Sergio Maltagliati

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Sergio Maltagliati
Sergio Maltagliati nel 2009
Sergio Maltagliati nel 2009
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica sperimentale
Musica elettronica
Computer music
Periodo di attività 1980 – in attività
Strumento Computer
Etichetta Atopos - Quantum Bit
Album pubblicati 2
Opere audiovisive 2
Gruppi e artisti correlati Pietro Grossi
Sito web

Sergio Maltagliati (Pescia, 26 settembre 1960) è un compositore, programmatore, artista e professore italiano, attivo nel campo dell'arte digitale e computer music.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sergio Maltagliati inizia la sua formazione musicale nella Banda Gialdino Gialdini della sua città nei primi anni settanta, suonando il clarinetto piccolo in MIb. Frequenta il Conservatorio "L.Cherubini" di Firenze, diplomandosi nel 1980 in Trombone. Dal 1981 al 1982 fa parte della Banda musicale della Guardia di Finanza.

Successivamente si occupa di pittura, arte visuale e dal 1997 esclusivamente di musica su Internet, progettando e realizzando operazioni sonoro/visuali interattive web-based.[1] Il suo lavoro è stato esposto in festival, gallerie e istituzioni internazionali, tra cui: HyperArt Web Gallery (New York)[2]; Istanbul Contemporary Art Museum[3]; Rhizome.org; Digital Pocket Gallery (Helsinki); PEAM Festival (Pescara); Melbourne Fringe Festival; Electonic Language Festival (San Paolo del Brasile)[4]; Salons de Musique Strasbourg (France); Sound Art Museum (Roma)[5]; Museum of Contemporary Art Merida Yucatan (Mexico); MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo (Roma); Galerie De Meerse Hoofddorp (Amsterdam); Istituto Italiano di Cultura (Il Cairo); PAN (palace arts Naples Italy); Art Laboratory Berlino. Attualmente lavora come professore.

È un compositore che si aggiunge, alla fine degli anni ottanta, alla corrente artistica fiorentina, operante dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi,[6] comprendente Silvano Bussotti, Giuseppe Chiari, Giancarlo Cardini, Albert Mayr, Daniele Lombardi, Pietro Grossi. Questi musicisti hanno sperimentato l’interazione tra suono, gesto e visione, una sinesteticità dell’arte frutto delle avanguardie storiche, da Kandinkij al fututrismo, a Scrjabin e Schoenberg, fino al Bauhaus.

Sergio Maltagliati in particolare è accomunato e più vicino nel suo operare a Pietro Grossi,[7] sia per la predilezione del Bit sia per una visione comunitaria e collaborativa del prodotto artistico e della sua fruizione. La sua musica o visual music come la definisce ci fa rendere più consapevoli che la visione del mondo intorno a noi è sempre più subordinata, mediata dalle tecnologie digitali. Infatti Maltagliati dal 1997 utilizza la Rete,[8] realizzando installazioni sonoro-visuali interattive. Nello stesso anno realizza la prima opera interattiva e collaborativa italiana attraverso Internet netOper@,[9] che ha coinvolto come autori ed esecutori più di trenta (net) artisti. La prima performance è avvenuta nella casa studio di Pietro Grossi in via Capodimondo a Firenze, lo stesso luogo dove nel 1963, Grossi aveva realizzato con mezzi propri, lo Studio di Fonologia S2FM, uno dei primi al mondo.[10]

Il suo lavoro degli anni ottanta è incentrato anche nel coinvolgere, con progetti didattico-educativi, ragazzi come esecutori di performance nell’esempio del Music Circus realizzato nel 1984 in una scuola media piemontese da John Cage. Ed è proprio il musicista americano (incontrato nel 1991 a Zurigo per l'esecuzione di Europeras 1 & 2) che apprezza questo aspetto dell'operare di Maltagliati, perché riesce a coinvolgere ragazzi come performers.[11] Questi lavori, oltre che di avvicinamento alla musica ed in particolare ad un suo diverso ascolto, tendono ad estendere il concetto di creazione artistica all’esecutore, fino ad arrivare al solo fruitore, spesso sprovvisti di una formazione musicale tradizionale.

