Santa Maria la Scala
| Santa Maria la Scala frazione |
|||||
|---|---|---|---|---|---|
|
|
|||||
Vista notturna da Testa dell'Acqua |
|||||
| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Comune | |||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 37°37′2″N 15°10′20″E / 37.61722°N 15.17222°ECoordinate: 37°37′2″N 15°10′20″E / 37.61722°N 15.17222°E | ||||
| Altitudine | 15 m s.l.m. | ||||
| Abitanti | 793 (1996) | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 95024 | ||||
| Prefisso | 095 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Nome abitanti | scaloti | ||||
| Patrono | Maria santissima della Scala | ||||
| Localizzazione | |||||
Santa Maria la Scala ('A Scala in siciliano) è una frazione del comune di Acireale, in provincia di Catania.
Il borgo si trova sulla costa ionica ai piedi della Timpa, a circa 3 chilometri da Acireale, di cui costituisce il più prossimo sbocco a mare. Gli abitanti sono localmente conosciuti con il nome di scaloti. La chiesa parrocchiale è del XVII secolo.
L'abitato sorge ai piedi della Timpa di Acireale e si raccoglie attorno al porticciolo detto Scalo Grande, allungandosi sull'angusto lungomare verso sud. All'estremità meridionale della frazione vi è un mulino ad acqua alimentato dalla sorgente Miuccio che sgorga a pochi metri dal mare dalle pareti rocciose della Timpa e che è di notevole rilevanza naturalistica. A nord dell'abitato, accessibile via mare, si trova la Grotta delle palombe (Grotta dei colombi), una grotta in un complesso do basalti colonnari ormai pesantemente danneggiata dalle mareggiate. Secondo la leggenda era un rifugio amoroso del pastore Aci e della ninfa Galatea.
I collegamenti con Acireale sono assicurati da un'unica strada provinciale che sostituisce la vecchia via denominata "le Chiazzette", non carrozzabile, che costituisce il percorso più breve di collegamento con la città ed è oggi un interessante itinerario naturalistico attraverso la riserva naturale della Timpa.
[modifica] Economia
L'economia di Santa Maria la Scala aveva la sua voce più importante nella pesca col suo porto naturale, protetto da una darsena artificiale e accessibile a imbarcazioni medio piccole. La flotta di pescherecci si è ridotta a pochissime unità e ripara ad Acitrezza. Sono sviluppate le attività di ristorazione e ricettive.
Il borgo è inoltre da giugno a settembre frequentata località balneare con le sue scogliere di grossi ciottoli di pietra lavica levigati dal moto ondoso. Le autolinee degli autobus lo collegano ad Acireale. Durante la stagione estiva è anche di sera meta di turismo locale, anche per alcune manifestazioni organizzate dagli esercenti.
[modifica] Galleria immagini
[modifica] Voci correlate
|
|