Dosimetria
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La dosimetria è una branca della fisica che si occupa del calcolo della dose assorbita dalla materia quando sottoposta sia alla radiazione ionizzante sia alla radiazione non ionizzante.
[modifica] Le quantità dosimetriche
Radiazioni non ionizzanti
Le quantità dosimetriche utilizzate per misurare l’effetto dei campi elettromagnetici sull’uomo, vengono scelte in base alle conoscenze che derivano dagli studi effettuati sulla risposta della materia biologica, degli esseri umani e degli animali all’applicazione dell’intero range di frequenze appartenenti alle radiazioni non ionizzanti. Gli intervalli di frequenza nei quali si fa uso di tali quantità in parte si sovrappongono perché gli effetti descritti precedentemente si sovrappongono a loro volta. Ad esempio fino a 100 kHz, proprio perché i tessuti possono essere considerati buoni conduttori, il campo non penetra in profondità ma genera all’interno del corpo correnti indotte di intensità proporzionale alla frequenza e all’ampiezza del campo elettrico. A partire da 10 MHz, invece, l’effetto principale è quello della conversione in calore dell’energia elettromagnetica. È chiaro allora che nel primo intervallo occorrerà misurare la densità di corrente prodotta, nel secondo gli effetti termici e nella zona intermedia sarà necessario monitorare entrambe le quantità perché si presentano entrambi gli effetti in misura minore. Si usa:
- l’induzione magnetica B [T] per i campi magnetici statici e per l’intensità di corrente relativa ai campi variabili nel tempo fino a 1 Hz;
- La densità di corrente J [A/m2] per le frequenze da 0 a 10 MHz.
- la corrente I [A] nell’intervallo da 0 a 110 MHz;
- il SAR, Specific Absorption Rate, [W/kg] nel range tra 100 kHz e 10 GHz;
- l’assorbimento specifico di energia, SA [J/kg] per campi pulsati nell’intervallo di frequenze compreso fra 300 MHz e 10 GHz;
- la densità di potenza S [W/m2] per le frequenze da 10 a 300 GHz.
È importante tener presente che l’assorbimento di energia, nel caso delle esposizioni alle radiofrequenze e alle microonde, è considerato un fenomeno non-cumulativo, in ciò differenziandolo radicalmente dall’assorbimento di energia nel caso delle radiazioni ionizzanti.

