Republic XF-103

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Republic XF-103
Il simulacro per le prove statiche
Il simulacro per le prove statiche
Descrizione
Tipo caccia intercettore
Equipaggio 1
Progettista Alexander Kartveli
William O'Donnell
Costruttore Stati Uniti Republic Aviation
Data ordine 1954
Data primo volo mai
Data entrata in servizio mai
Esemplari 1 mock-up
Costo unitario US$ 104 milioni per il programma[1]
Dimensioni e pesi
Lunghezza 24,97 m (81 ft 11 in)
Apertura alare 10,92 m (35 ft 10 in)
Altezza 5,59 m (18 ft 4 in)
Peso max al decollo oltre 18 150 kg (40 000 lb)
Propulsione
Motore un turbogetto Wright XJ67-W-3 e
uno statoreattore Wright XRJ55-W-1
Spinta 15 000 lbf (XJ67) + 18 800 lbf (XRJ55): 150,35 kN complessivi

i dati sono estratti da National Museum of the United States Air Force[2]

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Il Republic XF-103 Thunderwarrior era il progetto per un caccia intercettore sperimentale.

Iniziato in base ad una specifica del 1949 relativa ad un nuovo caccia intercettore, esso era costruito in titanio per resistere alla velocità di quasi Mach 4, teoricamente raggiungibile con l'impiego di un turbogetto combinato, per le alte velocità, con uno statoreattore. Continui ritardi e aumenti di costi confermarono che il velivolo era davvero troppo avanzato per la tecnologia disponibile all'epoca ed il progetto, dopo il completamento della cellula (senza motori) del primo prototipo, venne cancellato nel 1957.

Indice

Sviluppo [modifica]

L'aereo venne progettato dalla Republic Aviation Company per rispondere alla richiesta da parte dell'USAF che temeva sostanziali progressi dei bombardieri intercontinentali sovietici, e tale concorso venne conosciuto come "intercettore del 1954", anno in cui si supponeva che sarebbe entrato in servizio.

La complessità dell'architettura dei sistemi d'arma già lasciava intravedere crescenti difficoltà per il futuro nell'assemblare componenti non pensate fin dall'inizio per operare assieme; l'USAF richiese così che essi fossero integrati in un sistema d'arma, per la prima volta concepito e destinato a lasciare una decisa impronta nella storia della tecnologia aeronautica.

Il sistema d'arma venne affidato alla Hughes per la parte dedicata al radar e i missili già nel 1950, dopo una competizione bandita tra i vari produttori americani. La cellula vide in lizza una feroce concorrenza con 9 proposte, 3 delle quali dalla Republic che con una di esse risultò vincitrice. Il progetto era l'AP-57, sviluppo del precedente AP-44, e con esso venne dichiarato vincitrice nel 1951, pur dando alla Convair la possibilità di andare avanti con il suo progetto, chiamato poi F-102.

Tecnica [modifica]

Struttura [modifica]

Il nuovo, formidabile intercettore XF-103 era un progetto da fantascienza. Esso era anzitutto costruito tutto in titanio, l'unico materiale capace di resistere alle alte temperature che si generavano da velocità dell'ordine dei 4.000 km/h, circa 3,7 Mach, a 20.000 metri di quota. La fusoliera era molto affusolata, e proprio per questo si fa fatica a notare che essa era estremamente grande, con una lunghezza senza precedenti e con ben pochi seguiti tra i velivoli supersonici. La necessità di essere aerodinamico era tale che l'abitacolo venne letteralmente incassato nella fusoliera anteriore, con finestrini laterali e un periscopio per il decollo e l'atterraggio, mentre il muso era a forma di proiettile.

Le ali erano a delta caudato, molto piccole e sottili.

Motore [modifica]

L'apparato propulsivo era dato da una combinazione di due diversi propulsori, il Wright XJ67, produzione su licenza del Bristol Olympus inglese, capace di erogare 6.800 chili di spinta a secco e 9.000 con postbruciatore; per le alte velocità era disponibile anche un secondo motore, l'XRJ55, uno statoreattore capace di circa 7.000 kg di spinta. Le prese d'aria erano ventrali. Circa 10.000 litri di carburante sarebbero stati disponibili, probabilmente tutti nella fusoliera centrale.

Per raggiungere velocità ipersoniche, la struttura dell'apparato propulsivo era necessariamente composita, con la scelta di affidarsi a due esoreattori invece che ad uno più un endoreattore (motore a razzo, come nel caso del Dassault Mirage III), che avrebbe dato un'autonomia ipersonica ben più ridotta. I motori erano concepiti, quindi, con lo schema seguente: al decollo, il turbogetto con pieno postbruciatore dava la spinta sufficiente per volare ed accelerare ad alta velocità supersonica, poi entrava in azione lo statoreattore che consentiva il raggiungimento di velocità ipersoniche. Questo sistema composito era necessario perché non erano stati ancora ideati i turboreattori a ciclo variabile.

