Zemun

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Zemun
comune
Земун - Zemun
Zemun – Stemma
Zemun – Veduta
Localizzazione
Stato Serbia Serbia
Provincia Serbia Centrale
Distretto Belgrado
Territorio
Coordinate 44°41′N 20°24′E / 44.683333°N 20.4°E44.683333; 20.4 (Zemun)Coordinate: 44°41′N 20°24′E / 44.683333°N 20.4°E44.683333; 20.4 (Zemun)
Superficie 153,56 km²
Abitanti 166 292 (censimento 2011)
Densità 1 082,91 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 11080
Prefisso +381 11
Fuso orario UTC+1
Targa BG
Cartografia
Mappa di localizzazione: Serbia
Zemun
Zemun – Mappa
Sito istituzionale

Zemun (in serbo Земун, in tedesco Semlin, in ungherese Zimony, spesso citata in letteratura come Semliu[1]) è il maggior comune della città di Belgrado. Sorge alla confluenza del fiume Sava nel Danubio ed ha una popolazione di circa 166.000 abitanti.

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Zemun è suddiviso in quattro zone:

  • Zemun - Земун
  • Zemun Polje - Земун Поље
  • Ugrinovci - Угриновци
  • Batajnica - Батајница

Zemun Polje e Batajnica fanno parte della zona urbana di Zemun, Ugrinovci è un'area rurale. Fino al 2004, altri sobborghi facevano parte di Zemun, ma in quell'anno furono riuniti nel comune di Surčin (Сурчин).

Storia[modifica | modifica sorgente]

I primi insediamenti umani intorno alla foce della Sava risalgono al Neolitico e sono testimoniati da opere murarie legate all'agricoltura. Durante l'età del bronzo, vi sorsero villaggi più stabili e organizzati. Intorno all'800 a.C. nuove popolazioni si spostarono nell'area, portando con sé le tecniche metallurgiche del ferro. Nel III secolo a.C. furono i Celti e i Galli ad insediarsi nella zona e ad sviluppare ulteriormente le tecniche agricole. Il villaggio celtico di Taurunum (l'antica Zemun) iniziò ad assumere un'importanza preminente nei confronti delle altre realtà urbane. Quando, sotto l'Imperatore romano Augusto fu fondata la Provincia della Pannonia (attorno al 10 a.C.), Taurunum divenne un avamposto militare per la difesa della frontiera settentrionale dell'Impero. Qui ebbe una delle sue sedi la flotta Flavia Pannonica, a partire dalla dinastia dei Flavi.

Espugnata dagli Unni nel 441, fu in seguito preda delle invasioni di Eruli, Goti, Gepidi e Àvari.
Taurunum fu così denominata nel IX secolo, durante il breve dominio dei Franchi, oppure nell'XI secolo, durante il primo dominio ungherese. Nel XII secolo, durante le guerre tra l'Impero Bizantino e l'Ungheria, Zemun fu più volte distrutta e ricostruita. Alleata con Belgrado durante la resistenza all'invasione turca del XV secolo, Zemun cadde in mano turca il 12 luglio 1551 e divenne parte dell'Impero Ottomano.

Karađorđe Petrović
Antiche case

Nel 1716 L'Austria sconfisse i Turchi nella battaglia di Petrovaradin e l'anno successivo in quella di Belgrado. Zemun e 21 villaggi della zona furono affidati all'amministrazione della nobile famiglia Schönborn, che vessò i contadini con forti imposte al punto che la popolazione si ribellò più volte. Quando, con la pace di Belgrado (1739), fu stabilita definitivamente la frontiera austriaca con l'Impero turco lungo il Danubio, Zemun crebbe notevolmente d'importanza fino a diventare, nel 1749, città libera militare. Divenne un importante avamposto commerciale e la sua popolazione s'incrementò a causa dell'immigrazione di austriaci dediti al commercio. Durante il XVIII secolo furono fondati diversi sobborghi per accogliere i nuovi abitanti e fu costruita una chiesa cattolica per le esigenze degli abitanti austriaci. Nel XIX Secolo Zemun era la città più ricca e popolosa tra le città libere dell'Austria e manteneva ottimi rapporti, sia economici sia politici, con Belgrado, nonostante questa si trovasse al di là della frontiera: nel 1884 fu costruito un ponte ferroviario sulla Sava, collegando così Zemun (raggiunta dalla ferrovia l'anno precedente) con il capoluogo serbo.

