Classe Gabbiano

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Classe Gabbiano
Nave Gabbiano nel 1943 con la pitturazione mimetica
Nave Gabbiano nel 1943 con la pitturazione mimetica
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Naval Ensign of Italy.svg
Tipo corvetta
Numero unità 29
Proprietà Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
Naval Ensign of Italy.svg Marina Militare
Caratteristiche generali
Dislocamento 670
Lunghezza 64,4 m
Larghezza 8,7 m
Pescaggio 2,8 m
Propulsione 2 motori diesel
2 motori elettrici per navigazione silenziosa
2 eliche a 3 pale
Potenza: 3500 hp
Velocità 18 nodi
Equipaggio 52
Armamento
Armamento alla costruzione:

armamento dopo gli ammodernamenti postbellici:

armamento dopo gli ammodernamenti degli anni cinquanta:

  • Scorta antiaerea ai convogli:
    • 3 cannoni AA da 40/56mm
      (1 impianto binato + 1 singolo)
    • 4 lanciabombe Menon corti
    • 1 porcospino Mark 15
    • 4 lanciabombe
    • 2 scaricabombe
  • Scorta antisommergibile dei convogli:
Note
dopo gli ammodernamenti sulle corvette Bombarda e Gabbiano vennero imbarcate le mitragliere Antiaeree da 20/70mm

Marina Militare.it

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Le corvette della classe Gabbiano furono costruite durante il secondo conflitto mondiale quando si verificò la necessità di dover scortare numerosi convogli verso la Libia. Dopo aver fatto fronte a questa necessità utilizzando le navi più disparate, dai cacciatorpediniere di squadra alle vecchie torpediniere della prima guerra mondiale, nel 1941 venne decisa la costruzione di sessanta unità delle corvette classe Gabbiano, adatte alla scorta dei convogli e alla caccia dei sommergibili nemici.

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Navi molto versatili, Queste unità dotate di ecogoniometro e di un potente armamento si rivelarono le migliori e le più moderne tra le navi della Regia Marina. La loro realizzazione venne assegnata a vari cantieri nazionali.

La propulsione, oltre ai motori diesel per la marcia normale, prevedeva due motori elettrici per la marcia silenziosa per consentire alle unità, durante la caccia ai sommergibili, di eseguire la ricerca nella quasi totale assenza di vibrazioni e di sorgenti rumorose rendendo così più facile avvicinarsi all'obbiettivo senza essere scoperti.

Unità[modifica | modifica wikitesto]

Le unità vennero costruite in cinque serie:

  • Serie Gabbiano: Gabbiano, Ardea, Cicogna, Cormorano, Folaga, Gru, Ibis, Marangone, Pellicano, Procellaria, Strolaga, Tuffetto.
  • Serie Ape: Ape, Calabrone, Cavalletta, Cicala, Cocciniglia, Crisalide, Farfalla, Grillo, Libellula, Lucciola, Maggiolino, Vespa.
  • Serie Antilope: Antilope, Alce, Camoscio, Capriolo, Cervo, Daino, Gazzella, Renna, Stambecco.
  • Serie Artemide: Artemide, Berenice, Chimera, Danaide, Driade, Egeria, Euridice, Euterpe, Fenice, Flora, Melpomene, Minerva, Persefone, Pomona, Sfinge, Sibilla, Tersicore, Urania.
  • Serie Scimitarra: Scimitarra, Baionetta, Bombarda, Carabina, Clava, Colubrina, Scure, Spingarda, Zagaglia.

Le unità della Serie Gabbiano avevano nomi di uccelli marini, quelle della serie Ape, nomi di insetti, quelle della serie Antilope nomi di mammiferi, quelle della Serie Artemide nomi mitologici femminili e quelle della Serie Scimitarra nomi di armi.

Delle sessanta unità previste ne entrarono in servizio solo ventinove, tre delle quali furono perdute in guerra e sette catturate dai tedeschi dopo l'armistizio. Altre ventuno vennero catturate ancora in costruzione, completate dai tedeschi e successivamente affondate mentre altre sei unità catturate dai tedeschi non furono ultimate. Altre due unità furono completate nel dopoguerra entrando in servizio nella Marina Militare mentre per due unità la costruzione venne annullata in seguito all'armistizio. Delle sessanta unità ordinate solo ventotto entrarono in servizio negli ultimi dodici mesi di guerra prima dell'armistizio, realizzate oltretutto in un momento difficile per la reperibilità di materiali e componenti, con tre delle unità perdute per cause belliche. Dopo l'armistizio, la costruzione di alcune unità venne annullata, una parte confluì nel regno del Sud collaborando con gli alleati, mentre una parte venne catturata dai tedeschi, molte ancora in costruzione o in allestimento. Per sei delle unità catturate dai tedeschi non fu possibile portare a termine la loro costruzione. Delle unità entrate in servizio con la Kriegsmarine, alcune vennero affondate in scontri navali o in porto in seguito ad attacchi aerei alleati, altre vennero autoaffondate alla fine della guerra dagli stessi tedeschi in ritirata.

Alla fine della guerra sopravvissero le unità che avevano partecipato alla cobelligeranza insieme a quattro recuperate al nord, e ad altre due unità la cui costruzione, sospesa in seguito alle vicende armistiziali, venne ripresa nel dopoguerra, avrebbero continuato la loro vita operativa nella Marina Militare, sottoposte a vari lavori di ammodernamento.

Serie Gabbiano

La Serie Gabbiano venne costruita a Genova dall'Ansaldo nei cantieri di Voltri e Sestri Ponente. Cormorano, Gabbiano, Pellicano e Procellaria vennero costruite a Voltri, le altre a Sestri Ponente.

Unità costruite a Voltri

L'unità capoclasse Gabbiano (C 11 - GB - F 571) venne impostata il 14 gennaio 1942, venne varata il 23 giugno e consegnata il 3 ottobre. Nel dopoguerra, entrata a far parte della Marina Militare, venne sottoposta ad un 1º ciclo di lavori a La Spezia dal 1º gennaio a dicembre 1951 e ad un 2º ciclo di lavori a La Spezia dal 1º dicembre 1954 al 26 maggio 1955. Venne radiata nel 1971.

La corvetta Procellaria (C 12), che venne impostata nel 1942 e nel corso dello stesso anno varata il 4 settembre e consegnata il 29 novembre 1942 14 gennaio 1942, affondò su mine nel Canale di Sicilia il 31 gennaio 1943.

Il Cormorano (C 13 - CO - F 575) impostato nel 1942 e nel corso dello stesso anno varato il 17 novembre venne consegnato alla Regia Marina il 6 marzo 1943. Nel dopoguerra, entrato a far parte della Marina Militare, venne sottoposto ad un 1º ciclo di lavori a La Spezia da giugno a dicembre 1952 e ad un 2º ciclo di lavori a Taranto da aprile a settembre del 1954. Venne radiato nel 1966 nei cantieri di La spezia.

Il Pellicano (C 14 - PE - F 574) impostato il 15 settembre 1942 venne varato il 20 febbraio 1943 e consegnato il 15 aprile 1943. Nel dopoguerra, entrato a far parte della Marina Militare, venne sottoposto ad un 1º ciclo di lavori a Taranto da settembre 1952 a marzo 1953, ad un 2º ciclo di lavori a La Spezia da gennaio a maggio del 1956, ad un 3º ciclo di lavori a Taranto da aprile a settembre 1960 e ad un 4º ciclo di lavori a La Spezia da ottobre 1961 ad aprile 1962. Venne radiata il 1º gennaio 1970.

Unità costruite a Sestri Ponente

La corvetta Cicogna CICOGNA (C 15) impostata nel 1942, varata il 12 ottobre dello stesso anno ed entrata in servizio l'11 gennaio 1943 venne affondata a Messina durante un bombardamento aereo alleato il 24 luglio 1943 e radiata il 18 ottobre 1946.

La corvetta Marangone (C 52) impostata nel 1943, catturata mentre era in allestimento il 9 settembre 1943, completata dai tedeschi, incorporata nella Kriegsmarine e ribattezzata Uj-2223 venne affondata il 16 aprile 1944 durante un bombardamento aereo alleato a Genova e radiata il 20 dicembre 1946.

Ardea, Strolaga e Tuffetto, la cui costruzione era stata avviata nel 1943 vennero catturate in fase di allestimento il 9 settembre 1943 e completate dai tedeschi erano state rinominate Uj-2225 Uj-2224 e Uj-2222 e vennero autoaffondate il 24 aprile 1945 dai tedeschi in ritirata.

La corvetta Folaga (C 16 - FO - F 576) impostata il 15 giugno 1942, varata il 13 novembre dello stesso anno ed entrata in servizio il 16 febbraio 1943 entrata a far parte della Marina Militare è stata sottoposta a un 1º ciclo di lavori a La Spezia da gennaio a maggio 1950 e ad un 2º ciclo di lavori a Taranto da maggio ad agosto 1953 andando in disarmo nel 1965 e radiata il 1º agosto dello stesso anno.

La corvetta Gru (C 18 - GU - F 566) impostata il 6 luglio 1942, varata il 23 dicembre dello stesso anno ed entrata in servizio il 29 aprile 1943 entrata a far parte della Marina Militare è stata sottoposta a un 1º ciclo di lavori a Taranto tra il 1951 e il 1952 e ad un 2º ciclo di lavori a La Spezia nel 1953 andando in disarmo nel 1970 e radiata il 1º agosto 1971.

Nave Ibis impostata sugli scali nel 1942, varata il 12 dicembre dello stesso anno ed entrata in servizio il 3 aprile 1943, entrata a far parte della Marina Militare è stata sottoposta a un 1º ciclo di lavori a La Spezia dal 20 maggio fino ad ottobre del 1950, ad un 2º ciclo di lavori a Taranto dal 16 novembre 1952 al 1º aprile 1953, ad un 3º ciclo di lavori a Taranto dall'8 luglio 1954 al 12 gennaio 1955 andando in disarmo nel 1971 e radiata nel 1972.

Serie Ape

La Serie Ape venne costruita negli stabilimenti Navalmeccanica di Castellammare di Stabia.

La costruzione delle corvette Maggiolino e Cocciniglia venne annullata in seguito all'armistizio.

Nave Ape dopo la trasformazione in nave appoggio incursori

Delle unità completate, l'Ape dopo la guerra prestò servizio nella Marina Militare fino al 1979, mentre la Vespa dopo l'armistizio venne catturata a Pozzuoli l'11 settembre 1943, incorporata nella Kriegsmarine, dove venne rinominata Uj-2221 ed autoaffondata a Genova il 24 aprile 1945.
Le altre unità vennero catturate mentre erano in allestimento o in costruzione. Quando i tedeschi abbandonarono Castellammare di Stabia, le unità in allestimento vennero affondate e quelle in costruzione danneggiate.
Per due di queste, le corvette Crisalide e Farfalla, la costruzione venne portata a termine nel dopoguerra e le due unità entrate a far parte della Marina Militare prestarono servizio fino al 1971.
Per le altre unità che erano Calabrone, Cavalletta, Cicala, Grillo, Libellula e Lucciola, la costruzione non venne ripresa.

Serie Antilope

La Serie Antilope venne costruita nei cantieri OTO di Livorno.

La corvetta Gazzella andò perduta il 5 agosto 1943 saltando su una mina nei pressi dell'isola dell'Asinara.

Antilope e Camoscio vennero catturate dai tedeschi e rinominate Uj-6082 e Uj-6081. La prima venne affondata in un combattimento con le cannoniere inglesi Aphis e Scarab e con il cacciatorpediniere americano Endicott nei pressi di Marsiglia il 17 agosto 1944, il secondo era stato affondato il giorno prima a sud di Tolone dal cacciatorpediniere americano Somers.