Per Sergio Maltagliati l’opera è sempre il frutto di collaborazione, cooperazione. L’autore non è il creatore geniale, piuttosto colui che dà l’input iniziale. Su questa linea vanno segnalati altri due suoi lavori, neXtOper@_1.03 (2001) e midi_Visu@lMusiC.

NeXtoper@ (idea incompiuta di Pietro Grossi)[12] è un lavoro collaborativo e interattivo attraverso Internet e la rete gsm dei telefoni cellulari (con progetto didattico-educativo)[13] dove l’Opera lirica tradizionale viene scomposta e riproposta in una nuova veste digitale. La sua componente strutturale parola, suono e immagine è tradotta in linguaggi della comunicazione contemporanea: immagini e frequenze sonore prese a prestito dall’universo dei telefoni cellulari, delle chat room e delle e-mail, loghi, icone, suonerie, banner e piccoli disegni in codice Ascii.[14]

Midi_Visu@lMusiC (2005) propone musica e immagini su cell. I-Mode. Risale al 1999 la prima versione del software autom@tedVisualMusiC.[15]

immagine derivante dal software Autom@tedVisualMusiC.

Lavori più significativi[modifica | modifica wikitesto]

Composizioni strumentali[modifica | modifica wikitesto]

  • 1980 Fogli di Diario lirica per mezzo soprano-flauto e pianoforte (prima esecuzione - Belveglio Asti 1980).
  • 1983 Iridem per trombone e clarinetto.
  • 1984 Inciclo per trombone solo.
  • 1987 La Luce dell'Asia per coro di voci bianche.
  • 1980/89 Sintassi in Rosso e Nero per voce e pianoforte (prima esecuzione -Villa Martini Monsumano Terme 1989).
  • 1990/91 K.1-626 M. per coro-orchestra-nastro magnetico e oggetti (prima esecuzione -Teatro Manzoni Pistoia 1990).
  • 1991 Sinfonia (prima esecuzione - ex Palazzo comunale Montevettolini 1991).
  • 1993 Aria48 da parti strumentali e arie di 51 opere (e 48 Arie) per canto e orchestra.


Opere e performance[modifica | modifica wikitesto]

  • 1984/1985 Musica intorno alla Gabbia atto unico per musica-mimica e figure zoo- antropomorfe (prima esecuzione Spedale degli Innocenti - Firenze). Nella struttura dell’opera, è stato volutamente invertito il ruolo tradizionale tra il pubblico e la scena. Gli interpreti hanno occupato, geometricamente, il vasto spazio della sala ponendo il pubblico prima sul palcoscenico e inducendolo, poi, a muoversi intorno ai gruppi sonori e visuali. La parte musicale si è basata sul valore interdisciplinare della musica, ispirandosi alle ricerche di John Cage sul principio di "catturare e controllare i rumori in funzione di elementi musicali". La parte coreografica e scenica dell'opera, realizzata dal pittore Edoardo Salvi ha costituito un ininterrotto dinamismo di forme e di situazioni spaziali, collegando immagine, gesto e suono.
    Music around the Cage (allestimento scenico).
  • 1989 Revolution variazioni dalle nove sinfonie di Ludwig van Beethoven. Variazione visual-sonora dalle nove sinfonie di Beethoven. La parte visiva dell’opera consiste in una grande pittura di circa trecento metri quadrati, a cui hanno lavorato duecento ragazzi di scuola media. Il dipinto suddiviso in sedici grandi strisce si è composto lentamente in sincronia con la musica durante la performance. La parte musicale, ha raggruppato quattro diverse situazioni sonore: musica strumentale, parole, suoni e rumori.
  • 1993 12 esperienza sonora per libere improvvisazioni con pietre e rami di fiume (prima esecuzione – Villa Martini Monsummano Terme).
  • Alla ricerca dei Silenzi perduti per 10 nastri, 7/10 lettori audio con 10 esecutori.
  • 1997 netOper@
  • Variazione Cromatica cinque2 per strumenti e nastro magnetico.
  • Invenzioni Cromatiche 16/4 intervento grafico musicale di 100 ragazzi su misura di 16/4.
  • 1999 Il Palato in SIb
  • 2001/2002 neXtOper@

