Classe CB

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Classe CB
Il Caproni CB
Il Caproni CB
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipo sommergibile tascabile
Proprietà Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
Cantiere Caproni
Entrata in servizio a partire dal 1941
Caratteristiche generali
Dislocamento 36 / 45
Lunghezza 15,00 m
Larghezza 3,00 m
Pescaggio 2,10 m
Profondità operativa 55 m
Propulsione 90 hp diesel / 100 hp elettrico
Velocità in immersione: 5 nodi - in emersione 7 nodi
Autonomia in emersione 1.400 miglia a 5 nodi - in immersione 50 miglia a 3 nodi
Equipaggio 4 uomini
Armamento
Armamento 2 siluri da 450 mm

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La classe CB fu una serie di sommergibili tascabili progettati dalla Caproni e costruiti a partire dal 1940 soprattutto allo scopo di difesa dei porti e di lotta antisommergibile.

Costruiti in 22 esemplari, ben si comportarono durante la seconda guerra mondiale operando sia in basi nazionali che nelle basi sul Mar Nero; proprio quelli di stanza in quest'ultima base il 30 agosto 1944 furono requisiti dall'URSS nella cui marina rimasero in servizio fino al 1955. Nel Norditalia intanto l'RSI conferma l'ordine di 50 Caproni CB da utilizzare nell'alto Adriatico. La produzione industriale riuscì a fornire solo dieci battelli. Le perdite di questi mezzi fu elevata soprattutto per l'uso improprio del mezzo, nato per operazioni di commando in ambito costiero, si trovò ad operare come vero e proprio sommergibile.

Una delle unità alla fine del conflitto viene requisita nel porto di Pola dall'esercito iugoslavo e incluso nella propria marina con il nome di P901 Malisan. Questo battello verrà radiato nel 1950 ed è attualmente conservato presso il Museo delle Scienze e delle Tecniche di Zagabria.

Il Caproni CB22 fu catturato dagli Alleati a Trieste alla fine del conflitto, per qualche anno rimase abbandonato sulla banchina del porto, finché nel 1950 fu trasferito nel Museo della Guerra di Trieste, dove è tuttora esposto.

I "CB" della Regia Marina[modifica | modifica wikitesto]

Un sommergibile della classe CB in Crimea, 1942.

Nel 1942 con i primi sei minisommergibili della classe CB operativi (CB.1, CB.2, CB.3, CB.4, CB.5 e CB.6) la Regia Marina predispone la Prima Squadriglia CB che avrebbe dovuto avere come base Taranto. Ma nel maggio 1942 i sei CB sono invece trasportati via treno a Jalta sul Mar Nero. Il loro scopo è di contrastare i rifornimenti russi verso la città di Sebastopoli, assediata dai tedeschi.

I sommergibili, sotto il comando della IV Flottiglia MAS, evidenziano la loro capacità nella lotta antisom, affondando tra giugno ed agosto 1942 due sommergibili sovietici, lo " SC-213 " di 586 t., e lo " S-32 "di 840 t.).

Il battello CB.5, colpito nel porto di Jalta da un siluro lanciato da una motosilurante sovietica, sarà l'unico minisommergibile italiano perduto in quella prima estate di guerra nel Mar Nero.

Dopo la caduta di Sebastopoli, nell'agosto 1942, i cinque CB vennero trasferiti da Jalta a Costanza, dove esisteva una base navale più attrezzata.

Nel 1943 furono quindi assegnati alla Decima Flottiglia MAS. Questi cinque sommergibili dovevano rientrare in Italia ed unirsi alle unità della Seconda Squadriglia CB, "CB.7", "CB.8", "CB.9", "CB.10", "CB.11" e "CB.12") che difendevano il porto di Taranto. Rimangono, comunque, operativi nel Mar Nero e il 28 agosto 1943 il "CB.4" coglie l'ultimo successo di un sommergibile italiano nella seconda guerra mondiale, affondando il sommergibile sovietico " SC-207 " di 586 t.

Alla data dell'8 settembre i cinque CB nel Mar Nero sono requisiti dai Tedeschi, mentre i battelli della Seconda Squadriglia CB si consegnano agli alleati a Taranto, ad esclusione del "CB 7" che danneggiato, è bloccato nel porto di Pola.

Mentre per i cinque CB passati nelle forze cobelligeranti la guerra è terminata l'8 settembre 1943 (infatti non saranno mai impegnati dagli Alleati e nel 1948 verranno demoliti), per i CB della Decima Flottiglia MAS la guerra durerà fino alla prima settimana del maggio 1945.

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