Psicologia di comunità

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Psicologia
Psi2.png
Portale · Progetto
Categoria · Discipline
PROSPETTIVE

Associazionismo
Cognitivismo
Comportamentismo
Costruttivismo
Epistemologia genetica
Funzionalismo
Neuropsicologia
Psicodinamica
Psicologia della Gestalt
Scuola storico-culturale
Strutturalismo

Ψ TEORICA

Psicologia generale
Psicologia fisiologica
Psicometria
Psicologia dello sviluppo
Psicologia sociale
Psicologia del lavoro
Psicologia dinamica
Psicologia clinica

Ψ APPLICATA

Counseling
Psicologia clinica
Psicologia del lavoro
Psicologia dell'educazione
Psicologia della salute
Psicologia dello sport
Psicologia di comunità
Psicologia forense
Psicoterapia

Ψ STORIA

Correnti e protagonisti
Tappe della psicologia

Template
Vedi · Discuti · Modifica

La Psicologia di Comunità si può definire come un'area di ricerca e di intervento sui problemi umani e sociali, che si rivolge in modo particolare all’interfaccia tra la sfera personale e quella collettiva, tra la sfera psicologica e quella sociale[1].

Settore applicativo nato "formalmente" nel 1965, dopo un convegno a Swampscott (nel New England, USA), è stato in realtà anticipato, nelle sue idee fondanti, da Alfred Adler, con le sue riflessioni sulle dimensioni sociali e comunitarie del disagio e dell'oggetto d'intervento dell'azione psicologica. La psicologia di comunità è nata anche in seguito ad una riflessione sui cambiamenti operativi ed organizzativi in campo psichiatrico, e della dimensione sociale della pratica clinica stessa.

La psicologia di comunità storicamente ha mirato a promuovere il benessere individuale, gruppale e collettivo, attraverso un'opera "emancipatoria" e di forte carica sociale, tipicamente caratterizzata da azioni finalizzate alla prevenzione del disagio e dalla promozione della salute ("salutogenesi").

Temi imprescindibili per l'operatore di comunità sono il saper entrare empaticamente in contatto con la persona ed i gruppi cui fornire aiuto, il concetto di Empowerment, l'attenzione alla dimensione psicosociale dell'intervento psicologico, la sensibilità alla dimensione culturale, e l'implementazione di tecniche di auto-mutuo aiuto.

Lo psicologo di comunità è dunque un "Partecipant Conceptualizer", ovvero ha sì il compito di elaborare teorie, ma per fare ciò deve partecipare direttamente al lavoro con (e non sul) cittadino-utente.

Murrell definì la psicologia di comunità come lo studio delle transazioni tra le reti di sistemi sociali, le popolazioni e l'individuo. Esso sviluppa e valuta metodi di intervento che migliorino gli adattamenti della persona all'ambiente.

Indice

[modifica] Note

  1. ^ Amerio, P. (2000). Psicologia di Comunità. Il Mulino, Bologna.


[modifica] Bibliografia

  • Amerio, P. (2000). Psicologia di Comunità. Il Mulino, Bologna.
  • Orford, J. (1995). Psicologia di Comunità. FrancoAngeli Editore, Milano.
  • Zani, B., Palmonari, A. (1996). Manuale di Psicologia di Comunità. Il Mulino, Bologna

[modifica] Collegamenti esterni

Società Italiana di Psicologia di Comunità http://www.sipco.it/

European Community Psychology Association http://www.ecpa-online.eu/

[modifica] Voci correlate

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue