Classe Folgore (cacciatorpediniere)

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Classe Folgore
Classe Dardo - II serie
Il cacciatorpediniere Folgore
Il cacciatorpediniere Folgore
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipo cacciatorpediniere
Classe Folgore
Proprietario/a Regia Marina
Cantiere Quarnaro - Fiume
B & S - Napoli
Entrata in servizio 26 aprile 1931
Destino finale Affondata da incrociatori inglesi nel dicembre 1942
Caratteristiche generali
Dislocamento normale: 1.830 t
pieno carico: 2.123
Lunghezza 96 m
Larghezza 9,2 m
Pescaggio 3 m
Propulsione 2 Gruppi di turbine Belluzzo a vapore su 2 assi; tre caldaie Express potenza hp 44.000
Velocità 38,8 nodi nodi
Autonomia 3693 n.mi.
Equipaggio 175
Armamento
Armamento artiglieria:

siluri:

[senza fonte]

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La Classe Folgore, anche nota come la seconda serie della Classe Dardo, composta da quattro unità, era una moderna e veloce classe di cacciatorpediniere italiani, con una struttura simile a quella dei precedenti "Dardo", ma con alcune migliorie, come la doppia stazione di tiro, per ingaggiare teoricamente 2 diversi bersagli con le 2 torrette da Ansaldo 120/50 Mod. 1926, binate, una a poppa, su di una sovrastruttura, e l'altra a prua sul ponte di castello. Caratteristica delle unità costruite, nel cantiere navale del Quarnaro di Fiume, è quella della plancia a forma tondeggiante. Tutte le quattro unità subirono varie migliorie all'armamento, e alla fine fu inserita anche la possibilità di caricare fino a 52 mine.

Unità[modifica | modifica wikitesto]

Folgore[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Folgore (cacciatorpediniere).
Il cacciatorpediniere Folgore

Costruito nei Cantieri Bacini e Scali Partenopei di Napoli entrò in servizio il 1º luglio 1932. Venne affondato nella notte del 2 dicembre 1942 nei pressi della costa settentrionale tunisina all'altezza dei banchi di Skerki. Il Folgore faceva parte, insieme ad altri 2 cacciatorpediniere (Da Recco - caposcorta - e Camicia Nera) e 2 torpediniere (Clio e Procione), della scorta ad un convoglio di rifornimento per l'Africa formato da 3 mercantili italiani (Aventino, Puccini e Aspromonte) e uno tedesco (K.T.1). Alle ore 00:37 del 2 dicembre il convoglio fu attaccato di sorpresa dalle unità della Forza Q (incrociatori Aurora, Argonaut e Sirius - cacciatorpediniere Quentin e Qiuberon) della Royal Navy che affondarono tutti i mercantili e colpirono gravemente anche le unità di scorta. Il Folgore, ingaggiò un furioso combattimento con le soverchianti forze nemiche, prima con i siluri con i quali forse colpiva l'incrociatore Sirius[1], e poi con i cannoni, scatenando una furibonda reazione avversaria: il Folgore fu rapidamente colpito da numerosi proiettili che provocarono gravissimi danni e incendi. Tuttavia la nave proseguì il combattimento fino ad esaurimento delle munizioni, tentando poi di dirigere su Cagliari, ma i danni ricevuti ne provocarono uno sbandamento tale da impedirne la salvezza. Messo in salvo l'equipaggio, il comandante Capitano di Corvetta Ener Bettica si inabissava con la nave alle ore 01:16 del 2 dicembre 1942.

Nella furiosa battaglia del banco di Skerki che costò più di 2200 caduti, solo del Folgore perirono 4 ufficiali, 13 sottufficiali e 107 marinai. Al comandante Bettica, decorato con la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria[2] è stata intitolata una delle unità della Classe Comandanti.

Il cacciatorpediniere Lampo

Lampo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lampo (cacciatorpediniere 1932).

