Flakpanzer 38(t)

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Flakpanzer 38(t)
Sd.Kfz. 140
Descrizione
Tipo semovente antiaereo
Equipaggio 4 o 5 (comandante, pilota, cannoniere, caricatori)
Costruttore BMM
Data impostazione ottobre 1943
Data entrata in servizio gennaio 1944
Utilizzatore principale Germania Germania
Esemplari 141
Sviluppato dal Panzer 38(t)
Dimensioni e peso
Lunghezza 4,61 m
Larghezza 2,15 m
Altezza 2,25 m
Peso 9,8 t
Capacità combustibile 320 L
Propulsione e tecnica
Motore Praga a 6 cilindri a benzina, raffreddato ad acqua
Potenza 140 hp a 2.500 giri al minuto
Rapporto peso/potenza 14,3 hp/t
Trazione cingolata
Sospensioni a balestra
Prestazioni
Velocità su strada 42 km/h
Velocità fuori strada 15 km/h
Autonomia 210 km
Pendenza max 30°
Armamento e corazzatura
Apparati di tiro Flakvisier 38 o Linealvisier 21
Armamento primario 1 cannone FlaK 38 da 20 mm
Armamento secondario nessuno
Capacità 1.040 proietti
Corazzatura frontale 10 - 15 mm a 67° e 15°
Corazzatura laterale 10 - 15 mm a 25°
Corazzatura posteriore 10 mm a 25° e 41°
Corazzatura superiore 8 mm
Note Inclinazione delle corazze misurata rispetto a un asse verticale

[1] [2] [3]

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Il Flakpanzer 38(t), il cui numero d'identificazione era Sd.Kfz. 140, fu un semovente antiaereo utilizzato dall'esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale. Il veicolo nacque come soluzione d'emergenza e non seppe dimostrarsi utile, a causa della dotazione offensiva inadatta per il 1944; le sottili corazze lo resero inoltre un facile ed appetibile obiettivo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

La preponderanza aerea degli Alleati nei cieli d'Europa mise a dura prova la Luftwaffe, impegnata in più teatri bellici e non più in grado di offrire protezioni alle armate terrestri. In particolare venne evidenziata la vulnerabilità delle colonne di truppe e mezzi agli attacchi aerei portati a bassa quota, tanto che cominciarono conversioni sul campo di veicoli non più adatti al combattimento oppure disponibili in grande numero. Il problema si fece sempre più serio ma il ritardo nella consegna di appositi semoventi antiaerei indusse a concepire un disegno provvisorio, basato sul Panzer 38(t); questo carro armato leggero, infatti, non era più valevole in battaglia ed era già stato sfruttato come piattaforma per la creazione di svariati semoventi.[1][2]
Il 15 ottobre 1943 Adolf Hitler dette la sua approvazione all'idea, che prevedeva una rapida produzione di 150 esemplari in attesa del Flakpanzer IV Wirbelwind,[1] ma proibì espressamente sia l'utilizzo del cannone antiaereo FlaK 43 da 37 mm che l'installazione di un sistema quadrinato, dotazioni offensive dei semoventi già in corso d'opera: i progettisti militari, perciò, decisero di usare un singolo pezzo da 20 mm.[2][3] Il prototipo venne mostrato a Hitler il 16 dicembre 1943.[1]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Un ordine di fabbricazione per 150 unità venne inoltrato con urgenza dal Waffenamt alla BMM di Praga, meglio nota come ČKD ma ridenominata dai tedeschi quando avevano invaso il paese nel marzo 1939;[2][4] era previsto che la linea d'assemblaggio, aperta nel novembre 1943, continuasse i lavori fino ai primi mesi del 1944, quando sarebbe divenuto disponibile un Flakpanzer sullo scafo Panzer IV.[2] Dopo la conversione di un singolo Panzer 38(t) quale prototipo, iniziò la costruzione vera e propria che durò fino al febbraio 1944 totalizzando altri 140 esemplari:[2][5] i 9 scafi avanzati dal lotto richiesto furono subito rigirati alla contemporanea produzione del semovente d'artiglieria Grille.[1]

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

I Flakpanzer 38(t) furono inseriti nei plotoni antiaerei di ogni reggimento corazzato nelle Panzer-Division, in ragione di tre per reparto;[2] entrarono ufficialmente in servizio nel gennaio 1944 con un primo gruppo di 87 esemplari.[5] A partire dall'inizio di febbraio lotti di 12 veicoli cominciarono a essere distribuiti alle seguenti divisioni:[2]

