Bristol Blenheim

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Bristol Blenheim
Bristol Blenheim IV
Bristol Blenheim IV
Descrizione
Tipo bombardiere leggero
Equipaggio 3
Progettista Frank Barnwell
Costruttore Regno Unito Bristol
Data primo volo 12 aprile 1935
Data entrata in servizio 1939
Data ritiro dal servizio 1942
Utilizzatore principale Regno Unito RAF
Altri utilizzatori Australia RAAF
Canada RCAF
Sudafrica SAAF
Altre varianti Bristol Bolingbroke
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 12,98 m (42 ft 7 in)
Apertura alare 17,17 m (56 ft 4 in)
Altezza 4,57 m (15 ft 0 in)
Superficie alare 43,57 (469,0 ft²)
Peso a vuoto 4 211 kg (9 823 lb)
Peso carico 6 577 kg (14 500 lb)
Peso max al decollo 6 804 kg (15 000 lb)
Capacità combustibile 2 125 l (561 gal)
Propulsione
Motore due Bristol Mercury XV a nove cilindri stellari raffreddati ad aria
Potenza 905 hp al decollo
995 hp a 2 189 m (9 250 ft)
Prestazioni
Velocità max 428 km/h (266 mph)
Velocità di crociera 354 km/h (220 mph)
Velocità di salita 547 m al minuto (1 500 ft al minuto)
Autonomia 2 350 km (1 460 mi)
Tangenza 9 200 m (30 180 ft)
Armamento
Mitragliatrici Da 2 a 5 mitragliatrici calibro .303 British (7,7 mm)
Bombe fino a 599 kg (1 320 lb)
Note dati riferiti alla versione IV

i dati sono estratti da Aerei della seconda guerra mondiale[1] e da "Storia dell'aviazione"[2]

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Il Bristol Blenheim era un bombardiere leggero utilizzato durante gli anni 1937-1942 in tutte le campagne belliche condotte dai britannici e dagli altri paesi appartenenti al Commonwealth. Monoplano e bimotore, venne prodotto in migliaia di esemplari essenzialmente in Inghilterra dalla Bristol Aeroplane Company nelle fabbriche di Chadderton, Filton e Bristol e, su licenza, anche in altri paesi.

Nonostante fosse tecnicamente un apparecchio eccellente, il Blenheim tradì sempre la sua derivazione da un aereo civile, in particolare per la mancanza di robustezza e per l'insufficiente capacità di carico offensivo. Tuttavia svolse un utile servizio prima di venire sostituito dal De Havilland Mosquito e dal Douglas Boston.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del Blenheim derivano da un aereo civile, il Bristol type 135 del magnate lord Harold Harmsworth, I visconte Rothermere, che (battezzato "Aquila") si trasformò nel prototipo sei posti Bristol denominato dall'azienda Type 142; realizzato nel 1935, l'aereo aveva impressionato la Royal Air Force (RAF) poiché era più veloce di qualunque biplano da caccia in servizio operativo e di poco inferiore ai più recenti tipi di caccia monoplano della Luftwaffe, l'aeronautica tedesca. Il primo aereo volò per la prima volta a Filton il 12 aprile 1935.

Da questo esemplare scaturì una richiesta del 1935 per un bombardiere leggero, il primo prototipo del quale volò nel giugno 1936. Nell'agosto dello stesso anno il Ministero dell'Aeronautica britannico ordinò quindi i primi centocinquanta esemplari della versione militare, nota come Blenheim I, il primo dei quali fu consegnato in novembre. Nel marzo 1937 il nuovo apparecchio prese servizio nella RAF e ne furono costruiti 1 134 prima che il modello venisse sostituito con il Blenheim IV. Alla fine del 1938 l'aviazione britannica espresse la necessità di un caccia notturno specializzato e le prestazioni del Blenheim sembrarono adatte a questo ruolo. Nacque così il Blenheim I F, che entrò in servizio nel dicembre 1938.

Per migliorare l'inadeguato armamento difensivo e lo spazio insufficiente per l'ufficiale di rotta fu sviluppata la versione Mk IV, che apparve nel secondo semestre del 1938 ed entrò in servizio nel marzo del 1939. Dopo la realizzazione di ottanta di questi esemplari, venne costruita anche la versione denominata Blenheim IV L, con migliorie al serbatoio del carburante. Ne fu realizzata anche una versione da caccia.

In tutto furono costruiti 3 297 Blenheim IV. Ritirato dalla prima linea in Europa nell'agosto 1942, il Blenheim continuò ad essere usato in missioni di guerra nell'Africa settentrionale e in Estremo Oriente[2]

Evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Complessivamente, dal luglio 1936 fino all'introduzione della successiva variante, la produzione del Blenheim I fu di 1 280 esemplari, dei quali 250 costruiti dalla Avro nella fabbrica di Chadderton e 336 dalla Rotes a Speke e Blythe Bridge, mentre i restanti furono montati a Filton e a Bristol.

I primi Blenheim raggiunsero i reparti nel marzo 1937 (fu lo Squadron nº 114 di Wyton a ricevere il primo bimotore) e alla prima commessa per 150 esemplari ne seguì un'altra per quasi 434.

Uno dei Blenheim I di serie era stato messo da parte sin dal 1937 per la trasformazione in prototipo "Bolingbroke", derivato dal Type 149 e adottato dalla Royal Canadian Air Force con l'inizio del British Commonwealth Air Training Plan, un programma di addestramento dei piloti comune a tutto il Commonwealth. La produzione di questa versione, detta anche "Canadian Bolingbroke", fu affidata alla Fairchild Aircraft di Longueil, fuori Montréal. Rapidamente soprannominato "Boly", l'aereo prestò servizio sui cieli delle coste atlantiche e pacifiche canadesi, e ne furono costruiti circa 150 esemplari. L'inconsueto muso corto del Blenheim venne sostituito nel "Bolingbroke" da una prua allungata con il posto di pilotaggio avanzato di circa un metro.

Blenheim II

Nel 1938, anno in cui il progettista del Blenheim Frank Barnwell rimase ucciso in un incidente di volo, il Ministero dell'Aria britannico sembrò interessarsi nuovamente al Bolingbroke e decise di far mettere in produzione a Filton un'altra serie di Blenheim, in attesa che si rendesse disponibile il suo successore, il Type 152 "Beaufort". Questa variante, designata Blenheim IV, si distingueva dalla precedente per due particolari: la fusoliera allungata con la cabina dell'equipaggio scalata (come sul Bolingbroke) e i serbatoi alari di maggior capacità. Il Blenheim IV non partì da nessun prototipo: la sua produzione prese il via, alla fine 1938, partendo direttamente dall'Mk I. Tutti i Blenheim IV avevano motori Mercury XV da 980 CV ed il peso totale era stato portato da 5 500 a 6 500 kg. Inizialmente l'Mk I aveva una sola arma dorsale Vickers e una Browning M1919 sull'ala sinistra, ma l'urgenza di una migliore difesa dagli attacchi avversari portò dapprima ad una modifica poco ortodossa presso i reparti di impiego e, successivamente, al montaggio in fabbrica di un'altra Browning per la difesa posteriore sotto la prua e di una torretta dorsale con due Vickers K o due Browning M1919 calibro .30 in. Come il modello precedente, il Blenheim IV fu prodotto anche dalla Avro e dalla Rotes per un totale di 1 930 macchine.

Blenheim Mk IV del No. 40° Squadron RAF

Nel 1940, un Blenheim I (matricola L1348) venne modificato dalla Bristol per migliorarne le prestazioni come ricognitore fotografico, provvedendo (tra l'altro) alla rimozione della torretta dorsale. La parte inferiore del muso venne ricoperta e alcune macchine fotografiche furono installate in fusoliera. Malgrado l'aumento di velocità a quasi 480 km/h, lo sviluppo di questo modello non fece passi avanti.

Nel gennaio 1940 la Bristol propose, alla luce dell'esperienza acquisita in Francia, una speciale versione del Blenheim adatta all'appoggio bombardieri con una prua bene armata da quattro mitragliatrici Browning M1919 da 7,7 mm e corazzatura al posto di pilotaggio. Prima del completamento del prototipo del nuovo aereo, che era stato nel frattempo designato Type 160 "Bisley", la specifica era stata riveduta per comprendere anche il ruolo di bombardiere d'alta quota. Per questo ruolo, l'aereo subì modifiche, con la nuova postazione del puntatore, una gondola sotto il muso e una torretta binata dorsale per una migliore difesa posteriore.

