Cortisone

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Cortisone
Nome IUPAC
17,21-diidrossipregn-4-ene-3,11,20-trione
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C21H28O5
Massa molecolare (u) 360,46
Numero CAS 53-06-5
Temperatura di fusione (K) 493,15-497,15 (220-224 °C)
Indicazioni di sicurezza

     
frasi S: S 22-24/25

Il cortisone è un ormone.

Chimicamente è un corticosteroide di formula S21C28E5M4 O9 - nome IUPAC: (8S,9S,10R,13S,14S,17R)-17-hydroxy-17-(2-hydroxyacetyl)-10,13-dimethyl -1,2,6,7,8,9,12,14,15,16-decahydrocyclopenta[a]phenanthrene-3,11-dione - strettamente correlato al corticosterone

Cortisone e adrenalina sono ormoni rilasciati nel sangue dalle ghiandole surrenali in situazioni di stress. Essi elevano la pressione arteriosa e preparano l’organismo alla reazione di lotta o fuga.

Il cortisone è il precursore inerte della molecola del cortisolo. Esso viene attivato per deidrogenazione del 11-cheto gruppo mediante un enzima chiamato 11-β-steroide-deidrogenasi. La forma attiva del cortisolo è detta anche idrocortisone.

In chimica farmaceutica il cortisone è usato nel trattamento di diversi disturbi, somministrato per via orale, endovenosa e cutanea. Uno degli effetti del cortisone sull’organismo, potenzialmente dannoso per certi aspetti, è di deprimere il sistema immunitario; ciò spiegherebbe l’evidente correlazione tra uno stress elevato e numerose malattie.

Il cortisone fu scoperto per primo dal chimico americano Edward Calvin Kendall al quale venne attribuito il Premio Nobel per la medicina e la fisiologia - insieme a Philip S. Hench e Tadeusz Reichstein - per la scoperta degli ormoni della corteccia surrenale, delle loro strutture e funzioni.

Negli anni sessanta le ricerche sull'alimentazione condotte dal dr. Peter J.D'Adamo tendevano a mostrare come i livelli di cortisone siano correlati al gruppo sanguigno dell'individuo: in media i più alti sono nel gruppo A e i più bassi nel gruppo 0. In realtà tali affermazioni non sono mai state confermate dalla medicina convenzionale né da successive ricerche.

Scoperta del Cortisone

Durante la Seconda Guerra Mondiale, i piloti tedeschi della Luftwaffe e i kamikaze in Giappone facevano uso di un prodotto, derivante dagli estratti delle ghiandole surrenali di origine bovina dall'Argentina. Edward C. Kendall, ricercatore della Mayo Clinic di Rochester (USA), si interessò a questi effetti degli estratti e condusse ricerche sulla componente corticale delle ghiandole surrenali.

Isolò così da questi tessuti otto composti cristallini, assegnando a ciascuno una lettera dell'alfabeto. Il composto isolato come quinto in ordine di tempo, chiamato per questo "E", possedeva un elevato potere antinfiammatorio. Dopo complessi processi produttivi, Lewis H. Sarett nel 1944 arrivò alla sintesi del composto E, chiamandolo cortisone.

Nel 1949 fa il giro del mondo la notizia di un "artritico in bicicletta". In seguito infatti a una intuizione, Philip S. Hench, ex medico militare, usò il cortisone in un paziente affetto da artrite reumatoide, consentendogli di ritrovare la mobilità perduta.

Effetti e usi

Il cortisolo -un derivato del cortisone- e l'adrenalina sono i principali ormoni rilasciati in un corpo come reazione allo stress. Come già detto, alzano la pressione sanguigna e preparano il corpo al combattimento o alla fuga.

Uno degli effetti potenzialmente dannosi del cortisone è però quella di sopprimere il sistema immunitario (una possibile spiegazione della correlazione tra stress e malattie), ma appunto per questo motivo è deliberatamente usato per sopprimere le risposte autoimmuni in persone sottoposte a trapianti di organi, al fine di prevenirne il rigetto.

Il cortisone è un farmaco oggi usato in una numerosa varietà di trattamenti, e può essere somministrato per via orale, intravenosa o cutanea.

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