Alfano di Salerno

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Alfano
arcivescovo della Chiesa cattolica
ArchbishopPallium PioM.svg
Nato 1015/1020
Deceduto 1085 a Salerno

Alfano di Salerno (Salerno, 1015/1020Salerno, 1085) è stato un abate, medico, scrittore e arcivescovo italiano, importante esponente della scuola medica salernitana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Fu monaco in Santa Sofia a Benevento, quindi a Montecassino. Divenne abate del monastero di San Benedetto a Salerno e poi arcivescovo della città nel 1058.

Personaggio eclettico: medico della Scuola Medica Salernitana, scrittore, poeta e architetto. Fu autore di diversi Inni a carattere sacro, la cui ispirazione rivela una notevole conoscenza della poetica di Orazio[1], ma è ricordato soprattutto per essere stato uno dei principali esponenti tra gli intellettuali benedettini del medioevo. La sua figura è legata a quella dell'abate di Montecassino Desiderio (futuro papa Vittore III) di cui fu intimo amico; insieme a quest'ultimo promosse una riforma morale e politica della Chiesa. Partecipò al concilio di Melfi, a quello di Salerno e al concilio di Roma.

Nella sua opera pastorale Alfano I eresse nel 1058 la diocesi di Nusco e consacrò Sant'Amato Landone suo primo vescovo.

Si recò a Costantinopoli con il principe di Salerno Gisulfo II per promuovere una lega anti-normanna, ma Gisulfo, a sua insaputa, lo lasciò in ostaggio all'imperatore d'oriente. Riuscì a fuggire e a tornare in Italia dove fu accolto dal normanno Roberto il Guiscardo e dalla moglie Sichelgaita di Salerno, sorella di Gisulfo[2].

Nel 1076 il Guiscardo conquistò Salerno ed Alfano fece da mediatore, nella delicata fase di transizione, tra longobardi e normanni.

Alfano ispirò e guidò la costruzione del Duomo di Salerno eretto da Roberto il Guiscardo e consacrato da Gregorio VII nel 1085.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Alfano fu un raffinato scrittore, dalle cui opere emerge una perfetta padronanza della lingua greca e una profonda conoscenza dei classici greci e latini. Tra i suoi componimenti si ricordano:

  • i Carmi a carattere religioso
  • De unione Verbi Dei et hominis

In campo medico tradusse dal greco il Premnon Physicon o De Natura Hominis di Nemesio[1] e fu autore di diverse opere tra cui:

  • De pulsis
  • Experimenta archiepiscopi salernitani
  • Tractatus de quibusdam medicinalibus
  • De quattuor humoribus corporis humanis

La sopravvivenza di tali opere, non pervenuteci in originale, è stata affidata a successive rielaborazioni, che testimoniano l'impulso che esse dettero alla successiva ricerca e pratica medica[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Biografia dal sito del Museo Galileo di Firenze
  2. ^ A. Lentini, Sul viaggio costantinopolitano di Gisulfo di Salerno con l'arcivescovo Alfano, in Atti del III Congresso di studi sull'Alto Medioevo (Benevento-Montevergine-Salerno-Amalfi, 14-18 ottobre 1956), Spoleto 1959, pp. 437-443;

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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Giovanni III. 1058-1085 Alfano II

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