Un'ulteriore modifica portò la prua alla configurazione scalata che sarebbe poi stata adottata nelle successive versioni. In questa versione l'aereo fu ordinato dal Canada, che lo fece costruire dalla Faichild Aircraft, mentre la RAF rinunciò alla sua prima produzione. I primi diciotto Bolingbroke furono tutti costruiti a Filton dalla Bristol (Bolingbroke I) e i 125 bimotori canadesi, rispondenti agli standard statunitensi in fatto di equipaggiamenti e impianti, furono designati Bolingbroke IV. Un solo Bolingbroke venne dotato di galleggianti (Mk III) e su un altro esemplare vennero montati motori Wright Cyclone R-1820-G38 da 990 hp ed altri 15 furono equipaggiati con i "doppia stella" Pratt & Whitney R-1830 Twin Wasp da 1 200 hp.

Blenheim dell'aviazione iugoslava

Della macchina vennero realizzati due prototipi e il nome Blenheim V soppiantò quello di "Bisley". La produzione di serie (940 esemplari) fu interamente appannaggio della Rotes. Le consegne del Blenheim V iniziarono nell'estate 1942, ma la macchina ebbe un impiego limitato perché le sue prestazioni lasciavano molto a desiderare.[2]

Quasi contemporaneamente all'introduzione dell'Mk I il Blenheim suscitò interesse anche tra Finlandia, Jugoslavia e Turchia.

Il contratto finlandese venne firmato nell'ottobre 1936 (diciotto bimotori modificati per portare bombe svedesi) e gli aeroplani furono consegnati fra il giugno 1937 e il luglio 1938. Nell'aprile del 1938 la Finlandia si era anche assicurata la licenza di produzione dell'aereo e nella sua fabbrica statale di Tampere montò ben cinquantacinque Blenheim. Anche il governo jugoslavo acquistò due Blenheim I (consegnati nel novembre 1937) e intendeva produrne altri su licenza ma la Ikarus a Zemun riuscì a completarne soltanto sedici, questo perché nella primavera del 1941 la fabbrica venne sabotata dai partigiani per impedire che i tedeschi potessero utilizzarla. Andarono così perduti i ventiquattro ulteriori esemplari in fase di costruzione.[2] La Turchia, a differenza di Finlandia e Jugoslavia, non intraprese in proprio la costruzione degli aerei. I primi dieci Blenheim furono trasferiti in questo paese nell'estate 1938 con immatricolazione civile, poi ne seguirono altri diciotto tra il novembre 1938 e il febbraio 1939. Altri esemplari furono venduti all'aviazione turca all'inizio del 1940.[2]

Tredici esemplari del Blenheim I vennero forniti nel novembre 1939 alla Romania nella speranza di persuaderla ad unirsi alla causa degli Alleati; un anno più tardi, il paese balcanico si affiancò all'Asse e i suoi Blenheim, come quelli finlandesi, vennero usati di conseguenza contro i sovietici. Tutti questi Blenheim I erano dotati di motori stellari Bristol Mercury VIII da 840 CV, richiedevano un equipaggio di tre uomini ed il loro armamento comprendeva una torretta semiretrattile Bristol B.I Mk I con mitragliatrice Lewis da 7,7 mm; l'arma anteriore, dello stesso calibro, era una Browing, nella semiala sinistra. Prima dello scoppio della guerra dodici Blenheim IV erano stati consegnati anche all'aviazione ellenica (era stata precedentemente rifiutata una commessa di diciotto esemplari alla Svezia) e ventiquattro furono forniti alla Finlandia.[2]

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Cellula[modifica | modifica wikitesto]

Cabina di pilotaggio di un Bristol

Il Blenheim era un bombardiere leggero, metallico (anche se le superfici di controllo erano ancora in tela), triposto e bimotore. Il pilota aveva un abitacolo molto incassato tra i motori, a causa di un'ala in posizione media avanzata e delle sue doti velocistiche, derivanti dal progetto originale, per una migliore aerodinamica. Anche se questo fatto aiutava il pilota con una maggiore protezione, ne soffrivano enormemente la visibilità laterale (molto scarsa) e quella posteriore (praticamente nulla), mentre era ottima sul davanti, dato che il muso era completamente trasparente. L'equipaggio, generalmente di tre persone, comprendeva un pilota, un navigatore con funzioni di puntatore (per l'impiego come bombardiere) più un mitragliere che controllava la torretta dorsale in fusoliera.[2]

