Classe Carlo Bergamini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Classe Carlo Bergamini
Fregata bergamini.jpg
Descrizione generale
Naval Ensign of Italy.svg
Tipo Fregata
Classe Carlo Bergamini
Caratteristiche generali
Dislocamento 1526
Lunghezza 94 m
Larghezza 11,4 m
Pescaggio 3,1 m
Propulsione 4 motori diesel
2 eliche
Potenza 16.800 HP
Velocità 26 nodi
Autonomia 5240 miglia a 18 nodi
Equipaggio 167
Armamento
Armamento artiglieria alla costruzione:
  • 3 cannoni da 76/62mm MMI

armamento antisommergibile:

Mezzi aerei 1 elicottero ASW
Note
Il cannone poppiero da 76/62mm MMI è stato rimosso per permettere l'allungamento del ponte di volo

[senza fonte]

voci di navi presenti su Wikipedia

La classe Carlo Bergamini della Marina Militare Italiana era composta da quattro unità, inizialmente classificate come corvette veloci e successivamente classificate fregate. Sono state le prime unità di scorta al mondo a poter imbarcare e ricoverare un elicottero antisommergibile.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il disegno della parte immersa della prua era conforme allo stile degli anni quaranta, con un arrotondamento pronunciato, mentre la poppa era squadrata invece che affusolata, secondo una concezione ancora attuale. La propulsione era motori diesel con le sale motori che scaricano su un unico fumaiolo.

Questa classe era concepita inizialmente per il supporto ad un elicottero leggero con un piccolo hangar telescopico, costituito da una gabbia in tela con una intelaiatura scorrevole che, quando estesa, occupava parte del ponte e veniva ripiegata durante le operazioni di volo. In esso poteva trovare alloggio un elicottero leggero, inizialmente era l'AB 47J e successivamente l'Agusta A106, all'epoca sperimentale. Abortito il progetto A106, le unità imbarcarono gli Agusta-Bell AB212 in configurazione antisommergibile.

L'armamento originario era costituito da tre cannoni da 76/62mm tipo MMI, un lanciabombe anti- sommergibili e sei tubi lanciasiluri in due impianti tripli. Successivamente il cannone poppiero venne rimosso per permettere l'allungamento del ponte di volo dell'elicottero.

Le fregate Rizzo e Bergamini


Le unità[modifica | modifica wikitesto]

Le quattro unità portavano i nomi di altrettanti famosi marinai della Regia Marina decorati di Medaglia d'oro al valor militare e sono state costruite a Castellammare di Stabia e a Monfalcone.

Carlo Bergamini (F 593)[modifica | modifica wikitesto]

Unità capoclasse è stata costruita nei cantieri Cantieri Riuniti dell'Adriatico di Monfalcone. Lo scafo è stato impostato il 19 luglio 1959 e la nave varata il 16 giugno 1960 e completata il 23 giugno 1962 è stata in servizio nella Marina Militare Italiana sino al 1983 quando venne posta in disarmo.

La nave portava il nome dell'ammiraglio Carlo Bergamini comandante nella Squadra Navale morto nell'affondamento della corazzata Roma il 9 settembre 1943 giorno seguente l'armistizio. Il motto della nave era: Fortiter ac fedeliter (fortemente e fedelmente).[1]

Virginio Fasan (F 594)[modifica | modifica wikitesto]

Costruita negli stabilimenti Navalmeccanica di Castellammare di Stabia, il suo scafo venne impostato il 6 marzo 1960 e l'unità varata il 9 ottobre dello stesso anno completata il 10 ottobre 1962, è stata in servizio nella Marina Militare Italiana sino al 1990, quando venne posta in disarmo.

L'unità portava il nome del Capo Meccanico di 3ª Classe pluridecorato Virginio Fasan, morto nell'affondamento del cacciatorpediniere Vivaldi nei fatti che seguirono l'armistizio dell'8 settembre 1943. Il motto della nave era: In aleis strenua - in pugna invicta (valorosa nei rischi - invincibile in battaglia).[1]

La fregata Margottini
La fregata Fasan


Carlo Margottini (F 595)[modifica | modifica wikitesto]

Costruita nel Cantiere navale di Castellammare di Stabia, il suo scafo venne impostato il 26 maggio 1957 e l'unità varata il 12 giugno 1960 e completata il 5 maggio 1962, è stata in servizio nella MMI sino al 1988, quando venne posta in disarmo.

La nave portava il nome del Capitano di Vascello Carlo Margottini, pluridecorato, morto il 12 ottobre 1940 in azione nel canale di Sicilia al largo di Capo Passero al comando del cacciatorpediniere Artigliere nel corso di uno scontro notturno. Il motto della nave era: Per undas ad hostem (per i mari in cerca del nemico).[1]

Luigi Rizzo (F 596)[modifica | modifica wikitesto]

Costruita a Castellammare di Stabia, il suo scafo venne impostato il 26 maggio 1957 e la nave, varata il 3 marzo 1960 e completata il 15 dicembre 1961, è stata nel 1980 la prima unità della classe ad essere posta in disarmo.

La nave portava il nome del Capitano di Corvetta Luigi Rizzo, comandante di MAS, decorato con due Medaglie d'oro al valor militare nel corso della prima guerra mondiale, autore della beffa di Buccari e dell'affondamento delle corazzate Wien e Szent Istvan. Il motto della nave era: In hoc nomine victoria (in questo nome è la vittoria).[1]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d I motti delle navi italiane, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1962, pp.20.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]