Goliath (carro armato)

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Goliath
Sd.Kfz. 302/303a/303b
Goliath B1
Goliath B1
Descrizione
Tipo carro armato filoguidato
Equipaggio nessuno
Costruttore Borgward
Data entrata in servizio 4 luglio 1943
Data ritiro dal servizio maggio 1945
Utilizzatore principale Germania Heer
Dimensioni e pesi
Lunghezza 1,6
Larghezza 0,85
Altezza 0,6
Peso 365 kg
Propulsione e tecnica
Motore 1 a benzina o 2 elettrici
Prestazioni
Velocità max 10 km/h
Raggio d'azione 700 m circa Carica esplosiva massima 91 kg

[1]

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Il Goliath o Golia era un piccolo carro armato filoguidato tedesco privo di equipaggio, concepito per lo sminamento e la demolizione di obiettivi fissi tramite il brillamento di una carica esplosiva del peso massimo di 91 kg recata a bordo. Furono prodotti in piccola serie dalla Borgward con la denominazione di "B1", mentre la Wehrmacht li prese in carico come "SdKfz 302". Il mezzo era diviso trasversalmente in due compartimenti principali, ambedue blindati, quello anteriore che ospitava il carico bellico, e quello posteriore, nel quale era custodita una bobina con il cavo per la filoguida, lungo sino a 700 metri. Il minuscolo mezzo corazzato era dotato alternativamente di propulsori monorapporto a benzina od elettrici, con relative batterie di alimentazione. La guida a distanza consentiva esclusivamente di impartire comandi semplicissimi ("a destra", "a sinistra", "esplosione"), ed una volta avviato il mezzo, esso non poteva essere arrestato o diretto in retromarcia. Nel caso del propulsore a benzina la direzione veniva impartita bloccando temporaneamente la trasmissione su un treno di rotolamento, mentre negli esemplari propulsi elettricamente veniva temporaneamente "sganciato" uno dei due motori separati che impartivano il moto.

Fu impiegato per la prima volta dai tedeschi il 4 luglio 1943 durante l'Operation Zitadelle nel settore di Kursk sul fronte orientale durante la seconda guerra mondiale, per aprire varchi nei campi minati gettati dai genieri sovietici: l'esplosione di ciascun carro consentiva di rendere sicura un'area del diametro di circa 45 metri. Furono più tardi impiegati anche a Varsavia, sempre contro obbiettivi fissi. Furono anche utilizzati nella campagna d'Italia, in particolare nel settore di Anzio ove, in mancanza di più adeguati armamenti sufficienti ad opporsi validamente ai mezzi corazzati Alleati, ne venne tentato l'impiego come mezzi anticarro, ottenendo però risultati piuttosto deludenti: la bassa velocità e la scarsa corazzatura li rendevano infatti troppo vulnerabili al fuoco nemico, causandone la distruzione prematura. Vennero impiegati per l'ultima volta in numero consistente sul fronte occidentale, durante lo Sbarco in Normandia, ancora con scarso profitto. Fu quindi utilizzato, sino alla fine del conflitto (alcuni esemplari furono coinvolti nella battaglia di Berlino, anche presso la Porta di Brandeburgo), solo occasionalmente e in piccolo numero.

Note [modifica]

N.B. L'intero testo è basato sull'opera indicata in bibliografia.

  1. ^ Arrigo Petacco, La seconda guerra mondiale, Armando Curcio Editore, Roma, Vol. 4, p. 1398.

Bibliografia [modifica]

  • Arrigo Petacco, La seconda guerra mondiale, Armando Curcio Editore, Roma, Vol. 4, p. 1398.


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