Proteasi

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Con il termine proteasi (o proteinasi, peptidasi, enzima proteolitico) si indica un enzima che sia in grado di catalizzare la rottura del legame peptidico tra il gruppo amminico e il gruppo carbossilico delle proteine. La rottura del legame avviene attraverso un meccanismo che utilizza una molecola di acqua, per cui le proteasi vengono classificate tra le idrolasi. Esistono oltre 170 proteasi, appartenenti principalmente alla sottoclasse 3.4 (agenti su legami peptidici).[1]

Le proteasi possono essere suddivise in due grandi raggruppamenti sulla base delle proprietà strutturali del substrato attaccato.

  • Esopeptidasi: accorciano la catena polipeptidica rimuovendo un residuo alla volta. Se questo avviene dall'N-terminale si parla di aminopeptidasi, se invece la rimozione avviene in corrispondenza dell'estremità C-terminale, si parla di carbossipeptidasi.
  • Endopeptidasi: agiscono frammentando la catena polipeptidica al suo interno e non alle estremità.

Una classe di farmaci attualmente impiegati nella terapia antiretrovirale, gli inibitori delle proteasi, interferiscono con il ciclo replicativo del virus HIV proprio andando a bloccare l'attività dell'enzima della proteasi.

Gli enzimi proteolitici, che "digeriscono" le proteine, sono prodotti dal pancreas e diffusi in tutto il corpo, indispensabili per il ricambio cellulare, una volta ogni 18 mesi[senza fonte] (salvo poche importanti eccezioni), ovvero per la riparazione o sostituzione delle cellule che hanno terminato la loro vita utile, o che sono morte a causa di ferite e malattie. Tali enzimi richiedono un ambiente del sangue leggermente alcalino, mentre la loro azione è neutralizzata da un pH acido.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ExplorEnz

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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