Herpes genitale

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Herpes genitale
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Herpes genitale della mucosa vulvare
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 054.1
ICD-10 (EN) A60
Sinonimi
Herpes genitalis

La malattia infettiva nota come herpes genitale è causata principalmente dal virus Herpes simplex di tipo 2 (HSV-2) e trasmessa prevalentemente per contatto venereo. Lesioni del tutto analoghe possono essere comunque sostenute dal virus Herpes simplex di tipo 1 (HSV-1), responsabile dell'herpes labiale e del patereccio erpetico; in questi casi, la trasmissione avviene più frequentemente per contatto dei genitali con la mucosa labiale infetta o con le lesioni cutanee di mani o dita.[1]

Esame obiettivo dermatologico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lesioni cutanee elementari.

L'herpes simplex genitale si manifesta con lesioni focali eritemato-edemato-papulo-vescicolari localizzate sulla mucosa vulvare (vestibolo, piccole labbra o sulla cute delle grandi labbra) o peniena (glande, solco balano-prepuziale o sulla cute di asta e prepuzio).[2] Le lesioni evolvono verso piccole ulcere dolenti e cocenti dal fondo non sanioso talora ricoperte di croste. L'estensione e la gravità dell'herpes simplex genitale è maggiore in caso di prima manifestazione (infezione primaria), con lesioni che possono estendersi alla superficie mediale delle cosce, all'area perianale, alla vagina, all'ano e/o alla mucosa rettale.[2]

Herpes simplex genitale della cute di prepuzio e asta. Si notino le classiche lesioni vescicolari.

Profilo clinico[modifica | modifica wikitesto]

L'infezione primaria, più grave per estensione ed intensità dei sintomi, si manifesta nella donna con la comparsa delle lesioni caratteristiche sulla mucosa vulvare associate spesso a cervicite e vaginite. Il quadro clinico è caratterizzato da disuria, leucorrea, prurito e dolore vaginale e intensa dispareunia. Le lesioni possono estendersi alla cute di perineo, natiche, cosce e ano. Nell'uomo le vescicole compaiono con maggiore frequenza a livello del glande e/o del solco balanoprepuziale, talora con estensione verso l'asta, l'uretra, la cute delle natiche e delle cosce. Il quadro clinico si caratterizza per intenso dolore, prurito e talora disuria. La cute anale e la mucosa rettale possono essere interessati per estensione delle lesioni primitive o per contatto diretto con soggetti infetti (proctite erpetica). Come per l'herpes simplex labiale o cutaneo, l'herpes simplex genitale tende a recidivare con frequenza notevolmente variabile dal soggetto a soggetto (stress psicofisico, episodi influenzali, malattie sistemiche acute o riacutizzazioni di malattie croniche). Le recidive (infezioni secondarie) si caratterizzano per minore estensione ed intensità dei sintomi; in questi casi, le lesioni si limitano alla mucosa di vulva e/o vagina o ano della femmina e al glande/asta o ano nel maschio, talora con estensione perineale. La comparsa delle classiche vescicole erpetiche è preceduta da prurito e/o bruciore locale associato alla comparsa di eritema. La durata delle lesioni secondarie è inferiore a quella delle lesioni primarie (6-8 giorni rispetto alle 1-4 settimane).[1] Le lesioni guariscono con completa restitutio ab integrum della zona interessata, benché possa permanere un grado variabile di disestesia o dolore muco-cutaneo.

