Saliva

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Con il termine saliva o bava si indica, in fisiologia, il liquido che viene secreto dalle ghiandole salivari situate nella cavità orale. Le tre coppie di ghiandole salivari sono le parotidi a secrezione seriosa pura, le sottomandibolari e le sottolinguali a secrezione mista prevalentemente sierosa per le prime e mucosa per le seconde.

Composizione[modifica | modifica sorgente]

La saliva umana è un fluido composto principalmente da acqua, ma in essa sono presenti elettroliti, muco ed enzimi. Nel dettaglio:

Funzioni[modifica | modifica sorgente]

Ammollare il cibo e renderlo più digeribile.

Solvente[modifica | modifica sorgente]

Dovuta alla componente sierosa ricca di acqua.

Umettante[modifica | modifica sorgente]

Esercitata dalla componente mucosa che umetta il bolo alimentare al fine di evitare lacerazioni al passaggio di questo all'epitelio boccale ed esofageo

Antibatterica[modifica | modifica sorgente]

La presenza di lisozima, lattoferrina, ione tiocianato e anticorpi permettono di opporsi alla vita e alla crescita dei batteri che vengono introdotti all'interno della cavità orale. Ci proteggono inoltre dai batteri infettivi. La saliva può quindi fungere da disinfettante naturale. Generalmente la saliva presenta un pH neutro (che oscilla tra 6,5 e 7,5 circa), che viene ad acidificarsi in conseguenza di una carente igiene orale, o con l'introduzione di cibi o bevande a basso pH. Il raggiungimento di valori di pH salivare intorno a 5,5 (leggermente acido) può portare alla solubilizzazione della componente inorganica principale dei tessuti duri del dente, l'idrossiapatite, predisponendo all'insorgenza della carie dentaria o dell'erosione acida.

Digestiva[modifica | modifica sorgente]

La presenza di ptialina (un α-amilasi capace di scindere i legami α-1,4 di glucidi contenenti almeno tre unità di glucosio nella struttura).

Secrezione[modifica | modifica sorgente]

Le principali ghiandole salivari sono la parotide, la sottomandibolare e la sottolinguale; in addizione ci sono molte ghiandole buccali inferiori. La secrezione giornaliera di saliva normalmente si aggira fra gli 800 e i 1500 millilitri, con un valore medio di 1000 millilitri.

La saliva contiene due tipi principali di secrezione proteica:

1) una secrezione sierosa che contiene ptialina (un'α-amilasi), la quale è un enzima che digerisce gli amidi;

2) una secrezione mucosa che contiene mucina necessaria per svolgere funzioni lubrificative e di rivestimento protettivo.

Le ghiandole parotidi secernono quasi interamente il tipo sieroso di secrezione, mentre le ghiandole sottomandibolari e sottolinguali hanno secrezione mista. Le ghiandole buccalii fsecernono solo muco. La saliva ha un pH fra 6.0 e 7.0, un range favorevole per l'azione digestiva della ptialina.

Secrezione di ioni nella saliva[modifica | modifica sorgente]

La saliva contiene quantità particolarmente elevate di ioni potassio e bicarbonato. al contrario, la concentrazione sia di ioni sodio che di ioni cloro è diverse volte inferiore nella saliva rispetto al plasma. si possono comprendere queste particolari concentrazioni descrivendo il meccanismo di secrezione della saliva.

Una ghiandola tipica contiene acini e dotti salivari. La secrezione salivare è un'operazione svolta in due fasi: la prima fase coinvolge gli acini, e la seconda, i dotti salivari.Gli acini secernono una secrezione primaria che contiene ptialina e/o mucina in soluzione elettrolitica con concentrazione non molto differente da quella tipica del fluido extracellulare. Appena la secrezione primaria fluisce attraverso i dotti, hanno luogo due processi di trasporto attivo che modificano marcatamente la composizione ionica del fluido salivare.