Quando il Lockheed SR-71 "Blackbird" entrò in servizio, invece di due motori diversi ne aveva due dello stesso tipo, cioè il turbo-statoreattore, nome altisonante che significa che il motore, al decollo e per velocità "normali", funzionava come un normale turboreattore, poi ad elevatissime velocità e quote la turbina veniva bypassata ed il flusso d'aria veniva incendiato direttamente dal contatto con il carburante. Quindi entrambi i motori del Blackbird erano capaci di funzionare, con la modalità più adatta alle varie condizioni. Da allora, per far capire quanto la cosa non sia banale, non ci sono stati altri tipi di reattori a ciclo variabile entrati in servizio.

Armamento [modifica]

Il sistema d'arma, designato WS-201A, aveva un radar di tiro MA-1 con sei missili GAR-9 Falcon. Non è chiaro come le onde radar avrebbero potuto oltrepassare la struttura metallica del muso, semmai quest'ultimo sarebbe stato riprogettato in materiali particolari come ceramiche speciali.

Le armi comprendevano 6 missili Falcon sui lati della fusoliera, con lanciatori retrattili, ed erano aggiunti anche 36 razzi non guidati.

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Un mock-up a scala 1:1 venne prodotto entro il 1953, con tre prototipi ordinati nel 1954, ma l'aereo era afflitto da problemi di realizzazione che sarebbero difficili da risolvere anche con la tecnologia attuale. Alla fine, il più modesto ma realistico F-102 divenne il vero vincitore del concorso per il caccia intercettore del 1954.

L'F-103 avrebbe avuto difficoltà operative enormi, ma già la realizzazione delle strutture in titanio e del motore diedero molti grattacapi, e i costi salivano. L'USAF si rese conto che l'F-103 era troppo avanzato per essere realizzabile, e il progetto venne cancellato il 21 agosto 1957. Il mock-up venne demolito in fretta per lasciare spazio all'F-105.

Non tutto andò perduto comunque: il concetto di "weapon system", sistema d'arma, venne introdotto come anche la tecnologia delle costruzioni in titanio, ma il progetto di per sé era davvero troppo ambizioso e costoso per avere un seguito pratico, meno che mai nel 1954, quando ancora degli aerei moderatamente supersonici erano il meglio che con fatica si stava introducendo in servizio.

Di lì a pochi anni, altri aerei in titanio ed ipersonici, incluso un modello da caccia capace di prestazioni persino più elevate, sarebbero stati progettati e fatti volare: gli esponenti della famiglia dei "Blackbird", il cui più famoso membro è il Lockheed SR-71.

Utilizzatori [modifica]

Stati Uniti Stati Uniti

Note [modifica]

  1. ^ Knaack, Marcelle Size. Encyclopedia of US Air Force Aircraft and Missile Systems: Volume 1 Post-World War II Fighters 1945-1973. Washington, DC: Office of Air Force History, 1978. ISBN 0-912799-59-5.
  2. ^ (EN) Republic XF-103 in National Museum of the USAF. http://www.nationalmuseum.af.mil/. URL consultato in data 5 gennaio 2013.

Bibliografia [modifica]

  • Paul Crickmore, Lockheed Blackbird: Beyond the Secret Missions (in inglese), Oxford, UK, Osprey, 2004. ISBN 978-1-84176-694-2
  • William Green; Gordon Swanborough, The Complete Book of Fighters: An Illustrated Encyclopedia of Every Fighter Aircraft Built and Flown (in inglese), New York, Smithmark Publishers, 1994. ISBN 0-83173-939-8
  • Dennis R. Jenkins; Tony R. Landis, Experimental & Prototype U.S. Air Force Jet Fighters (in inglese), North Branch, Minnesota, Specialty Press, 2008. ISBN 978-1-58007-111-6
  • Dennis R. Jenkins; Tony R. Landis, Valkyrie: North American's Mach 3 Superbomber (in inglese), Specialty Press Publishers & Wholesalers, 2004. ISBN 1-58007-072-8
  • Steve Pace, X-Fighters: USAF Experimental and Prototype Fighters, XP-59 to YF-23 (in inglese), St. Paul, Minnesota, Motorbooks International, 1991. ISBN 0-87938-540-5

Periodici [modifica]

  • (EN) Dennis R. Jenkins, Titanium Titan: The Story of the XF-103, Airpower, January 2004.

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]