Candidosi

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Candidosi
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Malattia rara
Codici di esenzione
SSN italiano {{{RaraIT}}}
Classificazione e risorse esterne
ICD-9-CM (EN) 112
ICD-10 (EN) B37
Sinonimi
Eponimi

La candidosi, detta anche candidiasi o moniliasi, è un'infezione da funghi del genere Candida, di cui Candida albicans è il più comune.

Indice

[modifica] Clinica

[modifica] Candidosi sistemica

Negli individui immunocompromessi, l'infezione da candida può coinvolgere l'esofago e diventare sistemica. Nei casi più gravi la candida si moltiplica in modo anomalo e, attraverso l'intestino, può raggiungere il sangue dove libera le proprie tossine provocando la candidemia. La malattia dà luogo a molti sintomi, quali gonfiore addominale, rallentamento della digestione, disturbi intestinali (stipsi o diarrea). La candidosi induce anche un cattivo assorbimento delle sostanze nutritive e, a lungo andare, uno stato di malnutrizione.

[modifica] Candidosi localizzata

Nei pazienti senza compromissione delle funzioni immunitarie, la candidosi si rileva generalmente solo nelle parti esposte e umide del corpo, come ad esempio:

  • la cavità orale (mughetto);
  • la vagina (vulvovaginite da candida);
  • pieghe della pelle nell'area coperta da pannolini;
  • il pene (genitali maschili in generale).

[modifica] Mughetto

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Mughetto (malattia).

Il termine mughetto è comunemente usato per indicare una stomatite da Candida albicans, cioè una micosi a carico della mucosa orale.

[modifica] Vulvovaginite da Candida

La Candida costituisce un normale saprofita della flora vaginale.

Fattori di rischio associati ad episodi sporadici di vulvovaginite da Candida sono:

Fattori di rischio associati ad episodi recidivanti (5% del totale), in genere dovuti ad una eradicazione parziale:

L'infezione è altamente contagiosa da donna a uomo e da donna a donna (basta un contatto occasionale anche non sessuale), ma più difficile da uomo a donna, in quanto nel liquido prostatico dell'uomo contagiato è presente solo una piccola carica, insufficiente a causare il contagio. Si ha quindi necessità di molti rapporti sessuali che aumentino il pH vaginale e la deposizione di funghi con l'eiaculazione affinché ci sia il passaggio da uomo a donna. Tipiche le infezioni a "ping pong" nelle coppie sessuali.

La candidosi non influisce sulla gravidanza (un terzo delle gravide la presenta) ma la presenza di funghi di Candida nel liquido prostatico dell'uomo al concepimento è legato al rischio di malformazioni uro-genitali del nascituro (megauretere, criptorchidismo, ecc.).

Sul piano clinico si osservano, vaginite o vulvo-vaginite e leucorrea bianca, densa e asciutta.

La diagnosi si pone sui rilievi clinici e dopo osservazione microscopica delle ife su di uno striscio del secreto vaginale.

La terapia si basa su un composto ad uso topico (azoli) associato ad uno che agisce per via sistemica (fluconazolo o, nei casi più resistenti itraconazolo).

Nei casi di recidiva è utile applicare i seguenti comportamenti:

  • non utilizzare la bicicletta
  • non praticare equitazione
  • dieta priva di lieviti e zuccheri: consentiti solo fruttosio e miele; eliminare pane, focacce, pizza, birra, vino, bibite varie, superalcolici, biscotti industriali, e tutto quanto contiene lieviti e zuccheri semplici (glucosio, destrosio, saccarosio...)
  • evitare i formaggi stagionati
  • utilizzare slip (non perizomi, tanga o brasiliane) di cotone 100% bianco (o comunque colori molto chiari)
  • quando possibile stare senza biancheria per permettere alle mucose di "respirare" quanto più possibile
  • utilizzare assorbenti esterni e salvaslip solo di cotone
  • evitare i rapporti sessuali almeno per un mese
  • alla ripresa dei rapporti sessuali e comunque durante la terapia con gli antimicotici, utilizzare lubrificante vaginale e preservativo (quest'ultimo per evitare l'eventuale passaggio di ife da parte del partner)

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note


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