Motori[modifica | modifica wikitesto]

I motori Bristol Mercury a nove cilindri, variati di modello diverso a seconda delle versioni dell'aereo, erano dotati di eliche tripala a passo variabile. I modelli Blenheim I erano dotati di motori stellari Bristol Mercury VIII da 840 CV, i Blenheim IV avevano dei motori Mercury XV da 980 CV, su alcuni esemplari vennero montati motori Wright Cyclone R1820-G38 da 990 CV ed altri con motori con doppia stella Pratt & Whitney R-1830 Twin_Wasp da 1200 CV.[2]

Sistemi ed impianti[modifica | modifica wikitesto]

Due serbatoi di carburante entrobordo da 632 litri ciascuno erano installati nel tronco centrale dell'ala a cui facevano seguito due serbatoi fuoribordo da 427 litri, inoltre due i serbatoi dell'olio (due per complessivi 77 litri) erano invece installati all'interno delle gondole dei motori. L'equipaggiamento standard del veivolo era comunque all'avanguardia per l'epoca e comprendeva radio ricetrasmittente, apparati fotografici per la navigazione, impianto di ossigeno a zone, estintori ecc. Il carrello aveva ruote retrattili all'indietro (nelle gondole motrici) a comando idraulico, prevedeva anche un comando di emergenza manuale. Inizialmente anche il routino di coda rientrava in fusoliera. Il carrello era dotato generalmente di freni pneumatici Dunlop.

Superfici Alari[modifica | modifica wikitesto]

L'ala media, rastremata in pianta, era realizzata in tre pezzi di cui quello centrale era imbullonato alla fusoliera; i due longheroni alari erano ricavati da due pesanti flange in acciaio con nervature in Alclad; anche le centine erano realizzate in Alclad e dello stesso materiale era il rivestimento dell'ala. In Alclad erano pure i flaps, mentre gli alettoni avevano struttura metallica e rivestimento in tela. La fusoliera era in tre tronchi con rivestimento in Alclad chiodato. L' impennaggio monoplano a sbalzo, era anch'esso interamente metallico con superfici mobili rivestite in tela e bilanciate aerodinamicamente e staticamente.[2]

Armamento[modifica | modifica wikitesto]

Mitragliere nella torretta di un Blenheim, Grecia 1940

Nel corso della guerra ci furono molte modifiche e continue aggiunte dettate da un impiego intesivo dell'aereo nei vari teatri di operazione quali: la predisposizione per l'inserimento di lamiere blindate protettive, il raddoppio della potenza di fuoco della torretta dorsale e l'aggiunta di una mitragliatrice binata a prua. Queste erano una torretta semiretrattile Bristol B.I Mk. 1 con mitragliatrice Lewis da 7,7 mm; l'arma anteriore, dello stesso calibro, era una Browing, nella semiala sinistra. La mitragliatrice a prua era Browning con tiro all'indietro sotto la prua e su alcuni esemplari venne installata una torretta dorsale con due Vickers mod. K o due Browning da 7,7 mm. La mitragliatrice Browning erano a nastro, mentre le mitragliatrici Vickers utilizzavano caricatori circolari a padella. Su alcuni esemplari vennero installate torrette binate modello Frazer-Nash FN.54 e FN.54A, le quali avaveno la caratteristica di essere eiettabili, in modo da consentire all'equipaggio una via di fuga in caso di emergenza. L' aereo poteva trasportare un carico offensivo di 454 kg (1.000 lbs) nella stiva del vano bombe e un carico ulteriore di 145 kg (320 lbs) su due rastrelliere subalari poste tra la fusoliera e le gondole dei motori.

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Il Blenheim era una macchina di prima linea e come tale venne usata. Furono infatti i Blenheim IV i primi bombardieri inglesi impiegati in territorio francese all'inizio del conflitto e i primi ad effettuare bombardamenti in Germania. Numerose unità agirono anche nell'Oceano Atlantico affondando alcune decine di navi tedesche e U-Boat[3]

L'aereo ebbe certamente, al suo esordio, un discreto successo. Come velivolo in servizio militare esso si dimostrò affidabile ed efficiente, semplice ed estremamente veloce. Con il tempo, 17 squadroni lo ebbero in servizio, a cominciare dal marzo 1937, e gli ordinativi aumentarono in misura notevole. Ma il Blenheim I, dopo appena un paio d'anni, era già in fase di sostituzione con modelli migliorati, ovvero il Blenheim IV.