In primo luogo, gli ioni sodio vengono attivamente riassorbiti dai dotti salivari e scambiati con ioni potassio (che quindi vengono attivamente secreti). Quindi, la concentrazione di ioni sodio nella saliva viene enormemente ridotta, mentre la concentrazione di ioni potassio viene aumentata. Ad ogni modo, vi è un eccesso nel riassorbimento di sodio sulla secrezione di potassio, e questo crea un potenziale elettronegativo di circa -70 millivolt nel dotto salivare; questo in cambio causa il riassorbimento passivo di ioni cloro. Quindi, la concentrazione di ioni cloro nel fluido salivare scende ad un livello molto basso, incontrando la diminuzione duttale di concentrazione di ioni sodio.

In secondo luogo, gli ioni bicarbonato vengono secreti dall'epitelio duttale nel lume del dotto. ciò è parzialmente causato da uno scambio passivo di bicarbonato per ioni cloro, ma può risultare parzialmente anche da fenomeni di secrezione attiva.

Il risultato netto di questi processi di trasporto è che in condizioni di riposo, le concentrazioni di ioni sodio e cloro nella saliva sono di soli 15 mEq/L l'una, circa un settimo o un decimo delle loro concentrazioni plasmatiche. Al contrario, la concentrazione di ioni potassio è di circa 30 mEq/L, sette volte maggiore che nel plasma, e la concentrazione di ioni bicarbonato va da 50 a 70 mEq/L, circa due o tre volte quella plasmatica.

Durante la salivazione massimale, la concentrazione ionica salivare cambia considerevolmente perché il tasso di formazione della secrezione primaria da parte degli acini può aumentare fino a 20 volte. Questa secrezione acinare quindi fluisce attraverso il dotto così rapidamente che il ricondizionamento duttale della secrezione viene considerevolmente ridotto. Quindi, quando vengono secrete quantità copiose di saliva, la concentrazione di cloruro di sodio è circa la metà o i due terzi di quella plasmatica, e la concentrazione di potassio sale solo di quattro volte rispetto a quella del plasma.

Funzione della saliva nell'igiene orale[modifica | modifica sorgente]

In condizioni basali, circa 0.5 millilitri di saliva, quasi interamente di tipo mucoso, vengono secreti ogni minuto; ma durante il sonno la secrezione cala leggermente. Questa secrezione gioca un ruolo estremamente importante nel mantenere salutari i tessuti orali. La bocca contiene un gran numero di potenziali batteri patogeni che possono facilmente distruggere tessuti e causare carie dentali. La saliva aiuta a prevenire questo processo deteriorativo in diversi modi.

In primo luogo, il flusso di saliva aiuta a rimuovere i batteri patogeni, e le eventuali particelle di cibo che forniscono loro supporto metabolico.

In secondo luogo, la saliva contiene diversi fattori che distruggono i batteri. Alcuni di questi sono gli ioni tiocianato e diversi enzimi proteolitici - di cui il più importante è il lisozima - che attaccano i batteri, aiutano gli ioni tiocianato nel penetrare i batteri dove questi ioni divengono battericidi, e digerendo le particelle di cibo, aiutando quindi anche a rimuovere il supporto metabolico dei batteri.

Infine, la saliva spesso contiene significanti quantità di proteine anticorpali che possono distruggere i batteri orali, inclusi quelli che causano carie dentali. in assenza di salivazione, i tessuti orali divengono ulcerati e facilmente infettabili, e il processo cariogeno può divenire rampante.

Regolazione nervosa della secrezione salivare[modifica | modifica sorgente]

Le ghiandole salivari sono controllate soprattutto da segnali nervosi parasimpatici che provengono dal nucleo salivatorio superiore e dal nucleo salivatorio inferiore del tronco encefalico.

