Vaccino del morbillo

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Il vaccino del morbillo è una preparazione liofilizzata di un adatto ceppo vivo attenuato di virus morbilloso coltivato su cellule di embrioni di pollo (provenienti da allevamenti di animali sani ed esenti da leucosi aviaria) o su altre cellule adatte. Il mezzo di coltura può contenere un adatto antibiotico alla minima concentrazione efficace.

Il vaccino deve essere iniettato immediatamente dopo ricostituzione con solvente idoneo.. Il titolo del virus non deve essere inferiore a 3 log10 DICC50 (quantità di virus che infetta il 50% delle colture cellulari) per dose singola di vaccino. In commercio sono disponibili il vaccino divalente del morbillo e della parotite e il vaccino trivalente del morbillo, della parotite e della rosolia. Il vaccino divalente è una preparazione liofilizzata sterile ottenuta da adatti ceppi vivi attenuati di virus del morbillo e da adatti ceppi vivi attenuati di virus della parotite. Il vaccino può contenere un adatto agente antimicrobico. Il vaccino trivalente è una preparazione liofilizzata mista contenente adatti ceppi vivi attenuati di virus del morbillo, della parotite (Paramyxovirus parotitidis) e della rosolia. I virus sono coltivati in embrioni di pollo, in cellule di embrioni di pollo o in altre adatte colture cellulari.

Il vaccino, a cui non deve essere aggiunto alcun conservante antimicrobico, deve essere ricostituito immediatamente prima dell'uso. Ogni dose deve contenere non meno di 3 log10 DICC50 di virus infettivi del morbillo, non meno di 3,7 log10 DICC50 di virus infettivi della parotite e non meno di 3 log10 DICC50 di virus infettivi della rosolia. La preparazione riportata in USP può contenere un adatto agente antimicrobico.

Quando viene neutralizzato con un antisiero specifico, il vaccino non è in grado di infettare le colture di cellule sensibili.

Quando viene mescolato con una miscela di antisieri specifici dei virus del morbillo, della parotite e della rosolia, il vaccino trivalente non è più in grado di infettare colture di cellule sensibili.

Il vaccino del morbillo in forma liofilizzata e il vaccino trivalente devono essere conservati a temperatura compresa tra 2 e 8 °C, evitandone il congelamento. Sia la forma liofilizzata che il vaccino ricostituito dovrebbero essere protetti dalla luce che può inattivare il virus. In tali condizioni di conservazione sia il vaccino vivo del morbillo che il vaccino trivalente hanno validità di un anno dalla data dell'ultima determinazione virale.

Il vaccino del morbillo viene utilizzato per indurre immunità attiva contro il morbillo. In Gran Bretagna e negli USA la vaccinazione di routine contro il morbillo è raccomandata per tutti i bambini durante il secondo anno di vita (si utilizza generalmente il vaccino trivalente del morbillo, della parotite e della rosolia). Se il vaccino viene somministrato prima di quest'età gli anticorpi della madre contro il morbillo, acquisiti passivamente dal bambino, possono interferire con lo sviluppo dell'immunità. Sembra preferibile somministrare il vaccino al quindicesimo mese d'età in quanto studi recenti indicano che nei bambini più piccoli la sieroconversione si svilupperebbe in modo più lento.

Negli USA viene consigliata la somministrazione di due dosi di vaccino per quei bambini che vivono in aree dove la trasmissione del morbillo è ricorrente. La prima dose viene somministrata al nono mese d'età come vaccino monocomponente e la seconda circa al quindicesimo mese. Per i bambini vaccinati con la prima dose dopo il compimento del primo anno si impiega il vaccino trivalente. Oggi c'è la tendenza a rivaccinare gli individui esposti in caso di focolaio di morbillo nelle scuole o nei collegi.

In Gran Bretagna vengono impiegati vaccini contro il morbillo preparati sia dal ceppo Schwarz che dal ceppo Edmonston di Enders, più attenuato. Entrambi sono somministrati alla dose di 0,5 ml (non meno di 1000 DICC50) per via sottocutanea o i.m.

Nei Paesi in via di sviluppo il vaccino è stato somministrato ai bambini di nove mesi; in alcuni casi è stato somministrato a bambini di sei mesi un vaccino ad alta attività ottenuto da ceppi Edmonston-Zagreb.

Il vaccino singolo contro il morbillo può essere impiegato anche a scopo profilattico somministrandolo entro 72 ore dall'esposizione al virus del morbillo.

In seguito alla somministrazione del vaccino del morbillo si possono manifestare febbre e rash cutanei. La febbre (39,4 °C o più) generalmente compare 5-10 giorni dopo l'iniezione, perdura per circa 1-2 giorni e talora è accompagnata da convulsioni. Possono manifestarsi inoltre corizza, congiuntivite, faringite e tosse. Sono stati associati all'uso del vaccino effetti più gravi, anche se rari, quali encefaliti e porpora trombocitopenica. In individui vaccinati contro il morbillo e successivamente esposti all'infezione si è manifestata una sindrome morbillosa atipica caratterizzata da febbre elevata e da rash atipici, dolore addominale e polmonite. La sindrome si è manifestata principalmente in pazienti ai quali era stato somministrato il vaccino inattivato (non più in uso), ma anche in quelli immunizzati con vaccino vivo.

Una volta ai bambini con un passato di convulsioni o i cui genitori o fratelli presentavano epilessia idiopatica all'anamnesi, si raccomandava la somministrazione contemporanea del vaccino del morbillo e di un'immunoglobulina umana normale diluita in modo particolare; oggi si consiglia che tali bambini vengano vaccinati nello stesso modo dei bambini sani, associando però un adatto trattamento profilattico contro le convulsioni febbrili. Il vaccino non dovrebbe essere somministrato ai bambini con meno di un anno d'età, nei quali gli anticorpi della madre potrebbero diminuire la risposta immunitaria. Il vaccino del morbillo può ridurre temporaneamente la risposta alla tubercolina o ad altri test cutanei. La somministrazione del vaccino monocomponente e del trivalente è consigliata nei bambini HIV-positivi sintomatici, compresi quelli in AIDS conclamato, poiché non causerebbe gravi effetti collaterali ed eviterebbe la morte del bambino per morbillo. Per ulteriori informazioni vedi vaccini per uso umano.

Letteratura specifica

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