Cattedrale di Acireale

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Coordinate: 37°36′47.3″N 15°09′57.3″E / 37.613139°N 15.165917°E37.613139; 15.165917

Cattedrale di Acireale
Cattedrale di Acireale
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Località Acireale
Religione cattolica
Titolare Maria
Diocesi Acireale
Stile architettonico composito
Inizio costruzione XVI secolo
Completamento 1889
Sito web http://www.diocesi.acireale.ct.it/

La cattedrale di Acireale è ubicata nell'articolata piazza del Duomo, su cui prospetta anche la basilica dei Santi Pietro e Paolo.

Dedicata a Maria Santissima Annunziata, è il luogo del culto, introdotto nel 1651, di Santa Venera, patrona di Acireale, di cui conserva le reliquie in una fastosa cappella. Fu elevata a cattedrale nel 1872, anno in cui venne istituita la diocesi di Acireale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel XV secolo il primo edificio era costituito da una sola cappella a tre mura, contigua all'edificio attuale sul lato nord, dove si venerava un'immagine dell'Annunziata.

Nel 1532 si procedette all'abbattimento della cappella e alla sua ricostruzione in forme più ampie, con navate laterali e torre campanaria.

La costruzione del Duomo attuale fu deliberata dal municipio l'8 ottobre 1597, iniziando poi l'anno successivo. In uno dei quattro grandi pilastri che sostengono la cupola, quello di nord-est, entro un cartiglio scolpito nella pietra lavica ad altezza d'uomo è segnata la data "1600". Tutto il complesso ha subito dal 1598 continui ampliamenti e modifiche, fino a raggiungere l'aspetto attuale con le ultime modifiche concluse nel 1889.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Esterno[modifica | modifica sorgente]

Veduta notturna

La chiesa è a croce latina, a tre navate e, dopo l'erezione della diocesi, è stata congiunta nel 1874-1878 da un cavalcavia al Palazzo vescovile a nord, progettato dall'architetto Carlo Cocuccio, operazione urbanistica singolare che unisce due proprietà sostanzialmente private sovrastando la via pubblica . Il complesso di cattedrale, palazzo vescovile, edifici ecclesiastici su via Genuardi e loro corti interne congiunte alla basilica dei santi Pietro e Paolo costituisce una vera e propria cittadella. Di notevole pregio, su via Genuardi, è l'atrio che immette nel complesso.

Il prospetto venne realizzato a partire dal XVII secolo. Il gruppo scultorio del portale marmoreo, rappresentante l'Annunciazione, fu realizzato nella bottega messinese di Placido Blandamonte nel 1668-1672, portato per mare fino a Santa Maria La Scala e da qui trainato ad Aci per le impervie salite.

I due campanili svettanti ai lati della facciata, pur identici, non sono coevi. Il campanile a destra del prospetto, che richiama stilemi gotico-normanni, di cui si hanno notizie dal 1544, ha seguito tutte le vicende costruttive della chiesa ed ebbe anche funzione di torre d'avvistamento. Il campanile del lato nord, a sinistra, il rosone e le restanti decorazioni del prospetto sono invece in stile neogotico, realizzati nel 1887-1889 su progetti di Sebastiano Ittar e Giovan Battista Filippo Basile (padre del maestro del liberty siciliano Ernesto Basile).

La cupola, iniziata nel 1655, fu completata solo nel 1732, su progetto dell'architetto Paolo Amico[1].

Interno[modifica | modifica sorgente]

L'interno è stato modificato nello stile predominante nel XVIII secolo, anche in seguito al terremoto del 1693 e a quello del 1783.

Nella cappella di Santa Venera (risalente al 1658 e decorata poi con ricche cornici e modanature dal romano Girolamo Baragioli intorno al 1697) si conservano le reliquie e la statua della santa, opera di Mario D'Angelo (1651-1655). In altra cappella è esposto il fercolo di argento cesellato, in stile barocco, realizzato tra il 1659 e il 1783.

Gli affreschi della cappella di Santa Venera sono stati realizzati nel 1712 da Antonio Filocamo. Gli affreschi del transetto e dei pennacchi della cupola vennero realizzati da Pietro Paolo Vasta, fra il 1736 ed il 1737 (Gloria di Santa Venera , Nozze di Cana, Caino e Abele, Abramo e Isacco).Permangono nel transetto piccole zone con gli affreschi di Venerando Costanzo Varbazza. I quadri ad olio presenti nella chiesa sono: Madonna del Rosario del messinese Antonio Catalano; Natività di Nostro Signore, Sant'Anna e San Nicolò da Bari di Pietro Paolo Vasta; Angelo Custode, Sant'Antonio di Padova e San Tommaso Apostolo di Giacinto Platania ma riformati da Pietro Paolo Vasta; Immacolata Concezione di Antonino Bonaccorsi. La volta della navata centrale fu invece affrescata da Giuseppe Sciuti (entro il 1907).

La cattedrale accoglie inoltre monumenti funebri di alcuni personaggi legati alla storia della città, tra cui quelli dei vescovi Ottavio Branciforte (vescovo di Catania rifugiatosi in Acireale, morto nel 1646) e Salvatore Russo (vescovo di Acireale, morto nel 1964).

La meridiana[modifica | modifica sorgente]

Incastonata nel pavimento del transetto si trova una meridiana realizzata da Christian Heinrich Friedrich Peters (1843) ed ornata con i simboli dello zodiaco da Giovan Francesco Boccaccini.

Fede e Scienza, Religione e Tecnologia camminano da sempre assieme in Sicilia. Massimi cultori delle scienze astronomiche quasi sempre appartenenti agli ordini religiosi, luoghi deputati al culto raccolgono il frutto di meticolosi studi che pongono l'isola in primo piano per la presenza e numero di meridiane a camera oscura funzionanti in Italia.

L'elenco dei siti ospitanti le installazioni: la Cattedrale di Maria Santissima Annunziata di Acireale, la Scuola Tecnica Regia di Caltanissetta, la Chiesa dei Santissimi Apostoli Pietro e Paolo di Castiglione di Sicilia, il Duomo di Santa Maria Assunta di Castroreale, la Chiesa di San Nicolò l'Arena di Catania, la Basilica Cattedrale Protometropolitana della Santa Vergine Maria Assunta di Messina, il Duomo di San Giorgio di Modica, la Cattedrale Metropolitana della Santa Vergine Maria Assunta di Palermo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Egli inchinava all'ornare del Vanvitelli", ne dice il Vigo.[senza fonte]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Vincenzo Raciti Romeo, Acireale e dintorni - Guida storico monumentale, Acireale, 1927.
  • Gaetano Gravagno, La loggia giuratoria e le basiliche di Acireale, vicende delle fabbriche. Bonanno editore, Acireale, 1989.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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