Ma le vere criticità dell'aereo vennero alla luce durante la battaglia di Francia, in cui gli squadroni assegnati al corpo di spedizione inglese vennero decimati. La robusta costituzione del velivolo e la presenza di due potenti motori radiali non avevano impedito che la flak, i Messerschmitt Bf 109 e i Bf 110 ne facessero strage. La tendenza all'incendiarsi inoltre non aiutava a migliorare le cose. Il Blenheim era già precedentemente stato fornito in alcuni esemplari ai finlandesi, che per l'appunto avevano notato la sua vulnerabilità agli incendi durante la Guerra d'Inverno.

Il Blenheim nel frattempo aveva iniziato le operazioni anche contro gli italiani, sia in Mediterraneo che in Africa Orientale. In tutto erano disponibili circa una decina di squadroni, almeno 5 dei quali in Egitto. Qui erano presenti gli squadroni 30, 45, 55 e 211 su Mk. I e il 113 su Mk. IV. In Oriente erano presenti altri 5 reparti, uno dei quali su Mk. IV F.[2]

Dal 1938 al 1941[modifica | modifica wikitesto]

All'epoca della crisi di Monaco i Blenheim I equipaggiavano sedici squadroni da bombardamento della Royal Air Force, e precisamente gli Sqd. 21, 34, 57,90, 101 e 107 (Gruppo N.1); Sqd. 62.82, 104, 108, 114 e 139 (Gruppo N.2) e Sqd. 44, 61, 110 e 144 (Gruppo N.3), tutti basati su territorio metropolitano. Il 13 gennaio 1938 il bimotore venne inviato anche in Iraq e qualche mese più tardi in India, ad equipaggiare unità del Bomber Command. Quando nel settembre 1939 scoppiò il nuovo conflitto, soltanto due reparti di Blenheim I erano ancora in forza sull'isola essendo già stati rimpiazzati dai Blenheim IV, ma quasi tutte le unità all'estro (undici per la precisione), dall'Egitto a Aden, Irak, India e Singapore, erano ancora dotate di Blenheim I.

11 Squadron RAF Blenheim takeoff Ceylon WWII IWM CI 105

Nel frattempo in Patria si era pensato si trasformare circa 200 Blenheim I per la caccia (versione IF), adattandoli con l'aggiunta di quattro mitragliatrici Browning in una gondola sotto la stiva delle bombe (l'installazione cenne curata dalla Southern Railway). I Blenheim andarono ad equipaggiare sette reparti di caccia ancora montati su biplani, ma l'esperianza non ebbe l'esito desiderato: risultò in definitiva un'operazione costosa perché il Blenheim IF si rilevò poco efficace nel suo ruolo di cacciatore. Il Blenheim IIF ebbe invece una parte rilevante nei primi esperimenti di intercettazione radar: i primi apparati AI (Air Interceptor) Mk.1 furono montati verso la fine del '39 e lo squadron N.600 di Manston fu il primo ad utilizzarli. Più tardi altri bimotori ricevettero una serie di apparati sensibilmente migliorati ( AI Mk.III) e fu con uno di questi che il Blenheim IF della Fighter Interceprion Unit (FIU) di base a Ford consegui il suo primo successo come intercettatore nella notte fra il 2 e il 3 luglio 1940. Il Blenheim non venne usato solo come bombardiere, ma anche come caccia pesante. Fin dal 1939, gli Mk. I in eccesso vennero usati come caccia notturni, in carico alla FIU, forza da intercettazione della RAF.

I Blenheim I operarono in Francia fino alla primavera del 1940 e contro le forze italiane nel Nord Africa, e continuarono ad essere usati nel Medio Oriente fino alla fine del 1941. All'inizio della guerra il Bomber Command aveva sei squadroni con i Blenheim IV: due di due di essi furono immediatamente trasferiti in Francia come parte dell'Advanced Air Striking Force, mentre altri quattro reparti costituirono la componente del Corpo di Spedizione Britannico. Dopo il crollo della Francia, i Blenheim IV continuarono ad effettuare missioni notturne sul continente, frequentemente senza scorta di caccia, ma le loro perdite furono rilevanti. Tra le missioni più significative si possono annoverare l'attacco su Brema del 4 luglio 1941, per il quale il Wing Commander H.U. Eduards si guadagnò la Victoria Cross e l'attacco su Colonia del mese successivo. Quando la Germania incominciò l'"Operazione Barbarossa" contro l'Unione Sovietica, gli attacchi del Bomber Command ripresero vigore. I Blenheim portarono a termine con successo numerosi raid in territorio tedesco: Colonia e Rotterdam furono i centri più colpiti.