Computer Visu@lMusiC[modifica | modifica wikitesto]

autom@tedVisualMusiC (screenshot)

Il software autom@tedVisualMusiC nasce da una collaborazione con il pioniere della musica elettronica Pietro Grossi. La parte visuale invece si ispira alle ricerche condotte dal pittore astrattista Luigi Veronesi. Il codice di programmazione viene scritto sulla base e sulle esperienze dei programmi realizzati da Grossi negli anni ’80 nel linguaggio BBC Basic con computer Acorn Archimedes (teorizzati nella HomeArt), una programmazione apparentemente senza logica, affidata ad una casualità, o meglio ad una condizione di porre l’artista in una situazione di controllare i processi creativi nella misura desiderata, fino a far diventare il compositore non tanto l'autore quanto l'ascoltatore di una musica, che lui stesso non avrebbe mai concepito. Il risultato ottenuto è un programma automatico e generativo che, partendo da una semplice sequenza sonoro-visuale, genera innumerevoli e infinite variazioni, dove anche l’ascoltatore-fruitore ha un ruolo predominante. Facendo scorrere liberamente il mouse sulle immagini si ottengono differenti combinazioni sonore: la superficie dell'immagine genera dei campioni differenti di colore e di musica.

  • 1999 Circus 5.05
  • 2001 Net Surfing 3.0
  • Automated Music 1.02
  • Sound Life 3.01
  • 2002 PIxeLs
  • Oper@pixel
  • 2003 Variazioni Goldberg
  • 2005 MIDI_Visu@lMusiC, un esempio di utilizzo artistico-creativo del software midi Cubase su piattaforma Atari Mega STE.[16] Le ricerche iniziano nei primi anni novanta, e tutto il lavoro è antologicamente documentato in una mostra dal titolo Partiture per floppy disk nel 1997 presso la Galleria Il Gabbiano di La Spezia. Il catalogo pubblicato dal Comune della Spezia-Assessorato alla Cultura, contiene uno scritto introduttivo del musicologo Renzo Cresti e scritti teorici dell'autore. nel 2005 il progetto midi_Visu@lMusiC è riproposto per telefono cellulare I-Mode.
  • 2008/09 Circus4/8
  • 2010 APP_Visu@lMusiC_0.1 (Visu@lMusiC on Android mobile phone).[17]
  • 2012 autom@tedVisuaL, nuovo software che genera variazioni grafiche sempre diverse, scritto sulla base del codice dei programmi Q.Basic di HomeArt. Queste immagini sono destinate ad essere raccolte negli HomeBooks, libri (oggi anche e-books) unici, teorizzati da Pietro Grossi nel 1991. Questa prima versione, autom@tedVisuaL 1.0 ha prodotto 45 unicum grafici raccolti in una pubblicazione.[18]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Suono Segno Gesto Visione a Firenze 2 P.Grossi, G.Chiari, G.Cardini, A.Mayr, D.Lombardi, M.Aitiani, S.Maltagliati -etichetta Atopos Music
  • CIRCUS_8 dvd video Quantum Bit Limited Edition / QuBIT 005
  • The Wave Structure of Matter Quantum Bit Netlabel / QuBIT 007
  • CIRCUS_5.1 DVD (digital edition) Quantum Bit Netlabel / QuBIT 013

Audio Tape[modifica | modifica wikitesto]

  • 1992 Trasparenze
  • 1993 Alla ricerca dei silenzi perduti
  • 1995 Serie di colore per flauti
  • 1996 Per una sola nota
  • 1997 Partiture per floppy disk