Nel 1814 fu l'avamposto della resistenza serba al dominio turco: Karađorđe Petrović (Карађорђе Петровић), il comandante della prima rivolta serba, si insediò col suo seguito proprio a Zemun, per preparare l'insurrezione. Il 1º novembre 1818 Belgrado fu liberata e il 5 settembre Zemun accolse entusiasticamente l'esercito della neonata Monarchia Serba. Nell'aprile del 1934 Zemun fu unita a Belgrado e divenne ufficialmente un suo sobborgo. Furono create linee di autobus per il collegamento tra i due centri e s'iniziò l'allargamento del centro urbano di Belgrado sulla sponda orientale della Sava, verso Zemun. Nel 1941 fu occupata dall'esercito tedesco e di nuovo separata amministrativamente da Belgrado che, invece, rientrava nei territori dell'autoproclamato Stato indipendente di Croazia. I tedeschi evitarono che gli Ustascia croati compissero azioni repressive contro la popolazione serba, impedendo l'applicazione delle leggi discriminatorie antiserbe nella zona di loro influenza.

Dopo la vittoria dei partigiani del Maresciallo Tito, e la creazione della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, Zemun fu definitivamente riunita a Belgrado.

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

Kula Sibinjanin Janka
Nikolajevska Crkva
Chiesa francescana
Crkva Svetog Arhangela Gavrila

Torre del Millennio[modifica | modifica sorgente]

La Torre del Millennio (Кула Сибињанин јанка - Kula Sibinjanin Janka) fu eretta dagli Ungheresi nel 1896 per celebrare i mille anni di presenza in Pannonia. Sorge sulla collina di Gardoš, il più alto colle di Zemun, sulle rovine della fortezza medioevale dalla quale oggi ci sono rimasti solo i ruderi delle torre angolari. Fu usata come torre di avvistamento per gli incendi da parte dei Vigili del fuoco. Ora è il simbolo della città: da lassù si gode uno splendido panorama sulla città vecchia, sulla confluenza della Sava nel Danubio e s'intravede il centro di Belgrado.

Chiesa di San Nicola[modifica | modifica sorgente]

La chiesa ortodossa di San Nicola (Nikolajevska Crkva - Николајевска Црква) fu costruita nel 1752 su una precedente chiesa lignea. Fu realizzata in stile barocco; la sua iconostasi è ricca di sacre icone, eseguite, tra gli altri, dal pittore Dimitrije Bačević; altre pitture importanti rappresentano bandiere e stemmi. Distrutta da un incendio nel 1867, fu ricostruita nel 1870, e resta la chiesa più antica della città.

Cappella di San Rocco[modifica | modifica sorgente]

L'attuale cappella cattolica di San Rocco (Katolička Kapela Svetog Roka - Католичка Капела Светог Рока) fu costruita nel 1836 su progetto di Jozef Felber sul luogo di una preesistente chiesetta eretta un secolo prima. L'edificio è in stile barocco ed ha un campanile in stile barocco austriaco. Probabilmente dove sorge oggi la cappella, nel XVI secolo esisteva una moschea e, nella piazza antistante, oggi occupata dal mercato, c'era un cimitero islamico. Durante il dominio turco, non esistevano chiese cattoliche a Zemun, poiché non c'erano cittadini cattolici: i primi, infatti, vi giunsero dopo la conquista austriaca.

Vecchio e nuovo Municipio[modifica | modifica sorgente]

Tra il 1826 e il 1832, per far fronte alle necessità amministrative della città, venne edificato il palazzo comunale, su progetto di Jozef Felber, costruito in stile neoclassico, su due piani con un frontone triangolare. La sua originaria funzione di municipio cessò nel 1871 quando l'edificio fu adibito a tribunale. Oggi è la sede del Partito Radicale Serbo e resta un esempio di architettura neoclassica.
Nel periodo in cui Zemun fu città libera, su progetto di Dragutin Kapus, nel 1886, fu eretto il Nuovo municipio. Si tratta di una costruzione monumentale su due piani, sulla cui facciata si apre una balconata sorretta da un colonnato. Alla sommità svetta la torre dell'orologio. Costruito in stile neorinascimentale, fu danneggiato da una bomba angloamericana nel 1994, restaurato nel 1946 e ampliato nel 1949. La Sala del consiglio è affrescata con dipinti di Đurđe Teodorović.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Zemun[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Christophe Koch, cap. LXX, Histoire abrégée des traités de paix, entre les puissances de l'Europe depuis la paix de Westphalie, Edizione continuata ed aumentata da F. Schoell, Bruxelles, 1837, tomo I, Bruxelles, 1837.
  2. ^ Jsfnet Italia-edizione 1978

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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