motore 8 cilindri - la sorella maggiore).

La storia e le caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Per la Artena (non più un nome greco, dunque, ma quello di una città dei Volsci, in provincia di Roma) si studia un motore a 4 cilindri a V stretto (17°) di 1927 cmc, erogante 55 HP a 4000 giri. Questo motore è di chiara derivazione Lambda, anche se ovviamente in esso trovano posto migliorie ed affinamenti tecnici.

Curioso il sistema adottato per smorzare le vibrazioni del motore ed ottenere una dolcezza di funzionamento simile a quella dei propulsori a 6 cilindri: il motore è fissato, mediante quattro silentbloc, a due piccole balestre ausiliarie fissate al telaio. Altra caratteristica presa dalla Dilambda è l'impianto di raffreddamento (ad acqua) con l’azione parzializzatrice a controllo termostatico. Anche in questa più economica Artena viene adottato il sistema di lubrificazione centralizzata.

Abbandonata la scocca portante tipica della Lambda, l’Artena (come del resto la sorella maggiore Astura) dispone di un telaio in cui la struttura di base in due sezioni verticali scatolate, un rinforzo ad “X”, e longheroni leggermente convergenti anteriormente: due tubi tondi longitudinali, che si dipartono da una traversa di rinforzo, si integrano poi con le estremità dei longheroni. Misto il sistema di sospensione adottato: anteriormente troviamo il classico schema Lancia (anche se questa volta privo dei rinforzi obliqui, che sulla Lambda collegavano la cornice del radiatore con i cilindri di sospensione, non più necessari per via della maggiore rigidità conseguita), mentre al retrotreno c’è un normale ponte rigido con le balestre semiellittiche ed ammortizzatori (Siata) a frizione.

Piuttosto leggera (860 kg l’autotelaio, 1150 kg la berlina di serie), l’Artena raggiunge una velocità massima di circa 115 Km/h ma passerà alla storia per la proverbiale robustezza (pare sia stata se non la prima, una delle prime macchine al mondo a poter superare la soglia dei 100.000 chilometri senza necessità di revisioni).

L’Artena viene prodotta con carrozzeria berlina (a 4 luci e 4-5 posti oppure a 6 luci e 6-7 posti) dalla casa stessa, anche se non mancheranno alcune creazioni fuoriserie (che tuttavia privilegeranno di gran lunga la sorella maggiore Astura).

Presentata per la prima volta al Salone di Parigi nell'ottobre del 1931, la Artena subisce, dopo circa un anno, alcune modifiche di dettaglio (seconda serie), poi, nel 1933, con la terza serie, l'autotelaio si sdoppia, nel senso che vengono resi disponibili due diverse misure di passo. La produzione sembra cessare all'inizio del 1936, ma quattro anni dopo, quando ormai anche l'Italia sta per entrare in guerra, l'Artena resuscita, con un'ultima quarta serie dal destino un po’ triste: profondamente modificata nel telaio, ora del tipo a pianale, monta un motore depotenziato (51 HP) ed è infatti destinata soprattutto a carrozzerie d'ambulanza o per usi militari.

Le prove su strada[modifica | modifica sorgente]

Nel maggio del 1932, la celebre rivista inglese The Autocar pubblica il resoconto di un test effettuato alla guida di una Artena prima serie berlina a 4 luci (il cui prezzo, in Gran Bretagna, è di 675 Sterline). Interessanti alcuni risultati del test: la velocità massima cronometrata è di 70,86 miglia all’ora (114 km orari), l'accelerazione da 10 a 30 miglia all’ora (cioè da 16 a 48 km/h circa) si effettua in 6 secondi in II marcia, in 13 secondi in IV marcia. Anche la nostra rivista più autorevole dell’epoca, Auto Italiana, effettua, a fine 1931, una prova su strada, i cui riscontri numerici sono: velocità massima sul chilometro lanciato 114 chilometri orari, un chilometro con partenza da fermo in 46” (media Kmh 78,260) ed uno spazio di soli 37 metri per arrestare la vettura lanciata a 80 chilometri all’ora.

La produzione[modifica | modifica sorgente]

Complessivamente delle prime tre serie dell’Artena, dal 1931 al 1936, si costruiscono 5060 esemplari (1500 prima serie, 1520 seconda serie e 2040 terza serie, divise in 488 “passo corto” e 1552 “passo lungo”). Della quarta ed ultima serie, tra il 1940 ed il 1942, se ne producono 507 pezzi (316 “militari” e 191 ambulanze).