Appare evidente che i Flakpanzer 38(t) abbiano combattuto nella stragrande maggioranza sul fronte occidentale o su quello italiano, teatri dove subirono gravi perdite a causa delle esigue corazzature e della casamatta scoperta, che li rendeva vulnerabili anche ad imboscate di fanteria; inoltre il FlaK 38, sebbene fosse un'arma affidabile, ebbe la sua efficacia limitata dagli aerei alleati di nuova generazione unita alla loro spaventosa prolificità.[2][3] Al 1º dicembre 1944 i Flakpanzer 38(t) operativi erano soltanto 9, ma nessuno di questi superstiti veicoli sopravvisse al conflitto.[5]
È invece assai improbabile che abbia partecipato ai combattimenti sul fronte orientale, perché la "Hohenstaufen" ebbe il suo battesimo del fuoco a Ternopil' tra marzo e aprile 1944, quindi sembra difficile che potesse schierare i suoi semoventi antiaerei; lo stesso ragionamento vale per la "Frundsberg", invitata nel medesimo teatro operativo più o meno nello stesso periodo.[2] L'unica incognita è rappresentata dalla "Hermann Göring": trasferita in Polonia nel luglio 1944, sembra che si portò dietro anche i Flakpanzer 38(t) per poi utilizzarli nelle battaglie attorno Sandomierz: i mezzi sarebbero poi stati ceduti al battaglione cannoni d'assalto in forza al Panzerkorps "Hermann Göring" il 5 gennaio 1945, che ne avrebbe conservati ancora 3 a marzo.[2]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il provvisorio veicolo fu impostato sullo scafo Ausf. M del carro prescelto con luce libera (la distanza tra il fondo e il terreno) di 40 centimetri:[5] la "M" non si riferiva all'ordine di produzione di una versione del mezzo blindato, bensì stava per Mittemotor e indicava che l'apparato locomotore era sistemato nella sezione centrale dello scafo (spostato sul lato destro): il macchinario, che non era stato rimpiazzato, era un Praga a 6 cilindri in linea erogante 140 hp ed alimentato a benzina, associato a un cambio con 5 marce avanti e una retromarcia.[1][4] Il serbatoio da 320 litri permetteva un'autonomia di 250 chilometri su strada a velocità media e di 160 se la marcia avveniva su terreni sconnessi; il consumo si attestava sui 95 litri ogni 100 chilometri su strada e aumentava a 132 litri se la stessa distanza veniva percorsa fuoristrada.[5]
La trasmissione s'ingranava alla doppia ruota motrice anteriore, cui erano agganciati cingoli larghi 293 mm composti da circa 90 maglie con una guida a forma di dente posta sul lato esterno.[5] Il treno di rotolamento era composto da 4 grandi ruote gommate accoppiate a due sospensioni a balestra, coadiuvate da un singolo rullo superiore per sostenere i cingoli; nel retro era imperniata la ruota di rinvio, cui era demandato il controllo della tensione dei cingoli.[5] Operazioni di manutenzione ai freni o alla trasmissione erano possibili grazie a un grande portello ricavato sul muso inclinato del veicolo.[4]
L'equipaggio contava 4 o 5 membri: il pilota, unico uomo all'interno dello scafo, sedeva sul lato destro in un compartimento avanzato ottenuto mediante colata in uno stampo, e usufruiva di un portello dotato di feritoia; per la guida si valeva del sistema frizione-freno coadiuvato da due leve per bloccare quando l'uno, quando l'altro cingolo se doveva sterzare.[4][5] Una paratia tagliafuoco lo separava dal motore subito dietro di lui, mentre nel tetto venne ricavata un'apertura circolare a due ante.[4] Il comandante, assieme a un cannoniere e a uno o due caricatori, rimaneva al riparo di una casamatta di forma ottagonale inchiavardata al pianale posteriore dello scafo: la struttura aveva corazze da 10 mm su tutti i lati, inclinate a 17° sul frontale e a 25° sulle fiancate e dietro;[1] una fonte riporta, invece, che le protezioni anteriori fossero spesse 15 mm.[5] La base semovente, progettata in origine per cacciacarri leggeri o veicoli d'artiglieria che operassero dalla seconda linea, presentava anch'essa corazzature rivettate poco accentuate: sul muso e sui fianchi misuravano non oltre i 15 mm, inclinati a 25° nel primo caso e verticali nel secondo, e scendevano a 10 mm per la bassa sovrastruttura; il retro non eccedeva i 10 mm.[5] Una fonte si discosta un poco da questi dati, affermando che le protezioni frontali dello scafo raggiungevano i 20 mm e dando un'inclinazioni delle stesse un poco differente.[1]
Il veicolo era capace di sormontare ostacoli alti 0,80 metri, superare trincee larghe 1,90 metri e guadare fino a 0,90 metri d'acqua;[3] il raggio di volta minimo misurava 4,90 metri[5]

