Lancia Stratos

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Lancia Stratos
LanciaStratosHF 2400ccm195PS 1978 1.JPG
Lancia Stratos Stradale
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Lancia
Categoria Campionato del mondo rally
Classe Gruppo 4
Sostituisce Lancia Fulvia Coupé HF
Sostituita da Lancia Rally 037
Descrizione tecnica
Dimensioni e pesi
Lunghezza 3.710 mm
Larghezza 1.750 mm
Altezza 1.080 mm
Passo 2.160 mm
Peso 980 kg

La Lancia Stratos HF è un'automobile con carrozzeria di tipo coupé, prodotta dalla casa automobilistica italiana Lancia dal 1973 al 1975, su disegno di Marcello Gandini per Bertone.

Il nome ufficiale è "Strato's", con l'apostrofo, ma è universalmente nota come "Stratos".

Storia[modifica | modifica sorgente]

La "Stratos Zero", presentata allora come "Prototipo Zero" era una dream car esposta per la prima volta come prototipo al Salone dell'automobile di Torino del 1970 dalla carrozzeria Bertone; fu presentata come progetto di autovettura sportiva a motore centrale (era quello di una Lancia Fulvia recuperato in una demolizione), di concezione avveniristica per quei tempi. Il design, per quanto non ancora definitivo, dovuto a Marcello Gandini (lo stesso che disegnò auto prestigiose come la Fiat X1/9, la Lamborghini Countach), suscitò subito grande interesse da parte dei vertici della squadra corse della Lancia, guidata da Cesare Fiorio, in cerca della sostituta della Lancia Fulvia nei rally. Per questo motivo nacque la Stratos HF (sigla di High Fidelity), la prima automobile di serie specificamente progettata per i rally.

Nella versione definitiva, sia il motore che la trasmissione erano quelli della Ferrari Dino 246, i quali, abbinati a un telaio monoscocca centrale in acciaio, resero la Stratos un'automobile sportiva molto competitiva. La lenta attività di produzione nello stabilimento Bertone di Grugliasco costrinse la Stratos a gareggiare come Gruppo 5 finché non venne raggiunta la quantità di esemplari prodotti richiesta per l'omologazione in Gruppo 4. In merito, nella dichiarazione a firma di Fiorio, si afferma che al 23 luglio del 1974 ne siano stati costruiti oltre 500 esemplari (515 per la precisione)[1]. La veridicità di tale affermazione è stata messa in dubbio da molti; d'altra parte, 17 mesi dopo la soglia minima venne abbassata a 400 esemplari, rendendo così inutile ogni polemica. Conclusa comunque la prima produzione in serie, venne schierata in gara nei rally nell'allora Gruppo 4 e fu per anni la vettura più competitiva: nelle stagioni 1974, 1975 e 1976 diventò Campione del Mondo Rally; ebbe inoltre molti altri successi di prestigio a livello europeo e nei singoli campionati nazionali tra i quali, ovviamente, quello Italiano.

La Stratos HF nella livrea "ufficiale" Alitalia per i rally

L'esordio in gara avvenne nel 1972 al Tour de Corse, dove fu affidata al pilota Sandro Munari[2], il quale dovette ritirarsi per la rottura delle sospensioni posteriori. Ottenne il suo primo successo l'8 settembre del 1973 al Rally Firestone di Spagna con Munari e Mario Mannucci[3]. Ad oggi gli unici rally mondiali che mancano nel palmares della Stratos sono il Rally RAC e il Safari Rally. Sempre nel 1973 la Stratos venne impiegata nella 57ª Targa Florio, dove giunse seconda pilotata da Munari e Andruet.

Nonostante la Stratos continuasse a essere un'automobile vincente, senza rivali di rilievo, il gruppo Fiat smise di utilizzarla come vettura ufficiale nel Mondiale Rally nel 1977 per rimpiazzarla con la Fiat 131 Abarth Rally: una scelta evidentemente commerciale per promuovere l'immagine del nuovo modello di Mirafiori per le famiglie. La Stratos comunque continuò a gareggiare e a vincere fino al 1982, anno di scadenza dell'omologazione.

1983: Gruppo 5 Stratos 3.0 per l'utilizzo in rallycross

Dopo l'adozione della Fiat 131 da parte della squadra corse del gruppo Fiat, furono prodotti ancora altri due esemplari appositamente allestiti per gareggiare come Gruppo 5 Turbo. Uno dei due fu completamente distrutto in un incendio in pista a Zeltweg, l'altro vinse il Giro Automobilistico d'Italia nel 1976, prima di essere spedita in Giappone per partecipare ad un campionato per vetture Silhouette al quale non prese mai parte. Di qui entrò a far parte della collezione Matsuda. Attualmente fa parte della collezione di Chris Hrabalek, il più grande collezionista di Stratos nel mondo, insieme ad altri dieci pezzi unici, inclusa quella del 1977 per il Safari Rally. L'esiguo numero di esemplari costruiti ed il fatto che l'auto fu utilizzata in ogni tipo di gara (persino nei rallycross certamente inadatti a un'automobile da collezione), la rendono infatti uno dei modelli più ricercati dai collezionisti di tutto il mondo.

Il 22 dicembre del 2008 muore Pierugo Gobbato, uno degli ideatori della Stratos e direttore della collaborazione fra Bertone e Lancia.[4] Era figlio dell'Ingegnere Ugo Gobbato (1888-1945), che diresse l'Alfa Romeo impedendo ai nazisti di trasferire la casa automobilistica e i suoi materiali in Germania.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

La Lancia Stratos Turbo al Giro automobilistico d'Italia del 1976
  • Motore: centrale, 6 cilindri a V con angolo di bancata di 65°
Il motore usato per le competizioni forniva 179 kW, ma si poteva portare fino a 200 kW la versione a 4 valvole per cilindro; mentre la versione con turbocompressore del 1978 sviluppava da 246 a 313 kW (da 330 a 420 CV).

La Stratos nei media[modifica | modifica sorgente]

La concept car Prototipo Zero, il primo passo verso la Lancia Stratos, presentata al Salone di Torino nel 1970
  • In ambito d'animazione, nei cartoni animati e nella linea di giocattoli Transformers, l'Autobot "Saetta" si trasforma nella Lancia Stratos (simile a quella guidata da Sandro Munari nel 1974).
  • In ambito televisivo, durante il 2009 la popolare trasmissione televisiva inglese Top Gear dedicò un'intera puntata alla Lancia, nella quale compare in una prova la Stratos (e anche la replica kitcar Hawk HF3000).

Pininfarina New Stratos[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pininfarina New Stratos.

A fine novembre 2010 la Pininfarina ha realizzato una one-off chiamata New Stratos, ispirata alla Lancia Stratos e realizzata a partire dalla base della Ferrari F430 Scuderia. L'auto è stata commissionata dall'imprenditore nel campo automobilistico e collezionista di auto d'epoca Michael Stoschek. Dopo la sua progettazione e costruzione, l'auto ha superato e ottenuto l'omologazione TÜV per poter circolare su strada.[7]

Hawk Series HF2000[modifica | modifica sorgente]

Della Stratos sono state create diverse kit kar da parte dell'azienda Hawk Cars Limited. Queste vetture, denominate HF2000, possono essere equipaggiate con propulsori di derivazione Lancia, Ferrari e Alfa Romeo.[8]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.stratosmania.com/Documenti/FotoDate/Big_Image09.jpg Copia del certificato di produzione minima.
  2. ^ (PDF) ACI.it Lancia Stratos: nata per vincere. URL consultato il 12 agosto 2014.
  3. ^ Date Importanti
  4. ^ Articolo di Autoblog "Lancia Stratos orfana: è morto Pierugo Gobbato"
  5. ^ 1977 Lancia Stratos. URL consultato il 27 dicembre 2012.
  6. ^ 1977 Lancia Stratos 'Spada'. URL consultato il 2 gennaio 2013.
  7. ^ New Stratos: probabile una piccola serie | alVolante
  8. ^ Hawk HF2000/HF3000 Series. URL consultato il 19 maggio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Lancia Stratos (Rally Giants), Graham Robson
  • Lancia Stratos: Thirty Years Later, Andrea Curami
  • Lancia Stratos Limited Edition, R.M. Clarke, 1985

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]