Lancia Rally 037

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Lancia Rally 037
Lancia 037 AMI 2006.JPG
Lancia 037 ufficiale di Attilio Bettega e Maurizio Perissinot del 1983
Descrizione generale
Costruttore Italia  Lancia
Tipo principale Coupé
Produzione dal 1982 al 1983
Sostituisce la Lancia Stratos
Sostituita da Lancia Delta S4
Esemplari prodotti 262
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 3.890 mm
Larghezza 1.850 mm
Altezza 1.240 mm
Passo 2.445 mm
Massa da 980 a 1.170 kg
Altro
Altre antenate Fiat Abarth 037
Goodwood2007-199 Lancia 037.jpg

La Lancia Rally 037 è stata una vettura prodotta dalla Lancia negli anni ottanta per partecipare al Campionato Mondiale Rally.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'ing. Sergio Limone fu il responsabile del progetto SE037 e fu Cesare Fiorio, il direttore sportivo Fiat ad annunciare nell'81 la nascita di un nuovo modello per il rally a causa dei cambiamenti nel regolamento.

Il progetto fu sostenuto da una collaborazione tra Lancia, Pininfarina, Dallara e Abarth, riprendendo l'evoluzione della 030 realizzata dalla Abarth nella seconda metà degli anni settanta, e fu presentato al 59° Salone dell'automobile di Torino nel 1982.

In sostanza si trattava di una vettura progettata in Abarth, sulla base del telaio della Lancia Beta Montecarlo Turbo da pista prodotto da Dallara e carrozzato in Pininfarina. All'inizio del progetto non era ancora stato deciso quale "brand" sarebbe stato assegnato alla vettura.

La versione stradale non riscosse particolare successo e neppure fu cercato, visto che per l'omologazione nel gruppo B erano necessari 200 esemplari del modello.

Montava un quattro cilindri in linea da 1995 cm³ di cilindrata, 16 valvole e sovralimentato da un compressore volumetrico volumex che sviluppava 205 CV capaci di spingere la 037 a oltre 220 km/h e di farle raggiungere i 100 km/h da ferma in meno di sette secondi.

La Lancia 037 aveva però il non facile compito di sostituire la gloriosa Fiat 131 che aveva raccolto numerosi successi. Si decise di scartare il sistema di turbocompressore in virtù di un compressore volumetrico sviluppato dall'Abarth e si sviluppò un telaio estremamente semplice e munito di sospensioni a quadrilatero come per i modelli da pista anziché del tipo McPherson come sulla 131. Per risparmiare tempo e sui costi si pensò di usare il telaio già esistente, la Lancia Beta Montecarlo, versione sportiva della vettura che aveva avuto un grande successo, anche negli USA dove era venduta come "Scorpion". Il telaio era stata realizzato presso Dallara, partendo dalla base della versione silhouette che disputava il mondiale marche.

La versione da gara colse numerose affermazioni in campo rallystico, tra cui il titolo mondiale del 1983. Fu l'ultima auto a 2 ruote motrici a vincere il mondiale rally e fu anche l'unica a prevalere sulle più avanzate auto a trazione integrale.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Caratteristiche tecniche - Lancia Rally 037 versione stradale
Lancia Rally 037 Stradale 02.jpg
Configurazione
Carrozzeria: Berlinetta Posizione motore: centrale longitudinale Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt. in mm): 3.915 × 1.850 × 1.245 Diametro minimo sterzata:
Interasse: 2.445 mm Carreggiate: anteriore ? - posteriore ? mm Altezza minima da terra:
Masse / in ordine di marcia: 1.170 kg
Meccanica
Tipo motore: Abarth tipo 232ar4, 4 cilindri in linea, raffreddamento forzato con pompa e radiatore anteriore Cilindrata: (Alesaggio e corsa: 84&nbsp x 90 mm) totale 1.995 cm³
Distribuzione: Doppio albero a camme in testa comandato mediante cinghia Alimentazione: sovralimentazione Abarth Volumex con pressione tra 0,60 e 0,90 bar, carburatore doppio corpo Weber 40DCNVH 15/250
Prestazioni motore Potenza: 205 CV a 7000 rpm / Coppia: 23 kgm a 5000 rpm
Accensione: elettronica a scarica induttiva Marelli AEI 200 A Impianto elettrico:
Frizione: Monodisco a secco, diametro 230 mm con comando idraulico a pedale Cambio: tipo ZF-Abarth ad innesti frontali, cinque rapporti più retromarcia
Telaio
Corpo vettura Scocca portante in acciaio in posizione di cellula centrale e telaietti anteriori e posteriori
Sterzo a cremagliera, lubrificato e con ammortizzatore, differenziale autobloccante con due alberi di trasmissione muniti di giunti omocinetici
Sospensioni anteriori: A ruote indipendenti a quadrilatero, molle elicoidali, ammortizzatori a gas e barra stabilizzatrice / posteriori: con doppi ammortizzatori e senza barra
Pneumatici Pirelli P7 205/55 VR 16 gonfiati a due bar / Cerchi: Cerchi Speedline componibili da 16" in lega leggera
Altro
Lubrificazione forzata a Carter secco
Carrozzeria in kevlar rinforzato con fibra di vetro

Versione da gara[modifica | modifica sorgente]