Bristol Blenheim Mk IVF del No. 254 Squadron RAF in volo da Aldergrove nell'Irlanda del nord, maggio 1941

Un importante compito ebbero i Blenheim che attaccarono il naviglio avversario nel Canale della Manica e nel Golfo di Biscaglia. Questi attacchi venivano condotti generalmente a quote di 15-20 m, e in queste condizioni gli aerei si trovavano duramente sottoposti alla pesante reazione avversaria. In complesso, dimostrarono però di incassare bene i colpi della contraerea. Alcuni Blenheim furono basati a Malta nel 1941 ed anche da quest' isola operarono contro le navi dell'Asse in Mediterraneo. Più di 300.000 tonnellate di naviglio costiero, vennero affondate in soli tre mesi con la perdita di 68 Blenheim[2].

Dal 1941 al 1942[modifica | modifica wikitesto]

Con l'arrivo dell'Afrika Corps, giunto all'inizio del 1941 nella Campagna del Nord Africa, le cose cambiarono e i Bf 109 si dimostrarono degli avversari ben peggiori dei biplani italiani. Gli aerei inglesi vennero impiegati subito ed in maniera aggressiva contro obiettivi italiani, con due attacchi sugli aeroporti di Tobruk effettuati in data 11 giugno ed eseguiti complessivamente da 26 aerei. L'abbattimento di ben 4 Blenheim da parte dei C.R.32 di una squadriglia da caccia del 2º Stormo non fu un buon inizio, ma 18 aerei italiani vennero colpiti al suolo. In ogni caso, gli aerei inglesi danneggiarono seriamente il campo di Tobruk con bombe esplosive ed incendiarie. Secondo i comandi italiani, i danni subiti furono assai modesti, anche considerando la perdita di numerosi bombardieri inglesi durante le incursioni eseguite nei primi sei mesi di guerra. In verità, gli attacchi aerei britannici consentirono di mantenere l'iniziativa contro un avversario più forte ma con una carenza notevole di obiettivi a portata di mano.

Operazioni della Raf nel Medio Oriente e Nord Africa

Già Italo Balbo, prima di morire a causa del fuoco antiaereo amico, in quelle prime settimane di guerra che fece in tempo a vedere ammise che "ci stanno letteralmente fracassando le retrovie". In un certo senso divenne egli stesso una vittima indiretta dei Blenheim, in quanto il suo S.M.79 giunse sull'aeroporto di Tobruk proprio dopo un loro attacco e, nonostante la differenza notevole di forma fra i due tipi di aerei (trimotore anziché bimotore), venne sottoposto al tiro della base e dell'incrociatore San Giorgio che lo abbatté senza superstiti. Durante l'operazione Compass gli inglesi ripresero l'iniziativa devastando molti obiettivi sia di prima che di seconda linea, e contribuirono all'acquisizione della superiorità aerea.

In Etiopia i Blenheim combatterono contro gli italiani fino alla fine delle ostilità. Il Blenheim IV sostituì il modello precedente molto velocemente dopo il 1940, ma un C.R.42, quello del futuro asso Franco Bordoni Bisleri, ne distrusse due in una sola azione. Si trattava però di un'eccezione: era molto più comune, infatti, che il bimotore tenesse a distanza il biplano italiano abbastanza per poter fuggire, salendo a quote dove le macchine italiane ad abitacolo aperto non potevano arrivare.

Royal Air Force- France, 1939-1940. C1350

L'aereo aveva una velocità ed un armamento appena sufficienti per intercettare qualcosa, e venne sostituito quanto prima. Tuttavia, il Blenheim con le mitragliere era una macchina abbastanza interessante, sebbene i portelli portabombe fossero bloccati. Venne usato come caccia pesante e distruttore in Mediterraneo e in Etiopia, colpendo bersagli di superficie e d'aria. Sebbene il primo scontro contro gli S.M.79 fu una sconfitta (un Bristol venne abbattuto dall'armiere Dino Oriani), poco tempo dopo, nel settembre 1940, tre S.M.79 vennero distrutti dai Blenheim da caccia.

