Riflettografia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La riflettografia infrarossa (IR) consente l'esame di dipinti, senza danneggiare il supporto, utilizzando i raggi infrarossi. Questa è una tecnica che consente di studiare la tela o la tavola in modo da scoprire quello che vi è sotto ed eventuali successivi restauri intervenuti nel tempo[1]. L'apparecchiatura rilascia dei riflettogrammi che hanno l'aspetto di immagini in bianco e nero che consentono di scoprire le tracce del disegno, tracciato dall'artista, per la costruzione del dipinto.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Formazione di un'immagine in luce visibile e luce infrarossa

Sviluppata a partire dagli anni cinquanta-sessanta del XX secolo, la riflettografia infrarossa consente di penetrare le superficie dipinte nel rosso e nel bianco, nonché al giorno d'oggi anche quelle nel blu e nel verde che fino agli anni '70 davano luogo a macchie nere. Il disegno preparatorio sottostante la superficie dipinta viene rivelato a condizione di contenere tracce di carbonio come di solito è il caso quando, ad esempio, il disegno è realizzato a carboncino o con tempera nera[2]. Un disegno realizzato in tinta marrone o rossa, ovvero con un tracciato bianco su di un supporto grigio o nero, non è rilevabile e non consente la produzione di un riflettogramma[3].

Tecnicamente, «la riflettografia IR permette la visualizzazione di particolari nascosti dallo stato pittorico superficiale grazie alla parziale trasparenza alla radiazione IR dei materiali che lo compongono»[4]. La radiazione IR attraversa lo strato di colore prima di essere riflessa dallo strato di preparazione del supporto pittorico che è generalmente bianco e quindi altamente riflettente. L'imagine riflessa viene captata da un apposito dispositivo ottico che consente la riproduzione del disegno sottostante. Inizialmente costituito da una pellicola fotografica, quindi da telecamere sensibili all'infrarosso (dette Vidicon, sviluppate dal fisico olandese van Asperen de Boer nel 1968)[5], oggi la tecnologia più avanzata è quella dello scanner.

Campo di utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Nella diagnostica artistica l'uso della riflettografia IR è in genere complementare a quello della radiografia ai raggi X ed all'analisi stratigrafica di microframmenti della superficie pittorica.

Il riflettogramma permette di discernere dei pentimenti intervenuti tra lo stadio preparatorio e quello finale del dipinto e nell'ambito dell'attribuzione, consente di raffrontare il disegno sottostante a archetipi di indiscussa autografia per determinare il probabile autore del disegno preparatorio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pagina didascalica del Centro per la Conservazione e il Restauro La Venaria Reale Riflettografia infrarossa. URL consultato il 10 febbraio 2013.
  2. ^ Si veda ad esempio l'uso di tecniche liquide (tempera) e secche (carboncino) documentate per la pittura fiamminga in: Rachel Billinge, Lorne Campbell, Jill Dunkerton, Susan Foister, Jo Kirby, Jennie Pilc, Ashok Roy, Marika Spring and Raymond White, Methods and materials of Northern European painting in the National Galery, 1400-1550, "National Gallery Technical Bulletin", Volume 18, 1997, pag. 28
  3. ^ Van Asperen de Boer, cit., pag.5
  4. ^ Pagina didascalica del Gruppo Beni Culturali dell' Istituto Nazionale di Ottica Applicata (Ino) Riflettografia IR e immagine a colori. URL consultato il 10 febbraio 2013.
  5. ^ Cf. J. R. J. van Asperen de Boer, Infrared Reflectography: a Method for the Examination of Paintings, Applied Optics, Vol. 7, Issue 9, 1968, pagg. 1711-1714

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • J.R.J. van Asperen de Boer, Current Techniques in the Scientific Examination of Paintings, in: John Shearman; Marcia B. Hall (eds.);The Princeton Raphael Symposium. Science in the Service of Art History, Princeton, NJ, Princeton University Press, 1990, pagg. 3-6 ISBN 0-691-04079-6

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]