Profilo diagnostico[modifica | modifica wikitesto]

La comparsa nelle sedi descritte delle lesioni tipiche dell'herpes simplex è spesso sufficiente a porre diagnosi. In alcuni casi, dove può mancare la tipica eruzione vescicolo-ulcerativa (herpes neonatale o in soggetti immunodepressi) è tuttavia necessario escludere malattie sistemiche quali la rosolia, la toxoplasmosi o l'infezione da Citomegalovirus. In questi casi o nei casi dubbi, l'accertamento definitivo si attua con l'isolamento del virus (effetto citopatico tipico dopo isolamento in colture cellulari) nel materiale prelevato con tampone o biopsia.[1]

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

Nei soggetti immunocompententi, l'infezione primaria deve essere trattata per almeno 7-10 giorni con uno di questi farmaci:[1]

  • Aciclovir orale, dose di 400 mg per 3 volte al giorno
  • Valaciclovir orale, dose di 1000 mg per 2 volte al giorno
  • Famciclovir orale, dose di 250 mg per 3 volte al giorno.

Queste terapie non prevengono tuttavia la comparsa delle recidive. La riduzione della frequenza di queste ultime, può essere attuata con schemi terapeutici che prevedono l'impiego a dosaggi inferiori dei suddetti farmaci per almeno 2 anni. Tale schema terapeutico può essere utilizzato, sotto stretto controllo ginecologico e con l'attenta valutazione dei benefici, nelle donne portatrici in gravidanza. Tuttavia, la presenza di lesioni genitali visibili nella donna al momento del parto è un'indicazione sufficiente al taglio cesareo.[1] In questi casi, al neonato si somministra aciclovir alla dose di 10mg/kg (il doppio se è prematuro) 3 volte al giorno per 10-21 giorni. Le recidive di herpes simplex genitali richiedono la stessa terapia dell'infezione primaria con dosaggi e per periodi di tempo minori. Nei soggetti immunocompressi, la terapia delle lesioni (primarie e secondarie) è invece molto più complessa, dovendo talora associare il foscarnet endovenoso o gel per uso topico a base di cidofovir.

Per il trattamento sintomatico dei pruriti e bruciori da Herpes è possibile trattare la parte con un gel a base di trigliceridi ossidati derivanti da acidi grassi di origine vegetale, commercializzato in Italia, senza ricetta, con il nome di ClarevaGel.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Mauro Moroni, Roberto Esposito, Fausto de Lalla, Malattie Infettive, 7ª edizione, Milano, Elsevier Masson, 2008, ISBN 9788821429804.
  2. ^ a b Braun Falco, Plewig, Wolff, Burgdorf, Dermatologia, Roma, Springer, 2002, ISBN 8847001684.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mauro Moroni, Roberto Esposito, Fausto de Lalla, Malattie Infettive, 7ª edizione, Milano, Elsevier Masson, 2008, ISBN 9788821429804.
  • Braun Falco, Plewig, Wolff, Burgdorf, Dermatologia, Roma, Springer, 2002, ISBN 8847001684.
  • Paolo Fabbri, Carlo Gelmetti, Giorgio Leigheb, Manuale di dermatologia medica, Torino - Milano, Elsevier Masson, 2010, ISBN 978-88-214-3122-7.
  • Fabio Ayala - Paolo Lisi - Giuseppe Monfregola, Malattie cutanee e veneree, Padova, Piccin, 2007, ISBN 978-88-299-1846-1.
  • Miller, Jeffrey H.; Marks, James G., Lookingbill and Marks' Principles of Dermatology, Saunders, 2006, ISBN 1-4160-3185-5.
  • Callen, Jeffrey, Color atlas of dermatology, Philadelphia, W.B. Saunders, 2000, ISBN 0-7216-8256-1.
  • Wolff, Klaus Dieter; et al., Fitzpatrick's Dermatology in General Medicine, McGraw-Hill Medical, 2008, ISBN 0-07-146690-8.
  • James, William D.; et al., Andrews' Diseases of the Skin: Clinical Dermatology, Saunders Elsevier, 2006, ISBN 0-7216-2921-0.
  • Fitzpatrick, Thomas B.; Klauss Wolff; Wolff, Klaus Dieter; Johnson, Richard R.; Suurmond, Dick; Richard Suurmond, Fitzpatrick's color atlas and synopsis of clinical dermatology, New York, McGraw-Hill Medical Pub. Division, 2005, ISBN 0-07-144019-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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