Võ Nguyên Giáp

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Vo Nguyen Giap
Giap.jpg
Nato An Xá
25 agosto 1911
Morto Hanoi
4 ottobre 2013
Dati militari
Grado Flag of North Vietnam 1945-1955.svg Flag of Vietnam.svg
Generale
Guerre Seconda guerra mondiale
Guerra d'Indocina
Guerra del Vietnam
Guerra cambogiana-vietnamita
Battaglie Battaglia di Dien Bien Phu
Offensiva del Tet
Nemici storici Impero Giapponese, Francia, Vietnam del Sud, Cambogia e USA
Innovazioni Tattiche di guerriglia

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Võ Nguyên Giáp (An Xá, 25 agosto 1911Hanoi, 4 ottobre 2013) è stato un militare, politico e scrittore vietnamita. Fu il capo militare del Viet Minh di Ho Chi Minh e dell'Esercito Popolare Vietnamita (PAVN) nella Repubblica Democratica del Vietnam.

Brillante tattico e stratega in campo militare[1], Giap comandò le forze Viet Minh che liberarono il Vietnam dal dominio coloniale francese nella Guerra d'Indocina. Come comandante del PAVN del Vietnam del Nord combatté le forze statunitensi e sudvietnamite nella Guerra del Vietnam. Dopo la riunificazione, prestò servizio come Ministro della Difesa vietnamita e in seguito come Vice Primo Ministro.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Giap nacque nella provincia di Quang Binh, una regione povera del Vietnam centrale, all'epoca inglobata nell'Indocina francese. Il padre, un contadino, aveva deciso di far studiare i figli e lavorò duramente perché potessero frequentare una scuola privata a Hue, dove Giáp conobbe Phan Boi Chau che gli trasmise le prime idee politiche. In quel periodo lesse anche gli opuscoli di Ho Chi Minh. Andò ad Hanoi dove si diplomò al liceo Albert Sarraut. I francesi insegnavano a uomini come Vo Nguyen Giáp a diventare francesi, perché educassero i loro compatrioti, ma la difficoltà era che mentre gli insegnanti parlavano di libertà, eguaglianza e fraternità, il governo francese non applicava questi principi ai vietnamiti[2].

Nel 1933 si iscrisse all'Università di Hanoi, dove si laureò in legge, e dove ebbe le prime esperienze di studio sulle opere di Karl Marx, di Friedrich Engels e sulle campagne militari napoleoniche. Entusiasmato da tali letture, decise di aderire al comunismo e poco dopo si iscrisse al Partito Comunista Indocinese, fondato da pochissimo.

Giáp (a sin.) e Ho Chi Minh nel 1942, in uno scatto di un ufficiale statunitense.

Nel 1939, anno in cui il Partito Comunista Indocinese fu messo al bando dalle autorità filo-giapponesi, Giáp riparò in Cina. Qui favorì l'alleanza tra Mao Zedong e Ho Chi Minh (capi dei rispettivi partiti comunisti in Cina e in Indocina) e ottenne aiuti militari. Nel 1940 Ho Chi Minh gli affidò l'incarico di curare l'organizzazione del Vietminh. Giap reclutò i capivillaggio nel Vietnam settentrionale e addestrò un esercito di guerriglieri[3].

Tornò in patria nel 1945 contribuendo alla sconfitta militare dell'Impero giapponese: affrontò i nipponici a Hanoi e li sconfisse nettamente, liberando la città. Dal 1946 al 1953 si diede al perfezionamento di particolari tecniche e strategie di guerriglia, diventando un maestro di tale forma di combattimento. Vo Nguyen Giàp diceva: Se il nemico attacca noi ci ritiriamo; se il nemico si ritira, noi attacchiamo[4].

Divenuto comandante supremo dell'esercito vietnamita, e assoluto capo dei Vietminh, guidò sia le operazioni militari, sia le ribellioni contro le forze coloniali francesi in Vietnam. La guerra d'Indocina finì nel 1954, con il pieno successo di Giap, che condusse alla vittoria finale le sue armate nella battaglia di Dien Bien Phu.

Successivamente, sempre come comandante dell'esercito Vietminh, fu impegnato nella guerra del Vietnam. Il generale Giap era abile stratega militare, teorico e pratico, morale nella lotta compiuta contro il colonialismo francese e contro l'imperialismo americano. Aveva fatto propria l'esperienza rinascimentale europea, napoleonica e l'esperienza maoista applicata nella specificità della situazione vietnamita[5]. Diceva che per un successo militare, oltre al processo dialettico a lunga scadenza, non bisognava lasciarsi sfuggire quello che divenne una parola chiave della sua concezione, il «momento favorevole» («thời cơ thuận lợi») per un'azione, che potesse essere potenziato da spregiudicate iniziative politiche, in una personale elaborazione dottrinale in cui strategia, propaganda e politica, erano sempre inscindibilmente legate, in qualunque azione militare da lui concepita.[6]. Nel conflitto del Vietnam sconfisse ripetutamente sia l'esercito del Vietnam del Sud, sia le forze armate americane. Nel 1967, organizzò minutamente l'Offensiva del Têt.

Per i dirigenti del movimento di liberazione del Vietnam, il motore del mutamento politico non era la guerra ma il rendere evidente a tutti che la via da loro intrapresa era la sola, vera e unica via naturale per tutto il popolo vietnamita[7]. Vo Nguyen Giàp fondava tutta la propria strategia militare su una analisi dei problemi politici[8].

Dopo la morte di Ho Chi Minh, avvenuta ad Hanoi nel 1969, i guerriglieri comunisti Vietcong lo candidarono alla presidenza della Repubblica, ma egli si accontentò del ruolo di ministro della Difesa, carica che peraltro ricopriva già dal 1945. Favorevole a un comunismo non dittatoriale, ebbe un ruolo chiave nella deposizione del leader della Cambogia, Pol Pot.

Personaggio simbolo del comunismo asiatico, appoggiò l'ascesa e l'opera politica di Le Duan, ma alla sua morte non fu ostile a una manovra riformista. Nel 1980 si dimise dall'incarico di ministro, restando però un personaggio chiave del politburo del nuovo Partito Comunista Vietnamita. Nel 1982, per motivi di età e di salute, rinunciò a ogni carica politica e si ritirò a vita privata, rimanendo però un solido punto di riferimento per i giovani vietnamiti che si affacciavano alla politica.

Vo Nguyen Giap è autore di scritti di memorie autobiografiche. Tra le sue opere principali, tutte dedicate alle sue operazioni belliche, si ricordano Grande vittoria, grande operazione (1947, sulla Seconda guerra mondiale), Dien Bien Phu (1955, sulla lotta indipendentista contro la Francia), La strategia del partito Laodong nel 1965 e Liberazione e lotta di classe (contenuti nell'antologia Il Vietnam vincerà, pubblicata nel 1968 a cura di Enrica Collotti Pischel[9]), Ancora una volta vinceremo (1970, sulla Guerra del Vietnam), La guerra e la politica (1974, un'antologia di suoi scritti a cura di Emilio Sarzi Amadé) e Masse armate ed esercito regolare (Sandro Teti Editore, 2011).

È morto il 4 ottobre 2013, all'età di 102 anni, in un ospedale di Hanoi dove era ricoverato dal 2009[10].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il Generale Giap. Storia in. Articolo. Carlo F. Batà.
  2. ^ Fitzgerald, op. cit. pag. 61.
  3. ^ Karnow, op. cit. pag. 55.
  4. ^ Fitzgerald, op. cit. pag. 375.
  5. ^ Pischel, op. cit. pag. 108.
  6. ^ (FR) La ligne politique et militaire de notre Parti. Vo Nguyen Giap. Etudes Vietnamiennes n. 7. 1965.
  7. ^ Fitzgerald, op. cit. pag. 27.
  8. ^ Fitzgerald, op. cit. pag. 255.
  9. ^ Bibliografia Einaudi di Enrica Collotti Pischel. Einaudi. Libri. Autore.
  10. ^ Vietnam, morto generale Giap: sconfisse Francia e Usa. Aveva 102 anni, un mito per il '68 Lapresse.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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