Blenheim del No. 248 Squadron RAF

In aria, comunque, gli S.M.79 erano un po' troppo veloci per tali aeroplani. In Etiopia due Blenheim distrussero un S.M.79 al suolo, ma vennero poi ingaggiati in un combattimento manovrato da due C.R.32 e abbattuti. Non fu un grande risultato complessivo, ma aiutò la RAF nella distruzione delle esigue forze aeree italiane rimaste nella zona.

In Grecia, nel frattempo, i Blenheim in carico alla RAF e all'Aviazione Greca effettuarono numerosi attacchi contro obiettivi in Albania, a partire dal tardo 1940. I C.R.42 e i Fiat G.50, poi i Macchi M.C.200, si cimentarono nelle intercettazioni con diversi successi, ma non decisivi. Anche qui, l'arrivo dei Bf 109 nella primavera del 1941 cambiò le cose: per esempio 3 di tali caccia tedeschi il 13 aprile si scontrarono con 6 bimotori inglesi e li abbatterono tutti. Quello che con un C.R.42 era un'eccezione che necessitava di una grande dose di fortuna e di un pilota fuoriclasse, con i Bf 109 era la norma.

Royal Air Force Operations in the Far East, 1941-1945. CI20

I Blenheim si batterono anche da Malta, sia come bombardieri, che come aerei d'attacco antinave con una tecnica consistente nello sgancio a pelo d'acqua, con ritardo di 11 secondi, di quattro bombe da 113 kg per colpire i fianchi della nave (i Blenheim non avevano la possibilità di trasportare siluri). Alcuni risultati vennero raggiunti, ma le perdite furono pesanti. Assieme ai siluranti Bristol Beaufort e i cacciabombardieri Bristol Beaufighter (entrambi derivati dal Blenheim), essi costituivano una combinazione molto pericolosa per i convogli dell'Asse


Il Blenheim venne usato anche in Estremo Oriente contro i Giapponesi; specialmente contro i AM6 "Zero", le perdite divennero presto tali da distruggere la gran parte dei reparti. Oltre ai Blenehim I e IV vennero usati anche i V, l'ultimo modello prodotto, soprannominato "Bisley", era assai malvisto perché non era dotato di buone qualità di volo, segno che lo sviluppo del progetto era arrivato già al limite.

Anche nella lontana Malesia, contro i giapponesi, i bimotori britannici si fecero onore. Da Ragoon i Blenheim effettuarono quotidianamente missioni di bombardamento sulle colonne nipponiche che attraversavano i fiumi Salween e Sittag. Diversi Blenheim IV costretti ad effettuare atterraggi forzati in Portogallo vennero "incamerati" da quell'aereonautica militare, che lo rimise in sevizio con i propri colori a fianco di altri esemplari dello stesso aereo acquistati in Inghilterra.

L'ultima variante dell'aereo, il Blenheim V venne consegnato nell'estate del 1942 al 18º Squadrone di Marham. Per la maggior parte il nuovo modello era una versione tropicalizzata ed operò, tuttavia con poco successo, in Africa settentrionale e in Malesia. Gli ultimi Blenheim servirono nel Bomber Command fino all'Agosto del 1942, lasciando posto ai Douglas Boston e ai de Havilland DH.98 Mosquito, mentre in Estremo Oriente il bimotore Bristol continuò l'attività fino al termine del conflitto. Alcuni esemplari furono utilizzati nei reparti addestrativi del Fighter Command per la scuola di navigazione.[2]

I Blenheim non erano delle macchine straordinarie, ma gli inglesi non avevano altro e li usarono fino in fondo. Una delle loro poche buone qualità era l'autonomia. Questo fatto, che poneva il Blenheim in una classe un poco a sé tra i bombardieri europei, venne sfruttato appieno sul mare e sull'Africa, con validi risultati. Via via che divennero disponibili velivoli come i Beaufort, i Maryland e i Boston, che portavano carichi doppi ad una velocità maggiore e con migliore possibilità di sopravvivenza, i Blenheim vennero passati alla seconda linea, con una consistenza in Mediterraneo calata già ai tempi della battaglia di El Alamein ad un unico squadrone, relegato alla lotta antisommergibile.

