Margherita di Navarra e di Sicilia

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Margherita Garcés, o Margherita di Navarra. Margarita in spagnolo, in asturiano e in basco, Margarida in galiziano, in portoghese e in catalano, Margalida in aragonese, Marguerite in francese, Margaret in inglese e Margaretha in tedesco e Margarethe in fiammingo (Laguardia, 1134 circa – Palermo, 12 agosto 1183), principessa di Navarra, è stata regina consorte di Sicilia dal 1154 al 1166 e reggente del regno di Sicilia dal 1166 al 1171.

Origine[1][2][3][modifica | modifica sorgente]

Figlia del re di Navarra, García IV Ramírez e di Margherita de l'Aigle, figlia di Gibert de l'Aigle.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Negli Annali di Romualdo Guarna, Margherita viene citata come Margaritam filiam Garsie regis Navarre, moglie di Guglielmo il Malo (rex Guillelmus). Sempre Romualdo Guarna, nella sua Cronaca, riferisce che, nel 1150, ci fu il matrimonio di Margherita (Margaritam filiam Garziæ regis Navarræ) col principe di Capua, principe di Taranto, duca di Apulia ed erede al trono di Sicilia, Guglielmo il Malo (1131-1167), figlio del re di Sicilia, Ruggero II e di Elvira Alfonso di Castiglia, figlia del re di Castiglia Alfonso VI il Valoroso e della sua quinta moglie, Isabella di Siviglia[1].

Tomba della regina Margherita nel Duomo di Monreale.

Nel 1154, alla morte del suocero, Ruggero II, Margherita divenne regina consorte del regno di Sicilia[1], in un periodo piuttosto travagliato della vita del regno, tra minacce esterne (dell'impero germanico, portata da Federico I Barbarossa, di quella dell'impero di Bisanzio portata da Manuele I Comneno e da quella del papato retto da Adriano IV) e per le insidie dei baroni avversi all'assolutismo stabilito da Ruggero II.

Lapide commemorativa per Enrico, principe di Capua figlio della regina Margherita, nel Duomo di Monreale.

Nel 1156, e poi, nel 1160, si ebbero delle rivolte; particolarmente grave fu la seconda, guidata da Matteo Bonello che portò all'uccisione del ministro Maione di Bari, di cui pare fosse innamorata (e contraccambiata) la regina.

Nel 1166, alla morte del marito, Margherita ebbe la tutela dell'erede al trono, Guglielmo, ed esercitò la reggenza[1].

Inizialmente, anziché appoggiarsi ai funzionari che reggevano le sorti del regno con suo marito fece venire dalla Navarra il fratellastro, Rodrigo Garcés, che nominò conte di Montescaglioso, il cugino, Stefano du Perché, nominato cancelliere e vescovo di Palermo, ed altri parenti cui affidò il governo del regno. Questo comportamento scontentò sia i baroni che i funzionari, italici e saraceni, e portò ad un rivolta capeggiata da Matteo d'Aiello, che in un primo tempo fu imprigionato, ma in seguito riuscì ad avere la meglio e a fare allontanare i navarresi ed i francesi.

Nel 1168, fu formato quindi un nuovo gabinetto di dieci familiares regis, ovvero di consiglieri, tra cui figuravano Enrico, conte di Montescaglioso (il fratellastro della regina, Rodrigo, cui era stato cambiato il nome), Matteo d'Aiello, Riccardo di Mandra, Riccardo Palmer, Romualdo Guarna e Gualtiero Offamilio (precettore del giovane re). Gualtiero Offamilio, inoltre, fu eletto vescovo di Palermo mentre, nel 1169, Matteo d'Aiello divenne vicecancelliere, infatti compare con tale incarico nei documenti del dicembre dello stesso anno.

Il potere della regina madre era stato notevolmente ridotto (praticamente sino al 1171, fu solo reggente de jure) e Margherita, per la destituzione del vescovo di Palermo, il cugino, Stefano du Perché, si appellò al papa Alessandro III, cui aveva versato dei denari per contrastare il Barbarossa, ma senza ottenere risultati; si rivolse anche all'Arcivescovo di Canterbury, Thomas Becket, con cui tenne una corrispondenza, che gli diede solo appoggio morale, mentre lei lo appoggiava nella controversia che lo opponeva al re d'Inghilterra, Enrico II ma Becket fu ucciso nel 1170.

Credente ed osservante, Margherita fu la principale sostenitrice della fondazione dell'Abbazia di Santa Maria di Maniace (abbazia benedettina da lei fondata nel 1172, secondo gli Annales Siculi[4]), di Bronte, dove, si narra, trascorse in clausura gli ultimi anni della sua esistenza, spostandosi a volte nella chiesa di San Marco d'Alunzio, che fu il primo castello di Roberto il Guiscardo, in Sicilia. Tra il 1173 ed il 1178 finanziò il vescovo Gualtiero nella costruzione della Chiesa dello Spirito Santo di Palermo.

La Chiesa dello Spirito Santo o Chiesa del Vespro

Margherita, secondo lo storico, La Lumia, in età avanzata era ancora bella, superba e leggiadra, morì il 12 agosto 1183, e fu sepolta, nel Duomo di Monreale, fatto costruire dal figlio, Guglielmo II, nel 1174.

Figli[4][5][6][modifica | modifica sorgente]

Margherita a Guglielmo diede quattro figli:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d (EN) Dinastie reali di Navarra
  2. ^ (DE) Garcia IV Ramirez genealogie mittelalter
  3. ^ (EN) Garcia IV-genealogy
  4. ^ a b (EN) Dinastie reali di Sicilia
  5. ^ (DE) Guglielmo I di Sicilia genealogie mittelalter
  6. ^ (EN) Altavilla-genealogy

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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Beatrice di Rethel 26 febbraio 1154 – 7 maggio 1166 Giovanna d'Inghilterra