Familismo amorale

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Il familismo amorale è un concetto sociologico sviluppato da Edward C. Banfield nel suo libro Moral Basis of a Backward Society (Le basi morali di una società arretrata) del 1958.

Descrive la tendenza tipica della cultura dell'Europa meridionale e dell'area mediterranea, secondo la quale gli individui di una comunità appartenente a tale cultura, obbediscono alla seguente regola di condotta: massimizzare unicamente i vantaggi materiali e immediati della propria famiglia nucleare, supponendo che tutti gli altri si comportino allo stesso modo.

Banfield nei suoi studi sul campo, trae spunto di una piccola cittadina dell'Italia meridionale che egli chiama convenzionalmente “Montegrano", dietro cui, nella realtà, è adombrato il borgo di Chiaromonte, piccolo centro della provincia di Potenza). Un nome fittizio che richiama però alla difficile realtà del Mezzogiorno d'Italia nel secondo dopoguerra, con vistosi tratti di arretratezza sotto il profilo economico e sociale.

Il familismo sarebbe "a-morale" perché privo di morale pubblica, nel senso che i princípi e le categorie del Bene e del male rimangono, e vengono applicati, soltanto e unicamente nell'ambito dei rapporti familiari. L'amoralità non è quindi relativa ai comportamenti interni alla famiglia, ma all'assenza di ethos comunitario, all'assenza di relazioni sociali morali tra famiglie, tra individui all'esterno della famiglia. Secondo questa prospettiva quindi, ogni tentativo e iniziativa riguardante l’investimento di risorse ed energie in beni collettivi da realizzarsi tramite uno sforzo organizzativo comune e spontaneo, rimane fuori dall’orizzonte delle possibilità.

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