La casamatta conteneva un cannone contraereo FlaK 38 da 20 mm L/112,5 con una gittata utile di 2.200 metri e un peso di circa 500 chili, installato su un apposito piedistallo: il brandeggio manuale era completo e l'alzo andava dai +90° ai -5°, in virtù del fatto che le sezioni superiori della casamatta, fissate a dei cardini e unite con chiavistelli, si potevano abbattere per permettere l'ingaggio di bersagli terrestri.[1][4] Il FlaK 38 aveva un rateo di fuoco pari a 180-220 colpi al minuto, ognuno dei quali pesava 119 grammi e raggiungeva una velocità alla bocca di 900 m/s.[1] La scorta di 1.040 munizioni trasportabili (720 secondo altri dati)[3] era suddivisa in 360 cartucce Br Spreggranate, 360 Br Spreggranate L Spur e 320 Panzergranate L Spur Zerl, quest'ultime perforanti (AP, dall'inglese "Armoured Piercing") vista la suscettibilità d'utilizzo del FlaK 38.[1] La miglior munizione di quest'ultimo tipo era però la Panzergranate Patrone 40 L Spur, che grazie al nucleo in tungsteno era capace di penetrare una piastra verticale spessa 40 mm da 100 metri. A causa della cronica deficienza del prezioso materiale, però, pochissime di tali munizioni furono disponibili.[4]
Una fonte si trova completamente in disaccordo su simili prestazioni: afferma che la velocità iniziale misurata per la munizione Panzergranate era 780 m/s, mentre quella relativa al proiettile Panzergranate 40 superava i 1.000 metri al secondo; riporta altresì che l'arma era efficace contro blindature leggere comprese tra i 10 e i 15 mm entro i 500 metri.[5]

La punteria consistette inizialmente in un Flakvisier 38, un mirino a calcolo elettrico di forma quadrangolare a scatola con un sistema ottico dotato di specchio riflettente, collegato elettricamente ai ruotini di brandeggio e alzo in modo da seguire in maniera autonoma il bersaglio prescelto.[4] In seguito il braccio ospitò un Linealvisier 21: un largo anello, composto da fogli di metallo stampati, era fissato a una rotaia di scorrimento e un cursore a movimento orizzontale permetteva di regolarlo; in fondo alla rotaia era assicurato un mirino a punto di allineamento non mobile per l'inquadramento del bersaglio. In generale era un sistema simile a quello utilizzato sui fucili.[4] L'ultimo congegno ad essere impiegato fu lo Schwebekreisvisier 30 con una serie di anelli concentrici a indicare la distanza progressiva del bersaglio dal punto di mira, al centro delle circonferenze: il sistema fu comunque visto raramente sul Flakpanzer 38(t).[4]
Tutti i veicoli vennero invece dotati di una radio, sistemata nell'angolo sinistro della casamatta, poiché a destra il vano motore provocava una rientranza sulla quale era fissato un sedile;[4] l'apparecchio era dotato di un ricevitore FuG 2 con un'antenna alta 1,4 metri e una portata di 4 chilometri; il trasmettitore FuG 5 da 10 watt montava invece un'antenna da 2 metri.[1] Altri equipaggiamenti trasportati nella casamatta erano alcune canne di ricambio, custodite in una scatola oblunga nella parte anteriore; due maschere antigas imballate nei loro contenitori ai due angoli frontali; due pistole mitragliatrici MP40 da 7,92 mm complete di guaine protettive in tela grossa di canapa; borse dei caricatori, appese a sostegni orizzontali fissati alle lamiere posteriori del comparto aperto.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k Flakpanzer 38(t) su wwiivehicles.com. URL consultato il 3 marzo 2013.
  2. ^ a b c d e f g h i j Flakpanzer 38(t) su zimmerit.com. URL consultato il 3 marzo 2013.
  3. ^ a b c d Flakpanzer 38(t) su okh.it. URL consultato il 5 marzo 2013.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l Flakpanzer 38(t) su scribd.com. URL consultato il 6 marzo 2013.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l Flakpanzer 38(t) su jexiste.fr. URL consultato il 5 marzo 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jim Winchester, Tanks and Armored Vehicles of World War II, Amber Books Ltd, ISBN 88-7944-840-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]