Clistere

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Clistere a pompa
Clistere a siringa

Il clistere o enteroclisma è una pratica volta a liberare l'ultimo tratto dell'intestino da feci e/o gas, con l'introduzione di una sonda nel retto e/o nel sigma. In campo medico la si effettua a scopo diagnostico, in prossimità di un intervento chirurgico, o semplicemente per una momentanea difficoltà ad evacuare dovuta alla presenza di un fecaloma ostruttivo traumatizzante, oppure in caso di stipsi od altri problemi inerenti alla defecazione. La pratica ha una diffusione anche domestica.

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

In base alla loro azione, i clisteri possono anche essere classificati in 5 gruppi:

  • evacuativi
  • carminativi
  • di ritenzione
  • a flusso refluo
  • terapeutici
  • esistono inoltre clisteri eseguiti a mero scopo ludico, all'interno di giochi di ruolo.

A scopo diagnostico[modifica | modifica sorgente]

La diagnostica per immagini utilizza il clisma per l'immissione di mezzi di contrasto nell'intestino. Nella radiologia classica si parlava di clisma opaco.

Per uso igienico[modifica | modifica sorgente]

L'attrezzo per praticarlo è costituito da un contenitore in gomma a forma di pera, terminante con un beccuccio. Per la sua forma questa pratica casalinga è chiamata anche "peretta" o "pompetta"; per evitare lesioni all'ano durante l'inserimento, viene lubrificato il beccuccio e il punto di introduzione, eliminando preventivamente l'eventuale aria residua contenuta nella peretta prima di introdurre il beccuccio.

Il liquido da introdurre può essere acqua tiepida mista a olio, glicerina,sapone o soluzioni lassative. Per i bambini di pochi mesi, sono disponibili nelle farmacie confezioni "usa e getta", sagomate in modo appropriato, contenenti piccole quantità di glicerina. Lo scopo del clistere è quello di eliminare il blocco fecale grazie all'acqua o altro liquido, che, aumentando di volume all'interno dell'intestino, fa raggiungere a chi riceve il clistere lo stimolo di defecare e al tempo stesso, "scioglie" anche le feci dure. In ospedale si utilizzano clisteri (chiamati clisma) contenenti soluzioni iperosmotiche di fosfati di sodio e potassio.

Una pratica igienica similare, in uso da persone adulte, fatta con regolarità a intervalli di tempo variabili, è costituita dall'enteroclisma praticato con l'omonimo attrezzo in vendita in farmacia, costituito da una sacca da appendere provvisto di un tubicino, volto a pulire a fondo il retto e a dare una notevole sensazione di benessere. In questo caso il liquido introdotto è in quantità maggiore, da 1,5 fino a 3 litri, può essere di acqua semplice oppure con l'aggiunta di sostanze rinfrescanti ed essenze naturali.

L'attrezzo è costituito da un contenitore a forma di sacca, provvisto di un rubinetto collegato ad un tubicino flessibile di lunghezza appropriata, terminante con una cannula rigida. La sacca viene posizionata più in alto rispetto al corpo; introdotta la cannula e aperto il rubinetto, il liquido fluisce nell'intestino per effetto della forza di gravità, con una velocità dipendente dall'altezza della sacca. Solitamente viene preferito un flusso molto lento, in modo da permettere alle anse dell'intestino di adattarsi a ricevere tutta la soluzione senza interruzioni.

Nel caso dell'enteroclisma con la sacca, data la maggiore quantità di soluzione introdotta, può risultare vantaggioso assumere la posizione sdraiata su un fianco (preferibilmente quello sinistro), in tal modo il ventre non comprime l'intestino. Un'altra posizione adottata consiste nell'inginocchiarsi sul pavimento sopra un asciugamano, portando in basso la testa: in tal modo si pone l'intestino nelle migliori condizioni per ricevere il flusso. In entrambi i casi, terminata l'introduzione, possono essere eseguiti leggeri massaggi sulla zona del ventre fino alla comparsa dei primi stimoli di evacuazione, la quale avviene generalmente con brevi scariche a intervalli più o meno ravvicinati. Tutta la procedura può essere ripetuta immediatamente, anche tre volte di seguito. È possibile effettuare clistere ed enteroclisma da soli, ma la collaborazione di una seconda persona può agevolare l'operazione.

Esiste una pratica medica per il delicato e completo lavaggio di tutto l'intestino: l'idrocolonterapia. Viene effettuata con una sofisticata macchina, la quale mette in circolo una quantità di acqua molto superiore. Questa tecnica, assolutamente non dolorosa, impiega due condotti a circuito chiuso (uno per l'ingresso della soluzione e uno per l'evacuazione): ponendo la persona a proprio agio in posizione supina, viene eseguita in completo relax ed evita odori sgradevoli. Al termine del trattamento, della durata di circa un'ora, si può subito riprendere la propria normale attività. Essendo una procedura piuttosto complessa, viene eseguita in centri specializzati.

Rischi[modifica | modifica sorgente]

Il clistere è una pratica relativamente sicura per il paziente. I pericoli principali riguardano l'irritazione della mucosa rettale causata dall'utilizzo di sostanze irritanti, come l'eccesso di sapone e gli effetti negativi di una soluzione ipertonica o ipotonica sui liquidi corporei e gli elettroliti.

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