L'Artena e l'EIAR[modifica | modifica sorgente]

Nel 1937 l'Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche commissionò alla carrozzeria Viotti due avanzati laboratori mobili su Lancia Artena. Su ogni Artena, carrozzata a furgone di colore azzurro metallizzato, erano installate due macchine per l'incisione dei dischi in acetato di cellulosa, un amplificatore microfonico, un misuratore di livello ed un amplificatore di potenza. I due laboratori furono impiegati per le radiocronache durante e dopo la seconda guerra mondiale[1]. Una di queste (la 44723 TO) fu la prima automobile in assoluto a sbarcare a Piazza San Marco a Venezia.

L'Artena e le corse[modifica | modifica sorgente]

Il carattere dell'Artena non era certo quello di una vettura sportiva, quindi le presenze di Artena in corse di velocità si possono contare sulle dita di una mano.

Questi i risultati conseguiti nell'immediato dopoguerra.

Nota: la abbreviazione "N.D." significa che il dato "Non è Disponibile"

1947
Data Naz. Nome della corsa Tipo gara Risultato di classe Posiz. assoluta Pilota od equipaggio Percorso (Km) Tempo ottenuto Media (Kmh) Note
11-mag I Fontivegge-Perugia salita 2ª Classe Oltre 1500 Turismo N.D. Bacelli 3,500 4’36” 45,652 ---
1948
Data Naz. Nome della corsa Tipo gara Risultato di classe Posiz. assoluta Pilota od equipaggio Percorso (Km) Tempo ottenuto Media (Kmh) Note
22-ago I Messina-Colle San Rizzo salita 1° di Gruppo N.D. Pietroburgo Giuseppe 8,500 10’14” 49,837 Corsa per il Volante d’Argento, riservata alle vetture Turismo: l’Artena di Pietroburgo è 1° nel “gruppo misto” (vetture nazionali diverse)
1949
Data Naz. Nome della corsa Tipo gara Risultato di classe Posiz. assoluta Pilota od equipaggio Percorso (Km) Tempo ottenuto Media (Kmh) Note
18-set I Rieti-Terminillo salita --- N.D. Cifarri 20,000 20’23” 58,871 Corsa per il Volante d’Argento, riservata alle vetture Turismo; Cifarri, che è primo del “gruppo misto”, segna un tempo non disprezzabile, migliore di quelli realizzati dalle Fiat 1500.
1953
Data Naz. Nome della corsa Tipo gara Risultato di classe Posiz. assoluta Pilota od equipaggio Percorso (Km) Tempo ottenuto Media (Kmh) Note
19-apr I Marina Piccola-Anacapri salita 4ª Classe 1101-2000 Gran Turismo 6° ass. Stajano 3,800 5’02”5/10 45,223 Il tempo di Stajano è in linea con quelli spiccati dalle moderne Fiat 1400 ed è di appena il 15% in più rispetto a quello ottenuto dall’Alfa Romeo 1900 del vincitore assoluto, Bubbi Leonetti.

Le diverse serie[modifica | modifica sorgente]

Prima serie[modifica | modifica sorgente]

Periodo di produzione: dall’autunno del 1931 all’estate del 1932

L’Artena viene ufficialmente presentata in prima mondiale al Salone di Parigi dell'ottobre 1931 . La produzione inizia subito ed i primi 1.500 esemplari della prima serie vengono ultimati nell’estate dell’anno successivo, allorché esce, in sordina, la seconda serie

Seconda serie[modifica | modifica sorgente]

Periodo di produzione: dall’estate del 1932 all’autunno del 1933

La seconda serie dell’Artena inizia dall’estate del 1932, dopo che sono stati costruiti 1500 esemplari della prima serie. Poche le variazioni che contraddistinguono questa serie e che riguardano dettagli del telaio (tra cui l'applicazione di silentbloc alle balestre) e dei freni; vengono anche modificati gli attacchi della carrozzeria al telaio Questa Artena viene costruita in 1520 esemplari e sarà sostituita nella seconda metà del’33 da una nuova serie, la terza, caratterizzata da differenze più significative.

