Bristol Bolingbroke

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Bristol Bolingbroke
Bristol Type 142M Bolingbroke ExCC.jpg
Descrizione
Tipo aereo da pattugliamento marittimo
Equipaggio 3
Costruttore Regno Unito Bristol Aeroplane Company
Canada Fairchild Aircraft Ltd.
Data primo volo 14 settembre 1939
Data entrata in servizio 15 novembre 1939
Utilizzatore principale Canada Royal Canadian Air Force
Esemplari 626
Sviluppato dal Bristol Blenheim
Dimensioni e pesi
Lunghezza 13,03 m
Apertura alare 17,17 m
Superficie alare 43,6 m²
Carico alare 143 kg/m²
Peso a vuoto 4.470 kg
Peso carico 6.250 kg
Propulsione
Motore 2 motori radiali Bristol Mercury XV da nove cilindri raffreddati ad aria
Potenza 685 kW a 2.820 m ciascun motore
Prestazioni
Velocità max 464 km/h a 4.570 m
Velocità di crociera 322 km/h
Velocità di salita 7,5 m/s
Autonomia 2.995 km a 274 km/h
Quota di servizio 8.230 m
Armamento
Mitragliatrici 1 Browning calibro .303 fissa sul muso e 1 dello stesso tipo mobile nella torretta dorsale. Nella versione IVT le due mitragliatrici erano montate in una torretta Bolton Paul Type C[1]
Bombe 2 da 500 libbre o 4 da 250 libbre

Dati tratti da War Planes of the Second World War[2] salvo diversamente specificato

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Il Bristol Bolingbroke è stato un aereo da pattugliamento marittimo bimotore costruito dalla canadese Fairchild Aircraft Ltd. (sussidiaria della Fairchild Aircraft) tra gli anni trenta e quaranta. Fu impiegato esclusivamente dalla Royal Canadian Air Force durante la seconda guerra mondiale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto del Bolingbroke scaturì dalla specifica G.24/35 del 1935 emanata dal ministero dell'aria britannico che chiedeva un bombardiere leggero o un ricognitore con cui rimpiazzare l'Avro 652A Anson.[3] La Bristol Aeroplane Company propose un progetto, il Type 149, derivato dal Blenheim Mk I, dotato di motori Bristol Aquila. Mentre il ministero rigettò la proposta, la Bristol continuò il suo lavoro sul Blenheim Mk I in versione ricognitore, su cui vennero installati motori Bristol Mercury VIII[4] e il cui muso allungato era stato modificato per garantire la visibilità al pilota in fase di decollo e atterraggio.[3]

La maggiore autonomia che i motori Mercury fornivano all'aereo suscitò l'interesse dell'aeronautica militare canadese (Royal Canadian Air Force, RCAF) e, di conseguenza, la Fairchild Aircraft Ltd. (sussidiaria della Fairchild Aircraft) iniziò la produzione del Blenheim Mk IV, a cui diede il nome di "Bolingbroke", presto soprannominato "Bolly". Dopo alcuni esemplari costruiti dietro specifiche richieste britanniche (Bolingbroke Mk I), uscirono dalle fabbriche della Fairchild i primi Mk IV, dotati di equipaggiamento di origine canadese e statunitense. Seguirono quindi le sottoversioni Mk IVW[5] e Mk IVT, quest'ultima la più prodotta.[6] Il totale della produzione ammontò a 626 esemplari.[6] Rimase comunque il problema della scarsa potenza dei motori, che obbligò a ridurre il carico massimo a 500 libbre di bombe.[7]

Un Bolingbroke IV esposto al British Columbia Aviation Museum di Victoria (Canada)

La maggior parte degli Mk IV venne usata dalla RCAF, tra il 1940 e il 1944, sui cieli delle coste atlantiche e pacifiche del Canada. Due squadroni parteciparono anche alla campagna delle Isole Aleutine in Alaska. Gli Mk IVT trovarono largo impiego nei reparti addestrativi che seguivano il "British Commonwealth Air Training Plan", un programma di addestramento dei piloti comune a tutto il Commonwealth britannico.[8]

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Bolingbroke Mk I: pattugliatore marittimo bimotore propulso da due motori radiali Bristol Mercury VIII, con equipaggiamento di produzione britannica. 18 esemplari costruiti.[9]
  • Bolingbroke Mk II: prototipo dell'Mk IV; conversione di cinque Mk I con equipaggiamento statunitense.[10]
  • Bolingbroke Mk III: conversione del sedicesimo Mk I costruito in idrovolante con pattini della Edo Aircraft Corporation.[10][11]
  • Bolingbroke Mk IV: pattugliatore marittimo bimotore fornito di pattini anti-ghiaccio e di un gommone, equipaggiamento con materiale statunitense e canadese e propulso da due Bristol Mercury XV. 134 esemplari costruiti.[12]
  • Bolingbroke Mk IVW: sottoversione dell'Mk IV spinta da due motori radiali Pratt & Whitney SB4G Twin Wasp junior da 615 kW ciascuno. Tale modifica fu attuata per sopperire a un'eventuale carenza di motori Mercury, che in effetti non ci fu. Date le prestazioni inferiori rispetto alle versioni con motori Mercury, ne vennero costruiti solo 15.[12][1]
  • Bolingbroke Mk IVC: esemplare unico, sottoversione dell'Mk IV con motori Wright R-1820 che non necessitavano di carburante ad alto numero di ottani.[13]
  • Bolingbroke Mk IVT: aereo da addestramento multiruolo. Ne vennero costruiti 350 con motori Mercury XV e 170 con Mercury XX a basso numero di ottani, per un totale di 457 aerei usciti dalle fabbriche. Un ulteriore ordine di 51 macchine venne cancellato,[14] 6 montarono i doppi comandi, e altri 89 vennero convertiti nella versione Mk IVTT Target Tug (traino bersagli) con l'aggiunta di un verricello nella parte posteriore della cabina di pilotaggio e l'alloggiamento nella stiva delle ancore galleggianti da trainare come bersagli.[15]

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Canada Canada

  • Royal Canadian Air Force
    • Squadroni operativi dell'Home War Establishment (HWE)
      • No. 8 Squadron RCAF - Bolingbroke Mk I e Mk IV (dicembre 1940 - agosto 43)[16]
      • No. 115 Squadron RCAF - Bolingbroke Mk I (agosto - dicembre 1941) e Mk IV (novembre 1941 - agosto 1943)[17]
      • No. 119 Squadron RCAF - Bolingbroke Mk I (agosto 1940 - agosto 1941), Mk IVW (agosto - novembre 1941) e Mk IV (novembre 1941 - giugno 1942)[18]
      • No. 147 Squadron RCAF - Bolingbroke Mk I e Mk IV (luglio 1942 - marzo 1944)[19]
      • No. 13 (OT) Squadron RCAF[20] - Bolingbroke Mk IV (ottobre 1941 - giugno 1942)[21]
      • No. 121 (K) Squadron RCAF[22] - Bolingbroke Mk IVTT (Target Tug) (agosto 1942 - maggio 1944)[23]
      • No. 122 (K) Squadron RCAF - Bolingbroke Mk IVTT (Target Tug) (agosto 1942 - settembre 1945)[24]
      • No. 163 (AC) Squadron RCAF[25] - Bolingbroke Mk IV (marzo - giugno 1943)[26]
    • Bombing and Gunnery Schools (esclusivamente Bolingbroke IVT)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Molson, Taylor 1982, p. 122.
  2. ^ Green 1967, p. 67.
  3. ^ a b Mondey 1996, p. 52.
  4. ^ Molson, Taylor 1982, p. 120.
  5. ^ Vincent 2009, p. 40
  6. ^ a b Vincent 2009, p. 23.
  7. ^ Vincent 2009, p. 42.
  8. ^ Vincent 2009, pp. 23-24.
  9. ^ Green 1967, pp. 62-63.
  10. ^ a b Green 1967, p. 64.
  11. ^ Green 1967, pp. 4-5.
  12. ^ a b Green 1967, pp. 64-65.
  13. ^ Green 1967, pp. 65-66.
  14. ^ Green 1967, pp. 66-67.
  15. ^ Green 1967, pp. 352-353 e 364-372.
  16. ^ Kostenuk, Griffin 1977, pp. 29-30.
  17. ^ Kostenuk, Griffin 1977, pp. 47-48.
  18. ^ Kostenuk, Griffin 1977, pp. 53-54.
  19. ^ Kostenuk and Griffin, 1977, p. 65
  20. ^ La sigla "OT" sta per "Operational Training", addestramento operativo.
  21. ^ Kostenuk, Griffin 1977, p. 36.
  22. ^ La sigla "K" stava a indicare uno squadrone ausiliario.
  23. ^ Kostenuk, Griffin 1977, p. 56.
  24. ^ Kostenuk, Griffin 1977, p. 57.
  25. ^ La sigla "AC" sta per "Army Co-operation", cooperazione con l'esercito.
  26. ^ Kostenuk, Griffin 1977, p. 69.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) William Green, War Planes of the Second World War, Volume Seven: Bombers and Reconnaissance Aircraft, Londra, Macdonald, 1967, ISBN non esistente.
  • (EN) J.A. Griffin, Canadian Military Aircraft Serials & Photographs 1920 - 1968, Ottawa, Queen's Printer, 1969, ISBN non esistente.
  • (EN) S. Kostenuk, J. Griffin, RCAF Squadron Histories and Aircraft: 1924–1968, Toronto, Samuel Stevens, Hakkert & Company, 1977, ISBN 0-88866-577-6.
  • (EN) Ken M. Molson, Harold A. Taylor, Canadian Aircraft Since 1909, Stittsville, Ontario, Canada's Wings, Inc., 1982, ISBN 0-920002-11-0.
  • (EN) David Mondey, The Hamlyn Concise Guide to American Aircraft of World War II, Londra, Aerospace Publishing Ltd, 1996, ISBN 0-7858-1361-6.
  • (EN) Carl Vincent, Canadian Aircraft of WWII in AviaDossier No. 1, Kitchener, Ontario, SkyGrid, 2009, ISBN 978-0-9780696-3-6.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]