Costruito nei Cantieri Bacini e Scali Partenopei di Napoli entrò in servizio il 13 agosto 1932. Il 16 aprile 1941, nel corso della Battaglia del Convoglio Tarigo, tentò di reagire col lancio di alcuni siluri e poche salve di cannone, dopo di che, centrato più volte, devastato e con 141 uomini uccisi su 205 che componevano l'equipaggio, fu portato ad arenarsi nella secca del banco di Kerkennah venendo successivamente recuperato (11 agosto 1941) e rimesso in servizio (18 maggio 1942). Il 30 aprile 1943, mentre trasportava un carico di 52 tonnellate di munizioni da Taranto a Tunisi, fu colpito da una varie bombe d'aereo e, incendiato, si rovesciò e affondò presso Capo Bon[3] con la morte di 60 dei 213 uomini a bordo[4].

Fulmine[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fulmine (cacciatorpediniere 1932).

Costruito nei Cantieri navali del Quarnaro di Fiume entrò in servizio il 14 settembre 1932, riprendendo il nome del primo cacciatorpediniere italiano. Il 9 novembre 1941, durante la battaglia del convoglio Duisburg, di cui faceva parte della scorta, tentò di reagire ma fu centrato da varie cannonate delle navi della Forza K inglese; immobilizzato, affondò dopo solo dodici minuti[5] con la morte di 141 membri del suo equipaggio[6].

Baleno[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Baleno (cacciatorpediniere).

Costruito nei Cantieri Navali del Quarnaro di Fiume entrò in servizio il 15 giugno 1932. Il 14 giugno 1940 affondò nel golfo di Taranto il sommergibile HMS Odin. Il 16 aprile 1941, durante la battaglia del convoglio Tarigo, tentò di reagire all'attacco portato da quattro cacciatorpediniere nemici al convoglio che stava scortando ma fu subito centrato, con la morte di quasi tutti gli ufficiali, fra cui il comandante, Ten. vasc. Giuseppe Arnaud, e numerosi uomini, e la messa fuori uso di macchine e armamento [1]. Unico ufficiale sopravvissuto, benché gravemente ferito, il direttore di macchina Ten. G.N. Edoardo Repetto di Borgonovo, poi insignito di medaglia al V.M. Il Baleno andò ad incagliarsi sulle secche di Kerkennah; affondò l'indomani, rovesciandosi, a causa dei danni subiti[7]. I superstiti furono solo 37.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giuseppe Fioravanzo, op. cit. pag 159
  2. ^ La motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare al Comandante Ener Bettica sul sito della Marina Militare Italiana
  3. ^ lampo
  4. ^ Gianni Rocca, Fucilate gli ammiragli. La tragedia della Marina italiana nella seconda guerra mondiale, p. 278
  5. ^ Il convoglio Duisburg
  6. ^ Sistema Punteria Corazzate Littorio - Betasom - XI Gruppo Sommergibili Atlantici
  7. ^ Giorgio Giorgerini, La guerra italiana sul mare. La marina fra vittoria e sconfitta 1940-1943, p. 463

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Erminio Bagnasco, M. Brescia, Cacciatorpediniere classi “Freccia/Folgore”, “Maestrale” e “Oriani”, Parma, Albertelli, 1997.
  • Aldo Cocchia. Convogli. Un marinaio in guerra 1940-1942. Milano, Mursia, 2004. ISBN 88-425-3309-2
  • Giuseppe Fioravanzo. La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. VIII: La Guerra nel Mediterraneo – La difesa del Traffico coll'Africa Settentrionale: dal 1º ottobre 1942 alla caduta della Tunisia. Roma, Ufficio Storico della Marina Militare ,1964
  • Giorgio Giorgerini. La battaglia dei convogli in Mediterraneo. Milano, Mursia, 1977.
  • Luis de la Sierra. La guerra navale nel Mediterraneo: 1940-1943. Milano, Mursia, 1998. ISBN 88-425-2377-1

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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