Le altre unità catturate mentre erano in costruzione: Alce, Renna, Daino, Cervo e Capriolo, vennero ultimate dai tedeschi ed entrate nella Kriegsmarine, vennero rinominate rispettivamente Uj-6084, Uj-6085, Uj-6087, Uj-6086 e Uj-6083. Renna e Daino vennero affondate nel corso di bombardamenti alleati, mentre Alce, Cervo e Capriolo vennero autoaffondate il 24 aprile 1945 a Genova.

La costruzione della Corvetta Stambecco non venne invece portata a termine.

Serie Artemide

La Serie Artemide venne realizzata negli stabilimenti dei Cantieri Riuniti dell'Adriatico di Monfalcone e Trieste.

La corvetta Minerva; foto autografata dal T.V. Giovanni Romeo

Nel cantiere navale di Monfalcone vennero costruite le corvette Artemide, Berenice, Egeria, Euridice Euterpe, Melpomene, Minerva, Persefone, Tersicore e Urania, mentre al San Marco di Trieste vennero costruite le corvette Chimera, Danaide, Driade, Fenice, Flora, Pomona, Sfinge e Sibilla.

Delle unità complete all'armistizio, le corvette che dopo la guerra fecero parte della Marina Militare, vennero radiate nel 1965 la Pomona, nel 1966 la Driade, nel 1968 la Danaide, nel 1969 la Minerva, nel 1970 la Flora, nel 1971 Sibilla, Urania e Chimera, nel 1975 la Sfinge.
La Berenice venne affondata il 9 settembre 1943 da batterie costiere tedesche mentre era in uscita dal porto di Trieste.
L'Artemide venne catturata mentre eseguiva dei lavori a Livorno e rinominata Uj-2226, Euterpe e Persefone autoaffondate dagli equipaggi italiani, vennero recuperate dai tedeschi e rinominate rispettivamente Uj-2228 e Uj-2227. Queste unità vennero trovate il 25 aprile 1945 affondate, la prima nel porto di Genova, le altre due nel porto della Spezia.
Le corvette Egeria, Melpomene, Tersicore ed Euridice catturate mentre erano in allestimento, furono completate dai tedeschi e rinominate Uj-201, Uj-202, Uj-203 e Uj-204 vennero affondate nel corso di bombardamenti aerei alleati tranne la Melpomene affondata in combattimento insieme alla Spingarda ed alla torpediniera TA 20 ex Audace il 1º novembre 1944 dall'azione di due cacciatorpediniere della Royal Navy della Classe Hunt.

Tra le azioni di guerra prima dell'armistizio, il 14 agosto 1943, durante un pattugliamento nei pressi di Bastia, le corvette Minerva e Euterpe avvistarono il sommergibile inglese HMS Saracen e lo attaccarono utilizzando bombe di profondità. Il Saracen danneggiato fu costretto a riemergere e l'equipaggio inglese, nell'abbandonarlo, lo affondò per evitarne la cattura.

Serie Scimitarra
La corvetta Baionetta
La corvetta Gazzella
La corvetta Pellicano

La Serie Scimitarra venne costruita nei cantieri Breda di Porto Marghera.
Di questa serie, entrarono il servizio nella Regia Marina solo le corvette Baionetta e Scimitarra che dopo la guerra fecero parte della Marina Militare prestando servizio fino al 1971 così come la Bombarda che catturata dai tedeschi e rinominata Uj-206 venne poi recuperata e completata nel dopoguerra prestando servizio fino al 1975.
Delle altre Carabina, Colubrina e Spingarda, completate dai tedeschi e rinominate Uj-207, Uj-205 e Uj-208 vennero affondate a causa di azioni alleate, mentre Scure, Clava, Zagaglia, vennero catturate, ma non furono completate.
Sulla Corvetta Baionetta si imbarcarono il re Vittorio Emanuele III, la Famiglia Reale ed i membri del Governo Badoglio, in fuga da Roma dopo la proclamazione dell'armistizio dell'8 settembre 1943, per recarsi a Brindisi sotto la protezione degli Alleati. La nave entrata in servizio nella Regia Marina nell'estate del 1943, il 17 agosto venne trasferita a Pola per un breve periodo di esercitazioni. Il giorno successivo alla proclamazione dell'armistizio ricevette l'ordine di dirigersi verso Malta in ottemperanza alle clausole armistiziali. Dirottata su Pescara imbarcò il capo del governo, il generale Pietro Badoglio ed il capo di stato maggiore della Marina ammiraglio Raffaele De Courten e diresse poi verso Ortona, dove imbarcò il Re con tutto il suo seguito, per poi recarsi a Brindisi.[1]

