Philippe Douste-Blazy

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Curly Brackets.svg
A questa voce o sezione va aggiunto il template sinottico {{Membro delle istituzioni europee}}
Per favore, aggiungi e riempi opportunamente il template e poi rimuovi questo avviso.
Per le altre pagine a cui aggiungere questo template, vedi la relativa categoria.
Curly Brackets.svg
A questa voce o sezione va aggiunto il template sinottico {{Carica pubblica}}
Per favore, aggiungi e riempi opportunamente il template e poi rimuovi questo avviso.
Per le altre pagine a cui aggiungere questo template, vedi la relativa categoria.
Philippe Douste-Blazy al summit delle Nazioni Unite del 16 settembre 2005

Philippe Douste-Blazy (Lourdes, 1º gennaio 1953) è un politico francese.

Laureato in medicina e specializzato in cardiologia, professore all'università di Tolosa, entra in politica nel partito cattolico centrista CDS nel 1989, facendosi eleggere sindaco di Lourdes. Deputato al parlamento europeo dal 1989 al 1993 e deputato all'Assemblée Nationale dal 1993 al 2004.

Ministro delegato alla sanità nel governo di Edouard Balladur (1993-1995). Ministro della cultura e portavoce del governo nel governo di Alain Juppé (1995-1997). Presidente del gruppo dell'Unione per la Democrazia Francese (UDF) all'Assemblée Nationale dal 1997 al 2002.

Sindaco di Tolosa dal 2001 al 2004, quando il 21 settembre 2001 nella capitale occitana si verifica la terribile esplosione dello stabilimento AZF, si precipita sul luogo del disastro. Nel maggio 2002 si rifiuta di entrare nel governo di Jean-Pierre Raffarin, anche per non abbandonare il mandato di sindaco in una fase ancora molto difficile perla sua città.

Nella primavera 2002 aderisce al nuovo partito Unione per un Movimento Popolare (UMP), nato dalla fusione del Raggruppamento per la Repubblica (RPR) con una componente dell'UDF, e ne diventerà segretario generale. Nominato nel marzo 2004 ministro della sanità e della protezione sociale, poi nel novembre 2004 della solidarietà, della sanità e della famiglia in occasione di due rimpasti del governo di Jean-Pierre Raffarin. A causa della regola non scritta dell'incompatibilità dei due mandati, nel 2004 si dimette da sindaco di Tolosa conservando la presidenza della Comunità di agglomerazione "della grande Tolosa" (l'autorità sovracomunale che amministra l'area metropolitana).

Con la nomina di Dominique de Villepin a primo ministro, diviene ministro degli affari esteri dal 2 giugno 2005 al 18 maggio 2007, sostituendo l'uscente Michel Barnier (visto come uno dei principali artefici della sconfitta al referendum sulla cosiddetta Costituzione europea del 29 maggio 2005). Escluso dal governo di François Fillon costituitosi dopo l'elezione di Nicolas Sarkozy alla presidenza della Repubblica, rinuncia a candidarsi alle elezioni legislative del 2007.

Il 19 febbraio 2008 è nominato "consigliere speciale per le fonti innovative dei finanziamenti dello sviluppo" del segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon, con il rango di vice segretario generale.

Nel maggio 1997 è stato vittima del gesto di un folle che lo ha colpito alla schiena con un pugnale, senza ferirlo in modo grave.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 55963195 LCCN: n2001106790

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie