Noli me tangere

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Noli me tangere è una famosa locuzione latina che significa "non mi toccare".

Iconografia e senso figurato[modifica | modifica wikitesto]

Noli me tangere di Hans Holbein il Giovane

La locuzione noli me tangere è attribuita a Gesù, che l'avrebbe rivolta a Maria Maddalena subito dopo la resurrezione; la circostanza è dedotta nel Vangelo secondo Giovanni 20, 17,[1] ma ha sollevato qualche dubbio l'eventuale ragione di questa presa di distanza e pertanto più d'uno fra gli esegeti ha mostrato perplessità.

Le moderne traduzioni della bibbia Nuova Riveduta e Bibbia CEI, invece di non mi toccare, traducono non mi trattenere. Tale nuova interpretazione è, probabilmente, più aderente alla lettera del Vangelo secondo Giovanni, originariamente scritto in greco, dove è riportata come: Μή μου ἅπτου (mê mou haptou).[2]

La frase attribuita a Gesù fu un tema ricorrente dell'iconografia dal tardo medioevo al rinascimento ed ispirò diversi pittori, da Duccio di Buoninsegna a Paolo Veronese in Italia, da Hans Memling a Hans Holbein il Giovane in area fiamminga e tedesca. Gesù spesso è raffigurato con una vanga in braccio. Questa iconografia deriva dal Vangelo di Giovanni. Nel racconto di Giovanni la Maddalena è sgomenta nei pressi del sepolcro vuoto e quando Gesù appare non lo riconosce immediatamente, ma lo scambia per "il custode del giardino" nella traduzione CEI. Per l'appunto la vanga descrive la svista della Maddalena.

Nella psicoanalisi, in antropologia ed in sociologia, la locuzione noli me tangere è usata ad identificare espressivamente il tabù del contatto, cioè quella diffusa condizione di istintiva ripulsa del contatto fisico interpersonale che spesso si traduce in un divieto morale (un tabù, appunto).

Nel parlare corrente la locuzione ricorre oggi con minore frequenza rispetto al passato, quando veniva usata con un sottinteso di minaccia, di ricatto talvolta, per scoraggiare in senso figurato qualsiasi tentativo di nuocere a chi la pronunziava.[1][2]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Esiste una pianta medicinale della famiglia delle Balsaminaceae detta comunemente "Erba impazienza, barsamina, noli me tangere",[1] la cui singolare caratteristica, se toccata, è di "sparare" i semi nel terreno circostante. Esiste anche un'altra pianta, la Mimosa pudica,[1] che viene comunemente detta "noli me tangere" perché, se toccate, le foglie si ripiegano su se stesse.

Noli me tangere è anche il titolo di un romanzo dello scrittore, patriota e martire filippino José Rizal, giustiziato a Manila dagli spagnoli e pubblicato per la prima volta nel 1887 a Berlino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Cf. locuzione su Treccani.it.
  2. ^ a b Cf. locuzione su Sapere.it.

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