Lancia 037
Lancia 037 2.jpg
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Lancia
Categoria Rally
Classe Gruppo B
Squadra ufficiale: Martini Racing
Sostituisce Lancia Stratos HF
Sostituita da Lancia Delta S4
Descrizione tecnica
Meccanica
Telaio Cellula centrale in acciaio con telai supplementari ant. e post.; Carrozzeria in vetroresina e fibra di carbonio
Motore Centrale longitudinale con 4 cilindri in linea
Trasmissione 5 rapporti innesti frontali, trazione posteriore
Dimensioni e pesi
Lunghezza 3890 mm
Larghezza 1850 mm
Altezza 1240 mm
Passo 2445 mm
Peso 970 kg
Altro
Avversarie Audi Quattro, Opel Ascona
Risultati sportivi
Debutto Tour de Corse 1982
Piloti Walter Röhrl, Markku Alen, Henri Toivonen, Attilio Bettega, Adartico Vudafieri
Palmares
Campionati costruttori 1
Campionati piloti 0
La versione da gara di Markku Alen e Ilkka Kivimaki.
  • Corpo vettura: Coupé 2 porte,2posti(costruzione Pininfarina)Scocca portante (derivazione Beta Montecarlo) con telaietti

anteriori e posteriori in acciaio

  • Carrozzeria: In resina poliestere rinforzato con fibra di vetro e autoestinguente
  • Peso: 960 kg a vuoto;circa 1020 kg in ordine di marcia(il peso a vuoto può variare di circa 15/20 kg

a seconda degli allestimenti necessari per ogni singola gara)

  • Dimensioni: Lunghezza 3890 mm, larghezza 1800 mm, altezza 1240 mm, passo 2440 mm carreggiata anteriore 1508 mm;carreggiata posteriore 1490mm
  • Motore: Abarth tipo 232ar4 in posizione centrale disposto longitudinalmente, 4 cilindri in linea
  • Cilindrata: 1995 cm³,evoluzione 2 '84 2111 cm³
  • Alesaggio e corsa: 84 mm x 90 mm, evoluzione 2 '84 85 mm x 93 mm
  • Coppia motrice massima: 30,5 kgm a 5000 rpm, seconda evoluzione 34 kgm a 5500 rpm
  • Potenza massima:260 cv a 7500 rpm(fino al 1000 Laghi 1982); evoluzione 1 ca 275/280 cv a 8000 rpm(dal 1000 Laghi 1982);versione Montecarlo 1983 305/310 cv a 8000 rpm;evoluzione 2 1984 325/330 cv a 8000 rpm; l'ultima versione 1985 erogava 350 cv sempre a 8000 rpm (grazie all'utilizzo di un sistema d' iniezione per raffreddare il volumetrico).
  • Sovralimentazione:Compressore volumetrico a lobi Roots Abarth tipo R10(prima versione '82)o Abarth tipo R18(evoluzione 1 e successive) con pressione tra 0,60 e 0,90 bar, seconda evoluzione fino a 1 bar
  • Lubrificazione: Forzata a carter secco,filtro olio sul circuito principale con radiatore, serbatoio olio da 8 kg
  • Trazione: Sulle ruote posteriori
  • Alimentazione:Prima versione '82 ed evoluzione1 '82: Carburatore doppio corpo Weber 40DCNVH 15/250 - evoluzione1 '83 e successive: sistema di iniezione meccanica Bosch/Kugelfischer a ghigliottine
  • Distribuzione: Doppio albero a camme in testa comandato mediante cinghia, quattro valvole per cilindro
  • Frizione: Monodisco a secco VALEO con guarnizione in metalloceramica, diametro 230 mm con comando idraulico a pedale
  • Cambio: Del tipo ZF modificato Abarth ad innesti frontali, cinque velocità più retromarcia
  • Differenziale: Del tipo ZF autobloccante a lamelle al 40 o al 75% con due semialberi di trasmissione muniti di giunti omocinetici
  • Sospensioni anteriori: A ruote indipendenti con due triangoli sovrapposti, molle elicoidali coassiali, ammortizzatori a gas Bilstein e barra anti rollio
  • Sospensioni posteriori: Identiche alle anteriori ma con doppi ammortizzatori a gas Bilstein e molle separate
  • Ruote: Versione terra: Cerchi Speedline monoblocco da 6"x16" sull'anteriore e da 8"x16" al posteriore in lega leggera con pneumatici Pirelli M+S radiali anteriori 185/70-16 e post 205/60-16;versione asfalto:Speedline monoblocco da 8"x15" all' anteriore e componibili da 10"x16" al posteriore con pneumatici Pirelli P7 Corsa radiali 225/595-15 anteriori e 265/40-16 o 290/660-16 posteriori
  • Sterzo: A cremagliera con demoltiplicatore
  • Freni: A discoautoventilanti sulle quattro ruote Brembo, pinze in lega leggera Brembo-Abarth a 4 pistoncini e doppio servofreno(su vetture fino a fine '82);freno a mano idraulico sulle ruote posteriori
  • Raffreddamento: Forzato con pompa e radiatore anteriore
  • Accensione: Elettronica a scarica induttiva Magneti Marelli AEI 200 A

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Piergiorgio Pelassa, 037 Ultimo Mito, (1992) testi di Roberto Goitre.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]