Recorder from original tape Quantum Bit Limited Edition

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • HomeBook 45 unicum graphics, by Pietro Grossi, Sergio Maltagliati, ed. lulu.com, 2012. ISBN 978-1-4716-1419-4
  • Sguardi Sonori/Infinite Spaces, by Ennio Morricone, Enrico Saggese, Roberto Vittori, Neil Leonard, Gualtiero Marchesi, (2010) ed.Comune di Roma-FaticArt.
  • Generative Art, by Celestino Soddu, Enrica Colabella, (2009) ed. Domus Argenia Publisher.
  • Luigi Agostini, Il Senso Trascurato, ed. lulu.com, 2009. [1]
  • Daniele Lombardi, Attraversamenti, la musica in Toscana dal 1945 ad oggi, Firenze 2009, Regione Toscana, Consiglio Regionale, Edizioni dell’Assemblea.
  • Elena Giulia Rossi, Netspace: viaggio nell'arte della rete - Net Archives, Roma, ed. MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, 2009.
  • Tommaso Tozzi, Arte delle reti / Net Art - Elementi per un atlante: liste e linee temporali, Carrara, ed. UCAN, 2007.
  • N.Cisternino, I. Gómez, F. Mariani e M. Ratti, AD LIBITUM Musica da vedere, ed. SilvanaEditoriale, 2003. ISBN 88-8215-614-1
  • Ugo Barlozzetti, Segni FirenzeAnnoDuemilatre Musica e arti visive: Marcello Aitiani, Giancarlo Cardini, Giuseppe Chiari, Pietro Grossi, Daniele Lombardi, Albert Mayer, Sergio Maltagliati, ed. Presidenza del Consiglio Comunale di Firenze, 2003.
  • Stephen Wilson, Information Arts, MIT Press, 2003. ISBN 0-262-73158-4
  • Daniele Lombardi, Attraversamenti, La musica in Toscana dal 1945 ad oggi 2002, Firenze, ed. Maschetto&Musolino, 2002.
  • Luca Lepore, NetOpera: le geniali armonie della musica interattiva, "Campus web", aprile 1999.
  • Roberta Bosco, E io te le SUONO su Internet, "Gulliver", agosto 1999.
  • Ted Warnell, THE NET OPERA, Canada, ed. Zn new media library, 1999. [2]
  • Renzo Cresti; Sergio Maltagliati, Partiture per floppy disk La Spezia, ed. Assessorato Cultura Comune, "Circolo Culturale Il Gabbiano", 1997.
  • Mara Borzone, O Mesmo Som, La Spezia, ed. Assessorato Cultura Comune e Provincia, "Circolo Culturale Il Gabbiano", 1996.
  • Partiture, Montecatini Terme, ed. Assessorato alla Cultura, 1991 (CID/Arti Visive Centro Luigi Pecci Prato).
  • Faustina Tori, Maltagliati all'Accademia, Montecatini Terme, "La Nazione", 12 novembre 1991.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ’’Italica - Galleria - Arte digitale RAI International’’. URL consultato il 01-02-2001.
  2. ^ (EN) Hyperart gallery New York City.
  3. ^ (EN) Istanbul Contemporary Art Museum.
  4. ^ (EN) ELECTRONIC LANGUAGE INTERNATIONAL FESTIVAL.
  5. ^ radioartemobile.
  6. ^ Attraversamenti, La musica in Toscana dal 1945 ad oggi 2002. URL consultato il 10-09-2002.
  7. ^ Net Opere di Luca Cartolari. URL consultato il 06-11-2008.
  8. ^ La netart italiana su javamuseumdi Andrea Borgnino RAI.it. URL consultato il 25-07-2002.
  9. ^ ArtBase Rhizome. URL consultato il 10-03-2013.
  10. ^ ’’Associazione Pietro grossi. URL consultato il 30-02-2002.
  11. ^ ’’Lettera autografa di John Cage. URL consultato il 18-10-2010.
  12. ^ Alviani-Grossi, Carlo de Incontrera, 19 febbraio 2010.
  13. ^ La musica classica si suona sul telefonino. URL consultato il 01-10-2002.
  14. ^ neXtOper@1.01 for cell.phones, Rhizome New Museum, 20 febbraio 2010.
  15. ^ autom@tedVisualMusiC. URL consultato il 24-10-2001.
  16. ^ ’’Steinberg-Service-User Page’’. URL consultato il 10-09-1997.
  17. ^ APP_Visu@lMusiC_0.1. URL consultato il 2011.
  18. ^ HomeBook di Sergio Maltagliati, Pietro Grossi in Informatica

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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