La Classe Gabbiano nella Marina Militare[modifica | modifica wikitesto]

Nel dopoguerra, le unità superstiti, entrate a far parte della Marina Militare furono sottoposte ad importanti lavori di modifica particolarmente nell'armamento e vennero sbarcati i motori elettrici. Nel 1947 l'armamento antisom concentrato nella zona poppiera venne sostituito con apparecchiature per il dragaggio, e vennero installate apparecchiature elettroniche relativamente moderne. Ulteriori lavori di ammodernamento vennero fatti successivamente tra il 1952 ed il 1954 e nel corso di questi lavori vennero recuperate e completate anche altre tre corvette della classe: Bombarda, Crisalide e Farfalla. Dopo diversi cambiamenti, vennero divise in due gruppi, di scorta antiaerea ai convogli e di scorta antisommergibile dei convogli.

La corvetta Crisalide

Le corvette Gabbiano e Bombarda vennero armate per la componente contraerea da due cannoni da 40/56mm e due mitragliere da 20/70mm e per la componente antisommergibile da un porcospino quattro lanciabombe e due scaricabombe.

Nave Gabbiano nel 1952 Capo Flottiglia Scuola Comando

Le corvette Ape, Chimera, Cormorano, Danaide, Fenice, Flora, Fogala, Pellicano, Pomona, Sibilla e Sfinge vennero armate per la componente contraerea da quattro cannoni da 40/56mm e per la componente antisommergibile da un porcospino quattro lanciabombe e due scaricabombe.

Le corvette Baionetta, Crisalide, Driade, Farfalla, Gru, Ibis, Minerva, Scimitarra e Urania vennero armate per la componente contraerea da tre cannoni da 40/56mm e per la componente antisommergibile da un porcospino quattro lanciabombe e due scaricabombe.

Le corvette della Classe Gabbiano vennero utilizzate per l'attività addestrativa di squadra, per compiti di pattugliamento, di vigilanza pesca e per l'addestramento al comando dei TT. VV alla scuola di Augusta. Nella loro attività vennero affiancate dalla corvetta Aladarda un ex dragamine britannico e da tre corvette della Classe Antilope, tre ex dragamine di provenienza tedesca che impegnate in vari compiti prima di venire utilizzati come corvette, riprendevano i nomi di tre unità della Classe Gabbiano: Antilope, Daino e Gazzella. Successivamente le unità della Classe Gabbiano vennero affiancate dalle unità della Classe Alcione le prime unità di scorta costruite in Italia nel dopoguerra. Parte delle unità venne posta in disarmo nella seconda metà degli anni sessanta mentre le altre uscirono di scena negli anni settanta con l'entrata in servizio delle corvette della Classe De Cristofaro.

Attualmente tutte le unità della Classe Minerva portano nomi di unità che avevano fatto parte della Classe Gabbiano.

Sigla identificativa e pennant[modifica | modifica wikitesto]

Le Corvette citate erano tutte contrassegnate all'epoca della loro entrata in servizio da un numero preceduto dalla C maiuscola. Il Gabbiano, ad esempio, era contrassegnato C11, l'Ape C25 e così via. Successivamente dopo la seconda guerra mondiale erano contraddistinte da una sigla identificativa di due lettere. Ad esempio la sigla GB contraddistingueva il Gabbiano. Con l'ingresso dell'Italia nella NATO la Marina Militare ha introdotto l'uso della matricola e corvette e fregate sono state contraddistinte dalla sigla F seguita da un numero.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I giorni dell'armistizio

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Marco Griglino, Come riconoscere una corvetta - Metodologie per lidentificazione delle corvette classe “Gabbiano” in Storia Militare, febbraio 2002.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]