Pepsina
| pepsina | |
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La pepsina in un complesso con pepstatina |
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| Numero EC | 3.4.23.1 |
| Classe | Idrolasi |
| Nome sistematico | |
| pepsina | |
| Banche dati | BRENDA, EXPASY, GTD, KEGG, PDB |
| Fonte: IUBMB | |
Con il termine generico di pepsina si fa riferimento ad enzimi appartenenti alla classe delle idrolasi ed alla sottoclasse EC 3.4.23. Tali enzimi sono solitamente sintetizzati in forma inattiva (sotto la denominazione di pepsinogeno) e costituiscono ad esempio i succhi gastrici contenuti nello stomaco (insieme ad H2O ed HCl secreti dalle ghiandole dello stomaco, più esattamente dalle cellule parietali).
Individuata inizialmente nel 1836 da Theodor Schwann, la pepsina è il primo enzima animale ad essere stato descritto. Essa provvede alla digestione parziale delle proteine (enzima proteolitico), trasformandole in frammenti più piccoli chiamati peptidi. La digestione delle proteine deve per forza essere svolta con l'aiuto dell'acido cloridrico prodotto dalle ghiandole dello stomaco. Le ghiandole, inoltre, producono un muco che protegge il tessuto muscolare dall'acido cloridrico. La pepsina è contenuta in diverse quantità e concentrazione nei succhi gastrici, bile, saliva, intestino e succo pancreatico.
Il valore ottimale di pH al quale lavora è attorno a 1,5-3,5, ad una temperatura fra i 37°C e i 42°C, condizioni quindi comparibili l'ambiente in cui opera. Presenta specificità per i residui: isoleucina (Ile), leucina (Leu), valina (Val), metionina (Met), fenilalanina (Phe), triptofano (Trp). Può venire inibita tramite un aumento del pH sopra 4-5 oppure con l'utilizzo di specifici inibitori.
la pepsina è il più importante tra gli enzimi digestivi e, attivata dall' acido cloridrico, attacca le proteine e le scompone negli aminoacidi.
[modifica] Voci correlate
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