Terza serie[modifica | modifica sorgente]

Periodo di produzione: dall’autunno del 1933 agli inizi del 1936

Nell'autunno del 1933, nasce la terza serie Artena. La “novità” più saliente consiste nel fatto che l'autotelaio viene ora offerto in due versioni, passo normale (tipo 228 A) e corto (228 C). Le altre caratteristiche tecniche della vettura sono praticamente identiche a quelle delle due serie che l'hanno preceduta.

Quarta serie[modifica | modifica sorgente]

Periodo di produzione: dal 1940 al 1942

La produzione dell’Artena sembra essere cessata all’inizio del 1936, ma così non sarà: quattro anni dopo, quando ormai anche l’Italia sta per entrare in guerra, l’Artena resuscita, con un’ultima quarta serie dal destino un po’ triste: profondamente modificata nel telaio, ora del tipo a pianale (e con freni idraulici anziché meccanici), monta un motore depotenziato (51 HP) ed è destinata a carrozzerie ministeriali (versione berlina della Pininfarina) o per usi militari (telaio mod. 341) oppure a furgoni ed ambulanze (telaio mod. 441), quest'ultime realizzate per gli enti civili dalla Carrozzeria Viberti. Se ne produrranno un mezzo migliaio in tutto, nel triennio 1940/1942

Le versioni militari[modifica | modifica sorgente]

Lancia Artena Militare
Lancia Artena Militare trasformabile
Lancia Artena Militare trasformabile
Descrizione
Tipo veicolo da collegamento
Equipaggio 4-6
Costruttore ItaliaLancia
Data impostazione 1940
Utilizzatore principale ItaliaRegio Esercito
Altri utilizzatori Repubblica Sociale ItalianaEsercito Nazionale Repubblicano
Sviluppato dal Lancia Artena IV serie
Altre varianti berlina
trasformabile
torpedo
ambulanza
Propulsione e tecnica
Trazione 4×2

[senza fonte]

voci di veicoli militari presenti su Wikipedia

Il Regno d'Italia entrò nella seconda guerra mondiale con una grave carenza di mezzi motorizzati in tutti i settori. Anche alla Lancia venne chiesto di partecipare allo sforzo bellico, rimettendo in produzione la Artena in una IV serie dal telaio irrobustito. La Lancia Artena Militare fu acquisita dal Regio Esercito come vettura da collegamento di alta gamma per i comandi di corpo d'armata e gli alti ufficiali della forza armata, sia in patria che nelle colonie. Dal telaio mod. 341 la Carrozzeria Viotti curò l'allestimento di tre versioni: la versione berlina a quattro porte e 6 luci era destinata al territorio metropolitano, così come la versione torpedo; queste due versioni infatti mantenevano le caratteristiche delle precedenti civili. Per l'uso campale tattico fu invece prodotta una trasformabile a quattro porte e 6 posti a sedere, dei quali due su strapuntino; caratterizzata dalla carrozzeria squadrata grigioverde o mimetica, era munita di due ruote di scorta poste lateralmente al cofano motore e di due corte pedane laterali. Alcuni degli esemplari caduti in mano della Repubblica Sociale Italiana dopo l'armistizio vennero riconvertiti a gasogeno.

Sul telaio mod. 441 invece il Regio Esercito commissionò la versione autoambulanza, realizzata dalla Carrozzeria Bertone[2]: rispetto alla versione ambulanza civile realizzata dalla Viberti, questa versione militare disponeva di un vano sanitario più voluminoso, in grado di ospitare fino a quattro (invece che una o massimo due della civile) barelle di tipo militare, senza rotelle. L'ambulanza fu largamente impiegata sul fronte russo e su quello africano, nonché in patria soprattutto durante i bombardamenti alleati.


Dati produttivi[modifica | modifica sorgente]

Per anno
Anno Esemplari
1931 210
1932 2.070
1933 970
1934 961
1935 826
1936 23
1940 367
1941 49
1942 91
Totale 5.567
Per modello
Modello Esemplari
228, prima serie (1931/32) 1.500
228, seconda serie (1932/33) 1.520
228A, terza serie (1933/36) 1.552
228C, terza serie (1933/36) 488
341, quarta serie (1940/42) 316
441, quarta serie (1940/42) 191
Totale 5.567


Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ A.R.I. Venezia
  2. ^ Numero Amico, Croce Bianca Milano, maggio-agosto 2007, pag. 30-31.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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