I nuclei salivatori sono localizzati approssimativamente all'altezza della giunzione bulbopontina e sono eccitati da stimoli sia tattili che gustativi provenienti dalla lingua e da altre aree della bocca e della faringe. Molti stimoli gustativi, specialmente il sapore aspro (causato dagli acidi), elicita una secrezione copiosa di saliva - spesso da 8 a 20 volte il tasso di secrezione basale. Inoltre, certi tipi di stimoli tattili. come la presenza di oggetti a superficie liscia nella bocca (per esempio, un sassolino), causano una salivazione marcata, mentre oggetti ruvidi causano meno salivazione e occasionalmente la inibiscono.

La salivazione può anche essere stimolata o inibita da segnali nervosi in arrivo nei centri salivatori dai centri superiori del sistema nervoso centrale. Per esempio, quando una persona odora o assapora del cibo che possa ritenere piacevole, la salivazione è maggiore rispetto a quando l'odore o il gusto provato è associato ad una sensazione spiacevole. L'area dell'appetito del cervello, che in parte regola questi effetti, è localizzata in prossimità dei centri parasimpatici dell'ipotalamo anteriore, e funziona soprattutto in risposta a segnali dalle aree del gusto e dell'olfatto della corteccia cerebrale o dell'amigdala.

La salivazione avviene anche in risposta a riflessi originati nello stomaco e nell'intestino prossimale - in particolare quando cibi irritanti vengo deglutiti o quando una persona è nauseata per via di qualche anormalità gastrointestinale. La saliva, quando deglutita, aiuta a rimuovere il fattore irritante nel tratto gastrointestinale diluendo o neutralizzando le sostanze irritanti.

La stimolazione simpatica può anch'essa aumentare leggermente la salivazione, ma meno di quanto faccia la stimolazione parasimpatica. I nervi simpatici originano dal ganglio cervicale superiore e viaggiano lungo le superfici delle pareti dei vasi sanguigni che si portano alle ghiandole salivari.

Un secondo fattore che può influenzare la secrezione salivare è il flusso sanguigno alle ghiandole giacché la secrezione richiede sempre una quantità adeguata di nutrienti dal sangue. I segnali nervosi parasimpatici che inducono una salivazione copiosa dilatano moderatamente i vasi sanguigni. In addizione a ciò, la salivazione in stessa, dilata i vasi sanguigni, provvedendo ad un aumento della nutrizione delle ghiandole necessaria alle cellule secernenti. Parte di questo effetto vasodilatatorio addizionale è causato dalla kallikreina secreta dalle cellule salivari attive, che agisce come enzima dividendo una delle proteine plasmatiche, un alfa2-globulina, per formare bradikinina, un forte vasodilatatore.

Secrezione esofagea[modifica | modifica sorgente]

Le secrezioni esofagee sono completamente mucose e forniscono principalmente lubrificazione per la deglutizione. Il corpo dell'esofago è dotato di molte ghiandole mucose semplici, Alla terminazione gastrica e in misura minore nella porzione iniziale dell'esofago, ci sono inoltre molte ghiandole mucose composte. Il muco secreto dalle ghiandole composte nell'esofago prossimale previene dalle escoriazioni mucosali del bolo, mentre le ghiandole composte situate vicino la giunzione esofagogastrica proteggono la parete dell'esofago dalla digestione da parte dei succhi gastrici acidi che spesso rifluiscono dallo stomaco verso l'esofago distale. Nonostante questa protezione, a volte si può verificare l'insorgenza di un'ulcera peptica nella terminazione gastrica dell'esofago.

Acquolina in bocca[modifica | modifica sorgente]

Uno degli effetti della secrezione salivare, specie se in forma copiosa, è popolarmente definito acquolina in bocca, per il curioso generarsi di saliva alla sola vista di un alimento. Tale effetto è stato studiato da Ivan Petrovich Pavlov, con uno studio in cui veniva somministrato a dei cani del cibo dopo che questi erano stati sottoposti a segnali di tipo sonoro o luminoso. Lo studio di Pavlov ha consentito di accertare che la segnalazione del pasto generava negli animali, nel momento stesso in cui tale segnalazione veniva messa in atto, un riflesso condizionato con conseguente formazione di abbondante saliva.

Note[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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