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Bristol Type 142, Bristol Type 142M
  • Bristol Type 143 (Motori Aquila)
  • (Type 142M) Blenheim Mk I Prototipo
  • (Type 142M) Blenheim Mk I
  • Blenheim Mk IF
  • Blenheim PR.Mk I
  • Blenheim Mk II
  • Blenheim Mk III
  • Bristol Type 149
  • (Type 149) Blenheim Mk IV Prototipo
  • (Type 149) Blenheim Mk IV
  • (Type 149) Blenheim Mk IVF
  • (Type 149) Blenheim Mk IVL
  • (Type 160) Bisley Mk I
  • (Type 160) Blenheim Mk V
  • Bolingbroke Mk I
  • Bolingbroke Mk II
  • Bolingbroke Mk III
  • Bolingbroke Mk IV
  • Bolingbroke Mk IV-C
  • Bolingbroke Mk IV-W
  • Bolingbroke Mk IV-T
  • Bolingbroke Mk IV-TT
Bristol Blenheim

Note sulle Versioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Blenheim I Il pilota sedeva vicino al puntatore-navigatore, il quale aveva un'ottima visibilità ma uno spazio molto angusto, mentre il mitragliere era sistemato nella parte centrale della fusoliera ed aveva a disposizione una torretta dotata di una mitragliatrice Vickers calibro 7,7 mm. Era presente anche un'altra mitragliatrice fissa a disposizione del pilota, mentre il carico utile disponibile era di un massimo di 454 kg di bombe, in genere da 113 kg l'una.
  • Blenheim I F Versione da caccia notturna equipaggiata con una gondola situata nella parte inferiore della fusoliera, contenente quattro mitragliatrici Browning da 7.7 mm e le relative munizioni. Furono costruite circa 200 gondole in modo da permettere la conversione di altrettanti bombardieri Blenheim I in caccia notturni Blenheim I F. Nel giugno del 1940 fu anche installata sperimentalmente l'apparecchiatura radar a bordo. Così facendo, il Blenheim diventò il primo vero caccia notturno al mondo.
  • Blenheim IV In questa versione furono introdotte notevoli migliorie: muso allungato, asimmetrico, con curiosa conformazione "a conchiglia" che sostituiva quello angusto del modello precedente, la torretta era adesso binata, con in opzione anche una installazione sotto il muso, che dava al puntatore la possibilità di un tiro difensivo per proteggere il ventre del velivolo. Tale curiosa ed ingegnosa installazione era dotata di punteria a periscopio, ma il suo valore reale era abbastanza dubbio: sebbene togliesse velocità alla macchina (comunque insufficiente) rappresentava l'unico modo di dare al puntatore un ruolo nella difesa dell'aeroplano, e a quest'ultimo un modo di difendersi dagli attacchi provenienti dal basso.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Australia Australia
Canada Canada
Croazia Croazia
Finlandia Finlandia
Francia libera Francia libera
Grecia Grecia
bandiera India britannica
bandiera Regno d'Italia
Jugoslavia Jugoslavia
Nuova Zelanda Nuova Zelanda
Portogallo Portogallo
Regno Unito Regno Unito
Romania Romania
Sudafrica Sudafrica
Turchia Turchia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chant 1977, p. 63
  2. ^ a b c d e f g h i j k l Fabbri Storia dell'aviazione Volume 7 1973, pp. 449-456
  3. ^ Chant 1977, p. 62

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Storia dell'Aviazione, Volume VII, Prima edizione, Milano, Fratelli Fabbri Editori, 1973.
  • Christopher Chant, Aerei della seconda guerra mondiale, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1977.
  • William Green, Dimensione cielo - Aerei stranieri nella 2ª Guerra Mondiale - Caccia - Gran Bretagna 21, Roma, Edizioni dell'Ateneo & Bizzarri, 1972, ISBN non esistente.
  • (EN) William Green, War Planes of the Second World War, Volume Four: Fighters, 6th impression, Londra, Macdonald & Co.(Publishers) Ltd. [1961], 1969, ISBN 0-356-01448-7.
  • (EN) Ron Mackay, Bristol Blenheim in action, Aircraft Number 88, Carrollton, Texas, Squadron/Signal Publication Inc., 1988, ISBN 0-89747-209-8.

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Modellismo[modifica | modifica wikitesto]